pubblicato il1 dicembre 2015 alle 10:26

Blitz antiterrorismo della Polizia tra Italia e Kosovo, 4 persone arrestate

BresciaBlitz antiterrorismo tra Italia e Kosovo. La Polizia di Stato di Brescia ha condotto, dal dicembre 2014, un’attività di indagine nei confronti di 4 cittadini di etnia kosovara, residenti in Italia nelle Province di Brescia, Vicenza e Perugia, in quanto segnalati per profili di rischio in relazione a derive terroristiche di matrice islamica.

Anche attraverso il monitoraggio di Facebook è stato documentato il loro collegamento con filiere jihadiste attive nel quadrante balcanico e riferibili al noto Muhaxheri Lavdrim (principale riferimento dei combattenti provenienti da quell’area geografica). Tra le evidenze più significative, sicuramente risultano le immagini presenti sui profili Facebook in cui i fermati si mostrano con armi ed in atteggiamenti caratterizzanti i combattenti del sedicente Stato Islamico.
Inoltre, le operazioni di monitoraggio della rete internet hanno consentito di documentare come tutti i soggetti interessati dalle investigazioni abbiano “frequentato” un gruppo Facebook di propaganda Jihadista.

L’attività, visto quanto emerso nel corso delle indagini, è stata condotta dagli Agenti della Digos di Brescia in collaborazione con la Polizia Kosovara.
In particolare uno dei componenti del gruppo, arrestato in Kosovo, aveva espressamente minacciato su Facebook l’ex Ambasciatore Americano in Kosovo Tracy Ann Jacobson: “L’ebrea americana dice che il nuovo Governo combatterà la corruzione… io dico a questa signora che finché loro saranno in Kosovo non esisterà la giustizia… questa miscredente merita la punizione con la sharia”.
I quattro fermati, sempre tramite la rete web, hanno inoltre lanciato messaggi contro la persona del Santo Padre, nonché di esaltazione del recente attentato di Parigi: “E adesso dove andrai?? Ricordatevi che non ci sarà più un Papa dopo questo, questo è l’ultimo. Non dimenticatevi ciò che vi sto dicendo!”.
“Stai buono racconta la verità che loro verranno in Vaticano”.

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Gli altri tre componenti del sodalizio criminale sono invece stati fermati in Italia. Nei confronti di uno di questi è stata adottata per la prima volta la misura della sorveglianza speciale per terrorismo su richiesta del Procuratore Nazionale Antimafia e Antiterrorismo, con contestuale ritiro del passaporto e/o di altro documento valido per l’espatrio.

Gli altri due sono invece stati espulsi dall’Italia: uno con provvedimento adottato dal Sig. Ministro dell’Interno per motivi di terrorismo internazionale, l’altro con decreto del Questore di Brescia.

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