Maxi evasione da 58 milioni, a Isola Liri due aziende filtro per fatturare computer acquistati altrove

5 aprile 2012 1 Di redazione

La Tenenza della Guardia di Finanza di Sora ha concluso un’operazione nei confronti di due aziende di Isola del Liri, operanti nel settore della commercializzazione di personal computer, scoprendo una frode fiscale di oltre 58 milioni di euro.
L’operazione di servizio è stata avviata dopo aver rilevato che tali aziende, già operanti in Roma, avevano recentemente trasferito la propria sede in Isola del Liri, dichiarando immediatamente la cessazione dell’attività.
Le società erano sprovviste di tutta la documentazione contabile ed hanno esibito ai finanzieri due denunce di furto della contabilità le quali, a seguito delle indagini effettuate, sono risultate fittizie ed ideate al solo fine di ostacolare la ricostruzione del giro di affari delle società.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Cassino, sono proseguite effettuando accertamenti bancari e controlli nei confronti di detti clienti e fornitori delle società investigate, riuscendo a ricostruire il giro d’affari ed individuando un sofisticato sistema di frode all’imposta del valore aggiunto, noto come “frode carosello”, attuato attraverso l’emissione e l’utilizzo di fatture relative ad operazioni inesistenti.
In sintesi, le due società verificate sono risultate prive di qualsiasi struttura imprenditoriale e venivano utilizzate solo per movimentare le fatture, in quanto i prodotti di informatica partivano da società aventi sede in Paesi dell’Unione Europea e raggiungevano direttamente i clienti nazionali, i quali dichiaravano un credito di IVA non spettante, ottenuto grazie all’interposizione fittizia delle società verificate e di altre ad esse collegate, utilizzate come un vero e proprio “filtro”.
Al termine dell’operazione sono state individuate fatture emesse relative ad operazioni inesistenti per un ammontare di euro 16.800.000; fatture passive afferenti costi fittizi per un ammontare di euro 26.650.000; altri costi non deducibili per complessivi euro 6.800.000 e violazioni all’IVA per euro 7.800.000.
Inoltre, sono state denunciate all’Autorità Giudiziaria 6 persone per i reati di utilizzo ed emissione di fatture relative ad operazioni inesistenti, oltre che per l’occultamento delle scritture contabili obbligatorie.