pubblicato il8 gennaio 2014 alle 18:51

Nuovo comandante dei vigili, il bando di assunzione su misura del signor “Nessuno”. Lo squallore tra richieste di dimissioni e minacce di denuncie

Bando e bandi della discordia a Cassino. Una pessima figura della politica anche a livello locale. Un vero terremoto che agita le acque in piazza De Gasperi strappando sorrisi beffardi di chi crede di aver scoperto la furbata, chi invece fa circolare richieste di dimissioni di assessori, chi deve difendere. Un bando, tra sei pubblicati, blindato per l’assunzione di un comandante dei vigili urbani. Blindato, però, per il signor “nessuno” per lasciare le cose, e soprattutto le persone, così come stanno. I candidati devono vantare almeno 15 anni di lontananza dalla pensione, e 5 anni di comando di un corpo di vigili urbani. Restrizioni che rendono il filtro per i candidati fin troppo stretto, alcuni sostengono praticamente chiuso tale da lasciare in carica il comandante attuale.
Una furbata dirigenziale fatta alle spalle della politica, secondo gli amministratori, approfittando della pausa natalizia. La minoranza, però, ha chiesto le dimissioni dell’assessore alla polizia municipale Emiliano Venturi e, a difenderlo, si è schierato il suo gruppo politico.
“Rispediamo al mittente la richiesta di dimissioni dell’Assessore Venturi – ha tuonato Danilo Picano capogruppo dei Democratici per Golini Petrarcone sindaco – Non può pagare per un’iniziativa del dirigente, fatta nel pieno delle feste natalizie, che senza confrontarsi con la politica ha ritenuto di pubblicare un bando con criteri decisamente restrittivi per la partecipazione alla mobilità esterna. Prontamente l’Assessore Venturi, già in data 3 gennaio, con l’onestà intellettuale che lo contraddistingue, ha emesso un atto di indirizzo per la revoca del bando e la contestuale ripubblicazione con tutti i requisiti che possano garantire la massima partecipazione e trasparenza. Senza se e senza ma la nostra posizione è quella di Venturi, un uomo che da quando è stato nominato Assessore, ha sempre condiviso il suo percorso con i gruppi consiliari. Logica che se applicata a tutti i settori della vita amministrativa, in ogni ambito, sicuramente porterebbe considerevoli vantaggi nella gestione della cosa pubblica, perché riteniamo che il confronto rappresenti una forma di crescita da cui scaturiscono le decisioni importanti e soprattutto quelle idee costruttive di cui la città ha bisogno”.
vigili urbani su strisce
Quindi il dito è puntato contro chi ha redatto il bando che, però, pare sia vicino all’essere ritirato in attesa di uno nuovo. Il dirigente, attuale comandante della polizia municipale di Cassino Giuseppe Acquaro, dice la sua in un lungo comunicato che integralmente riportiamo in cui risaltano, in prima battuta, ancor più che le tesi difensive, le minacce di denunce a giornalisti e a fruitori di social network. “Il mio ruolo istituzionale, – dice Acquaro – che sono certo di interpretare con correttezza e dedizione, mi impedisce di alimentare polemiche che, evidentemente, devono rimanere nell’ambito, a me estraneo, della dialettica politica.
Devo, però, a salvaguardia della mia onorabilità, sottolineare alcune gravissime inesattezze che, se sottaciute, getterebbero ombre sul mio operato, che ritengo, invece, assolutamente trasparente e legittimo.
Proprio allo specifico scopo di tutelare la mia immagine, ho conferito mandato ai miei legali affinchè valutino la necessità di perseguire penalmente chiunque abbia espresso giudizi e commenti, sia sulla stampa che sui social network, disattendendo completamente atti e fatti e, quindi, diffamando o, addirittura calunniando il mio nome ed il ruolo che rivesto.
All’uopo devo chiarire:
Nell’ambito dell’attuazione del fabbisogno del personale per gli anni 2013/2015 approvato con deliberazione di Giunta n. 310 del 20.11.2013 (voti unanimi ed assente solo l’assessore Grossi) veniva disposto di indire, entro il 31 Dicembre 2013 , il bando per la copertura di vari posti sia dirigenziali che di funzionari, tra cui quello di Comandante della Polizia Locale;
Ad ogni dirigente di settore, con delibera n. 355 del 20 Dicembre 2013, pubblicata all’Albo Pretorio il 24 Dicembre 2013, la Giunta municipale, con voto unanime, e con la sola assenza dell’Assessore Pietroluongo, conferiva mandato di attivare le procedure di bando di mobilità conseguenti;
Alla deliberazione veniva allegato schema di bando con, omesse, le sole condizioni di ammissibilità che erano, come per legge, demandate al dirigente incaricato. Per il resto la Giunta specificava persino il termine di durata della pubblicazione che fissava in giorni 15, oltre le modalità di selezione, i criteri di valutazione (per titolo e colloquio) e riservava ad atto successivo, “ la definizione degli incaricati allo svolgimento della procedura in relazione alle domande pervenute al fine dell’eliminazione di possibili incompatibilità”
Il sottoscritto, a quel punto, senza, naturalmente nominare alcuna commissione, come falsamente riportato, in ottemperanza a quanto ordinatogli, completava i criteri di ammissione :
Facendo ricorso al disciplinare delle assunzioni del personale del Comune di Cassino, così come approntato dai Professori di Diritto Amministrativo Papadia e Codispoti,e, specificatamente, all’articolo 31 dell’allegato “ b” alla delibera C.C. n. 1228 del 10 Agosto 1995 che, espressamente, riporta il termine minimo di esperienza di servizio in almeno 5 anni;
Utilizzando quale canovaccio, anche ai fini dell’individuazione dei termini massimi di prossimità al pensionamento, le delibere pubblicate, nella specifica materia, dai comuni di Pozzuoli, Verona, Magenta, Martina Franca, Carrara, Casoria ed altri.
Ciò sempre fermo il fatto che, in ogni caso, la Giunta Municipale, correttamente e giustamente, aveva già specificato, dettagliatamente, tutti i criteri, anche nei minimi dettagli, dei titoli, dell’ anzianità di servizio e dei curricula professionali, riservandosi da ultimo, con modalità chiare e trasparenti, il colloquio risolutivo.
Mi sorprende assai, quindi, che, innanzi tutto si metta in discussione la legittimità normativa dell’atto che, come visto, è stato improntato alle direttive comunali consigliate dagli esperti Papadia e Codispoti e, mi sorprende, e mi mortifica, che qualcuno. falsamente, voglia addebitarmi l’auto attribuzione “di poteri in merito alla valutazione preventiva delle domande di partecipazione proposte nonché, e soprattutto, alla nomina della Commissione giudicatrice”
Ciò detto, quindi, sono naturalmente pronto ad eseguire, fedelmente, qualunque direttiva mi provenga dall’Amministrazione senza, però, che mi si possa richiedere di ripudiare spontaneamente un atto su falsi presupposti di illegittimità.
Al fine di agevolare poi il giusto e sacrosanto diritto di critica da parte di detrattori, evidentemente pigri nella ricerca delle fonti, mi dichiaro disponibile a fornire copia di tutta la documentazione citata”.

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