Il Governo “dei puri” perde i pezzi e ci spinge a subire la colonizzazione cinese

19 gennaio 2012 0 Di redazione

di Max Latempa
Che il governo Monti non promettesse nulla di buono per gli italiani si era capito sin dall’ inizio.
Il fatto di affidare la soluzione dei problemi dell’ Italia ad una persona che negli ultimi quindici anni, seduto sulla poltrona della Commissione di Bruxelles, aveva invece contribuito a crearli, non era affatto sembrata una cosa intelligente. Ma del resto, così come svelato poi dal Washington Post, Monti è stato mandato per fare quel che in effetti sta facendo: rassicurare tutti i partner di cordata che gli italiani continueranno a svenarsi per tenere in piedi il sogno della grande Europa a guida franco-tedesca.
Pochi però potevano pronosticare che già dopo poche settimane il governo incominciasse a perdere pezzi per scandali vari. Ma come? Il governo dei puri che doveva ridare rispettabilità all’ Italia? Il governo che doveva ridare tranquillità ai mercati?
Le cronache di questi giorni parlano di vergognose vicende legate a vacanze pagate da faccendieri pregiudicati e di case al Colosseo ottenute a prezzi stracciati. Gli italiani si ritrovano così ad avere a che fare di nuovo con i soliti uomini da quattro soldi, avidi e furbetti.
Ci sono poi due ministri che veramente dovrebbero spiegare al popolo italiano che cosa ci stanno a fare al governo: per i propri interessi o per quelli dell’ Italia?
Il primo è Corrado Passera.
Ex capo di Banca Intesa, da cui ha appena avuto circa 40 milioni (80 miliardi di lire!!!!) di liquidazione. Si è presentato all’ incontro con gli operai della Fincantieri di Genova senza soluzioni alla loro drammatica situazione occupazionale. Però poi ha avuto parole di conforto e di speranza. Ora immaginatevi la scena. Gli operai aspettano il ministro allo sviluppo, esasperati, disperati e con lo spettro della disoccupazione incombente. Arriva quindi un miliardario, catapultato da Marte, che dice loro di capire la loro vicenda e gli dà conforto. E se ne va.
Passera è lo stesso che ha avuto l’ idea di far pagare obbligatoriamente le pensioni solo tramite assegni, carte ricaricabili, libretti di risparmio o bonifici su conti correnti bancari e postali. Le banche ringraziano.
Il secondo è Corrado Clini.
Ora, questo signore, da ministro dell’ ambiente della Repubblica Italiana, si è presentato sabato scorso a Roma alla festa del capodanno cinese (tra qualche anno,di questo passo, diventerà il nostro capodanno vero) ed incensato oltre modo da una giornalista di Rai News, neanche fosse Obama, ha dichiarato che bisogna sforzarsi per favorire ulteriormente l’ integrazione con la Cina, uno splendido paese che sta compiendo grossi passi verso il benessere del suo miliardo e mezzo di abitanti. Una nazione che ha fame di tecnologia italiana, soprattutto nel settore delle energie alternative e che bisognerà dunque aumentare gli scambi commerciali con il dragone. Infine ha assicurato di essere fiero di essere da tempo cittadino onorario di Tshingua, città cinese presso la cui università è stato ricercatore.
Poco prima, per un altro servizio, la stessa Rai News aveva mostrato le immagini di dissidenti cinesi incarcerati senza processo da una dittatura impenetrabile, di contadini manganellati solo perché difendevano la terra coltivata, di operai sfruttati e portati al suicidio di massa a causa delle inumane condizioni di lavoro. E tutto questo nella splendida Cina dipinta da Clini. La stessa Cina che ci invade di prodotti sottocosto e che porta alla chiusura le nostre aziende, anche nel settore delle energie rinnovabili. La Cina che inquina senza alcun rispetto del protocollo di Kyoto.
Già, ma al ministro dell’ ambiente cosa interessa?
Allora ci dica, signor ministro Corrado Clini, 64 anni da Latina, Italia.
Lei che interessi ha?