Pub a luci rosse, donne sfruttate nella prostituzione. Arrivavano a tentare il suicidio

15 maggio 2010 0 Di redazione

Veri e propri schiavisti del sesso, questi erano, secondo gli investigatori della squadra mobile di Chieti, le tre persone arrestate ieri a Vacri (Ch). Nella gestione di un pub, gli investigatori avrebbero accertato che gestivano, nel “retrobottega”, una squallida ma fruttifera attività di prostituzione costringendo un gruppo di ragazze rumene, finte cameriere, a dare il proprio corpo in cambio di soldi che, ovviamente, venivano riscossi dai tre. Le donne che finivano nel “circuito” erano costrette a fare sesso con i clienti più volte al giorno dal martedì alla domenica, all’interno di un piccolo camerino ricavato nel retrobottega. Le prestazioni variavano dai 50 ai 150 euro ma soli pochi spiccioli finivano alle donne. Le indagini sarebbero nate poprio dal tentativo di suicidio di una delle prostitute che, vinta ormai dallo squallore in cui era caduta, aveva deciso di farla finita. Salvata dalla polizia, ha raccontato tutto agli agenti permetendo così di indagare e arrivare anche all’arresto di C.P.A., 59 anni, A. H. di 51 anni e M.D.G di 52 anni tutti di Miglianico (Ch). Per loro il reato contestato è associazione per delinquesre finalizzata alla prostituzione. Inoltre si cercano altri due rumeni ritenuti i procacciatori di donne che poi venivano sfruttate nel pub luci rosse.
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