pubblicato il16 dicembre 2016 alle 09:40

Cus – Cassino: Calcio a 5 fra le mura del “San Domenico”, fra Ateneo e detenuti

Dopo la sonora batosta rimediata lo scorso anno con un secco 13 a 1 a favore dei detenuti, quest’anno gli universitari si sono presentati in gran forma e si sono presi la rivincita: la partita di calcio a cinque tra le mura del carcere San Domenico di Cassino si è conclusa con la vittoria dell’ateneo capitanato dal rettore Giovanni Betta con un 3 a 2. Ad aprire le danze è stato il presidente del Cus Cassino che ha portato in vantaggio l’ateneo. Il primo tempo, disputato contro i detenuti-papà si è concluso in parità. Poi nel secondo tempo, nonostante ai genitori hanno dato il cambio i detenuti più giovani, cioè i non papà, l’ateneo ha messo a segno altre due reti a dispetto dell’unico gol segnato dai padroni di casa. Dunque quest’anno la squadra dell’Università che ha visto in campo oltre al rettore Giovanni Betta anche il suo vicario Raffaele Trequattrini, il presidente del centro universitario sportivo Carmine Calce e i rappresentanti degli studenti, è uscita a testa alta e, se pur di misura, ha portato a casa la vittoria approfittando della stanchezza dei detenuti che prima della sfida con l’ateneo avevano già sulle gambe la fatica di una partita tra di loro che ha visto contrapposti i genitori e i non papà, il tutto sotto gli occhi emozionati delle loro mogli e soprattutto dei loro piccoli. A vincere, difatti, così come ogni anno, è stata ovviamente la solidarietà ed è stata l’occasione per uno scambio di auguri con i detenuti e le loro famiglie, soprattutto ai loro bimbi omaggiati dal presidente del Cus Cassino con magliette e altri regali. «Queste iniziative – spiega il professor Carmine Calce – dimostrano che il Cus di Cassino non è sensibile solo allo sport, ma intende favorire anche eventi culturali e sociali. È un modo originale – conclude Calce – per farci gli auguri di Natale e far trascorrere delle belle giornate all’insegna dello sport ai detenuti della casa circondariale di Cassino. Non si tratta di eventi fini a se stessi: il Cus in questi anni con altre inziative analoghe tra cui la maratona e le gare di atletica ha visto emergere tanti talenti». «L’iniziativa – aggiunge la direttrice Irma Civita Reale – nasce da una profonda collaborazione con l’Università di Cassino e abbraccia diversi settori, non ultimo quello sportivo. Non si tratta dunque di iniziative estemporanee, ma che hanno invece una continuità per un rapporto duraturo. Lo sport – evidenzia la direttrice della struttura – dà dei valori positivi e aiuta a vivere bene con gli altri». L’evento che si è svolto mercoledì pomeriggio nella Casa Circondariale di Cassino, è andato in scena contemporaneamente in tutte le altre strutture italiane in occasione della campagna di sensibilizzazione nazionale “Non è un mio crimine ma una mia condanna: i diritti dei grandi cominciano dai diritti dei bambini”, in collaborazione con “l’Associazione bambini senza sbarre”. L’iniziativa, col patrocinio del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, ha permesso dunque di portare all’attenzione il tema cruciale del diritto al mantenimento del legame affettivo tra figli e genitori detenuti, del diritto di questi ultimi alla genitorialità all’accoglienza in carcere dei 100mila bambini che ogni anno, ogni giorno incontrano il genitore, secondo quanto previsto dalla “Carta dei diritti dei figli di genitori detenuti”.

squadra-detenuti

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