pubblicato il19 giugno 2013 alle 12:15

Farmaco per bambini (Ozopulmin) contraffatto, il Nas arresta tre dirigenti di casa farmaceutica e avvertono: “Non utilizzatelo”

I Carabinieri del N.A.S. di Latina hanno dato esecuzione a tre ordinanze di custodia cautelare agli arresti domiciliari, emesse dal GIP del Tribunale di Frosinone, D.ssa Annalisa Marzano, a carico di altrettanti dirigenti della casa farmaceutica GEYMONAT.
Gli arrestati – secondo le indagini condotte in strettissima sinergia con AIFA e I.S.S. – avrebbero prodotto e commercializzato su scala nazionale il farmaco “OZOPULMIN” (per la cura delle affezioni respiratorie) deliberatamente contraffatto e pericoloso per la salute anche di lattanti e bambini.
Nel farmaco contraffatto, i tre arrestati al posto del principio attivo inserivano una sostanza “simile” (normalmente usata per cosmetici ed integratori alimentari), farmaceuticamente inefficace, ma in grado di simularne analiticamente la presenza. Il tutto a discapito della salute dei pazienti, inconsapevoli assuntori di un farmaco completamente inidoneo allo scopo terapeutico, come giudicato dall’ I.S.S. a seguito di specifiche indagini analitiche eseguite sui campioni sequestrati.
In particolare, dalle indagini condotte dall’AIFA e dal NAS, su delega della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone – Sost. Proc. Dr. Adolfo Coletta, è emerso che gli indagati, rimasti privi del benché minimo quantitativo di principio attivo a seguito di un disaccordo commerciale con la
ditta fornitrice, per assicurare la continuità del prodotto nelle farmacie e non perdere la fetta di mercato ad opera di farmaci concorrenti, decidevano di avviare comunque la produzione dei lotti del farmaco incriminato, nella piena consapevolezza di esporre a rischi per la salute un considerevole numero di persone e di bambini, ponendo in commercio un farmaco contraffatto e inidoneo al suo scopo terapeutico, che avrebbe potuto cagionare un aggravamento delle affezioni respiratorie.
I tre arrestati, pianificando minuziosamente la “strategia” per la preordinata contraffazione, dapprima si procuravano il “sostituto” del principio attivo dalla Francia e successivamente eseguivano sul prodotto finito le analisi obbligatorie ricorrendo ad un metodo diverso da quello riconosciuto, in modo di assicurare la falsa positività. Ottenuti, quindi, gli auspicati risultati analitici favorevoli, liberavano regolarmente i farmaci sul mercato ed alteravano in ultimo i rendiconti di produzione e i dati informatici delle materie prime al fine di occultare la presenza nei farmaci del “sostituto” e far risultare fittiziamente quella del principio attivo.
Il farmaco – con scadenza marzo 2016 – fu immediatamente ritirato dal commercio con provvedimento amministrativo dell’AIFA e non è più presente nelle farmacie sin dalle prime battute dell’indagine.

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