Giorno: 15 febbraio 2011

15 febbraio 2011 0

Walter Onasi, in moto al funerale di un centauro

Di redazione
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In moto al corteo funebre per ricordare Walter Onasi, il 43enne morto sabato sulla via casilina mentre era in sella alla sua moto Yamaha R1. Walter era un appassionato ed esperto motociclista ma ciò non gli è bastato per evitare lo schianto mortale. Oggi si sono svolti i funerali nella chiesa di Medaglia d’Oro di Cervaro e hanno partecipato decine di motociclisti.

15 febbraio 2011 0

Muore in carcere a 27 anni, la sorella: “Voglio sapere cosa ha ucciso mio fratello”

Di redazione

“Voglio sapere come è morto mio fratello”. A parlare è la signora Rita, sorella di Raffaele (e non Gaetano come erroneamente riportato nel precedente articolo) Busiello, il 27enne trovato morto nella notte tra sabato e domenica nel carcere di Chieti. Oggi si è svolta l’autopsia per cercare conferme sull’ipotesi infarto, e domani il corpo verrà restituito ai parenti. “Era stato arrestato per una tentata rapina ad una poliziotta – continua la sorella – e aveva raccontato di essere stato picchiato nel carcere di Catanzaro. Le notti non riusciva a dormire e per farlo doveva assumere sedativi. Aveva tentato il suicidio diverse volte e le istanze fatte perché gli si concedessero i domiciliari non sono mai state inascoltate. Domani uscirà dal carcere, purtroppo morto ad appena 27 anni”. Er. Amedei

15 febbraio 2011 0

Un sorriso negli ospedali, clown “al lavoro” nella festa del malato

Di redazione

Per la Festa del malato la Caritas ha portato un sorriso Sabato scorso si sono tenute in tutto il mondo le celebrazioni per la Giornata del malato e per la Festa della Vergine di Lourdes. Anche la Caritas Diocesana di Cassino ha voluto ricordare le due ricorrenze portando un sorriso in due strutture del Cassinate: San Raffaele e Villa degli Ulivi (Sant’Elia). La Presidentessa della Caritas, Maria Rosaria Lauro, ha mandato presso le due cliniche alcuni operatori, che hanno donato le medagliette della Madonna di Lourdes, ma anche un clown che ha intrattenuto i pazienti attraverso vari giochi. Presso Villa degli Ulivi il pagliaccio ha presentato un piccolo spettacolo comico con il coinvolgimento dei pazienti, i quali hanno apprezzato in particolare il gioco del parruchiere: dopo un finto lavaggio, taglio di capelli, bigodini, phon veniva appoggiato sulla testa un lenzuolo, sotto il quale il clown faceva indossare una parrucca spiritosa ad ognuno. Poi un corale conto alla rovescia per far scoprire ogni volta un’acconciatura diversa e divertente. I primi a prestarsi al gioco sono stati i medici e gli infermieri.

15 febbraio 2011 0

Il Volgograd all’8777° chilometro approda alla Regione Lazio

Di redazione

Il Raid Umanitario/Storico “Roma – Volgograd – Roma” si è chiuso dopo 8777 km percorsi con una cerimonia ufficiale presso la sede del Consiglio Regionale del Lazio alla presenza del Presidente del Consiglio, Mario Abbruzzese che ha concesso il patrocinio gratuito all’iniziativa, in occasione del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia, per commemorare i caduti della Regione sul fronte russo nella Seconda Guerra Mondiale. Il pickup GA200 utilizzato per il Raid, ha infatti portato le insegne del Consiglio Regionale per tutta la durata del viaggio, anche per mantenere vivo, nel ricordo, uno dei passaggi fondamentali della nostra storia nell’anno del 150° Anniversario dell’Unità d’Italia. Particolarmente importante, la missione umanitaria legata al Raid. Calchetti e Guerrini, infatti, hanno portato con loro e consegnato alla Comunità Giovanni XXIII di Volgograd una parte della grande quantità di vestiti invernali raccolti anche grazie all’aiuto dei dipendenti di Gonow Europe e della Imega di Sansepolcro. “La presidenza del Consiglio regionale ha voluto riconoscere attraverso la concessione di un patrocinio morale la bontà e lo spirito umanitario di questa iniziativa che valorizza, nell’ambito delle celebrazioni del 150° anniversario dell’Unità d’Italia, la particolare pagina di storia che ha visto protagonisti i reparti italiani impegnati sul fronte orientale tra il 1941 e il 1943” – ha detto il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Mario Abbruzzese. Ringrazio il giovane, ma esperto equipaggio, composto da Guerrini e Calchetti – ha continuato Abbruzzese – per aver affrontato questa avventura anche a nome del Consiglio Regionale del Lazio e plaudo all’interesse dimostrato dalla “Gonow Europe”, emergente casa automobilistica cinese che opera anche in Italia, che è riuscita a coniugare la sperimentazione di una nuova vettura su un percorso impegnativo e con uso esclusivo di carburanti poco inquinanti, con il sostegno di un’iniziativa benefica e in ricordo di un momento particolarmente sofferto della storia del nostro Paese”. Lo scopo del viaggio, quello, di andare a documentare le reali condizioni incontrate dai nostri militari sul fronte russo, è stato portato a termine con la produzione di circa 6 ore di girato. A Volgograd i due viaggiatori protagonisti del Raid “Roma – Volgograd – Roma”, hanno partecipato alla commemorazione che da alcuni anni si celebra durante l’ultima settimana di gennaio e la prima decade di febbraio dedicata alla Memoria delle tragedie avvenute durante la seconda guerra mondiale. Tra queste, c’è la storia che noi italiani non dobbiamo dimenticare: quella che ha riguardato i nostri reparti inviati sul Fronte Orientale tra il 1941 e il 1943. Le forze armate italiane, all’epoca già duramente provate dagli scontri sui Balcani e nell’Africa Settentrionale, furono inviate da Mussolini a sostegno dell’attacco tedesco contro l’Unione Sovietica, andando così incontro ad un destino drammatico: le cifre parlano di circa 5.000 morti e 13.000 feriti fino al 10 dicembre 1942, e di circa 115.000 tra morti e feriti nella battaglia del Don, la successiva ritirata (11 dicembre 1942 – 20 marzo 1943) e la prigionia. L’enorme numero di soldati dell’Asse catturati dai Sovietici, infatti, determinò gravi difficoltà nella gestione dei prigionieri a cui non furono garantite condizioni minime di sopravvivenza nei campi di prigionia e durante i trasferimenti.

15 febbraio 2011 0

Videocon, Tedeschi (Idv) scrive al Ministro: “La cassaintegrazione porta all’agoscia mortale”

Di redazione

Di seguito il testo integrale della lettera che il consigliere regionale dell’Italia dei Valori, Anna maria Tedeschi, ha scritto al ministro per lo sviluppo economico Paolo Romani su Videocon. “Gentile Ministro Romani, il caso della VDC di Anagni le è ormai ampiamente noto e le vicende di diversa natura che è necessario gestire simultaneamente per la sua risoluzione sono anch’esse da diverso tempo alla sua attenzione. Le scrivo quindi non per rappresentarle ulteriormente fatti e situazioni di cui lei è già a conoscenza, bensì per informarla circa il clima di angoscia e tensione che si è creato in seguito alla tragedia di Antonio Pizzuti cassaintegrato Videocon che il giorno 6 Febbraio si è tolto la vita. Un gesto estremo quello di Antonio emblematico della situazione che vive chi non ce la fa più sia economicamente, sia psicologicamente a sostenere una situazione in cui chi è cassaintegrato si sente tagliato fuori dal contesto economico e sociale. Il cassaintegrato non si sente più parte della società, si sente un peso, un’entità in eccesso che non si sa bene dove, come e quando ricollocare. Spesso il cassaintegrato si percepisce con una speranza di vita pari a zero e questo stato d’animo può portare anche a gesti tragici come quello di Antonio. Non lasciamo cadere nel dimenticatoio questo sacrificio, non è più possibile procrastinare scadenze di accordi di cui si parla da troppo tempo senza però che si giunga a date ed atti certi. La invito pertanto Ministro Romani a portare di persona presso lo stabilimento Videocon di Anagni le informative che da tempo si attendono. La certezza di un epilogo positivo di tutta la vertenza non può che venire dall’esponente politico espressione della politica di sviluppo economico di questo Paese. Gli oltre 1.300 cassaintegrati Videocon insieme ad un intero territorio esigono ormai risposte certe, la sua presenza è urgente. La morte tragica, forse catartica di Antonio, impone a tutti noi di dare segnali forti e certi che lo Stato c’è ed è insieme ai lavoratori perché l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro”.

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Terremoto, scossa di magnitudo 2.6 a L’Aquila

Di redazione

Una scossa sismica è stata lievemente avvertita nel primo pomeriggio di oggi dalla popolazione nell’aquilano. L’epicentro è stato localizzato tra i comuni di Pizzoli, Barete e Cagnano Amiterno. Secondo i rilievi registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico si è verificato alle ore 15,05 con magnitudo 2.6. Dalle verifiche effettuate dalla Sala Situazione Italia del Dipartimento della Protezione Civile non risultano danni a persone o cose.

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Il vescovo di Termoli in visita ai carabinieri di Campomarino

Di redazione

Ieri mattina, Sua Eccellenza Gianfranco De Luca, Vescovo della diocesi di Termoli e Larino, nell’ambito della visita pastorale presso la parrocchia Santo Spirito di Campomarino, si è recato presso il locale Comando Stazione Carabinieri al fine di rendere un saluto ai militari del reparto. L’alto prelato è stato ricevuto dal Comandante della Compagnia di Termoli, Cap. Francesco Maceroni, nonché dal Comandante della Stazione di Campomarino M.A.s.U.P.S. D’AMICO Arturo e da tutto il personale della sede. Il Vescovo ha visitato gli uffici della struttura e poi si è intrattenuto con tutto il personale presente per un breve saluto, ringraziando i militari per la meritoria opera svolta per la tutela dell’ordine pubblico e la salvaguardia della sicurezza pubblica.

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Alienazione beni comunali, Bisbano:”Così rendiamo sicura la viabilità”

Di redazione

Al fine di rendere più snello e funzionale il processo di alienazioni dei beni di proprietà comunale, come più volte richiamato dalla Legge n. 127/1997, al fine di imprimere una spinta di accelerazione al processo di dismissione del patrimonio immobiliare, i cui costi di gestione sono divenuti onerosi e improduttivi, nonché acquisire nuove risorse finanziarie per l’Ente, l’Assessorato al Patrimonio del Comune di Lanciano ha provveduto alla valutazione di una serie di immobili, tra i quali uno in località “ Tiro a Segno” via circonvallazione. La zona, a rischio franoso è sottoposta a PAI: Piano Assetto Idrogeologico. “ Senza questa valutazione – ha dichiarato l’Assessore al Patrimonio, Geom. Luciano Bisbano – non sarebbe stato possibile l’abbattimento dell’ ex Scuola Elementare S.Liberata, da tempo in stato di abbandono”. “Un intervento – continua l’Assessore Bisbano – che ha consegnato ai residenti della C.da S.Liberata – la possibilità di fruire di uno spazio in più che sarà certamente curato in modo da consentirne il miglior utilizzo”. “ Oltre a questo intervento – conclude l’Assessore al Patrimonio – è stato possibile effettuare i lavori di demolizione del fabbricato che sorgeva all’interno della rotatoria di Via Ferro di Cavallo”. “Nei prossimi giorni è previsto anche l’abbattimento dell’ex Scuola Materna Sperimentale, nei pressi dell’Istituto Magistrale, che amplierà la sede stradale di Via Ferro di Cavallo migliorandone la sicurezza e la fruizione da parte dei cittadini”.

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Università di Cassino, Confcommercio contro il cambio del nome

Di redazione

“L’università di Cassino ha svolto un ruolo fondamentale per la crescita della città e dell’intera provincia di Frosinone durante gli ultimi trent’anni”. A scriverlo in una nota stampa è Florindo Buffardi, presidente provinciale Confcommercio Frosinone. “Ha creato buona parte delle professionalità che oggi governano i processi di sviluppo del nostro territorio, lì si sono formati i professionisti che ora sono tra i più stimati; attraverso le sue intelligenze sono stati sviluppati piani che hanno contribuito alla tenuta della nostra economia, come i progetti legati all’indotto Fiat; è anche attraverso di lei che abbiamo sviluppato tecnologie fondamentali come la dorsale a fibra ottica. L’università di Cassino è parte fondamentale di Cassino e dei cassinati. Ed è cresciuta talmente tanto che, orgogliosamente, possiamo dire che l’Università di Cassino è parte fondamentale della provincia di Frosinone e dei ciociari. Mi inserisco nel dibattito aperto dal magnifico rettore Ciro Attianese sulla possibilità di cambiare il nome al nostro storico ateneo. Da cittadino di Cassino, orgoglioso della mia università, sono affezionato e legato in maniera forte e quasi indissolubile all’istituzione ed al suo nome. Ma come ogni padre è affezionato ai suoi figli deve essere sereno nel momento in cui essi crescono e maturano al punto da assumere una loro differente identità. Credo che anziché cambiare nome sia più corretto “completare” il nome dell’università di Cassino. Così come hanno fatto le più prestigiose e storiche università italiane: solo per citare qualche esempio il più antico ateneo della capitale si chiama “Università La Sapienza di Roma”, la più affermata università toscana si chiama “La Normale di Pisa”… Ecco: credo che il nome attuale vada integrato, aggiungendo al nome Università di Cassino anche un nome che faccia comprendere quanto, partendo da Cassino, questo ateneo sia cresciuto fino ad abbracciare e far crescere un intero territorio. Immagino ad esempio un nome del tipo “Università San Benedetto di Cassino” oppure “Università di Cassino e delle Terre di San Benedetto”, collegando l’ateneo al patrono d’Europa e padre di quel faro della cultura che fu Montecassino. Senza perdere l’indicazione della sua origine Cassinate. Insomma un nome che mantenga salde le origini e le tradizioni cassinati di questa università ma che allo stesso tempo ne faccia comprendere la dimensione e l’autorevolezza.

15 febbraio 2011 0

Trasformavano ferro in oro, scoperta evasione fiscale per centinaia di milioni

Di redazione

Trasformavano rottami di ferro in oro, anzi, in milioni di euro che venivano frodati allo Stato. Ad indagare su alcune aziende che operano nel settore del recupero e del commercio all’ingrosso di materiali ferrosi sono stati i finanzieri della compando provinciale di Frosinone comandati dal colonnello Giancostabile Salato. La vasta attività di servizio, iniziata circa un anno fa, si è conclusa con la denuncia a piede libero di 39 persone per il reato di associazione a delinquere finalizzata alla frode fiscale e favoreggiamento nonché con l’esecuzione di 5 ordinanze di custodia cautelare e la perquisizione di 15 abitazioni/depositi operanti nel settore del recupero di materiale ferroso. L’attività ha permesso di scoprire una macroscopica frode fiscale quantificata in oltre 140 milioni di euro nonché l’emissione e l’annotazione di fatture per operazioni inesistenti per oltre 160 milioni di euro. Con l’esecuzione delle predette ordinanze, i finanzieri del capoluogo ciociaro, hanno anche effettuato il sequestro di una lussuosa villa, due Ferrari modello F430, una Mercedes modello ML, quattro motociclette di grossa cilindrata tra cui una Harley Davidson ed altri beni mobili ed immobili appartenenti e/o riconducibili agli arrestati, per un valore totale di circa due milioni di euro. Le indagini di polizia giudiziaria sono partite da un’intuizione di alcuni militari della Compagnia di Frosinone che grazie ad un costante monitoraggio del territorio ed ad informazioni acquisite attraverso una attività di “intelligence” hanno effettuato una serie di ricerche ed accertamenti che hanno portato all’individuazione di 4 società avente sede in Frosinone e Roma risultate essere una società “cartiera”. Grazie alla tenacia ed all’elevata capacità professionale dei finanzieri appartenenti alla della Compagnia di Frosinone, sono stati approfonditi alcuni aspetti operativi, grazie ai quali è stata individuata una consolidata ed efficiente associazione criminosa operante tra la Campania, il Lazio e l’Umbria. Oltre cinquecento le persone sentite in atti dalle Fiamme Gialle del capoluogo ciociaro: i quali hanno ben presto capito di trovarsi di fronte ad ignare persone i cui nomi erano stati prelevati dall’elenco telefonico ed inserite in auto-fatture con il solo scopo di creare fittiziamente dei costi per giustificare in entrata merce di provenienza illecita. Emesse fatture anche dall’aldilà in quanto risultavano aver emesso fatture anche persone decedute. Questo sodalizio delittuoso composto da più persone, ognuna delle quali con specifici compiti ed incarichi, operavano nell’ambito della raccolta, commercio e riciclo di rottami ferrosi di illecita provenienza. L’associazione a delinquere operava attraverso la costituzione e l’interposizione fittizia, nel circuito commerciale, di società cartiere di fatto prive di beni e di struttura organizzativa imprenditoriale, aventi il solo scopo di attribuire liceità al trasporto ed alla cessione dei rottami ferrosi. Le indagini di P.G., svolte anche mediante lo strumento delle intercettazioni telefoniche, hanno consentito di identificare i reali proprietari dei materiali ferrosi nonché di individuare altre società e soggetti rientranti nel sodalizio criminoso. L’attività di indagine tecnica eseguita ha dato conferma alle ipotesi investigative formulate dalle Fiamme Gialle della Compagnia di Frosinone, consentendo di rilevare che effettivamente venivano utilizzate società cartiere al solo scopo di dare copertura documentale al materiale ferroso destinato alle acciaierie del Centro e del Nord Italia. Non poche le difficoltà trovate dai finanzieri nel corso delle indagini a causa della scarsissima collaborazione, ed omertà, mostrata dai autotrasportatori i quali, attraverso le dichiarazioni rese, hanno cercato di ostacolare e deviare le indagini, procurandosi però una denuncia a piede libero per favoreggiamento. Di notevole efficacia si è rivelato l’uso delle intercettazioni telefoniche, attraverso le quali è stato possibile individuare le persone facenti parte dell’organizzazione criminosa nonché ricostruire tutti i passaggi, sia reali che documentali (documenti di trasporto e fatture), dei viaggi di materiale ferroso. Inoltre è apparsa in maniera evidente la figura dei gestori del traffico di materiale ferroso nonché dell’organizzazione creata con lo scopo di frodare il fisco a vantaggio dei componenti dell’associazione. Certosino è stato anche il lavoro effettuato dai finanzieri nel ricostruire le numerosissime e snodate movimentazioni bancarie realizzate dagli appartenenti al sodalizio criminoso. Nello specifico è stato eseguito un analitico esame di circa trenta conti correnti con l’incrocio di più di 1500 titoli di credito. Gli organizzatori del sodalizio criminoso, mediante una serie di nomi di fantasia indicati sugli assegni bancari, provvedevano a far ritornare i medesimi, dopo una serie di girate fittizie, sui conti bancari facenti capo e/o riconducibili alle menti dell’organizzazione stessa. Inoltre dall’analisi delle movimentazioni bancarie è stato accertato che al versamento dei bonifici bancari, che regolavano il pagamento delle fatture, seguiva, contestualmente, un’operazione di prelevamento di notevole importo (in contante o con assegno bancario), diminuito di una somma che rappresentava la «provvigione» spettante alle società-cartiere emittenti delle fatture false. Alcuni di questi passaggi sono stati videofilmati e fotografati dai finanzieri di Frosinone che erano presenti sul luogo dell’appuntamento e che hanno assistito ai vari incontri tra gli arrestati ed i titolari dei depositi di rottami.