Categoria: Dalmondo

16 marzo 2018 0

VIDEO – Seggiovia impazzita in Georgia, sciatori scagliati come fuscelli

Di admin
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DAL MONDO – Terrore nel complesso sciistico di Gudauri in Georgia dove, improvvisamente, la seggiovia è impazzita cominciando a funzionare al contrario e aumentando la velocità.

Coloro che si trovavano seduti sui seggiolini, invece di salire, si sono ritrovati a scendere con le bilancelle che arrivavano a velocità sostenuta a quella che era la stazione di partenza, scaraventandoli in aria come fuscelli.

A soccorrerli altri sciatori che urlavano a quelli che ancora erano sulle bilancelle di gettarsi nel vuoto. Alla fine le autorità hanno contato otto turisti feriti e tra i più gravi una donna svedese in stato di gravidanza.

8 maggio 2017 0

La nave Carabiniere della Marina Militare in bella mostra ad Abu Dhabi

Di admin

Dal Mondo – “La Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Carabiniere della Marina Militare è arrivata questa mattina ad Abu Dhabi dove resterà fino al 12 maggio 2017″. é quanto si legge in una nota stampa della Marina Militare.

“La fregata è arrivata nel porto della capitale degli Emirati Arabi Uniti dopo le soste in Arabia Saudita, Sri Lanka, Australia, Indonesia, Singapore, Malesia, Pakistan, Oman, Kuwait, Qatar e nuovamente in Arabia Saudita prendendo parte a diverse esercitazioni con le marine locali.

Oggi alle 15.00 locali (14.00 in Italia) il comandante della nave, Capitano di Fregata Francesco Pagnotta terrà una conferenza stampa a bordo nel corso della quale presenterà la campagna navale in corso e illustrerà la nave, gioiello della cantieristica navale italiana. Alla stessa presenzierà l’Ambasciatore d’Italia negli Emirati, Sua Eccellenza Liborio Stellino.

Nave Carabiniere è la quarta unità FREMM consegnata alla Marina Militare nell’aprile 2015 in versione “antisommergibile” ed è allestita con sistema d’arma, difesa e scoperta di ultima generazione, all’avanguardia sia nel campo militare che civile.

L’unità sarà impegnata ad assicurare presenza, sorveglianza marittima, rafforzare le attività di cooperazione già in corso con alcuni alleati trans-regionali ed avviare relazioni con nuovi potenziali partner, nell’alveo dei compiti istituzionali affidati alla Forza Armata.

La campagna di Nave Carabiniere, partita da La Spezia lo scorso 20 dicembre, riflette una visione internazionale che tratteggia questo inizio di millennio come “secolo blu”. Quello della “crescita blu” è considerato un fattore chiave sui cui puntare per uno sviluppo sostenibile del nostro Paese in un contesto dove la marittimità rappresenta una risorsa fondamentale per la crescita commerciale, occupazionale e tecnologica.

L’iniziativa è nata con la collaborazione di Fincantieri (sponsor principale), Leonardo, MBDA Italia, Elettronica, Telespazio e Drass. Media Partner RTV San Marino e RAI Italia”.

 

25 novembre 2016 0

Confessa l’assassino di Pamela Canzonieri uccisa a San Paolo del Brasile

Di Antonio Nardelli

Ha confessato l’assassino di Pamela Canzonieri, la ragazza uccisa giovedì scorso a Morro di San Paolo (Brasile).

Si tratta di Antonio Patrício Dos Santos detto “Fabricio“, brasiliano, nato il 21.04.1985 a Nilo Peçanha (Bahia). Le indagini della Polizia Civile di Salvador de Bahia che ha competenza anche sulle unità di polizia dei territori interni e quindi Valença e Morro de São Paulo, si sono indirizzate da subito sulla vita privata e sugli avventori del locale dove lavorava Pamela.

Con il contributo dell’ Ufficiale di collegamento Italiano dello SCIP – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Criminalpol di stanza a Rio de Janeiro, che ha partecipato a tutte le attività, si è ristretto velocemente il campo, e già ieri era stato tratto in arresto il “Fabricio”, vicino di casa della vittima.

Sono Ancora in Corso accertamenti.

24 giugno 2016 0

Vince l’Exit, gli inglesi sbattono la porta all’Europa e sciolgono le briglie

Di admin

Gran Bretagna – Hanno fatto bene o hanno fatto male, gli inglesi hanno dimostrato di essere padroni del proprio destino.

Andiamo a dormire con una idea di una Europa, ci svegliamo e il Continente è cambiato. I confini sono sempre gli stessi ma gli equilibri politici non più.

Ieri sera il Remain era dominante e dal 54% per cento della mezzanotte sembrava dovesse prendere il largo tanto che erano già cominciati i ringraziamenti di chi aveva promosso di lasciare le cose come stavano. Al levar del sole l’Europa, o meglio, gli equilibri economici, forse solo quelli, non sono più gli stessi: l’Inghilterra ha sbattuto la porta e se ne è andata.

Non sono servite le minacce dei banchieri che comandano il Vecchio Continente, non sono servite le previsioni catastrofiche; gli inglesi hanno portato la loro penna per votare “l’exit” e sciogliere quelle briglie, considerate cappio, della burocrazia europea.

Cosa succederà adesso difficile ipotizzarlo. Quello che resta è quel senso di amarezza nel sapere che non sarebbe dovuta essere l’Inghilterra a lasciare l’Unione Europea, ma l’Unione Europea, o meglio la sua struttura, a lasciare l’Europa.

Ermanno Amedei

11 gennaio 2016 0

È morto David Bowie, il cantante rock ucciso da un cancro a 69 anni

Di redazione

È morto David Bowie.  Il cantante rock se ne va all’ età di 69 anni a causa di un cancro. La sua battaglia con la malattia è durata 18 mesi e purtroppo ieri sera è finita. Tre giorni fa è uscito il suo ultimo album Black Stars, un regalo speciale per tutti i suoi fan. A confermare la notizia della sua morte tutti i suoi account social ufficiali e il figlio Duncan James. Anche il primo ministro Cameron ha immediatamente lanciato un messaggio di cordoglio. Ci ha lasciato uno dei cantanti più amati del rock che ha saputo rivoluzionare un genere e personalizzarlo in maniera sofisticata. Natalia Costa

24 novembre 2015 0

Caccia russo abbattuto da jet turchi, vacilla il fronte anti Isis

Di redazione

Dal Mondo – Il fronte anti Isis che è sembrato rafforzarsi dopo gli attacchi terroristici di Parigi e l’attentato all’aereo russo rischia di spaccarsi. Al confine tra Turchia e Siria, un jet russo che avrebbe violato lo spazio aereo turco ed è stato abbattuto dai jet turchi. Il velivolo da combattimento russo è di quelli impiegati per martellare dal cielo le postazioni del Califfato nel territorio siriano. I piloti si sarebbero lanciati e sarebbero stati fermati dai militari turchi. La notizia è stata confermata da entrambi i Paesi che si sono scambiate reciproche accuse. La Russia sostiene che il proprio Jet non ha invaso lo spazio aero turco. La Turchia che sostiene il contrario, ha annunciato ricorso d’urgenza alla Nato. Una vicenda che mette in evidenza tutte le debolezze sul fronte anti Isis, anzi confermando che in quella guerra è difficile stabilire chi combatte contro chi.

Er. Amedei

4 settembre 2015 0

Aylan, un gigante di tre anni in fuga in un mondo governato da vermi

Di admin

di Max Latempa

Il mondo era una cosa troppo grande per il piccolo Aylan. Questo mondo non è fatto per i bambini con la storia di Aylan. Ora che la foto del suo corpicino, esanime sulla spiaggia, ha fatto il giro del pianeta, forse qualcuno capirà. Ma forse non cambierà nulla e si andrà avanti come sempre. Da anni il popolo siriano fugge da bombe e massacri. Prima la guerra civile, poi l’Isis. Migliaia di profughi in fuga, centinaia trovano la morte. Come i popoli africani, appestati in un girone dantesco. Quanti Aylan giacciono in fondo al mare? Lui è stato restituito dal mare che lo ha adagiato dolcemente sulla spiaggia. Così che i potenti della terra non potessero non vederlo. Così che l’ umanità si renda conto di quanto faccia schifo. Così che l’ ONU sembri piccola piccola, guidata da vermi che dovrebbero essere schiacciati. Così come tutti coloro che parlano di accoglienza, facendo finta di non sapere che vi sono milioni di Aylan che vanno immediatamente aiutati a non scappare più e a non morire sotto le bombe o in mare. Aiutati a casa loro. Perchè un bambino di tre anni non deve scappare per non morire. Che si vergogni Ban ki Moon con i suoi caschi blu, che si vergogni Obama e tutti i governanti, incapaci di prendere le decisioni risolutive. Che si vergogni il Papa, che parla come un disco rotto. Aylan invece rimarrà un gigante, con le sue scarpine in ordine e la magliettina rossa.

7 luglio 2015 0

La Grecia si è ripresa la sua dignità, adesso presenti il conto ai traditori che l’hanno gettata in pasto ai pescecani

Di admin

di Max Latempa

Alexis Tsipras ed il suo popolo sono solo a metà dell’ opera. Per il momento, con una forza di volontà ferrea ed una coerenza politica sconosciuta ai nostri pseudo rappresentanti, ha ridato alla Grecia dignità e rispetto.  E’ un risultato importante ma temporaneo. Ora deve chiudere il cerchio.

E’ il momento di presentare il conto ai traditori, coloro che hanno gettato la Grecia in pasto ai pescecani e che hanno lucrato con le alchimie contabili, sui bilanci falsi e sulle fughe di capitali nei paradisi fiscali.

Si tratta dei politici di destra e sinistra che hanno governato negli ultimi quindici anni nel paese ellenico.  Espressione di quella cricca di politici e burocrati che hanno portato l’ Unione Europea ad essere un comitato di affari di banche, organizzazioni finanziarie e multinazionali. Ce ne sono negli uffici di Bruxelles e sono a capo di tutti i paesi  membri. Hanno organizzato un sistema che strozza le finanze statali e quindi i cittadini. Con l’ Euro e la sua incapacità di svalutarsi, hanno messo  fine all’elasticità delle politiche economiche di ogni paese.  I paesi si indebitano e non potendo stampare autonomamente moneta, si strozzano con tassi improponibili. Le banche lucrano finchè possono, poi lasciano l’osso spolpato alla BCE, al Fondo Monetario Internazionale, agli altri paesi che sono subentrati ed hanno concesso prestiti bilaterali.

Il giochino è riuscito in Spagna, Portogallo ed Italia. Ci siamo svenati per ripagare i vantaggi dell’ Euro forte.  In realtà hanno messo le mani sulla nostra capacità di risparmio. I nostri risparmi sono ora impiegati nel pagare tasse altissime. Noi paghiamo e la Germania vende i suoi Bund in Euro a tasso vicini allo zero. I paesi mediterranei escono con le ossa rotte dalla politica economica dell’ Euro, stremati nella rincorsa dello spread con il bund tedesco.

Allora Tsipras adesso deve chiudere il cerchio. Il popolo deve vedere le teste dei traditori ballare sulle picche, il messaggio deve arrivare lontano, in ogni angolo di quel continente che tremila anni fa i Greci chiamarono Europa. Il giochino deve finire. Ora è il momento dei lunghi coltelli.

Vai Filippide!  Corri da tutti i popoli ed annuncia che la battaglia di Maratona è vinta.

6 luglio 2015 0

La Grecia dice No e il sistema Europa si ferma alle Termopili

Di admin

Due greci su tre hanno detto No. Un No fermo deciso, senza possibilità di fraintendimenti. I greci sono con il loro leader che sta sfidando da solo il sistema Europa nato con la promessa di dare grandi possibilità e che per troppi aspetti si è trasformata in una gabbia. Il no espresso dai greci non è contro l’appartenenza al vecchio Continente di  cui ne è culla culturale, ma contro le condizioni capestro imposte dai veri burattinai del sistema: i banchieri. Cosa succederà domani difficile dirlo. Un rischio che i greci si sono comunque voluti caricare sulle spalle, forse perchè non avevano altra possibilità o forse perchè é nel loro dna combattere anche le battaglie perse. Gli stessi motivi che spinsero Leonida e i suoi 300 spartani alle Termopili.

Er. Amedei

19 giugno 2015 0

Tsipras come Leonida alle Termopili tiene inchiodati sull’ultima spiaggia le armate di banche e Stati aguzzini

Di admin

di Max Latempa

La piccola Grecia, calpesta e derisa, minacciata e circondata, strettasi a coorte, resiste.

Come Leonida alle Termopili, Alexis Tsipras tiene inchiodati sulla spiaggia, l’ ultima, le armate delle banche e degli Stati aguzzini, dei capi di stato al soldo dei finanzieri, avidi di portare a compimento il saccheggio dei forzieri rupestri delle Polis, dalla Macedonia al capo Matapan del Peloponneso.

Come avvoltoi da mesi volteggiano sui forzieri, vuoti, o pieni di debiti da restituire maggiorati di interessi vergognosi.

Yanis Varufakis è il ministro che ha fatto saltare il banco, affrontando prima la Troika, poi tutti i soldatini incravattati che si sono succeduti armati di minacce di tutti i tipi. Guai se la Grecia non avesse rimborsato il prestito al Fondo Monetario Internazionale entro il 5 giugno.

La Grecia non ha pagato. Varufakis è il luogotenente di Tsipras, furbo come una volpe, deciso come una spada che penetra nel burro, esasperante come Fabio Massimo Cunctatore.  Indifferente ad ogni minaccia, provocazione, insulto, vestito della sua sola Sovranità Nazionale, rintuzza e spiazza da mesi i faccendieri teutonici schiavi delle loro plusvalenze e scadenze.

La Grecia ha già dato. Ora, se volete anche il sangue, venitevelo a prendere.

Come il gobbo Efialte tradì Leonida, bisognerà prima o poi fare i conti anche con tutti coloro che hanno venduto la Grecia alle banche, all’ Euro, al Fondo Monetario. I Greci sono colpevoli di aver eletto in passato dei politici ladri che hanno saccheggiato il Paese. Tsipras dovrà affrontare i traditori e recuperare il malloppo custodito nei caveaux della perfetta Svizzera. Ma ora deve difendere il suo popolo dalla miseria. Pensioni a 400 euro al mese, disoccupazione galoppante e sanità alla canna del gas. Ma i creditori vogliono riforme, garanzie e tagli. E rivogliono i soldi che hanno prestato a strozzo, ben sapendo il rischio altissimo che correvano.

La battaglia in corso è più importante di quel che si possa pensare.  Se cade la Sovranità della Grecia, cade il portone del Castello della Democrazia. E le orde di speculatori e tagliagole si riverseranno per le strade e nelle case della nostra libertà, dei nostri risparmi, del nostro futuro. Se la Grecia terrà, avremo salvato la nostra condizione di cittadini liberi ed il primato della Democrazia sulla Finanza. La Grecia è l’ Italia, la Spagna, il Portogallo, la Francia. Tsipras siamo noi. E lui è con i trecento su quella spiaggia. Da solo.

L’ Italia non sta pressando la Grecia per i soldi prestati. Ma neanche lotta fianco a fianco per tenere su il portone. Una faccia una razza, dicono di noi i greci. Ma la nostra faccia ha la smorfia dell’ indifferenza.

I tedeschi invece sono molto accaniti. La Merkel e i suoi scagnozzi, un giorno si e l’altro no, dichiarano la Grecia dentro o fuori dalla Ue e dall’ Euro, come se gli altri 25 membri dell’ Unione fossero solo spettatori non paganti.

Poi si viene a sapere che, a marzo, la Deutsche Bank non ha passato lo stress test e che i due amministratori, Jain e Fitschen, sono dimissionari. La banca ha dovuto prima aumentare il capitale di 1,5 miliardi di Euro, poi ha dovuto frettolosamente annunciare emissioni di titoli azionari per 8 miliardi con sconti fino al 30%.  Poi ha dovuto anche pagare una multa salata in seguito allo scandalo della manipolazione del LIBOR. L’istituto ha dovuto sborsare 2,1 miliardi di dollari al Dipartimento di Giustizia Usa, ma è una somma relativamente bassa se confrontata con i guadagni intascati grazie alla distorsione artificiale dei mercati.

Standard & Poor’s ha tagliato il giudizio sul credito di Deutsche Bank a BBB+, solo tre tacche sopra il livello di spazzatura. BBB+ era il rating della Lehman Brothers prima del crac.

Adesso i conti tornano. Le armate in cravatta fanno meno paura.

Del resto i Greci hanno sempre mangiato pane, formaggio ed olive. Il sapore della libertà.