pubblicato il6 gennaio 2016 alle 13:06

Torna a Cassino la tradizione della Pasquetta Epifania

Cassino – Prima l’esibizione nel Chiostro del Bramante a Montecassino, poi, per la prima volta l’esibizione in Basilica, attraversando la Porta Santa. In serata l’appuntamento nella chiesa di Sant’Antonio, dove ad attendere il gruppo c’erano il vescovo Gerardo Antonazzo, il sindaco Giuseppe Golini Petrarcone e centinaia e centinaia di persone. Una grande emozione quella vissuta, ancora un volta, dal gruppo di musici e cantori della Pasquetta Epifania, diretto dal Maestro Marcello Bruni. Fino all’alba di oggi il gruppo composto da una sessantina di persone, tra cui diversi bambini, ha percorso in lungo e largo la città, per diffondere l’antico inno che meglio rappresenta il cuore della vecchia Cassino.

La prima tappa, quella che apre il peregrinare, è avvenuta nel chiostro del Bramante alla presenza dell’abate Donato Ogliari, il quale, dopo aver ascoltato le note memorabili a tutti i cassinati e non, ha accompagnato il gruppo nella Basilica oltrepassando con loro la Porta Santa soffermandosi, sempre con loro, dinanzi al presepe. Un momento toccante al termine del quale l’abate ha sottolineato: “La peculiarità di quest’anno è stato il passaggio dalla Porta Santa che si sposa e si coniuga con il messaggio della Pasquetta Epifania perché è un messaggio di pace, di amore, di gioia. Il ricordare a tutti noi le nostre radici cristiane che sono alla radice dei nostri rapporti umani, quando questi sono sinceri e giusti e onesti nei confronti di tutti gli altri Il messaggio della Pasquetta quest’anno ha ricevuto un sigillo spirituale che è quello che in fondo la motiva nella profondità”.

Dopo la seconda tappa in piazza Diaz il gruppo ha iniziato dal rione Colosseo il suo viaggio, arrivando intorno alle 21.30 all’interno della parrocchia di Sant’Antonio gremita all’inverosimile. Dinanzi l’altare il vescovo Gerardo Antonazzo, il sindaco Giuseppe Golini Petrarcone e il parroco don Benedetto Minchella, che da 19 anni apre le porte della parrocchia la sera del 5 gennaio. Al termine dell’esecuzione de La Pasquetta, riscritta dal compianto M° Pio Di Meo, prima e della canzone Vecchia Cassino, versi del poeta Gino Salveti, musica del Maestro Donato Rivieccio, orchestrata sempre dal Maestro Pio Di Meo dopo, il vescovo Antonazzo ha preso la parola. “Attraverso questa manifestazione – ha rimarcato – contribuite a restituire alla città la sua vera anima. Queste manifestazioni – ha detto ancora il vescovo – aiutano a ritrovare e a riannodare con la vita di tutti i giorni, le radici più vere che vivono, sopravvivono e vengono nutrite in questo modo da voi. Aspetti nobili e bellissimi che voi contribuite a curare e di cui una città ha estremamente bisogno”. “Il passaggio, il suono e il canto de La Pasquetta – ha affermato il sindaco Petrarcone – è la vera essenza dell’essere cassinesi. Voglio ringraziare tutti coloro che fanno in modo che questa tradizione vada avanti. Il mio auspicio è che questa tradizione venga tramandata ai bambini presenti, i quali devono sapere che Cassino è una città che ha vissuto degli anni diversi che rimangono nei nostri cuori”.

A sorpresa il primo cittadino ha voluto far dono ad Antonio Marzocchella, presidente dell’associazione culturale Vecchia Cassino, organizzatrice dell’evento, tramite lui a tutti i componenti, della medaglia commemorativa del 70° anniversario della distruzione della città di Cassino e dell’abbazia. Medaglia realizzata dal consigliere Danilo Salvucci. Archiviata la XIX edizione già si pensa alla XX edizione del 2017.

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