pubblicato il27 maggio 2017 alle 14:55

Gli europei come un gregge di pecore

di Max Latempa

faccedivita.it

Il fallimento politico, storico e morale della classe politica europea è da lungo tempo sotto gli occhi di tutti. Eppure la Merkel è sempre al suo posto, Renzi non ha lasciato la scena come aveva promesso, Macron ha preso il posto di Hollande di cui era ministro, gli altri valgono meno di zero e fanno a gara ad accodarsi. La Gran Bretagna è fuggita quando ha capito che i morti della prima e seconda guerra mondiale si stavano rivoltando nella tomba vedendo la Union Jack inglobata nel nascente Quarto Reich con sede a Bruxelles.

Cosa succede alla gente in Europa? Perché, nonostante i disastri evidenti in tema di globalizzazione, moneta unica, sicurezza ed immigrazione ed armonizzazione normativa alimentare e fiscale, le persone non riescono a liberarsi di questi politici inetti e lontani anni luce dalla figura del Pater Familias, cioè l’esempio anche giuridico di chi dovrebbe prendere decisioni coerenti e sensate nell’ interesse della collettività?

Eppure sempre più morti, spesso bambini, rimangono a terra nelle città europee colpite dalla nuova intifada, sempre più immigrati arrivano in maniera sospetta sulle nostre coste assorbendo fiumi di risorse economiche negate invece a milioni di cittadini aventi diritto (malati, portatori di handicap, famiglie meno abbienti, pensionati), sempre più aziende chiudono a causa della concorrenza sleale, sempre più multinazionali godono di favori fiscali negati ai comuni mortali, sempre più incomplete risultano le etichette sui prodotti che compriamo.

Mentre mettiamo le sanzioni alla Russia permettiamo alle bande libiche ed al Rais turco di tenerci in scacco. Mentre ci prostriamo all’ invasione cinese prendiamo le distanze da Donald Trump, l’ unico uomo al mondo che può permettersi di dire in faccia a chicchessia quello che pensa.

La melassa dei burocrati ha imprigionato la fiera e geniale Europa. Siamo ormai tutti soldatini ipnotizzati incapaci di distinguere dove ci stanno portando, come pecore guidate dal pastore prima al pascolo, poi alla tosatura, infine al macello.

Fior di esperti ci dicono che è necessario abbattere le frontiere, le differenze, i nazionalismi e le tradizioni. Poi ci trasformeremo in una società multirazziale, spersonalizzata, senza origini e tradizioni, senza radici ed individualità. Un popolo di pecore. Magari tanti greggi, ma ognuno con il suo pastore.

Basta guardarli in faccia gli europei di oggi. Una parte di essi hanno tratti asiatici o africani. Un’ altra grossa parte ha lo sguardo da pecora.

 

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