L’italia come la Costa Concordia e i partiti impegnati a preparare le nuove frottole elettorali

20 febbraio 2012 1 Di redazione

di Max Latempa

Nell’ Italia che affonda, sempre più simile alla carcassa della Costa Concordia ferita ed abbandonata dai suoi comandanti, i partiti si stanno preparando alla nuova campagna elettorale, convinti di potersi presentare agli elettori con nuove false speranze e rinnovate promesse ben oltre i limiti dell’ insulto all’ intelligenza collettiva.
I politici stanno quindi studiando come presentarsi di nuovo agli elettori per riuscire a portare a casa il miglior risultato possibile. Con il governo Monti i partiti si stanno comportando apparentemente in maniera schizzofrenica con critiche ed elogi che si susseguono in maniera regolare. In effetti è una tattica per rimanere distanti da un governo impopolare, perché impone sacrifici, pur senza sganciarsi più di tanto, casomai si presentasse l’ occasione di saltare sul carro dei vincitori per condividerne i successi.
Pdl e Pd sembrano ormai un partito solo, uniti anche dagli scandali e dalle ruberie. La Lega è tornata ad arringare le folle padane, promettendo risultati che misteriosamente non ha conseguito quando era al timone del Paese. L’ Udc sta nel mezzo, confidando sempre sul principio di Archimede. L’ IDV, senza più il nemico Berlusconi, non sa con chi prendersela e vivacchia pensando grossolanamente di essere immune all’ ira degli italiani. Comunisti e fascisti prigionieri del loro passato devono fare i conti con il fallimento delle ideologie.
Ed allora, in preda al delirio di onnipotenza chiamato partitocrazia, i partiti, come se niente fosse, si preparano a guidare l’ Italia anche per i prossimi anni.
Non paghi dei disastri causati all’ Italia ed agli italiani, questi signori non vogliono mollare l’ osso, spolpato per anni, ma forse ancora non tutto da buttare.
Allora, prima che gli italiani diano loro un dispiacere nelle urne, proviamo a riassumere per sommi capi i motivi per cui tutti i politici italiani dovrebbero essere processati per crimini verso il proprio popolo.
L’Italia 10 anni fa era la quinta potenza mondiale. Oggi non ci sono neanche i soldi per mettere la benzina nelle auto della polizia. La povertà è una realtà presente nel 20% delle famiglie italiane.
Il debito pubblico continua ad aumentare e le industrie contiunano a licenziare ed a chiudere.
L’ euro è stato un totale fallimento e l’ inflazione è ben oltre i livelli ufficiali comunicati dalle autorità. In dieci anni il costo della benzina è quasi raddoppiato.
Il welfare è peggiorato, i diritti dei lavoratori pure, la competitività delle aziende anche.
La concorrenza sleale non è mai stata combattuta seriamente ed ha portato alla delocalizzazione delle industrie ed alla desertificazione economica di interi distretti produttivi.
L’ immigrazione clandestina ha portato i ceti meno abbienti a dover subire una guerra tra poveri, in tema di casa, lavoro, assistenza.
In questo paese non funziona più niente ma i costi per sanità, scuola e giustizia rimangono sempre esorbitanti.
La pubblica amministrazione ha accumulato 80 miliardi di debiti verso le imprese fornitrici e non si sa come farvi fronte. Nel frattempo aumentano fallimenti e suicidi di imprenditori.
Paghiamo mille persone in parlamento ma per governare il paese abbiamo dovuto chiamarne altri 18.
Il deficit di democrazia è ormai evidente tant’ è che ora sono i mercati a stabilire se il popolo può esercitare la sua funzione di sovranità o se temporaneamente è meglio che vi sia una soluzione che rassereni gli investitori.
Scandali e ruberie hanno colpito esponenti di tutti i partiti in tutte le regioni.
I danni derivanti da diasatri naturali come alluvioni e terremoti non hanno mai responsabili e si continua a sperare che non succedano. Una nevicata, seppur straordinaria ma annunciata, trova sempre le autorità sorprese ed inclini allo scaricabarile. Politici sempre pronti però a farsi fotografare mentre spalano come un inserviente qualsiasi, invece di stare nella stanza dei bottoni a cooordinare le operazioni.
Prima o poi la resa dei conti delle urne arriverà. Quanti italiani vorranno di nuovo andare in crociera con Schettino al timone?