Rate con Equitalia più facili e veloci, ecco le principali novità a favore dei contribuenti

27 marzo 2012 0 Di admin

Più tempo per pagare a rate le cartelle, importo variabile a seconda delle necessità, meno documenti da presentare allo sportello per debiti fino a 20 mila euro. Sono solo alcune delle novità recentemente introdotte dal Parlamento e direttamente da Equitalia per consentire a cittadini e imprese di mettersi in regola con il fisco in modo più agevole.

Grazie a una serie di interventi normativi (decreto Salva Italia e decreto sulla semplificazione fiscale) e regolamentari (direttiva 7/2012 di Equitalia) oggi si può accedere con più facilità alla rateizzazione delle cartelle. Quella delle rate è una modalità di pagamento particolarmente apprezzata dai contribuenti: dal 2008, anno in cui questo strumento è stato affidato direttamente a Equitalia, sono state concesse più di un milione e mezzo di rateizzazioni per un importo che sfiora i 20 miliardi di euro (si veda la tabella con i dati per regione).

Rate in proroga fino a 6 anni. Il decreto Salva Italia (decreto legge n. 201 del 2011) ha prorogato i termini per beneficiare della rateizzazione: i contribuenti che dimostrino un peggioramento della loro situazione economica potranno richiedere la proroga della rateizzazione già concessa, per un periodo ulteriore e fino a settantadue mesi (sei anni), purché non sia intervenuta decadenza. Con la proroga della rateizzazione il contribuente può chiedere rate di importo variabile e crescente per ciascun anno. Le rate variabili di importo crescente rispondono all’esigenza di agevolare il contribuente nella fase di difficoltà economica, con la previsione che in futuro la sua condizione migliorerà.
Rate sprint per i debiti fino a 20 mila euro. Con la direttiva n. 7 del 1° marzo 2012 Equitalia ha portato da 5 a 20 mila euro la soglia per ottenere la rateizzazione soltanto con una semplice richiesta motivata che attesti la propria situazione di temporanea difficoltà economica. Pertanto, non occorrono più documenti per dimostrare la situazione economico-finanziaria del contribuente, che restano necessari solo se il debito supera la nuova soglia.
Importanti novità in favore delle aziende. L’indice alfa, parametro prima utilizzato per ottenere il rateizzo, servirà ora solo per determinare il numero massimo di rate che possono essere concesse. Si amplia così la platea delle aziende che possono beneficiare del pagamento dilazionato dei tributi non pagati.

Il decreto sulla semplificazione fiscale (decreto legge 2 marzo 2012, n.16) ha introdotto una serie di importanti novità.

Rate flessibili. Fin dalla prima richiesta di dilazione è possibile chiedere un piano di ammortamento a rate variabili e crescenti anziché a rate costanti. Pertanto, le prime rate saranno più leggere e cresceranno nella prospettiva di un miglioramento della situazione economica del contribuente.

Il pagamento a rate sterilizza l’ipoteca. Equitalia non iscrive ipoteca nei confronti di un contribuente che ha chiesto e ottenuto di pagare il debito a rate.
La rata apre la strada alle gare d’appalto. Il contribuente che ha ottenuto la rateizzazione non è più considerato inadempiente e può partecipare alle gare d’appalto.
Il mancato pagamento di una rata non implica la decadenza. Si decade dalla rateizzazione solo se non sono pagate due rate consecutive. Prima era prevista la decadenza con il mancato pagamento della prima rata o successivamente, di due rate, anche non consecutive.

Rateazioni
concesse

 
      
Regione 

numero

 

importo
in euro

 
ABRUZZO  

37.601

 

431.928.657

 
BASILICATA  

18.937

 

204.426.775

 
CALABRIA  

41.754

 

565.603.786

 
CAMPANIA  

195.695

 

2.262.231.458

 
EMILIA ROMAGNA  

115.288

 

1.133.237.579

 
FRIULI VENEZIA
GIULIA
 

30.262

 

267.699.196

 
LAZIO  

195.206

 

3.345.741.234

 
LIGURIA  

49.262

 

442.716.510

 
LOMBARDIA  

195.471

 

3.517.761.228

 
MARCHE  

43.744

 

455.375.003

 
MOLISE  

11.094

 

154.826.660

 
PIEMONTE  

94.965

 

1.130.228.027

 
PUGLIA  

132.555

 

1.513.645.719

 
SARDEGNA  

77.209

 

1.027.346.686

 
TOSCANA  

155.694

 

1.429.663.164

 
TRENTINO AA 

11.636

 

143.123.691

 
UMBRIA  

23.760

 

288.966.161

 
VALLE D’AOSTA  

2.949

 

21.436.134

 
VENETO  

81.104

 

1.083.725.949

 
TOTALE 

1.514.186

 

19.419.683.617