Giorno: 7 dicembre 2010

7 dicembre 2010 0

Fini, “Comunque vada martedì resto Presidente della Camera”

Di redazione
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“Comunque vada martedì resto presidente della Camera dei Deputati” lo ha detto a Ballarò gianfranco Fini riferendosi al dopo voto della fuducia. Se il Governo non dovesse cadere lui non si dimetterebbe dalla sua carica. Inoltre, a proprosito della possibilità di un accordo elettorale con il Partito Democratico Fini ha detto che questa sarebbe una ide che Berlusconi vuol far credere agli italiani. “Fli è una forza liberale che vuol rimanere tale”.

7 dicembre 2010 0

Frode fiscale, in manette due imprenditori della Val di Sangro

Di redazione

Il nucleo di polizia tributaria della guardia di finanza di Chieti questa mattina ha dato esecuzione ad una ordinanza di custodia cautelare in carcere e domiciliare emessa dal Gip di Lanciano, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti rispettivamente di P.V. di 45 anni e C.C. di 47 anni, indagati per l’ipotesi di reato di cui agli artt. 2 e 8 del d.lgs n. 74/2000. I provvedimenti sono stati emessi a conclusione di complesse indagini di p.g., avviate da oltre un anno a seguito di mirati approfondimenti investigativi ai fini antiriciclaggio operati su sospette operazioni finanziarie riconducibili ad uno degli arrestati. L’esito degli accertamenti e le indagini hanno formato oggetto di dettagliata informativa inviata all’ a.g. procedente consentendo a quest’ultima di chiedere i provvedimenti nei confronti degli indagati, noti imprenditori della Val di Sangro operanti nel settore immobiliare. La meticolosa ed articolata attività investigativa eseguita con mirati controlli incrociati ed accurata e laboriosa analisi di documenti bancari ha portato alla luce un giro di false fatture il cui importo complessivo ammonta a circa 2,5 milioni di euro. Il sistema fraudolento scoperto dalle fiamme gialle consisteva nell’emissione di false fatturazioni da parte di società amministrate da prestanomi ma di fatto riconducibili ad uno stesso soggetto che operava con apposita delega su tutti i conti intestati alle imprese di fatto da lui gestite. Di contro il soggetto utilizzatore provvedeva ad annotare regolarmente le fatture false in contabilità, ad utilizzare le stesse in sede di dichiarazione annuale ed a pagare le fittizie prestazioni attraverso i conti correnti intestati alla società. Le somme ricevute in pagamento, dopo essere state versate sui conti della società emittente, sarebbero state restituite in parte ai soggetti utilizzatori attraverso l’emissione di assegni nei confronti di altre società sempre riconducibili al p.v. e negoziati dallo stesso per cassa allo sportello bancario; In conclusione, il ricorso a tale sistema avrebbe consentito alla società utilizzatrice: l’abbattimento degli utili da sottoporre a tassazione e la costituzione di un indebito credito d’iva in sede di dichiarazione annuale d’imposta; Ai titolari delle società (emittenti ed utilizzatrici), invece, l’acquisizione d’ingenti disponibilità finanziarie e bancarie, tali da permettere la costituzione di una provvista di fondi da sostituire e trasferire ad altri soggetti per l’acquisto “in nero” della merce; l’accumulazione di consistenti proventi di natura illecita, sistematicamente riciclati, derivanti dal pagamento delle fatture false.

7 dicembre 2010 0

Ladro di corrente sorpreso ed arrestato dai carabinieri

Di redazione

I carabinieri della Stazione di Vasto hanno tratto in arresto, per furto aggravato, G. G., 26enne, di Vasto. Secondo quanto accertato, il 26enne si sarebbe appropriato di energia elettrica, collegando l’impianto elettrico della sua abitazione direttamente alla linea principale dell’E.N.E.L., scollegando il contatore. L’uomo sulla linea, verificato dai tecnici dell’E.N.E.L., è stato segnalato ai carabinieri della locale Stazione, i quali in brevissimo tempo hanno individuato l’abitazione ed il responsabile del furto. Espletate le formalità burocratiche e d’ufficio, valutati i precedenti penali e la pericolosità sociale dell’indagato, si è passati al suo arresto, il quale è stato associato alla Casa Circondariale di Vasto in attesa di essere interrogato dal magistrato titolare dell’indagine. L’appartamento, occupato regolarmente dall’arrestato (da solo e senza animali domestici), si trova nel centro storico della città. L’indagato svolge saltuariamente l’attività di operaio nel settore del terziario. L’impianto elettrico, abusivamente alimentato dalla linea principale, serviva l’intero appartamento, arredato con tutti gli elettrodomestici normalmente presenti nelle civili abitazioni. Un altro caso analogo si era verificato nel mese di novembre scorso, quando i carabinieri della Stazione di Vasto coordinati dal capitano LoSchiavo, unitamente ai tecnici dell’E.N.E.L., individuarono un edificio adibito a civile abitazione nella periferia sud della città, alimentato direttamente dalla linea principale dell’E.N.E.L. con un cavo appositamente realizzato. Il responsabile, ammesso successivamente al regime degli arresti domiciliari, la settimana scorsa è stato condannato dal Tribunale di Vasto a sei mesi di reclusione per furto aggravato.

7 dicembre 2010 0

Madonnina “sfrattata” dalla scuola, il sindaco: “Trovata maniera per farla tornare al suo posto”

Di redazione

La statua di una madonna a Fossacesia e, da almeno un anno, al centro di un duro confronto di idee tra chi sostiene che la rappresentazione sacra, sistemata nel 1953 nell’atrio dell’istituto policomprensivo di Fossacesia (Ch), sia una giusta presenza e chi, sostenendo che sia invece una ingerenza alla laicità della scuola, ne ha ordinato la rimozione. Adesso, però, la statua potrebbe tornare al suo posto grazie ad una norma ignorata al momento della sua rimozione e successivo parcheggio in un sottoscala. Il polverone si è alzato a settembre dello scorso anno quando il dirigente scolastico, Corrado Moresco, ha disposto che la “madonnina” fosse rimossa. “Quando entravo nella scuola, avevo l’impressione di entrare in una chiesa” ha detto il preside che con ferma ma educata convinzione aggiunge: “Ho ritenuto necessario curare maggiormente il rapporto con l’utenza in maniera laica”. La sua fermezza non ha tentennato neanche quando a febbraio il Prefetto di Chieti lo ha convocato e, alla presenza del presidente della provincia, del sindaco di Fossacesia e del provveditore, lo ha invitato a desistere da quella sua posizione in nome del buon senso. Il dirigente, però, non ha cambiato idea, “se volete denunciatemi” avrebbe risposto. A nulla è servito il parere del consiglio di istituto che si è espresso per la ricollocazione della statua di gesso, inutile anche la raccolta di firme o i duri attacchi politici. “Se voglio pregare la Madonna – dice convinto Moresco – la vanno a venerare in chiesa”. Il crocifisso, invece, trova posto in ogni aula “Perché – dice il dirigente – la legge lo impone, ma la stessa legge non parla di statue Mariane”. Il sindaco di Fossacesia, Fausto Stante, centro sinistra, ha una posizione nettamente diversa seppure il dirigente è stato candidato nel suo stesso schieramento e non è stato eletto per un pelo. “Il preside dovrebbe rivedere la sua posizione – dichiara il primo cittadino – Nessuno ha avanzato la richiesta di rimuovere quella statua, quindi nessuno si è sentito offeso da quella presenza, anzi tutti si sono ribellati a quel gesto. Stimo però verificando una norma secondo la quale tutte le strutture o manufatti con almeno 50 anni di esistenza, per essere rimosse, necessitano di una apposita autorizzazione da parte della Sovrintendenza. Se fosse vera questa norma – sostiene il sindaco Stante – inviterò il dirigente a sistemare nuovamente la statua al suo posto altrimenti correrebbe il rischio di una denuncia”. Questa è la novità sulla vicenda per la quale la madonnina, alta 120 centimetri, potrebbe uscire dal sottoscala dove al momento è “parcheggiata” e potrebbe riprendere il posto nell’atrio della scuola primaria di Fossacesia. Ermanno Amedei

7 dicembre 2010 0

Mariana come Yara, in Ciociaria si cerca la 20enne scomparsa nel nulla

Di redazione

A Bergamo si cerca Yara, ad Alatri e in provincia di Frosinone si cerca Mariana. La 20enne bionda e di origini rumene sembra essere stata inghiottita dal nulla proprio come la 13enne di Brembate. Da venerdì scorso i genitori non hanno più notizie e, per questo, la famiglia di origini rumene ma da anni residente ad Alatri, si è rivolta ai carabinieri del comando provinciale di Frosinone. Si teme per le sorti di Mariana Mindru che è alta 165 centimetri e i militari dell’Arma la stanno cercando già da diverse ore ma, per facilitare tali ricerche, hanno deciso di divulgare la foto alla stampa. Ermanno Amedei

7 dicembre 2010 0

Rubano escavatori per 400 mila euro, scappano all’arrivo dei carabinieri

Di redazione

Ieri, a Frosinone, i carabinieri del NORM, hanno intercettato nei pressi di un cantiere nella zona ASI, ignoti malfattori che, a bordo di 2 escavatori Caterpillar risultati poi rubati poco prima presso lo stabilimento Henkel di Ferentino, tentavano di allontanarsi dalla zona. I malviventi, alla vista dei carabinieri, si sono dati alla fuga nelle campagne adiacenti facendo perdere le loro tracce. L’intervento dei militari operanti ha consentito comunque il recupero dei mezzi pesanti del valore di 400 mila euro circa, restituiti al legittimo proprietario.

7 dicembre 2010 0

Furto negli uffici dell’Acea Ato 5, un arresto e due denunce

Di redazione

Questa notte a Frosinone, i carabinieri del NORM, hanno arrestato nella flagranza di reato per “tentato furto aggravato” Crescenzo Piccirilli. Nell’ambito della stessa operazione, sulla risultanza di immediate indagini, denunciavano in stato di libertà per lo stesso reato A.C. e F.A., entrambi del luogo. I tre, dopo aver rotto una finestra del piano terra dell’edificio, si introducevano all’interno degli uffici commerciali della società ACEA ATO 5, dove hanno tentato di asportare attrezzature informatiche ed oggetti vari. All’arrivo dei carabinieri, il gruppetto però, si è dato alla fuga. I militari, però, sono riusciti a fermare l’arrestato e a identificare successivamente i due complici.

7 dicembre 2010 0

“Combattenti per Telethon”, il soft air Gruppo Arditi raccoglie 1.890 euro

Di redazione

Combattenti per divertimento e per Telethon. Sono gli appartenenti al Gruppo Arditi Cassino, appassionati di soft air, che hanno organizzato un incontro amichevole tra squadre di appassionati allo stesso genere delle province di Frosinone, Roma e Caserta. La cornice stupenda del gioco l’ha offerta la pineta ”valle dell’inferno” del comune di Vallerotonda (Fr) a ridosso della catena montuosa delle Mainarde. Eè stato lì che , 174 “soldati” si sono affrontati in una guerra tecnica e, ovviamente, finta. I partecipanti si sono dati appuntamento al campo base della pineta fin dalle prime ore della mattina della domenica, sfidando il freddo pungente dell’altitudine. Dopo l’iscrizione, i ragazzi in mimetica e armati “fino ai denti” si sono divisi in 5 grandi fazioni mescolando componenti di squadre diverse giocando in un area di 4 chilometri quadrati dove tra pendii, valli e prati era un muoversi e correre a perdi fiato. Un divertimento unico che ha reso soddisfatti tutti ma, i partecipanti sono rimasti soddisfatti soprattutto anche per un altro risultato, quello relativo alla raccolta fondi per la quale la manifestazione era stata organizzata. A Telethon, infatti il “soft air” Gruppo Arditi Cassino consegneranno ben 1.890 euro diventando così l’evento sportivo soft air più riuscito nella regione Lazio e d’Italia. Infatti dei 37 eventi soft air, quello di Cassino è risultato essere quello più generoso. Un bel modo per sdoganare l’attività della “finta guerra” che viene vista da alcuni come praticata da fissati e aggressivi. Il soft air è, invece, una attività sportiva, ricreativa che non è possibile partecipare se non profondamente rispettosi delle regole e del prossimo. Nulla di violento, il soft air ha, della guerra, solo il tatticismo.

7 dicembre 2010 0

Senza lavoro si incatena davanti al Comune

Di redazione

“Voglio Vivere anche io”, così, questa mattina, un 50enne si è presentato davanti al comune di Vallerotonda e, dopo aver affisso alcuni cartelli con questa dicitura, si è incatenato. Con la sua protesta, l’uomo chiedeva lavoro per una vita dignitosa dato che da tempo non guadagna uno stipendio regolare. Dopo aver minacciato di darsi fuoco, l’uomo è stato ascoltato dal sindaco dle Comune e, così, è terminata la sua protesta. Er. Amedei