Dodici milioni di animali usati in sperimentazioni in 27 Paesi dell’Ue

14 maggio 2012 0 Di redazione

“Dodici milioni di animali appartenenti ad oltre 25 specie sono sottoposti ogni anno a sperimentazione animale per motivi medici, militari e tossicologici nei 27 paesi dell’Unione Europea, questo quanto si evince dai dati forniti dalla stessa Unione Europea e riferiti al 2008”. E’ quanto si legge in una nota stampa dell’associazione Aidaa. “Per la precisione gli animali che risultano essere entrati nei laboratori in quell’anno (ultimo dato disponibile) sono stati 12.001.022 di questi circa 860.000 sono stati sottoposti a esperimenti e torture di vario tipo negli oltre 700 laboratori di vivisezione e sperimentazione presenti nel nostro paese. L’ 80% degli animali utilizzati per questi esperimenti sono composti da topi, ratti e conigli, ma seguono cani, gatti e primati. Ma l’elenco delle specie utilizzate per i diversi esperimenti è impressionante e comprende: cavalli, furetti,asini, cincillà, gerbilli, castori, marmotte, scoiattoli di terra, tassi, fochi, lontre e puzzole, ma non mancano nemmeno i volatili usati per gli esperimenti più strampalati per i quali sono stati utilizzati in particolare pappagalli, canarini e quaglie. Per completare il quadro ci sono poi gli animali della fattoria anch’essi usati per esperimenti e vivisezione in particolare maiali, micche, galline, pecore e capre. Di questi solo il 10% del totale viene impiegato per esperiementi su farmaci veterinari, mentre molti di questi animali in particolare i furetti ed i cani vengono impiegati per esperimenti militari e di prove della tossicità. AIDAA da oggi ha iniziato uno sciopero della fame a staffetta al quale stanno aderendo centinaia di italiani (per aderire inviare email a presidenza.aidaa@gmail.com) e diverse persone aderenti nei vari paesi dell’Unione. L’obbiettivo di questo sciopero è nei termini immediati la chiusura degli allevamenti di animali destinati alla vivisezione ed alla sperimentazione animale su tutto il territorio nazionale (Non solo Green Hill), ma anche per arrivare a chiedere il divieto di importazione in Italia e più in generale in Europa di animali destinati ai laboratori di vivisezione e sperimentazione animale”.