Operazione “Missing Coop”, la Guardia di Finanza scopre una frode fiscale per 25 milioni di euro. Denunciata una persona

13 giugno 2012 0 Di admin

Pochi giorni fa la Guardia di Finanza di Frosinone aveva arrestato una persona per frode fiscale nell’ambito dell’operazione “GHOST PORTAGE”, che aveva messo in luce l’esistenza di un reticolo di società, dedite all’emissione ed utilizzo di fatture false allo scopo di frodare il fisco.

Immediati gli sviluppi: i finanzieri del Nucleo di Polizia Tributaria di Frosinone hanno infatti individuato una cooperativa, operante formalmente nel settore dei trasporti e del facchinaggio ed avente rapporti con il soggetto arrestato i giorni scorsi che, avvalendosi della complicità di altri imprenditori ciociari, ha emesso fatture per operazioni inesistenti per circa 46 milioni di euro nei confronti di varie imprese, consentendo alle stesse di frodare l’IVA per oltre 9 milioni di euro e di abbattere la base imponibile ai fini delle imposte sui redditi per svariati milioni di euro.

A capo della cooperativa vi era un imprenditore di origini romane, il quale, attraverso la fatturazione di prestazioni di trasporto e facchinaggio in realtà mai avvenute, ha altresì conseguito guadagni illeciti quale compenso che gli veniva riconosciuto dagli imprenditori che beneficiavano delle fatture false da egli emesse.

Le investigazioni sono risultate assai laboriose in conseguenza della completa omissione di qualsivoglia adempimento contabile e fiscale da parte dell’imprenditore romano, quali la registrazione dei documenti e la presentazione delle dichiarazioni ai fini dei redditi, ed hanno consentito di ricostruire il movimento di affari illeciti della società verificata, quantificato in oltre 46 milioni di fatture false, violazioni all’IVA per oltre 9 milioni di euro e in oltre 16 milioni di euro di ricavi illeciti ed altri imponibili non dichiarati.

L’attività ispettiva, oltre al recupero a tassazione delle suddette somme, ha consentito di denunciare l’amministratore di fatto della cooperativa alla Procura della Repubblica di Roma per la commissione di reati tributari per i quali è prevista la pena della reclusione fino a sei anni.