La Fiat dice addio alla Croma e fa salire la produzione della Giulietta

10 gennaio 2011 0 Di redazione

Prima settimana di lavoro per gli operai della Fiat di Cassino richiamati sulle linee di montaggio una settimana prima del previsto. Un dato positivo che non si verificava da anni e che fa ben sperare per il futuro. Dall’inizio dell’anno, nello stabilimento cassinate si producono solo tre modelli: Giulietta, Bravo e Delta per l’uscita dalla produzione, dopo cinque anni, della Croma. Gli 800 addetti sono stati smistati sulle linee della Giulietta per far salire la scaletta produttiva, da 370 vetture a turno a 460. La Giulietta ha superato nel 2010 quota 50 mila ordini e nel 2011 si punta al raddoppio. Dopo l’epifania, da oggi si è tornati a lavorare a pieno ritmo. Intanto la direzione ha prorogato al prossimo 30 aprile la scadenza per presentare le domande di pensionamento anticipato. Nella primavera scorsa la Fiat aveva calcolato 500 esuberi dando la possibilità ai lavoratori vicini al pensionamento di lasciare il lavoro in anticipo con un congruo incentivo. Alla quota di 500 unità ne mancano ancora un centinaio e perciò la proroga. Alla mobilità volontaria, secondo la Fiom, sta facendo riscontro anche quella forzata. Infatti ad una trentina di dipendenti sarebbero arrivate delle comunicazioni di mobilità forzata. Si tratta di persone vicine al pensionamento alle quali verrà prospettata in tempi brevi la nuova posizione. La Fiom si è dichiarata molto critica sul provvedimento. Intanto c’è attesa per il nuovo piano industriale che a febbraio l’ad Sergio Marchionne presenterà per la fabbrica cassinate. Si attendono almeno quattro nuovi modelli. Tra questi potrebbe starci una nuova vettura dell’Alfa Romeo, la nuova Giulia che andrebbe ad affiancarsi alla Giulietta. E poi entro il 2014 un nuovo modello Lancia ed uno Chrysler. Su tutto, comunque, pesa l’incognita dell’unità sindacale sulla trattativa che Marchionne avvierà per il sito di Cassino. Fim-Cisl e Uilm auspicano un accordo unitario con la Fiom nell’interesse dei lavoratori.