pubblicato il2 dicembre 2015 alle 20:44

Serena Mollicone, il segreto nascosto nella genetica. Garofano: “Arce faccia mappatura Dna come Dolbiaco”

Arce – Arrivare agli assassini di Serena Mollicone cercando il Dna dei loro parenti. E’ ambizioso il progetto che il pool di consulenti chiamati da Gugliemo Mollicone intende proporre al giudice del tribunale di Cassino nella opposizione alla richiesta di archiviazione delle indagini sui sette soggetti e su un secondo filone contro ignoti.

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Mappare il dna di tutti i soggetti maschi di Arce. Significa una operazione che toccherebbe alcune migliaia di persone, per un costo notevole, ma così come detto dal Generale dei Carabinieri Luciano Garofano, che di quel pool fa parte insieme all’avvocato Davide De Santis e la psicologa investigativa Laura Volpini, le indagini sono sempre molto costose basti pensare alle intercettazioni, ma la giustizia non ha prezzo. Il 7 gennaio il tribunale di Cassino è chiamato a decidere sulla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura; se la accogliesse significherebbe gettare la pietra tombale definitivamente sulla speranza di trovare il responsabile dell’uccisione della 18enne di Arce avvenuto il 3 giugno del 2001 quando il suo corpo venne ritrovato in un boschetto all’Anitrella. In una scena del crimine che il generale Garofano ha definito “scomposta e disorganizzata”, Serena aveva mani e piedi legati con del nastro adesivo su cui si erano fissate le tracce determinanti dei suoi assassini. “Le tracce – ha sottolineato Garofano – sono assolutamente buone perché non sono sulla parte liscia, ma su quella adesiva. Si tratta di due profili genetici, il 15D e il 18F, appartenenti a due ceppi familiari diversi”. L’idea di mappare una intera comunità non costituisce una novità. Oggi viene in mente l’episodio di Yara Gambirasio dove però vi è ancora un processo in corso, ma non può non essere citato l’episodio di Dobiaco, la piccola comunità molto simile ad Arce in cui si risalì all’assassino di Annamaria Fronthaler, 74 anni, uccisa a calci e pugni da un 19enne. Si arrivò a lui proprio comparando le tracce genetiche ritrovate sulla scena del crimine con quelle di una intera comunità. Non si arrivò direttamente all’assassino, ma si arrivò al padre ignaro delle malefatte del figlio. “Ecco – ha detto Garofano – così come Dobiaco si prestò a quella verifica perché tutti volevano scoprire chi avesse ucciso la concittadina, alla stessa maniera Arce dovrebbe fare per tentare di fare luce su chi ha tolto la vita alla 18enne”.

Er. Amedei

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