L’Europa che non è più dei popoli, a grandi passi verso un nuovo Medioevo

16 giugno 2012 2 Di redazione

di Max Latempa
Sono ore cruciali per l’ Euro, l’ Europa, tutti noi.
Le elezioni in Grecia, le resistenze dalla Merkel sulla mutualità del debito, l’ennesimo assalto degli speculatori alla volutamente fragile cittadella della Banca Centrale Europea. Gli eventi si susseguono inesorabili come programmati già da tempo da una regia occulta per mettere a segno una strategia simultanea: arricchirsi impoverendo gli stati vulnerabili.
Ora anche tutti i partiti italiani e finanche lo stesso Monti, urlano contro i trattati europei, la Germania, i parametri, le banche, la Grecia, il Fondo Monetario Internazionale, la Spagna.
Ora che siamo nel baratro. Come se la colpa non fosse loro.
Eppure sono anni che si sapeva come si sarebbe andati a finire. Già molto tempo prima della moneta unica, erano stati in duecento gli economisti a supplicare i governanti europei a non varare una moneta non supportata dai normali meccanismi di protezione di una banca centrale sovrana. Una lettera rimasta inascoltata. La Gran Bretagna si era ben guardata dall’entrare nell’ Euro, avanzando le sue perplessità euroscettiche. Ma questo non aveva insospettito minimamente i nostri pittoreschi governanti, ebbri delle loro monetine dal valore di duemila o quattromila lire cadauna.
Da circa tre anni, l’ europarlamentare Nigel Farage ogni giorno le suona a tutti quelli di Bruxelles che gli capitano a tiro. Bollato come un appestato, e’ stato anche vittima di un misterioso incidente aereo. Ma si è salvato. A Georg Haider è andata peggio. Il leader austriaco euroscettico è morto in un inverosimile incidente stradale. Così come a Lech Kaczynski, il presidente polacco più vicino agli Stati Uniti che alla UE, ucciso in un incidente aereo.
Ora siamo in una UE che ha i suoi Stati la cui sovranità non risiede più nel popolo ma nel meccanismo degli spreads. I mercati sono controllati ed influenzati dalla triade Morgan Stanley, JP Morgan e Goldman Sachs. E chi, degli attuali pezzi grossi della politica europea, non ha mai lavorato per uno di questi gruppi finanziari?
Quasi tutti. Monti, per esempio, è stato advisor per Goldman Sachs dal 2005 al 2011. Ed oggi dovrebbe, insieme ai suoi colleghi, trovare un argine a costoro?
Gli italiani lo sanno che negli ultimi due anni, tra Grecia, Spagna e BCE, l’ Italia ha versato 48 miliardi di euro in aiuti, finiti sistematicamente nelle tasche delle banche coinvolte?
Mentre l’ Italia si svena per salvare l’Euro, i suoi figli eroici, gli imprenditori, si suicidano perché non riescono a riscuotere i propri crediti.
Siamo disarmati, assediati, invasi dai barbari.
Il fiscal compact è la bomba atomica, l’ arma per il salasso definitivo. Per rispettare un patto dissennato, messo su per tenere in piedi l’euro e garantire gli speculatori dei loro affari a botta sicura, gli stati dovranno fare ora l’ulteriore passo. Non potendo più cavare un ragno dal portafoglio dei contribuenti, dovranno incominciare a vendere i beni. Dismissioni pubbliche, sono chiamate. Beni collettivi che verranno messi all’asta. E chi li potrà comprare, se non coloro che in questi anni hanno ammassato fortune speculando sui titoli di stato alle stelle?
Finite le dismissioni immobiliari, ci sarà poi l’ assalto alle riserve auree. E’ quello l’ ultimo obiettivo. Poi sull’Europa caleranno le tenebre di un nuovo medioevo.