Il Museo Nazionale Emigrazione Italiana ignorail fenomeno ciociaro

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3 Risposte

  1. patrizia pTINI ha detto:

    Dopo aver letto le parole di Santulli un commento è doveroso.
    Prima di ogni pensiero va sottolineato l’impegno dello studioso, QUASI CERTAMENTE IL più attento alle tradizioni e A ll’identità ciociara; quindi un plauso all’uomo che ha sempre dimostrato sincerità e passione per le proprie radici.
    Poi la solidarietà ai contenuti dell’articolo e la condivisione per una indignazione che scaturisce dalla “dimenticanza” relativa alla nostra cultura sull’emigrazione.
    Da anni si cerca di trasmettere i sentimenti della ciociarità e le umiliazioni ad essa connesse, da altrettanti anni si aspetta la verità di alcuni “fatti” indispensabili a ricostruire un tempo perduto che ci appartiene e che si rende indispensabile per conoscere la nostra terra. Attraverso l’inedita ed affascinante storia locale si rimuove la cenere di chi ha patito e vissuto uno sfruttamento socio-politico ancora oggi tangibile , opera di coloro che irrimediabilmente scadono ancora nelle solite superficialità istituzionali.
    Spesso e senza competenze si sottopongono argomenti delicati al giudizio di pochi eletti che non si rendono conto di mettere a repentaglio la vitalità intelligente dei ciociari, quella stessa che ha permesso a molte famiglie di ripopolare territori abbandonati da tutti… persino da Dio.
    Noi abbiamo bisogno di interpretare il passato che ci ha distinti e resi forti davanti alle avversità, quindi niente è più importante dello studio sull’emigrazione, delle sofferenze e del riscatto che ci ha dato vigore ed orgoglio.
    La decisione di risvegliare in noi la vera drammaticità, che ci appartiene di diritto, è lecita!
    Mi auguro che altre forze si aggiungano a quella di M.S. … sempre vigile ed opportuno.
    grazie

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