Bambino prelevato a scuola, il perito del tribunale: “Non d’accordo con l’uso della forza, ma bastava che madre ottemperasse”

12 ottobre 2012 0 Di redazione

“Abbiamo fatto di tutto per evitare questo epilogo a cui, tra l’altro, io consigliavo di non arrivare”. A parlare a Il Punto a Mezzogiorno e lo psichiatra Rubens De Nicola, il perito del tribunale dei minori di Mestre che ha diagnosticato la Pas e che ha indirizzato il giudizio verso l’allontanamento del piccolo Leonardo dalla madre. Il bimbo di dieci anni, martedì è stato prelevato dalla scuola elementare di Cittadella e portato in una struttura protetta. Le immagini registrate dalla zia che tentava di aiutare il ragazzo a divincolarsi hanno indignato l’Italia per la violenza con cui gli agenti avrebbero agito insieme al padre del giovane. “Se c’era un sistema migliore per intervenire? Sarebbe bastato che la madre ottemperasse all’ordine del giudice. Io stesso, nella perizia sostenevo che fosse la madre ad accompagnare il figlio a casa del padre ma ciò non è avvenuto. Ho consegnato due perizie accettate da entrambi i consulenti delle parti, nel 2009 e nel 2012 scongiurando la signora a che il bambino potesse vedere il padre. La signora non ha mai ottemperato a quanto le veniva detto di fare. Ancora oggi i suoi tecnico mi stanno chiamando per mostrarmi solidarietà prendendo le distanze da quanto lei va dicendo in tv sul mio operato”. E aggiunge anche: “Il danno c’è stato sicuramente ma è stato fatto nei tre mesi precedenti. Sono del parere che in questo caso sia da recuperare la figura del padre e conservare quella della madre, ma per arrivare a questo la figura allienante deve poter vedere il bambino solo dopo un percorso. Nessun tecnico, tantomeno io condivide il pensiero di allontanare la figura materna che, tra l’altro, è privilegiata, ma quando questa figura antepone il benessere del figlio alla guerra che sta combattendo con l’ex compagno, allora vanno prese delle decisioni drastiche. Il ragazzino era nel pien mezzo di una guerra. Il padre, anche lui era in guerra ma da alcuni anni ha dimostrato di avere a cuore più le sorti del figlio e questo aspetto è stato colto dal giudice dei minori”.
Ermanno Amedei