Sanità privata, l’allarme dell’Ugl

17 dicembre 2010 0 Di admin

Da Rosa Roccatani, segretario provinciale dell’UGL Sanità della provincia di Frosinone riceviamo e pubblichiamo:
Ancora ansia per i lavoratori della sanità privata convenzionata, è dell’altro ieri l’incontro in regione che ha sostanziato la proroga di un mese di Cassa integrazione in deroga, per 31 lavoratori dichiarati in esubero dalle 4 cliniche, Sant’Anna, Villa Serena, Villa Gioia, Santa Teresa.
Restano ancora in CIGS i lavoratori dell’INI “Città Bianca” e del San Raffaele, crescono le difficoltà economiche per le altre strutture a causa della mancata corresponsione delle quote da parte dei comuni, mettendo in forte rischio la mensilità dei lavoratori.
nel frattempo, la Croce Verde Anticolana dal mese di giugno non paga le mensilità, riversando ogni responsabilità all’A.USL, poiché in ritardo con le dovute corresponsioni delle fatture.
Al tempo stesso, lo Studio Medico di Ferentino, struttura privata convenzionata, licenzia 2 unità, ma preavvisa che probabilmente potrebbero esserci altre risoluzioni.
Peraltro moltissime strutture non hanno ancora applicato l’incremento tabellare stipendiale, derivante dalla sottoscrizione del rinnovo del CCNL mesi orsono, atteso dal 2005.
Intanto, i lavoratori precari in attesa di stabilizzazione o quelli con contratti in scadenza alla fine del mese, sono con il fiato sospeso, poiché ancora oggi non hanno avuto alcuna assicurazione, né di stabilizzazione per coloro che hanno i titoli, né di continuità di lavoro per quelli in servizio.
Una vera e propria drammaticità per i lavoratori e per le loro famiglie, che non tenta di fermarsi, ma anzi si acuisce sempre più.
Le responsabilità? Vero è, che i comuni non pagano e riversano ogni responsabilità alla Regione, che le strutture sanitarie si appellano ai tagli, che la A.USL per lo stesso motivo frena le liquidazioni, che la Regione non da indicazioni, né sulla stabilizzazione né sui rinnovi.
Finalità è, che le conseguenze, economiche, burocratiche, fiscali o formali…. in conclusione le pagano i lavoratori.