L’ultimo giorno

19 gennaio 2009 0 Di redazione

La sveglia suona; la mano corre a cercarla e preme il tasto. Silenzio, e la consapevolezza che già ho i minuti contati e proprio non posso temporeggiare oltre sotto queste calde coperte. Per oggi, l’agenda è piena di appuntamenti, a cui devo aggiungere il dentista ..e Dio solo sa quanto non lo sopporti.. e la spesa, altrimenti stasera, quando rientrerò con la fame atavica di sempre, sarò costretta a divorare pezzi di battiscopa.
Che camicia? La bianca o questa azzurra?! Meglio la seconda: la bianca mi fa troppo collegiale. Un morso ad una brioche mentre guardo distratta le news al tg. E ora via sotto la doccia..
Fuori. Bbbrrrrr.. che freddo. Quando mi deciderò ad indossare sciarpa e guanti? Eppure ne ho un cassetto pieno. Dunque dunque.. vediamo.. devo confermare a Marco l’aperitivo di stasera: non vedo l’ora di farmi due risate con lui! Meglio che gli mandi un messaggio.
Uffa!!! Ho dimenticato di ricomprare la cipria; chissà se in borsa me n’è rimasta un po’, almeno per darmi una sistematica e rendermi più …accettabile. Oh, ecco, questa dev’essere la nuova libreria di cui mi ha parlato Paola; quasi quasi entro e compro l’ultimo dell’Allende, così domani me lo leggo tutto d’un fiato. Ma domani mamma vuole che vada a cena da lei: mi ha promesso lo sformatino ai funghi, come posso dirle di no? Ricattatrice! Chissà da chi avrò preso.. A proposito, è il caso che ricordi a papà che se vuole che vada in vacanza con loro, è bene che passi a pagarmi l’assicurazione. Ah.. già, ma dove ho messo la macchina?! Uh, eccola..

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Ti capita mai, quando hai notizia di un incidente mortale, di pensare al mondo che c’era dietro quella persona? A me sì. E penso che se la scena più cruda che si palesa ai primi soccorritori riguarda il corpo martoriato, o quel che ne rimane …quella più commovente sta nei tasselli di vita rinvenuti nelle pertinenze.
I pensieri, i progetti, gli affetti, una piccola trousse con trucchi, una foto, un libro, un mazzo di chiavi, la camicia bianca o quella azzurra.. Tutto riconducibile ad una vita che si è fermata, nonostante il chiasso in cui era sommersa. Dettagli che ti uccidono.
Eppure, molto spesso ascoltiamo i bilanci delle stragi del sabato sera con una indifferenza disarmante, senza renderci conto che si tratta di veri e propri bollettini di guerra.
Forse, ci toccano un po’ di più quando ci raccontano un dettaglio raccapricciante. Lo è, per esempio, la storia di quella donna scesa dall’auto con suo marito per prestare soccorso in un incidente e che si è vista travolgere da un’altra auto che le ha ucciso i due gemellini che ancora portava in grembo; lo è la storia di quel papà che aveva accompagnato sua moglie a partorire, ma che non avrebbe mai visto suo figlio, perché di ritorno a casa dall’ospedale è rimasto coinvolto in un terribile incidente. Lo è la storia del vigile, intervenuto sul luogo di un incidente mortale e che ha riconosciuto suo figlio dal braccialetto..
Poi, ci sono le storie che nessuno farcisce di dettagli, e che ci arrivano semplicemente come la notizia di un morto in autostrada. Uno in più.
Ma non fa male ugualmente pensare che al bambino di quell’uomo …di un uomo qualunque.. qualcuno dovrà trovare un modo per spiegare perché papà da stasera non tornerà più?!..
Vittoria