Giorno: 9 febbraio 2013

9 febbraio 2013 0

Ciclista 30enne di Marcianise investito e ucciso da auto pirata

Di redazione
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Investito e ucciso mentre era in sella alla sua bicicletta. E’ Accaduto a Marcianise (CE), dove Ruocchio Francesco 30 anni residente a Marcianise è morto mentre percorreva via Evangelista a bordo di una bicicletta. L’uomo è stato tamponato violentemente da un non meglio individuato veicolo e scaraventato al suolo. Nella circostanza il conducente del veicolo non ha prestato soccorso dileguandosi nelle vie circostanti. Successivamente il Ruocchio veniva trasportato presso l’ospedale civile di Caserta, decedendo dopo poche ore per “politrauma”. I Carabinieri della Stazione di Marcianise (Ce), unitamente a quelli del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere hanno subito iniziato le indagini al fine di identificare il pirata della strada.

9 febbraio 2013 0

Si perde nella nebbia mentre scia a Prati di Tivio, 33enne soccorso Soccorso Alpino Abruzzese

Di redazione

Nel primo pomeriggio R.M., sciatore trentenne di Colonnella (TE) ha dato l’allarme per aver perso l’orientamento su un crinale a monte dei Prati di Tivo. Il giovane stava scendendo con gli sci dall’Arapietra, quando si è trovato avvolto in una fitta nebbia e con una intensa nevicata in corso. Ha dato l’allarme telefonando ai gestori degli impianti di risalita di Prati di Tivo, che hanno subito attivato i tecnici di soccorso del Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico abruzzese. Una decina di uomini della stazione CNSAS di Teramo si è divisa in un gruppo che con due motoslitte, dei Carabinieri e dei gestori degli impianti, è risalita fino a Cima Alta, e in un secondo gruppo, che dalla stazione di monte della seggio-cabinovia della Madonnina è sceso con gli sci lungo il crinale che conduce a Cima Alta. Lo sciatore disperso si era fermato nei pressi dell’albergo diruto e qui è stato raggiunto dai soccorritori. Essendo in buone condizioni di salute, R.M. è sceso con gli sci insieme ai tecnici di soccorso del CNSAS, fino a Cima Alta, da dove è stato poi accompagnato in motoslitta fino ai Prati di Tivo. L’intervento di soccorso si è concluso alle 15.40.

9 febbraio 2013 0

Maltempo, da lunedì nevicate persistenti al nord

Di admin

In queste ore l’Italia è interessata dall’arrivo di aria fredda dal nord-Europa che determina un generale calo delle temperature specie sulle Regioni settentrionali e centrali adriatiche. Da domani sera una nuova perturbazione, proveniente dalla Francia, determinerà un peggioramento delle condizioni meteorologiche.

In particolare, nella giornata di lunedì 11 febbraio, il maltempo sarà caratterizzato da nevicate diffuse e persistenti su tutte le regioni settentrionali e sull’alta Toscana, anche a quote di pianura, con accumuli al suolo significativi. Nel corso della mattinata di lunedì, nubi e precipitazioni si estenderanno anche alle Regioni centrali e alla Sardegna, con le nevicate che saranno possibili sopra le quote collinari. Martedì le precipitazioni, che tenderanno a spostarsi verso est, inizieranno ad attenuarsi; inoltre, grazie ai venti meridionali che determineranno un graduale aumento delle temperature, ci sarà un successivo innalzamento della quota neve specie sulle Regioni adriatiche settentrionali e sulla Toscana.

Stante l’ampia estensione territoriale dei fenomeni previsti e le conseguenti criticità che potrebbero determinarsi, il Dipartimento della Protezione Civile ha già autorizzato l’attivazione preventiva delle organizzazioni di volontariato di protezione civile allo scopo di supportare le misure operative, anche di natura preventiva, che saranno adottate a livello locale per ridurre gli eventuali disagi alla popolazione, nonché per garantire le necessarie attività di assistenza in caso di emergenza. Inoltre, il Capo del Dipartimento, Franco Gabrielli, ha contattato i vertici nazionali delle strutture viarie e ferroviarie, nonché delle Regioni centro-settentrionali che saranno interessate dagli eventi, al fine di sensibilizzare preventivamente l’intero sistema sulle misure che dovranno essere poste in essere per limitare il verificarsi di situazioni di criticità.

Il Dipartimento della Protezione civile, che seguirà l’evolversi della situazione in stretto raccordo con il Centro di Viabilità Italia, con le Regioni e le strutture di protezione civile locali coinvolte, ricorda anche che sul sito (www.protezionecivile.gov.it) sono consultabili alcune norme generali di comportamento da tenere in caso di maltempo.

9 febbraio 2013 0

L’Abate di Montecassino Dom Pietro Vittorelli, insieme ai Vescovi del Lazio, in “visita ad limina” dal Papa

Di admin

Nei giorni 7, 8 e 9 febbraio i Vescovi della Conferenza Episcopale del Lazio, tra cui il nostro Ordinario diocesano, l’Abate Dom Pietro Vittorelli, si sono recati in Vaticano per la “Visita ad limina” (Ad limina apostolorum), cioè all’incontro che, ogni cinque anni, i vescovi di tutto il mondo hanno con il Pontefice per illustrare quali siano le particolarità che contraddistinguono la loro Regione ecclesiastica e le loro diocesi dal punto di vista religioso, sociale e culturale, quali siano i nodi maggiormente problematici dal punto di vista pastorale e culturale e come interviene la Chiesa particolare su questi problemi.

Nei giorni 7 e 8 i Vescovi sono stati ricevuti nelle sedi delle Congregazioni dai dicasteri pontifici, dove hanno presentato la relazione quinquennale sullo stato delle proprie diocesi.

Questa mattina, 9 febbraio, sono stati ricevuti dal Santo Padre Benedetto XVI, al quale hanno illustrato ognuno le peculiarità della propria diocesi. Il Pontefice ha ascoltato con molto interesse tutti. L’Abate Vittorelli ha spiegato, tra l’altro, l’impegno della chiesa diocesana a favore dei poveri, della famiglia e dei giovani, sette dei quali, tre monaci e quattro seminaristi, si avviano all’ordinazione sacerdotale e quando ha dato le cifre dei visitatori ogni anno dell’abbazia, il Papa ha subito affermato l’importanza di Montecassino, fulcro della fede cristiana.

Il Santo Padre si è poi interessato alla salute dell’Abate e gli ha porto gli auguri per una completa guarigione. L’incontro è terminato alle ore 12,00.

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Rifiuti da Roma, ecco perché il Tar del Lazio ha detto no

Di redazione

Questi i motivi su cui il Tar del Lazio ha accolto la richiesta sdi sospensiva del decreto Ministeriale impugnata dalla Provincia di Frosinone e dalla Saf di Colfelice.

“Considerato, a un primo sommario esame proprio della presente fase cautelare, che il percorso istruttorio e la conseguente motivazione degli atti impugnati denotano un insufficiente e lacunoso esame dei presupposti di fatto, avuto riguardo, in particolare: – alla mancata completa verifica della sussistenza di una situazione di effettiva indilazionabile emergenza specificamente riferita all’impossibilità di risolvere “in loco” la questione del trattamento meccanico biologico dei rifiuti urbani prodotti dai Comuni di Roma Capitale, Fiumicino, Ciampino e dallo Stato della Città del Vaticano; – alla mancata considerazione e valutazione analitica dei dati di fatto, i quali appaiono indicare, alla stregua dei rilievi effettuati dal N.O.E. di Roma, la sussistenza di una quantomeno teorica capacità residua degli impianti TMB di Roma; – alla conseguente mancata stretta valutazione comparativa delle confliggenti esigenze rilevanti nel caso in esame, dovendosi evitare l’aggravamento, mediante misure extra ordinem, della situazione degli impianti siti in altri ambiti territoriali della Regione Lazio oltre i limiti consentiti da un principio di stretta necessità e proporzionalità in relazione a un’acclarata urgenza; – alla necessità di considerare anche l’effettiva situazione di capienza e funzionamento concreto degli impianti coinvolti, mediante ulteriore istruttoria tecnica in contraddittorio con tutti i soggetti interessati; Considerato altresì che i singoli provvedimenti e il decreto ministeriale che ne è alla base risultano essere stati adottati sul presupposto di una ritenuta grave criticità circa l’intero ciclo di gestione dei rifiuti nella Capitale, ma non sembrano contemplare quella vera e propria situazione di emergenza ambientale che è stata invece invocata in giudizio dalla difesa dell’Amministrazione al fine di giustificare la loro adozione, anche in relazione alla mancata parallela previsione di misure volte a consentire il superamento della predetta risalente situazione di inefficienza entro il previsto termine di centoventi giorni, palesandosi, anche sotto tale profilo, la perplessità e la contraddittorietà dell’operato dell’Amministrazione medesima; Ritenuto che sussistono consistenti elementi di danno imminente, evidenziati dalla parte ricorrente, in quanto l’immediato incremento delle quantità trattate in altri bacini di servizio comporta, con ogni evidenza, un impatto rilevante che – nel bilanciamento di interessi proprio di questa sede cautelare – acquista rilievo preminente, in presenza di carenze e contraddittorietà che non consentono, allo stato, di individuare profili di coerenza, utilità e ragionevolezza delle misure adottate in relazione all’interesse pubblico dichiaratamente perseguito; Considerato che in questa fase sussistono i presupposti per la concessione della tutela cautelare nella forma della immediata sospensione dell’efficacia degli atti impugnati, salvo il successivo riesame dell’intera questione da parte degli organi competenti; Ritenuto che per la complessità della fattispecie sussistono giusti motivi per compensare tra le parti le spese della presente fase cautelare; P.Q.M. Il Tribunale Amministrativo Regionale per il Lazio (Sezione Seconda Bis) accoglie la domanda di tutela cautelare nei termini di cui in motivazione. Fissa per la trattazione di merito del ricorso l’udienza pubblica del 6 giugno 2013. . Compensa le spese della presente fase cautelare.

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Regionali 2013 – Annarita Alviani (Fare-Fermare il declino): “Il rilancio economico della Ciociaria passa per il rilancio culturale”

Di redazione

Annarita Alviani, candidata al Consiglio regionale del Lazio per il movimento di Oscar Giannino Fare, Fermare il declino lancia una proposta per rilanciare l’economia della Ciociaria messa a dura prova dalla crisi che ha colpito le aziende: fare cultura, rivalutare l’immenso patrimonio paesaggistico, enogastronomico e storico delle terre ciociare. “Viviamo in una terra meravigliosa, con un patrimonio artistico monumentale ambientale invidiabile che però è sconosciuto ai più – sostiene la candidata – la maggior parte dei paesi della provincia di Frosinone sono splendidi borghi medievali chiusi entro cinte murarie ancora intatte,con castelli abbandonati all’incuria del tempo come il castello di Vicalvi del XXII secolo,o il bellissimo Vico nel Lazio con mura e torri che non hanno nulla da invidiare alla molto più celebrata cittadina francese Carcassonne”. Risorse però per nulla sfruttate: “A causa di questo inspiegabile e intollerabile lassismo, l’affluenza turistica nel nostro territorio è a dir poco irrisoria e finirà per scomparire definitivamente se non verranno presi i provvedimenti adeguati. La nostra terra che ha il privilegio di annoverare tra le sue meraviglie Anagni nel cui duomo c’è una splendida cripta definita dal Cardinale Ravasi la cappella Sistina del medioevo, Alatri con le sue mura poligonali celebrate per la loro imponenza da Gregorovius o ancora Isola del Liri, unico paese in Europa che ha una cascata naturale in pieno centro cittadino. Senza dimenticare, Arpino patria di Cicerone o Ferentino con monumenti che mostrano una vita ininterrotta di oltre 25 secoli e la rendono una delle città più interessanti del territorio. Non sono da dimenticare, peraltro, l’abbazia cistercense Casamari del l’XI secolo costruita sulle rovine dell’ municipio romano di Ceretaee patria di Gaio Mario, celebre condottiero, avversario di Silla, e l’abbazia certosina di Trisulti sempre del XII secolo”. “Nessuna, tra le amministrazioni che si sono succedute durante gli anni – ha proseguito fermamente la candidata Alviani – è stata in grado di valorizzare questo patrimonio e richiamare flussi turistici prendendosi cura di tutte le nostre bellezze ma soprattutto operando in modo da equiparare la legislazione fiscale della sponsorship a quella delle donazioni così da costituire un reale incentivo per tutti i privati che volessero investire nel restauro e nella valorizzazione dei nostri beni artistico culturali che gioverebbe all’industria turismo in Ciociaria”. Il programma di Fare-Fermare il declino, come sostenuto più volte da Oscar Giannino, evidenzia come in Italia nulla si fa per la promozione culturale anzi è presente una legislazione fiscale punitiva verso coloro che vorrebbero investire consistenti patrimoni per valorizzare le risorse culturali e artistiche del nostro Paese, come invece accade in gran parte d’Europa e del mondo. “Come sarebbe oggi la provincia di Frosinone se si fosse attuata una politica costruttiva in tale direzione? – si interroga ironicamente la candidata – quante opportunità di lavoro per i nostri giovani si sarebbero potute creare e quanta visibilità avrebbe acquisito la nostra terra?. Siamo stati amministrati per troppo tempo da gente totalmente indifferente ad un tema così decisivo, che avrebbe potuto costituire un volano importantissimo di sviluppo economico e di occupazione giovanile qualificata . Non possiamo perdere ancora tempo e questo sarà uno dei temi all’ordine del giorno per rilanciare l’economia della provincia”.

9 febbraio 2013 0

Sextorsion l’FBI lancia l’allarme. Un nuovo trend su internet che colpisce giovanissimi e donne ultraquarantenni

Di admin

Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: Genitori attenti: l’FBI lancia un monito a tutte le famiglie. Un nuovo allarmante trend sta prendendo piede online, è il “sextorsion”. Le vittime preferite sono i giovanissimi e le donne dopo i 40 anni.

“Si tratta di vere e proprie estorsioni utilizzando immagini a carattere sessuale che i criminali riescono ad ottenere tramite i social media – ha spiegato Richard DesLaurier, agente speciale dell’FBI di Boston – è un fenomeno in grande crescita ed un’area di indagini in espansione che ci preoccupa. Per questo vogliamo educare il pubblico”.

Secondo gli investigatori, ciò che avviene in pratica è che i teen-ager iniziano conversazioni online tramite Facebook o altri social media con sconosciuti, pensando si tratti di innocenti coetanei, di nuovi amici. Ad un certo punto i ragazzi vengono però convinti dal nuovo amico a mandare tramite web una propria immagine nuda o seminuda. A quel punto il criminale inizia il ricatto, chiede denaro con la promessa di non inviare la foto ad amici e genitori del giovane se viene pagato in un certo termine.

Proprio una trama simile ha portato all’arresto di un uomo in Gran Bretagna che stava ricattando una ragazzina di 13 anni del Massachusetts, la quale gli aveva spedito una sua foto che la ritraeva nuda. In questo caso però la ragazza ha avuto il coraggio di confessare tutto ai genitori che hanno avvertito l’FBI.

Ma episodi simili – spiegano le forze dell’ordine – avvengono anche a danno di adulti, in particolare la fascia più colpita appare quella delle donne divorziate ultraquarantenni che tentano di avviare relazioni romantiche online. E lo schema con l’invio di foto intime si ripete.

Giovanni D’Agata, fondatore dello “Sportello dei Diritti”, rilancia anche in Italia l’allarme perché non da poco tempo le cronache nostrane riportano fatti analoghi anche se troppo spesso, casi simili non vengono segnalati ai genitori, parenti o amici e quindi rarissime volte denunciati all’autorità giudiziaria perché le vittime, soprattutto i minori hanno timore di essere rimproverati dalle famiglie mentre le donne di finire, come parti deboli di una notizia, sui media.

Non resta che raccomandare alle famiglie la massima vigilanza sulle attività online dei propri figli, specie se minorenni, ed alle donne sole prestare attenzione ai soggetti con cui s’interloquisce in rete.

Perché non bisogna avere paura di denunciare ogni possibile forma di ricatto o estorsione che dir si voglia che anche in Italia è contemplata come reato nel codice penale.

9 febbraio 2013 0

Scoperto un anticorpo in pazienti già affetti da sclerosi multipla

Di redazionecassino1

I ricercatori dell’Università di Siena, in Toscana, hanno  scoperto un autoanticorpo naturale, presente nei pazienti di sclerosi multipla con malattia lungamente stabile. Si tratta quindi di una ricerca tutta italiana, pubblicata sul Journal of Neuroimmunology, che  potrebbe rivoluzionare il futuro della comprensione e lotta alla malattia della sclerosi multipla. L’istituto riferisce che l’anticorpo possiede proprietà immunosoppressive e quindi potrebbe avere un ruolo di stabilità nella malattia. Lo studio evidenzia come lo stesso anticorpo potrebbe essere utilizzato come un possibile marker prognostico per definire l’evoluzione della malattia stessa nei singoli pazienti, nelle versioni benigne o maligne. Nel dettaglio, durante la ricerca si è riusciti ad isolare l’anticorpo monoclonale nei pazienti affetti da sclerosi stabile da tre anni. La scoperta potrebbe far comprendere meglio al mondo scientifico come funziona il nostro sistema immunitario, e come questo si lega al nostro sistema nervoso. Inoltre, l’anticorpo potrebbe essere sviluppato ed utilizzato nella terapia delle malattie autoimmuni organo-specifiche, ad esempio potrebbe essere testato nel rigetto da trapianti. La sclerosi multipla (SM), chiamata anche sclerosi a placche, è una malattia autoimmune cronica, che colpisce il sistema nervoso centrale causando un ampio spettro di segni e sintomi. La sclerosi multipla colpisce le cellule nervose rendendo difficoltosa la comunicazione tra cervello e midollo spinale. La malattia può manifestarsi con una vastissima gamma di sintomi neurologici e può progredire purtroppo fino alla disabilità fisica e cognitiva. La sclerosi multipla ha una diffusione che varia tra i 2 e 150 casi ogni 100 000 individui, a seconda del paese o della specifica popolazione di origine.

9 febbraio 2013 0

Arrestato in un cantiere a L’Aquila, esponente del Clan dei Casalesi

Di redazione

I carabinieri del Nucleo Investigativo di Caserta lo hanno raggiunto e arrestato a L’Aquila dove, titolare di una ditta edile, stava lavorando in un cantiere. Fabio Monaco, 39 anni, originario di Casal Di Principe (Ce) ma da anni residente a Sant’Agata Bolognese (BO),  era ancora armato di pistola quando i militari lo hanno fermato, bloccato e arrestato eseguendo una ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Gip di Napoli su richiesta della Dda. Stesso provvedimento è stato preso nei confronti di Alessandro Cirillo, 37 anni, conterraneo di Monaco detenuto presso la Casa Circondariale di Cuneo.  I due sarebbero personaggi vicini al clan “dei casalesi” gruppo Bidognetti. Il reato contestato ad entrambi è il tentato omicidio e detenzione illegale di armi in concorso, con l’aggravante di aver agito al fine di agevolare il predetto sodalizio camorristico. Il provvedimento cautelare è il risultato di approfondimenti investigativi, corroborati anche da dichiarazioni rese dal collaboratore di giustizia GRASSIA Luigi, in ordine al tentato omicidio nel febbraio 2001 di PANARO Francesco cl.’61 alias “o’scagnato”, esponente del contrapposto gruppo criminale “Cantiello-Tavoletta” costituito da affiliati fuoriusciti dalla fazione Bidognetti. In particolare, il supplemento di indagine ha permesso di far emergere, tra i protagonisti dell’agguato, anche le figure degli odierni arrestati, rispettivamente: –       il CIRILLO, in qualità di mandante, essendo all’epoca reggente della fazione bidognettiana del clan “dei casalesi”; –       il MONACO, in qualità di “specchiettista”, avendo ricevuto ed effettivamente realizzato il compito di individuare la vittima, incarico che, se conseguito, gli avrebbe garantito l’affiliazione al  predetto gruppo camorristico. Per la medesima vicenda, sono stati già: –       arrestati il 21 ottobre 2010 e successivamente giudicati DI MAIO Francesco cl.’68, PAGANO Gaetano cl.’52, LETIZIA Giovanni cl.’80, PAGANO Esterina cl.’57, CESARANO Alfonso cl.’79 e DI CATERINO Emilio cl.’68; –       arrestati il 12 ottobre 2012, PAGANO Gaetano cl.’52 e CATERINO Vincenzo cl.’64. Il preventivo arresto del killer designato, DI MAIO Francesco, consentì di evitare l’agguato ai danni del PANARO, che rimase tuttavia vittima di altro attentato il 10 settembre 2001, per il quale sono stati arrestati nel mese di gennaio u.s. PAGANO Gaetano cl.’52, LETIZIA Giovanni cl.’80 e LETIZIA Franco, cl.’77. Er. Amedei

9 febbraio 2013 0

Regionali 2013 – Emergenza abitativa, Fardelli accoglie l’appello di Di Stefano

Di redazione

Sulla questione emergenza abitativa in provincia di Frosinone, interviene il candidato al Consiglio regionale del Lazio Marino Fardelli a seguito dell’appello lanciato dal presidente dell’Ater Enzo Di Stefano che chiedeva ai candidati di affrontare l’argomento nei propri programmi elettorali. “Che ben vengano appelli come quelli di Enzo Di Stefano per confrontarci su temi urgenti e programmi elettorali – ha dichiarato Marino Fardelli- I proclami fatti di slogan molto spesso improbabili li lasciamo ad altri. Io e il mio gruppo abbiamo lavorato per settimane raccogliendo istanze e suggerimenti dai cittadini, dalle associazioni, per individuare le emergenze della provincia e metterle nero su bianco nel mio programma elettorale”. Ed infatti il programma di Marino Fardelli, ampiamente pubblicizzato nei giorni scorsi da tutti i media, è presente sul sito www.marinofardelli.it. “L’ho pubblicato anche nella versione in diapositive scaricabili divise per argomento in modo da risultare più fruibile alla lettura – ha aggiunto Fardelli – e proprio nella sezione Famiglia esiste uno spazio dedicato alle politiche per la casa e ad un piano per l’edilizia popolare”. L’appello di Di Stefano perché “questi giorni di campagna elettorale siano utili alla popolazione per esaminare e valutare i vari programmi di sviluppo proposti dai candidati”, ha trovato immediata risposta in Marino Fardelli candidato con la lista civica per Giulia Bongiorno Presidente il quale si dice da subito disponibile ad un incontro con il Presidente dell’Ater per un confronto e uno scambio di proposte. Nell’ambito delle Politiche per la casa e del Piano per l’edilizia popolare, Marino Fardelli ha posto in primo piano l’esigenza di case popolari per le giovani coppie, di aiuti per chi ha difficoltà per la rinegoziazione dei mutui, di canoni di affitto sostenibili e più equi per chi non vuole o non può contrarre un mutuo lungo una vita. “Rilanciare l’edilizia e tutto l’indotto, significa nuova occupazione per l’intero comparto – dice Fardelli – e la mia attenzione su questo argomento è totale perché è uno dei temi di emergenza che ruota intorno alla famiglia, pilastro fondante della società”.