pubblicato il20 dicembre 2015 alle 19:43

Villaggio dell’Albaneta, il comitato per la Bellezza invita a “Non smobilitare”

Cassino – In attesa di sapere se domani l’Albaneta tornerà ad essere quel luogo di doveroso rispetto per l’enorme sacrificio di tanti giovani che vi combatterono e vi morirono nel corso della Seconda Guerra Mondiale, c’è chi giustamente si interroga sul futuro di quei 260 ettari. La proprietà data in concessione per 20 anni dalla comunità Monastica di Montecassino all’imprenditore che vi ha realizzato la duramente criticata iniziativa “Villaggio di Babbo Natale”, resta l’ambientazione di un progetto che inquieta le associazioni, l’ambasciata polacca e anche il Comitato per la Bellezza che, per la seconda volta interviene sull’argomento con una nota a firma di Vittorio Emiliani.

“La smobilitazione del Villaggio di Babbo Natale all’Albaneta di Montecassino entro il 21 dicembre – si legge in quella nota – va salutata come un fatto altamente positivo e come una vittoria del rispetto della memoria e della storia su di una speculazione commerciale di profilo oltretutto molto mediocre. Decisivo è stato certamente l’intervento dell’ambasciatore polacco Orlowski presso l’abate Ogliari.

Egli ha raccolto le proteste subito levatesi a Cassino da parte delle associazioni locali di tutela del paesaggio e della memoria storica Consulta dell’Ambiente di Piedimonte San Germano, Fare Verde Onlus, Associazione Linea Gustav, Associazione Battaglia di Cassino Dal Volturno a Cassino (sito internet), Associazione WinterLine Venafro, Centro documentazione e studi cassinati (CDSC) Onlus Progetto Summa Ocre (ricerche territoriali), nonché del sindaco di Cassino Giuseppe Golini Petrarcone e della Giunta comunale che aveva prontamente sequestrato i capannoni abusivi e vietato la vendita di bevande in loco.

Come Comitato per la Bellezza abbia subito sostenuto la loro giusta e pacifica battaglia per scongiurare un evidente sfregio a luoghi sacri alle migliaia di militari di venti Paesi, anzitutto Polacchi, e di civili caduti per la nostra libertà.

Ma questa battaglia non deve fermarsi qui. Resta infatti in piedi il contratto fra l’Abbazia e l’imprenditore Miri per realizzare nei 260 ettari dell’antico Monastero dell’Albaneta una fattoria con possibilità di pernottamento (un futuro agriturismo?) e una fabbrica di birra. Tutto ciò è compatibile con la sacralità dei luoghi in cui caddero, sono dispersi e sono sepolti migliaia di giovani? Noi crediamo di no. Per cui chiediamo a tutti, alle associazioni cassinati, ai giornali locali e nazionali, alla Giunta comunale e anche all’Ambasciata polacca, di non smobilitare. Mentre continuiamo a reclamare una presenza attiva da parte della Regione Lazio e delle Soprintendenze competenti fin qui silenti o dormienti. Come mai dal momento che l’area è soggetta a precisi vincoli ?

il Comitato della Bellezza

Vittorio Emiliani”

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