La salute come misura di inquinamento aereo, un questionario da inviare a 10mila assistiti dai “medici di Famiglia per l’ambiente”

La salute come misura di inquinamento aereo, un questionario da inviare a 10mila assistiti dai “medici di Famiglia per l’ambiente”

22 febbraio 2015 0 Di admin

Si è tenuta ieri mattina presso la libreria “Ubik” in via Aldo Moro, la conferenza stampa di presentazione dell’associazione “Medici di famiglia per l’ambiente”. Al tavolo dei relatori i dottori: Teresa Petricca, specialista pneumologo, Armando Papetti, Umberto Messia e Giovambattista Martino.
L’associazione “Medici di famiglia per l’ambiente”, che comprende tredici medici di famiglia ed un medico specialista pneumologo, nasce dalla necessità di trarre informazioni sugli effetti a breve e lungo termine sulla salute respiratoria della popolazione di Frosinone, in conseguenza dell’esposizione alle diverse frazioni del PM e degli altri inquinanti.

L’associazione ha fatto propria la convinzione, tenuto conto delle nuove continue acquisizioni scientifiche, che rispetto al determinismo o all’aggravamento delle patologie polmonari croniche quali, broncopatia cronica, asma dell’adulto e del bambino, cancro del polmone, si configuri l’obbligo di indagini sull’inquinamento aereo con altre metodologie, che considerino la salute del cittadino come la vera misura dell’inquinamento dell’aria. Il paziente, depositario del danno, costituirà una “centralina biologica” che verrà studiata e monitorata dall’attività del medico referente.
Come? Realizzando un questionario, dettato dalle linee guida dell’Organizzazione mondiale della sanità, da consegnare a più di 10mila assistiti della città di Frosinone. Questionari che poi saranno inviati ad un istituto di epidemiologia per elaborare dati precisi relativi alle patologie respiratorie così da avere un quadro preciso dell’inquinamento nella città di Frosinone.
I professionisti, riferimento per oltre 10.000 residenti del capoluogo ciociaro, si sono interrogati e successivamente confrontati relativamente l’incremento esponenziale, postosi all’attenzione negli ultimi anni di attività medica, di nuove diagnosi di malattie respiratorie infiammatorie acute e croniche e di riacutizzazioni delle patologie laddove già preesistenti. I medici, anche alla luce delle difficoltà terapeutiche dettate dalla persistenza e dalla gravità dei sintomi, ravvisando la differenza di espressione tra i quadri clinici tradizionali e gli attuali, fondando sulla sensibilità, responsabilità e preoccupazione propria della professione, si sono chiesti quale il loro ruolo al di là della mera diagnosi e terapia.
La convinzione di tutti è che il grave inquinamento dell’aria, che ha portato Frosinone ad essere prima in Italia per le polveri sottili, abbia un ruolo patogenetico determinante per le patologie infiammatorie dell’apparato respiratorio.
L’immediata risposta a tale allarme è stata, quindi, la spontanea costituzione in associazione al fine di: promuovere nei propri studi medici una mappatura del territorio frusinate relativa le malattie infiammatorie respiratorie acute e croniche, procedere ad un monitoraggio attento e continuativo, lavorare su studi osservazionali, rendere pubblico quanto emerso e rappresentare un punto di riferimento culturale all’uopo strutturato, avvalendosi tra l’altro di autorità mediche che operano nel campo dell’inquinamento di valenza universitaria con riconoscimento a livello internazionale.

I motivi

Il massiccio aumento delle emissioni in atmosfera di agenti inquinanti prodotti negli ultimi decenni nei paesi industrializzati dal frenetico aumento dei trasporti pubblici e privati, dall’urbanizzazione crescente, dall’attività industriale e dalla deforestazione selvaggia delle nostre città, ha fatto sì che la qualità dell’aria che respiriamo costituisca un problema ambientale importante.
In gioco c’è la preoccupazione di carattere sanitario, in termini di aumento della morbosità e della mortalità respiratoria, come conseguenza diretta o indiretta delle variazioni climatiche e dei fattori associati.
E’ necessario ed improcrastinabile porre un freno ai cambiamenti climatici, decurtando le

emissioni di CO2 e degli altri inquinanti, arrestando l’abbattimento del verde sostituito da colate di cemento e concertare una gestione sostenibile delle risorse. D’altra parte gli approcci di sanità pubblica per ridurre l’esposizione dei cittadini all’inquinamento atmosferico devono essere attuati tenendo conto che tra gli obiettivi da raggiungere c’è: la riduzione dei combustibili fossili ed il controllo delle emissioni dei veicoli; la riduzione del traffico privato in città in parallelo con il miglioramento del traffico pedonale; l’impianto in città di alberi e piante non allergeniche.
L’inquinamento atmosferico induce effetti clinici, soprattutto respiratori, di varia entità, nella popolazione esposta. D’altra parte è ormai noto che la temperatura del globo è aumentata,come appare evidente dal riscaldamento degli oceani, dallo scioglimento dei ghiacciai. Inoltre i cambiamenti climatici sono caratterizzati anche dall’aumento di intensità, frequenze tipo di precipitazioni e dal succedersi di eventi estremi come le ondate di calore e di freddo, la siccità, le inondazioni e gli uragani. Ciò per il crescere nell’atmosfera, per effetto delle attività umane, delle concentrazioni di gas serra che comprendono soprattutto anidride carbonica ma anche metano,ossidi di azoto e numerosi gas liberati dalle lavorazioni industriali. Diverse malattie dell’uomo coinvolgenti soprattutto l’apparato respiratorio e cardiovascolare, sono legate proprio alle fluttuazioni climatiche con un incremento di mortalità soprattutto come conseguenza di ondate di calore. Come citato dal testo del lavoro pubblicato dal Gruppo Intergovernativo sui Cambiamenti Climatici:

<La maggior parte dell’aumento della temperatura osservato in media globale a partire dalla metà del XX secolo è molto probabilmente dovuto all’aumento osservato delle concentrazioni di gas serra di origine antropica>.
L’anidride carbonica (CO2) è il più importante gas ad effetto serra e la sua concentrazione nell’atmosfera è passata da un valore pre-industriale di circa 228 ppm a 379 ppm nel 2005; stessa tendenza si è verificata per nella prevalenza degli altri gas ad effetto serra di origine antropica,cioè umana,come CH4 (metano) e NO2(ossido di azoto). Da ribadire l’effetto dannoso legato alla deforestazione selvaggia delle città. Questa problematica molto seria per l’umanità è stata ben trattata nel rapporto STERN in cui è possibile leggere che : <L’evidenza scientifica è schiacciante:i cambiamenti climatici sono ormai una vera e propria minaccia per il mondo in cui viviamo e pertanto richiedono una risposta tanto globale quanto urgente>

                                                          I medici
Teresa Petricca
Umberto Messia
Giovambattista Martino
Armando Papetti
Vincenzo Masi
Giovanni Bortone
Isabella Raponi
Bruno Chiappini
Benedetto Iannello
Roberta Frantellizzi
Marzia Armida
Fernanda Campioni
Antonio Giuliano
Franco Rodorigo