pubblicato il11 maggio 2013 alle 17:05

Raccolta e smaltimento rifiuti sull’isola di Ponza, arrestati i vertici della De Vizia

Con quattro ordinanze di misura cautelare eseguite questa mattina, la guardia di Finanza Gruppo Formia, ha decapitato i vertici della De Vizia, l’importante società che si occupa di raccolta e smaltimento dei rifiuti solidi urbani anche sull’isola di Ponza. E’ proprio in quel fazzole,.tto di terra nel Mediterraneo che si sarebbe consumata una ingente frode pubblica per la quale il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Latina, dott.ssa Mara Mattioli, su richiesta del sostituto procuratore della repubblica di Latina, dott. Giuseppe Miliano, hanno emesso ordinanze di arresti nei confronti dell’amministratore delegato e di tre dirigenti della società. Inoltre è stato disposto il sequestro di beni nella disponibilità degli indagati (consistenti in quote di partecipazione), per un importo pari a 3,5 milioni di euro.
Nei confronti di altri 11 responsabili (di cui 9 ricoprenti vari incarichi nell’ambito della precedente amministrazione comunale e 2 membri di commissione di gara), il dott. Giuseppe Miliano ha contestato, a vario titolo, i reati di concorso in frode in pubblica fornitura e truffa ai danni dello stato, abuso d’ufficio e turbativa d’asta.
I provvedimenti restrittivi, punto di arrivo di una complessa ed articolata indagine svolta dalle fiamme gialle di Formia e durata circa due anni, traggono origine dalle anomalie riscontrate nella procedura di aggiudicazione della gara e nella fase di affidamento del servizio, ma soprattutto dall’analisi dell’irregolare e fraudolenta esecuzione del servizio nel comune dell’isola pontina, con particolare riferimento alla raccolta differenziata, per gli anni dal 2009 al 2011.
Le indagini dei finanzieri di Formia, supportate anche da numerose segnalazioni dei cittadini dell’isola, dopo un’attenta disamina del materiale probatorio acquisito nel corso delle investigazioni, hanno permesso di acclarare che il servizio di fatto non veniva eseguito secondo gli aspetti stabiliti nel contratto, ponendo in luce una moltitudine di irregolarità ed ingannevoli inadempienze.
È emerso, inoltre, che con la compiacenza di amministratori pubblici e funzionari dell’ente, la società appaltatrice aveva percepito, a fronte dell’ingannevole documentazione contabile presentata e attestante la regolare esecuzione del servizio svolto, illegittime liquidazioni di pagamento.
Tra le violazioni più significative, tra l’altro individuate anche grazie a particolari e sofisticati sistemi d’indagine autorizzati dalla procura della repubblica, sono apparse ricorrenti e sistematiche la mancata raccolta della differenziata, la disonesta miscelazione della stessa con quella indifferenziata, l’omessa pulizia delle strade, il mancato impiego di uomini e mezzi come da capitolato fino ad arrivare all’illecito smaltimento con il contestuale sotterramento dei rifiuti in alcune località dell’isola.
Sono ancora al vaglio della magistratura ulteriori elementi che sono emersi nel corso delle indagini e che potrebbero essere significativi di successivi sviluppi.

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