Giorno: 4 luglio 2013

4 luglio 2013 0

Immersione subacquea, incontro sulla sicurezza con la Capitaneria di Porto di Gaeta

Di admin
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Questo pomeriggio presso la Guardia Costiera di Gaeta si è tenuta la riunione con i responsabili e gli operatori delle immersioni subacquee a scopo sportivo e ricreativo, tenuto conto che è una attività molto diffusa anche, per la presenza, in zona, di particolari tratti di costa che rendono ancor più interessante l’esplorazione del mare. Con tale incontro, presieduto dal Comandante Cosimo NICASTRO, si è voluto sensibilizzare coloro che svolgono la pratica dell’immersione subacquea ad operare sempre in condizioni di assoluta sicurezza, poiché il mancato rispetto delle norme comportamentali rende pericolosa l’attività di immersione, trasformando un momento di svago in una situazione di potenziale pericolo. In particolare si è sottolineato come “Gli errori più comuni che si fanno quando si va sott’acqua sono per la maggior parte legati all’impreparazione.” Nel corso dell’incontro i responsabili ed operatori hanno riconosciuto la necessità di una costante campagna d’informazione sulla sicurezza delle immersioni subacquee, divenendo essi stessi portavoce delle condotte da assumere in mare. Per tale ragione saranno organizzati altri momenti d’incontro a favore della sicurezza e tutela dell’ incolumità dei subacquei. La funzione centrale del numero telefonico gratuito 1530, dedicato alle emergenze in mare, ha concluso l’incontro.

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Tragedia sull’A1 a San Vittore, muore un 66enne di Roma

Di admin

Tragedia nel primo pomeriggio di oggi sull’autostrada A1 nel tratto compreso tra Caianello e San Vittore. Intorno alle 15, per cause in corso di accertamento dagli agenti della sottosezione A1 della polizia stradale di Cassino coordinati dal comandante Giovanni Cerilli, un 66enne di Roma ha perso la vita in seguito al ribaltamento dell’auto su cui viaggiava in direzione di Roma, una Smart di colore bianco. Al chilometro 680 dell’autostrada, a poche centinaia di metri dall’uscita di San Vittore, sono immediatamente intervenuti i Vigili del Fuoco del distaccamento di Cassino nonchè il personale medico sanitario del 118 ed il personale di Autostrade per l’Italia. E’ stata anche allertata un’eliambulanza ma, purtroppo, per l’uomo non c’era più nulla da fare. In seguito all’incidente sull’autostrada si sono registrati 2 chilometri di coda, successivamente, il traffico è stato fatto scorrere sulla corsia di sorpasso.

4 luglio 2013 0

La terra di San Benedetto apre all’Islam, un centro islamico a Cassino

Di redazione

La terra di San Benedetto “apre” al culto dell’Islam. Un centro di preghiera e per la promozione della cultura islamica verrà inaugurato domenica pomeriggio in via Virgilio a Cassino dall’associazione della cultura islamica “La Luce”. Alla manifestazione sono state invitate tutte le istituzioni politiche provinciali, ma anche il reggente dell’abbazia di Montecassino. “Tra i nostri obiettivi – ha dichiarato il presidente dell’associazione che, per ironia della sorte, porta un cognome caro alla cristianità, Massimiliano Evangelista, cassinate 41enne, convertito all’Islam nel 2004 – c’é quello di favorire il dialogo interreligioso e in particolare con il culto cattolico con cui condividiamo tante cose. Vogliamo far conoscere cosa é l’Islam, e raccontare ciò che non é, sfatando gli stereotipi creati, talvolta, dai media occidentali”. Sono circa 400 i fedeli della religione islamica nel cassinate. “Vogliamo un posto dove, tra l’altro, poter pregare insieme perché ogni individuo dovrebbe avere il diritto di praticare il proprio credo religioso. A Cassino esiste una nutrita comunità marocchina, ma ci sono anche egiziani e alcune famiglie libanesi, palestinesi e del Bangladesh, gente con la stessa fede ma che non si conoscono. Non abbiamo avuto difficoltá ad ottenere le necessarie autorizzazioni, anche perché la città martire ha già più volte dimostrato aperture all’integrazione culturale tra i popoli”. Cosa dire a coloro che temono che centri di questo genere possano essere punti di ritrovo per estremisti? “É un rischio che non esiste – dichiara Evangelista – all’associazione si aderisce presentando una richiesta al direttivo che non é assolutamente disposto ad accettare le richieste di individui pericolosi. Quello che andiamo a fare é un centro aggregativo per persone che hanno la stessa fede religiosa e che serva a far conoscere cosa in realtà é l’Islam al di la delle false idee, e vivere la nostra fede liberamente senza volerla imporre a nessuno, tra l’altr, – conclude Evangelista – il Corano non ci obbliga a fare proseliti”. Ermanno Amedei

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Il Consiglio regionale approva mozione su femminicidio, Fardelli: “Ora interveniamo sulla cultura e sulla scuola”

Di admin

Di seguito riportiamo l’intervento del consigliere regionale Marino Fardelli alla mozione ”Misure urgenti per il contrasto della violenza di genere sulle donne e femminicidio” discussa e approvata in sede di Consiglio Regionale. “Il femminicidio è un problema strutturale, che va al di là degli omicidi delle donne, riguarda tutte le forme di discriminazione e violenza di genere che sono in grado di annullare la donna nella sua identità e libertà non soltanto fisicamente, ma anche nella loro dimensione psicologica, nella socialità, nella partecipazione alla vita pubblica. Ho accolto con grande senso di responsabilità di uomo, la trattazione di un tema così attuale, ma vecchio come il mondo e che trova le sue radici nella cultura. Oggi gli è stato dato il nome di femminicidio perché le parole sono importanti e per quanto risulti ancora un termine sconosciuto alla grammatica anche dei nostri programmi di scrittura, racchiude tutta la sua drammaticità. E proprio la cultura ha il ruolo fondamentale nelle cause del femminicidio, e in essa si può e si deve intervenire. Parlando di dati, sconvolgenti, quella del femminicidio è “una mattanza quotidiana”. Stalking, violenze, abusi in famiglia e ogni altro sopruso contro le donne sono drammi di ogni giorno, non risparmiano nessuna regione d’Italia e attraversano tutti i livelli sociali. La serie dei delitti di questo genere testimonia poi che le regioni in testa, dati 2012, sono Lombardia (1.525), Lazio (1.015) e Campania (1.045), con dati in pratica raddopiati dal 2009 secondo i dai del Ministero dell’Interno. Dal punto di vista giuridico intanto per lo stalking la pena massima di quattro anni non consente né le intercettazioni telefoniche né quelle ambientali: se da quattro si passasse a sei anni , come è già previsto per il reato di maltrattamenti, le intercettazioni sarebbero invece possibili. E l’aumento della pena avrebbe anche l’effetto di rendere applicabile il giudizio immediato che significa per il pubblico ministero formulare la richiesta di rinvio a giudizio entro novanta giorni e non sei mesi, cioè il termine ordinario. Non è solo questione giuridica, ma anche pratica. La maggior rapidità nella celebrazione del giudizio si ripercuoterebbe positivamente anche sul decorso dei termini di durata massima della custodia cautelare. Dicevo che nella cultura il femminicidio affonda le sue radici e nella cultura può trovare termini d’intervento. Innanzitutto attraverso l’analisi e l’approfondimento di dati e ricerche esistenti si possono modificare e attuare idonee normative regionali, monitorando i servizi territoriali di sostegno alle donne in collegamento con le strutture e le associazioni che si occupano del contrasto alla violenza di genere. Le misure urgenti contenute nella mozione come il rifinanziamento dei centri antiviolenza, la creazione di una rete regionale e di un tavolo operativo, trovano la massima apertura. Ma per intervenire sul fenomeno e sulla sua natura strutturale, bisogna cominciare dalla scuola dove l’obiettivo deve essere l’insegnamento della cultura e del rispetto oltre che della necessaria consapevolezza dell’identità di genere. Il lavoro da svolgere sui territori, a partire dal linguaggio fino alla formazione degli operatori della cultura è fondamentale per evitare che cresca, insieme alle nuove generazioni, altra cultura sessista discriminatoria. E’ per questo che auspico, oltre ad interventi urgenti come quelli contenuti nella mozione di oggi, un impegno più ampio che coinvolga la formazione a tutti i livelli e la scuola”.

4 luglio 2013 0

Irregolarità nella gestione dell’Arin e altre società del gruppo, la Corte dei Conti contesta un danno all’erario di circa 3,6 milioni di euro

Di admin

Ammonta a oltre 3,6 milioni di euro il danno erariale complessivamente accertato per irregolarità rilevate nella gestione dell’ARIN S.p.A. e di altre società del relativo gruppo. In particolare, secondo quanto emerso dagli accertamenti eseguiti dal Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Napoli e dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – Dipartimento della Ragioneria dello Stato – Servizi Ispettivi, il danno patrimoniale arrecato alla: “ABC” (ex ARIN S.p.A.), azienda speciale del Comune di Napoli, sarebbe pari a oltre 3 milioni di euro; NET SERVICE S.r.l. (società interamente partecipata dalla ARIN S.p.A.) ammonterebbe a quasi 600 mila euro. L’attività investigativa, coordinata dai Vice Procuratori della Corte dei Conti dott. Pierpaolo GRASSO e dott. Ferruccio CAPALBO, è iniziata a seguito di esposti presentati dagli attuali amministratori dell’ARIN, che evidenziavano numerose fattispecie di presunto danno erariale nell’ambito della passata gestione della medesima ARIN e delle società da essa partecipate. In base alle risultanze degli accertamenti condotti dal Nucleo di Polizia Tributaria di Napoli (Gruppo Tutela Spesa Pubblica) e dagli ispettori del M.E.F., la Procura contabile campana ha oggi contestato, mediante appositi atti di “invito a dedurre”, notificati dalla Guardia di Finanza ai presunti responsabili del danno pubblico: da un lato, l’acquisto da parte della NET SERVICE S.r.l. della MARINO LAVORI S.r.l.; dall’altro, più in generale l’intero sistema di affidamento, nell’ambito del gruppo ARIN, degli appalti dei lavori di cui alla legge n. 219/1981, riguardante il finanziamento e la realizzazione delle opere di ricostruzione post-terremoto del 1980 in Campania. Con riferimento alla prima vicenda, il danno all’Erario segnalato dagli organi investigativi all’A.G. contabile è pari al costo sopportato in via diretta dalla NET SERVICE S.r.l. per l’acquisto – a condizioni antieconomiche – della MARINO LAVORI S.r.l.. Infatti, dalla disamina della documentazione acquisita è emerso come tale operazione non sia stata valutata adeguatamente sotto il profilo dell’effettiva convenienza ed utilità, come invece si sarebbe dovuto fare sia da parte della NET SERVICE S.r.l. che della controllante ARIN. Per quanto riguarda il secondo filone d’indagine, relativo agli appalti, è stato appurato che l’ARIN, senza valide motivazioni, ha affidato con apposito contratto al Consorzio SERINO (costituito dall’ARIN stessa e dalla NET SERVICE S.r.l.) la realizzazione delle opere relative all’acquedotto del Serino, anch’esse previste e finanziate con i fondi della legge n. 219/1981. Tale affidamento ha rappresentato in realtà, per tutti i lavori poi eseguiti, solo il primo di numerosi altri passaggi e scambi reciproci tra le società del gruppo ARIN, in esito ai quali sono lievitati i costi dell’opera di volta in volta interessata, con produzione dei corrispondenti ricavi in capo alle società coinvolte nei predetti passaggi. Il tutto a danno dei fondi statali di cui alla citata legge per la ricostruzione post-terremoto. Diversamente, qualora l’ARIN avesse provveduto agli affidamenti dei lavori senza la sistematica ed inutile intermediazione delle strutture societarie del gruppo (che hanno drenato risorse pubbliche ad ogni passaggio), gli stessi avrebbero avuto un costo finale nettamente inferiore. La chiusura dell’indagine ha condotto alla contestazione da parte della Procura contabile, a titolo di dolo e/o colpa grave, di un danno erariale quantificato (come detto) in oltre 3,6 milioni di euro nei confronti dell’amministratore unico, del direttore generale e di un dirigente (tutti pro tempore) dell’ARIN, nonché dei tre membri del collegio sindacale pro tempore della medesima società e di un dirigente pro tempore del Comune di Napoli. La Guardia di Finanza di Napoli ha, inoltre, notificato ai predetti amministratore unico e direttore generale il provvedimento di sequestro conservativo – disposto dalla Corte dei Corte – di beni immobili, conti correnti e crediti agli stessi riconducibili, sino a concorrenza del danno erariale contestato.

4 luglio 2013 0

Affitti in nero a Frosinone, scattano i controlli congiunti tra le Forze di Polizia

Di admin

Un’attività congiunta quella avviata questa mattina da parte della Polizia di Stato, dell’Arma dei Carabinieri e della Guardia di Finanza per verificare la regolarità delle locazioni immobiliari nel centro storico della città di Frosinone.

I controlli eseguiti, dopo un’attenta attività di pianificazione, confermano l’efficacia di un ormai più che collaudato sistema operativo congiunto tra le Forze di Polizia impegnate, ognuna per la parte di specifica competenza, nella realizzazione di un obiettivo comune: la sicurezza pubblica.

Dodici le situazioni alloggiative verificate che hanno consentito di accertare le posizioni di n. 35 occupanti di cui 32 cittadini di nazionalità albanese e rumena, 4 dei quali sprovvisti di permesso di soggiorno e, pertanto, espulsi dal territorio nazionale.

Un altro cittadino albanese è stato, invece, denunciato per inosservanza al decreto di espulsione e segnalato alla Prefettura per possesso di sostanza stupefacente.

Tre le abitazioni risultate locate in nero, fatto, questo, che comporterà l’emissione di specifiche sanzioni nei confronti dei proprietari da parte della Guardia di Finanza.

Diversi gli Uffici della Questura interessati dall’attività di controllo: l’Ufficio Immigrazione per la verifica delle posizioni di soggetti stranieri sul territorio nazionale; la Divisione Anticrimine per gli accertamenti in ordine alla cessione dei fabbricati e l’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico per il potenziamento dei servizi di controllo del territorio.

4 luglio 2013 0

Scoperto mentre innaffia le piante di marijuana ad Aprilia, arrestato un 39enne

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Ieri mattina alle ore 09.00 circa ad Aprilia i Carabinieri del locale Reparto Territoriale hanno arrestato P. E., 39enne di Roma, incensurato e, deferito in stato di libertà, la sua convivente, incensurata, per il reato di “coltivazione e detenzione ai fini spaccio di sostanza stupefacente” perchè sono stati sorpresi dai carabinieri mentre annaffiavano 49 piante di marijuana del peso di kg. 4 circa. Nel corso della successiva perquisizione venivano rinvenuti ulteriori gr. 136 della medesima sostanza stupefacente, nonché una carabina ad aria compressa modificata. L’arrestato, denunciato in stato di libertà anche per il reato di “detenzione di arma clandestina”, è stato ristretto nelle camere di sicurezza in attesa del giudizio direttissimo fissato, dall’A.G. procedente, per la mattinata odierna, mentre la sostanza stupefacente e la carabina sono stati sequestrati.

4 luglio 2013 0

L’Italia condannata per la mancata adozione di provvedimenti pratici ed efficaci a favore di tutti i disabili

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Da Giovanni D’Agata riceviamo e pubblichiamo: L’Italia non fa abbastanza per aiutare i disabili a inserirsi nel mondo del lavoro. Per tali ragioni la Corte di giustizia europea con la sentenza C312/11, pubblicata il 4 luglio dalla quarta sezione le ha inflitto una. condannata per non aver imposto ai datori di lavoro l’adozione di provvedimenti in modo da aiutare davvero i disabili. Secondo Bruxelles servono attrezzature e locali adeguati e una ripartizione opportuna dei compiti mentre l’Italia è venuta meno ai propri impegni derivanti dal diritto dell’Unione. Gli Stati comunitari devono imporre a tutti i datori di lavoro l’adozione di provvedimenti pratici ed efficaci a favore di tutti i disabili. E invece, spiegano i giudici Ue, tanto resta da fare con provvedimenti efficaci e pratici che costringano ad esempio le imprese a sistemare i locali, adattare le attrezzature e ad assicurare a chi è diversamente abile un’organizzazione del lavoro che garantisca i ritmi di lavoro adeguati e una coerente ripartizione dei compiti a meno che le attività richieste non comportino oneri spropositati. Senza dimenticare che il datore ha l’obbligo di assicurare la formazione anche ai portatori di handicap. senza dimenticarli o discriminarli nelle progressioni di carriera. Tutto questo finora l’Italia non l’ha fatto. Per Giovanni D’Agata presidente e fondatore dello “Sportello dei Diritti”, la nostra normativa risulta tutt’ora carente anche se prevede incentivi e convezioni con le autorità locali, ma alla fine non impone obblighi di portata generale, identici per tutte le aziende.

4 luglio 2013 0

Prostituzione nei centri massaggi a Frosinone, 4 arresti della Guardia di Finanza

Di admin

L’immagine esteriore di moderni e funzionali centri massaggi; all’interno centrali per la gestione della prostituzione, con tanto di tariffari, segreteria, appuntamenti e ricambio periodico di ragazze.

E’ quanto emerso nel corso di un’indagine posta in essere dagli uomini del Nucleo Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Frosinone, coordinati dalla Procura della Repubblica del capoluogo ciociaro, originata da accertamenti su alcune utenze, riferite a ragazze di varie nazionalità, pubblicizzate su noti quotidiani locali e dal contenuto inequivocabile, circa la disponibilità delle stesse ad eseguire prestazioni sessuali.

Si è così scoperto che dietro ad utenze telefoniche apparentemente private, vi erano punti di riferimento ricorrenti, una vera e propria agenzia per il favoreggiamento e lo sfruttamento della prostituzione, i cui responsabili avevano dapprima acquisito la proprietà dei centri massaggi e, successivamente, li avevano strutturati come luoghi per l’esercizio della prostituzione.

Secondo quanto emerso nel corso delle indagini, i clienti abituali spesso richiedevano espressamente le ragazze con le quali intrattenersi, mentre i nuovi clienti, venivano resi edotti delle prestazioni e del relativo tariffario con invito a non contrattare mai al telefono, ma solo direttamente presso il locale.

I responsabili, 3 donne di origine cinese di 53, 45 e 28 anni ed 1 italiana della provincia di Frosinone di 23 anni, sono state tratte in arresto per ordine del G.I.P. del Tribunale di Frosinone, in accoglimento di analoga richiesta della Procura delle Repubblica, con contestuale sequestro dei 3 centri massaggi utilizzati per il compimento dell’attività illecita, tutti ubicati a Frosinone e provincia.

Le Fiamme gialle hanno in corso ulteriori accertamenti, avviati sulla base di documentazione rinvenuta nel corso delle perquisizioni, finalizzati alla determinazione dei profitti illecitamente realizzati dall’organizzazione, al fine di sottoporli a tassazione.