Categoria: Dalmondo

19 Giugno 2019 0

Attacco aereo a deposito Eni di Tripoli, Federpetroli: costretti a bloccare operazioni in Libia

Di admin
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LIBIA – “Nonostante il conflitto in atto in Libia, anche per noi del settore è una notizia che ci lascia non indifferenti e ci costringe a questo punto a bloccare qualsiasi tipo di operazione in Libia” queste le parole del Presidente di FederPetroli Italia – Michele Marsiglia a seguito dell’attacco aereo di ore fa ad un Deposito della Mellitah Oil & Gas (partnership ENI/NOC).

Continua Marsiglia “Siamo in contatto costante con alcune rappresentanze a Tripoli per conoscere maggiori dettagli, in primo luogo va espressa la nostra vicinanza alle famiglie degli operatori che sono rimasti coinvolti in questo brutto e devastante accaduto. Nelle prossime ore avremo maggiori dettagli sulla presenza dei materiali del deposito e l’ammontare della consistente perdita. Quando una fazione o l’altra arriva ad attaccare la risorsa strategica petrolifera di un paese, vuol dire che la situazione non ha più controllo e, questo può essere solo in primo passo ed avvertimento su eventuali attacchi ad infrastrutture strategiche della produzione petrolifera in Libia”.

“Un attacco alla Libia ma in primis un forte segnale di attacco all’Italia, essendo ENI primo ed unico partner con l’azienda petrolifera nazionale National Oil Corporation (NOC)- Attendiamo ulteriori aggiornamenti nelle prossime ore”.

11 Dicembre 2018 0

I gilet gialli e la battaglia di Parigi per dire basta – VIDEO

Di redazionecassino1

DAL MONDO – Il video che il punto a mezzogiorno pubblica sulla protesta dei gilet gialli a Parigi e in tutta la Francia descrive tutta la drammaticità dei fatti che si sono visti sabato scorso e nelle altre giornate nella capitale francese ed in tutto il  resto del Paese. Una protesta che parte dal malcontento popolare su alcune tasse e rincari dei carburanti, ma che investe l’intera politica economica messa in atto dal presidente Macron e dal Governo francese. Una protesta dilagante e, tuttora non ancora risolta, che ha infiammato la Capitale con scontri fra polizia, manifestanti e, purtroppo bisogna dirlo, anche molti black block che hanno seminato terrore, devastazioni. Quasi 1.400 persone fermate, 1.385, secondo il ministro degli Interni Christophe Castaner, e 974 mette sotto custodia in tutta la Francia nel quarto sabato di protesta dei Gilet gialli. In tutto il Paese hanno manifestato in 125mila: la protesta incendiata dagli aumenti della benzina, su cui il governo è stato costretto a fare marcia indietro, è diventata un’onda trasversale di contestazione al presidente Macron, di cui vengono chieste le dimissioni. Nelle strade di Parigi sono stati schierati circa 8mila agenti, 90mila in tutta la Francia.

Ieri il presidente Macron si è rivolto alla Nazione per commentare le manifestazioni organizzate dai cosiddetti “gilet gialli“, movimento anti-governativo inizialmente nato per protestare contro l’aumento delle tasse sui carburanti. Macron ha criticato le violenze compiute dai manifestanti nell’ultimo mese, soprattutto a Parigi, e ha detto che saranno assunte «tutte le misure necessarie» per fermarle; allo stesso tempo, però, si è impegnato ad approvare alcuni importanti provvedimenti in materia di tasse e stipendi.

Macron ha ammesso di avere compiuto degli errori e ha riconosciuto di avere fatto male alcune cose. Ha annunciato che a partire dal 2019 il salario minimo aumenterà di 100 euro al mese e gli straordinari diventeranno esenti dalle tasse. Macron ha inoltre promesso di tagliare le tasse ai pensionati e ha aggiunto che i premi di fine anno che le imprese pagheranno ai lavoratori saranno esentasse. Sarà riuscito a placare gli animi?

F.Pensabene

16 Marzo 2018 0

VIDEO – Seggiovia impazzita in Georgia, sciatori scagliati come fuscelli

Di admin

DAL MONDO – Terrore nel complesso sciistico di Gudauri in Georgia dove, improvvisamente, la seggiovia è impazzita cominciando a funzionare al contrario e aumentando la velocità.

Coloro che si trovavano seduti sui seggiolini, invece di salire, si sono ritrovati a scendere con le bilancelle che arrivavano a velocità sostenuta a quella che era la stazione di partenza, scaraventandoli in aria come fuscelli.

A soccorrerli altri sciatori che urlavano a quelli che ancora erano sulle bilancelle di gettarsi nel vuoto. Alla fine le autorità hanno contato otto turisti feriti e tra i più gravi una donna svedese in stato di gravidanza.

8 Maggio 2017 0

La nave Carabiniere della Marina Militare in bella mostra ad Abu Dhabi

Di admin

Dal Mondo – “La Fregata Europea Multi Missione (FREMM) Carabiniere della Marina Militare è arrivata questa mattina ad Abu Dhabi dove resterà fino al 12 maggio 2017″. é quanto si legge in una nota stampa della Marina Militare.

“La fregata è arrivata nel porto della capitale degli Emirati Arabi Uniti dopo le soste in Arabia Saudita, Sri Lanka, Australia, Indonesia, Singapore, Malesia, Pakistan, Oman, Kuwait, Qatar e nuovamente in Arabia Saudita prendendo parte a diverse esercitazioni con le marine locali.

Oggi alle 15.00 locali (14.00 in Italia) il comandante della nave, Capitano di Fregata Francesco Pagnotta terrà una conferenza stampa a bordo nel corso della quale presenterà la campagna navale in corso e illustrerà la nave, gioiello della cantieristica navale italiana. Alla stessa presenzierà l’Ambasciatore d’Italia negli Emirati, Sua Eccellenza Liborio Stellino.

Nave Carabiniere è la quarta unità FREMM consegnata alla Marina Militare nell’aprile 2015 in versione “antisommergibile” ed è allestita con sistema d’arma, difesa e scoperta di ultima generazione, all’avanguardia sia nel campo militare che civile.

L’unità sarà impegnata ad assicurare presenza, sorveglianza marittima, rafforzare le attività di cooperazione già in corso con alcuni alleati trans-regionali ed avviare relazioni con nuovi potenziali partner, nell’alveo dei compiti istituzionali affidati alla Forza Armata.

La campagna di Nave Carabiniere, partita da La Spezia lo scorso 20 dicembre, riflette una visione internazionale che tratteggia questo inizio di millennio come “secolo blu”. Quello della “crescita blu” è considerato un fattore chiave sui cui puntare per uno sviluppo sostenibile del nostro Paese in un contesto dove la marittimità rappresenta una risorsa fondamentale per la crescita commerciale, occupazionale e tecnologica.

L’iniziativa è nata con la collaborazione di Fincantieri (sponsor principale), Leonardo, MBDA Italia, Elettronica, Telespazio e Drass. Media Partner RTV San Marino e RAI Italia”.

 

25 Novembre 2016 0

Confessa l’assassino di Pamela Canzonieri uccisa a San Paolo del Brasile

Di Antonio Nardelli

Ha confessato l’assassino di Pamela Canzonieri, la ragazza uccisa giovedì scorso a Morro di San Paolo (Brasile).

Si tratta di Antonio Patrício Dos Santos detto “Fabricio“, brasiliano, nato il 21.04.1985 a Nilo Peçanha (Bahia). Le indagini della Polizia Civile di Salvador de Bahia che ha competenza anche sulle unità di polizia dei territori interni e quindi Valença e Morro de São Paulo, si sono indirizzate da subito sulla vita privata e sugli avventori del locale dove lavorava Pamela.

Con il contributo dell’ Ufficiale di collegamento Italiano dello SCIP – Servizio per la Cooperazione Internazionale di Polizia della Criminalpol di stanza a Rio de Janeiro, che ha partecipato a tutte le attività, si è ristretto velocemente il campo, e già ieri era stato tratto in arresto il “Fabricio”, vicino di casa della vittima.

Sono Ancora in Corso accertamenti.

24 Giugno 2016 0

Vince l’Exit, gli inglesi sbattono la porta all’Europa e sciolgono le briglie

Di admin

Gran Bretagna – Hanno fatto bene o hanno fatto male, gli inglesi hanno dimostrato di essere padroni del proprio destino.

Andiamo a dormire con una idea di una Europa, ci svegliamo e il Continente è cambiato. I confini sono sempre gli stessi ma gli equilibri politici non più.

Ieri sera il Remain era dominante e dal 54% per cento della mezzanotte sembrava dovesse prendere il largo tanto che erano già cominciati i ringraziamenti di chi aveva promosso di lasciare le cose come stavano. Al levar del sole l’Europa, o meglio, gli equilibri economici, forse solo quelli, non sono più gli stessi: l’Inghilterra ha sbattuto la porta e se ne è andata.

Non sono servite le minacce dei banchieri che comandano il Vecchio Continente, non sono servite le previsioni catastrofiche; gli inglesi hanno portato la loro penna per votare “l’exit” e sciogliere quelle briglie, considerate cappio, della burocrazia europea.

Cosa succederà adesso difficile ipotizzarlo. Quello che resta è quel senso di amarezza nel sapere che non sarebbe dovuta essere l’Inghilterra a lasciare l’Unione Europea, ma l’Unione Europea, o meglio la sua struttura, a lasciare l’Europa.

Ermanno Amedei

11 Gennaio 2016 0

È morto David Bowie, il cantante rock ucciso da un cancro a 69 anni

Di redazione

È morto David Bowie.  Il cantante rock se ne va all’ età di 69 anni a causa di un cancro. La sua battaglia con la malattia è durata 18 mesi e purtroppo ieri sera è finita. Tre giorni fa è uscito il suo ultimo album Black Stars, un regalo speciale per tutti i suoi fan. A confermare la notizia della sua morte tutti i suoi account social ufficiali e il figlio Duncan James. Anche il primo ministro Cameron ha immediatamente lanciato un messaggio di cordoglio. Ci ha lasciato uno dei cantanti più amati del rock che ha saputo rivoluzionare un genere e personalizzarlo in maniera sofisticata. Natalia Costa

24 Novembre 2015 0

Caccia russo abbattuto da jet turchi, vacilla il fronte anti Isis

Di redazione

Dal Mondo – Il fronte anti Isis che è sembrato rafforzarsi dopo gli attacchi terroristici di Parigi e l’attentato all’aereo russo rischia di spaccarsi. Al confine tra Turchia e Siria, un jet russo che avrebbe violato lo spazio aereo turco ed è stato abbattuto dai jet turchi. Il velivolo da combattimento russo è di quelli impiegati per martellare dal cielo le postazioni del Califfato nel territorio siriano. I piloti si sarebbero lanciati e sarebbero stati fermati dai militari turchi. La notizia è stata confermata da entrambi i Paesi che si sono scambiate reciproche accuse. La Russia sostiene che il proprio Jet non ha invaso lo spazio aero turco. La Turchia che sostiene il contrario, ha annunciato ricorso d’urgenza alla Nato. Una vicenda che mette in evidenza tutte le debolezze sul fronte anti Isis, anzi confermando che in quella guerra è difficile stabilire chi combatte contro chi.

Er. Amedei

4 Settembre 2015 0

Aylan, un gigante di tre anni in fuga in un mondo governato da vermi

Di admin

di Max Latempa

Il mondo era una cosa troppo grande per il piccolo Aylan. Questo mondo non è fatto per i bambini con la storia di Aylan. Ora che la foto del suo corpicino, esanime sulla spiaggia, ha fatto il giro del pianeta, forse qualcuno capirà. Ma forse non cambierà nulla e si andrà avanti come sempre. Da anni il popolo siriano fugge da bombe e massacri. Prima la guerra civile, poi l’Isis. Migliaia di profughi in fuga, centinaia trovano la morte. Come i popoli africani, appestati in un girone dantesco. Quanti Aylan giacciono in fondo al mare? Lui è stato restituito dal mare che lo ha adagiato dolcemente sulla spiaggia. Così che i potenti della terra non potessero non vederlo. Così che l’ umanità si renda conto di quanto faccia schifo. Così che l’ ONU sembri piccola piccola, guidata da vermi che dovrebbero essere schiacciati. Così come tutti coloro che parlano di accoglienza, facendo finta di non sapere che vi sono milioni di Aylan che vanno immediatamente aiutati a non scappare più e a non morire sotto le bombe o in mare. Aiutati a casa loro. Perchè un bambino di tre anni non deve scappare per non morire. Che si vergogni Ban ki Moon con i suoi caschi blu, che si vergogni Obama e tutti i governanti, incapaci di prendere le decisioni risolutive. Che si vergogni il Papa, che parla come un disco rotto. Aylan invece rimarrà un gigante, con le sue scarpine in ordine e la magliettina rossa.

7 Luglio 2015 0

La Grecia si è ripresa la sua dignità, adesso presenti il conto ai traditori che l’hanno gettata in pasto ai pescecani

Di admin

di Max Latempa

Alexis Tsipras ed il suo popolo sono solo a metà dell’ opera. Per il momento, con una forza di volontà ferrea ed una coerenza politica sconosciuta ai nostri pseudo rappresentanti, ha ridato alla Grecia dignità e rispetto.  E’ un risultato importante ma temporaneo. Ora deve chiudere il cerchio.

E’ il momento di presentare il conto ai traditori, coloro che hanno gettato la Grecia in pasto ai pescecani e che hanno lucrato con le alchimie contabili, sui bilanci falsi e sulle fughe di capitali nei paradisi fiscali.

Si tratta dei politici di destra e sinistra che hanno governato negli ultimi quindici anni nel paese ellenico.  Espressione di quella cricca di politici e burocrati che hanno portato l’ Unione Europea ad essere un comitato di affari di banche, organizzazioni finanziarie e multinazionali. Ce ne sono negli uffici di Bruxelles e sono a capo di tutti i paesi  membri. Hanno organizzato un sistema che strozza le finanze statali e quindi i cittadini. Con l’ Euro e la sua incapacità di svalutarsi, hanno messo  fine all’elasticità delle politiche economiche di ogni paese.  I paesi si indebitano e non potendo stampare autonomamente moneta, si strozzano con tassi improponibili. Le banche lucrano finchè possono, poi lasciano l’osso spolpato alla BCE, al Fondo Monetario Internazionale, agli altri paesi che sono subentrati ed hanno concesso prestiti bilaterali.

Il giochino è riuscito in Spagna, Portogallo ed Italia. Ci siamo svenati per ripagare i vantaggi dell’ Euro forte.  In realtà hanno messo le mani sulla nostra capacità di risparmio. I nostri risparmi sono ora impiegati nel pagare tasse altissime. Noi paghiamo e la Germania vende i suoi Bund in Euro a tasso vicini allo zero. I paesi mediterranei escono con le ossa rotte dalla politica economica dell’ Euro, stremati nella rincorsa dello spread con il bund tedesco.

Allora Tsipras adesso deve chiudere il cerchio. Il popolo deve vedere le teste dei traditori ballare sulle picche, il messaggio deve arrivare lontano, in ogni angolo di quel continente che tremila anni fa i Greci chiamarono Europa. Il giochino deve finire. Ora è il momento dei lunghi coltelli.

Vai Filippide!  Corri da tutti i popoli ed annuncia che la battaglia di Maratona è vinta.