pubblicato il15 dicembre 2015 alle 16:57

Aperta la Porta Santa nella casa circondariale di Cassino

Cassino – Il Vescovo Mons. Gerardo Antonazzo si è recato ieri presso la Casa Circondariale di Cassino, per incontrare i detenuti e celebrare con loro l’inizio dell’Anno Santo straordinario della Misericordia. Come dice e sottolinea Papa Francesco, sono proprio loro le persone che “meglio di tanti altri possono sperimentare la misericordia di Dio”. Ed infatti proprio ad alcuni di loro era stata data la possibilità di avere una “primizia” di Giubileo: si erano recati a Canneto nei giorni scorsi ad eseguire lavori nella Basilica Santuario per rimettere a posto non solo i banchi e gli arredi, ma anche, quando tutto era a posto e in ordine, la statua della Madonna, la Vergine Bruna tanto amata e venerata a Canneto e nelle regioni vicine, riportandola in chiesa in processione.

Il Vescovo, accompagnato da Don William Di Cicco, Don Luigi D’Elia, già cappellano del carcere di Cassino, Don Lorenzo Vallone, Don Antonio Molle, Rettore della Basilica Santuario di Canneto e grande amico dei detenuti, e ancora dalla direttrice Caritas di Cassino M. Rosaria Lauro e dai volontari e, ovviamente, dalla Direttrice dott.ssa Irma Civitareale e dal suo staff, ha ripetuto per loro il rito solenne dell’apertura della Porta Santa, la porta della cappella del carcere, decorata mirabilmente da un detenuto artista, perché i reclusi, come il Papa ha ben specificato, “nelle cappelle delle carceri potranno ottenere l’indulgenza, e ogni volta che passeranno per la porta della loro cella, rivolgendo il pensiero e la preghiera al Padre, possa questo gesto significare per loro il passaggio della Porta Santa, perché la misericordia di Dio, capace di trasformare i cuori, è anche in grado di trasformare le sbarre in esperienza di libertà”. Poi il Vescovo Gerardo ha presieduto la Celebrazione eucaristica nel salone del carcere, ben più capiente della cappella, e riempito dai numerosi detenuti che hanno scelto di partecipare, e lo hanno fatto con raccoglimento e attenzione: alcuni di loro hanno fatto le letture, i canti, guidati da Susi Comparone, le preghiere dei fedeli; in molti hanno fatto la comunione. Presenti anche due zampognari dell’associazione Calamus di Picinisco, che hanno rallegrato la celebrazione e l’incontro.

Poi il Vescovo si è recato nelle sezioni più riservate, dove ha ripetuto ancora due volte il rito, tanto ricco di simboli e significati, di apertura della Porta Santa su due porte di ferro che immettono nei corridoi delle celle. Fatte le letture e le preghiere rituali, aperta la Porta, il Vescovo si è inginocchiato in preghiera, in un silenzio generale di grande raccoglimento, poi, concluso il rito, ha salutato gli ospiti della Casa, portando a ciascuno un pacco dono preparato, come ogni anno, dalla Caritas. Questo gesto di amicizia e paterna vicinanza lo ha fatto poi in tutte le sezioni raggiungendo tutti i detenuti presenti e compiendo con ciascuno quell’atto amichevole di dono, di augurio, di incoraggiamento paterno e fraterno insieme, capace di ridare speranza e impegno per una vita nuova. Non esiste augurio natalizio più bello.

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