“Cancro, sfatare il mito”. Se ne è discusso a Sant’Elia Fiumerapido

14 novembre 2014 0 Di admin

Parola d’ordine: informazione. E prevenzione, ovviamente. Quando si parla di tumori sono queste le due parole chiave, parole che spesso possono fare la differenza e in più sensibilizzare la popolazione ad un argomento oggi sempre più drammaticamente ricorrente. E proprio per porre l’accento su queste tematiche che il San Raffaele di Cassino ha patrocinato il Convegno sulla prevenzione oncologica “SFATIAMO IL MITO”, organizzato in collaborazione con il gruppo dei giovani volontari l’AIRC di S.Elia Fiumerapido. L’incontro si è svolto lo scorso 7 novembre presso la Sala Polivalente del Comune di Sant’Elia Fiumerapido, la cui Amministrazione si è attivamente adoperata per ospitare questo evento, vista l’importanza della materia trattata e l’interesse da sempre riscosso sul territorio. Il San Raffaele Cassino ha voluto altresì assicurare la propria presenza istituzionale, al fine di sensibilizzare i cittadini ad una corretta informazione su una patologia purtroppo devastante, ma che può e deve essere tenuta sotto controllo e, nella maggioranza dei casi, debellata. Tra i relatori anche il primario dell’Hospice San Raffaele di Cassino, il Dott. Girolamo Del Monte, che ha trattato il tema “Cancro: cosa si può fare oggi”. Sono intervenuti al dibattito, tra gli altri, anche il Dott. Carmelo Violi, la Dott.ssa Annaluisa Catracchia “Il ruolo del medico di Medicina Generale”; la Dott.ssa Lorella Violo “L’infermiere come anello di congiunzione”, la Dott.ssa Marica Grimaudo “Cancro: malattia sociale” e la Dott.ssa Mariangela Curtis “Il volontario dell’Hospice: voglio esserci”. Al centro della discussione anche quattro dei “falsi miti” riguardanti il tumore, dei veri e propri luoghi comuni che devono essere sfatati proprio per garantire un’informazione corretta e ove possibile, prevenire la patologia stessa:

1) NON ABBIAMO BISOGNO DI PARLARE DI CANCRO: sbagliato, sbagliatissimo. Affrontare de visu il tema dei tumori è utile a tutti, malati e non: anzi è fondamentale per accrescere la consapevolezza dei rischi nei quali si può incorrere, al fine di abituare le persone a stili di vita atti a ridurli.

2) CANCRO: NON VI SONO NE’ SEGNI, NE’ SINTOMI: purtroppo i sintomi possono essere subdoli. Ciò non toglie che bisogna anche imparare a conoscerli e a riconoscerli, anche perché nella prima fase ci sono più possibilità di intervenire ed eventualmente curare il male.

3) NON C’è NULLA CHE IO POSSA FARE PER IL CANCRO: nulla di più falso. La prevenzione è fondamentale; basti pensare che il 22 % di tutti i decessi per tumore hanno come causale l’uso del tabacco e nel caso di tumore del polmone, la quota sale addirittura al 71 %. Il fumo è quindi la prima cattiva abitudine da eliminare per ridurre sensibilmente le probabilità di ammalarsi. Tuttavia, come sottolineato anche dal Dott. Del Monte, esistono anche altri fattori di rischio che però possono essere controllati e monitorati preventivamente.

4) NON HO DIRITTO AD AVERE UNA CURA PER IL CANCRO: errato: la dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, sancisce infatti che l’accesso alle cure deve essere garantito a tutti. Nel nostro Paese, come determinato dalla Legge n° 38 del 2010, si tutela il diritto del cittadino ad accedere alle cure palliative e alla terapia del dolore, difendendo la dignità e l’autonomia del malato, garantendo ad esso e alla sua famiglia una adeguata qualità di vita e un sostegno sanitario e socio-assistenziale. “L’informazione – come ha tenuto a precisare il Dott. Luigi Di Cioccio, Direttore Medico Scientifico del San Raffaele Cassino – deve essere la più capillare possibile e deve raggiungere i cittadini all’interno delle loro comunità soprattutto per i programmi di prevenzione, di educazione ai corretti stili di vita, e di formazione per conoscere i sintomi ed i segnali di allarme delle varie malattie”.

Vincere il tumore è possibile, saperne di più è doveroso.