Tag: Aidaa

15 ottobre 2018 0

Caccia e il bollettino di finesettimana, Aidaa: “Ancora sangue, un morto e tre feriti”

Di admin
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DALL’ITALIA – “Ennesimo fine settimana di caccia segnato dal sangue di morti e feriti quello appena trascorso dove un cacciatore veneto è morto cadendo in un dirupo, 3 invece i feriti da arma da fuoco”.

Lo si legge in una nota di Aidaa.

“il più grave è un trentottenne raggiunto al volto ed al collo da fucilate sparata dallo zio durante una battuta di caccia nei boschi di Castiglione Olona nel Varesotto che si trova ancora in rianimazione all’ospedale di Como dove è stato trasportato ieri mattina in elisoccorso. Sempre in Lombardia questa volta nel boschi della provincia di Bergamo un ventiquattrenne è stato colpito con una fucilata da un cacciatore ad una gamba mentre stava partecipando a un gioco di gruppo nei boschi della zona compresa tra le provincie di Bergamo e Lecco denominata “i comuni dell’Isola”.

Terzo ferito in Veneto a Mareno del Piave, qui un uomo è stato raggiunto da alcuni pallini all’occhio e dovrà essere operato, anche in questo caso il cacciatore se l’è data a gambe. Tragedia sfiorata invece a Gerre nel cremonese dove alcuni escursionisti venerdi pomeriggio sono stati sfiorati dai pallini sparati anche in questo caso a casaccio da un cacciatore. Insomma continua il massacro, i morti sono tra uccisi per colpi di arma da fuoco e per motivi vari legati alla caccia sono da inizio stagione (un mese) 7 mentre sale a 17 il numero dei feriti”.

“Sono dati spaventosi – dice nella nota Lorenzo Croce presidente di AIDAA – e in quasi tutti i casi, decessi e ferimenti avvengono nel fine settimana. Non vorrei passare da beccamorto, ma andando avanti cosi ora della fine della stagione i numeri saranno maggiori di quelli dello scorso anno e tutto questo avviene nell’indifferenza delle istituzioni locali e nazionali che fanno finta di niente, forse si smuoveranno davanti alla morte di un bambino o di una donna incinta, forse solo allora prenderanno l’unica decisione che doveva gia essere presa da tempo e vale a dire la sospensione della caccia”.

28 agosto 2018 0

Maiale morto di fame, Aidaa: “Denunciato l’allevatore e chiesto il sequestro dell’allevamento”

Di admin

MOROLO – “Una denuncia e una richiesta di sequestro dell’allevamento questo è quanto è stato presentato questa mattina alla procura della repubblica di Frosinone dal presidente nazionale di AIDAA Lorenzo Croce in seguito all’ennesimo ritrovamento di un animale morto di inedia e lasciato al suolo per ore all’interno dell’allevamento di proprietà di un novantenne a Morolo in provincia di Frosinone”.

E’ quanto si legge ion una nota dell’associazione animalista Aidaa.

“Si tratta dell’ennesimo animale, in questo caso maiale, ma in passato era toccato a mucche ed altri animali lasciato morire e la cui carcassa viene lasciata sul terreno a marcire- dichiara nella nota Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- crediamo che questa volta con il maiale morto nello scorso fine settimana si sia superato il limite, ci chiediamo come mai la veterinaria pubblica, i forestali o i nas dei carabinieri non siano ancora intervenuti in questa situazione che pare sia risaputa non solo nel paesino, il novantenne continua a comperare e lasciare morire animali, è il momento di dire basta e noi faremo di tutto perchè questi animali subito trovino una nuova casa e che il nonnino sia messo in condizioni di non nuocere piu ai suoi animali”.

20 agosto 2018 0

Cresce il fenomeno dell’abbandono dei pesciolini rossi, l’Aidaa lancia l’allarme

Di admin

DALL’ITALIA – Al drammatico fenomeno degli abbandoni dei cani, dei gatti, dei rettili o degli animali esotici in genere, si aggiunge anche quello dei pesciolini rossi.

L’allarme che a molti può sembrare esagerato, lo lancia l’Aidaa, l’associazione animalista, che fa proprie le preoccupazioni di chi tiene alle sorti dei piccoli, silenziosi ed indifesi pesciolini che vivono come soprammobili in acquari spesso non più grandi di un vaso di vetro per la marmellata.

Nella Nota l’Aidaa scrive:

“Il problema degli abbandoni estivi questa estate ha creato un nuovo inquietante fenomeno, quello dell’abbandono dei pesci rossi, si proprio i pesci che teniamo nel vaso in casa e dei quali spesso ci dimentichiamo prima di partire per le vacanze ritrovandoli morti stecchiti nel vaso dove li abbiamo lasciati senza accorgerci di loro quando uscendo di casa abbiamo chiuso la porta per andare in vacanza. La questione dei pesci rossi ora torna a fare parlare di se, in quanto questi pesci che sono stati addomesticati oltre 800 anni fà dai cinesi, insieme alle tartarughe d’acqua sono diventati in questa estate l’altra faccia degli abbandoni estivi, infatti si calcola che mentre per le tartarughe d’acqua con la nuova normativa che ne ristringe la vendita gli abbandoni siano in calo, diversa la questione è per i pesci rossi i quali sono abbandonati a migliaia nelle vasche  nei parchi pubblici e nei fiumi dove ovviamente non sopravvivono in quanto animali addomesticati e non capaci di procurarsi il cibo. Da qui la proposta di AIDAA che chiede alle amministrazioni locali delle grandi città dove esistono degli acquari civici di realizzare delle vasche di raccolta dove le persone che non si sentono più in grado di tenere questi pesciolini possano lasciarli sapendo che saranno custoditi e sfamati.

“La nostra proposta va nella direzione di quanto succede a Parigi dove una grande vasca ha raccolto oltre 600 pesci rossi che altrimenti sarebbero stati abbandonati o scaricati nei lavandini dei bagni di casa – Dice nella nota Lorenzo Croce presidente di AIDAA – per questo rivolgiamo l’appello a tutte quelle amministrazioni locali che hanno un acquario pubblico chiedendo loro di attivarsi per realizzare delle vasche di raccolta per i pesci rossi a rischio abbandono, siamo sicuri che ci ascolteranno, i pesci potranno poi essere messi in grandi vasche messe a disposizione del pubblico”.

2 luglio 2018 0

Abbandono cani, Aidaa: “A giugno 18mila abbandoni, -22% rispetto allo scorso anno”

Di admin

 

DALL’ITALIA – “Ritorna l’estate e con essa il problema degli abbandoni dei cani nell ‘ultima settimana di giugno sono stati 2.400 i cani entrati nei 120 canili monitorati da AIDAA e sparsi in tutte le regioni italiane”.

Lo si legge in una nota di Aidaa.

“Complessivamente nel mese di giugno sono stati oltre 188.000 i cani entrati in questi canili con un miglioramento di circa il 22% rispetto allo stesso mese del 2017 (Si tratta di un dato parziale relativo a un decimo del totale dei canili e dei rifugi presenti in Italia). Non stiamo parlando solo di cani abbandonati per strada, anzi in questi ultimi anni gli abbandoni su strade ed autostrade di cani non microchippati sono diminuiti del 30% rispetto ai dati di cinque anni fa.

Quello che invece aumentano sono gli “abbandoni” di cani lasciati fuori dai canili o consegnati direttamente alle strutture da persone che non riescono più a gestirli. Sono in forte aumento specialmente nei canili del nord Italia ingressi di molossi e questo rappresenta un problema nel probema, essendo proprio di questi giorni la nuova moda tra i giovani dei cani di grossa taglia in particolare pitbull e amstaff che poi in molti casi vengono abbandonati o messi in adozione in quanto non in grado di provvedere alla loro gestione quotidiana”.

26 gennaio 2018 0

Cani e bambini, i consigli utili di Aidaa

Di redazione

Sono dieci milioni le famiglie italiane che vivono con gli animali domestici e in oltre due milioni di queste convivono cani e bimbi. Per questo motivo il servizio di educazione cinofila dell’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente- AIDAA ha messo a punto un prontuario dei comportamenti da tenere per garantire una serena convivenza tra cani e bimbi in famiglia. Consigli semplici e chiari che se seguiti possono evitare errori che in alcuni casi sfociano o rischiano di sfociare in tragedie famigliari, in cui a rimetterci sono sia i piccoli che i pelosi.

Prima del contatto diretto con il cane

Se il bambino è piccolo ed ha meno di un anno di vita prima di farlo avvicinare al cane si consiglia di farlo esercitare nelle carezze su pupazzi pelosi, insegnandogli a non tirare il pelo. Il gesto dovrà essere accompagnato da una parola che per chiarezza identifichiamo in “carezza” o coccola in modo che il bimbo (ma anche il cane) possano associare il gesto alla parola. Si invita a continuare a far esercitare il bambino sul peluche fino a quando non smette di tirare il pelo, evitando cosi che il cane diventi la cavia degli esperimenti e che possa ribellarsi magari mordendo il bimbo.

Contemporaneamente, assicurarsi che il cane si sia ambientato bene in casa e con il resto della famiglia, favorendo l’avvicinamento progressivo al bambino piccolo, sempre sotto stretta supervisione.

E’ opportuno far capire al cane chi è il capofamiglia/capobranco, e qual è il ruolo del cane all’interno del famiglia (branco) stessa, comunque subordinato a quello dei componenti umani.

I primi contatti diretti

Quando il bimbo accarezzerà il cane evitando di tirare il pelo e unendo al passaggio della mano sul pelo (evitando di tirarlo) il cane proverà una sensazione di benessere cosi come il bimbo, e non avrà paura né fuggirà a nascondersi Importantissimo da subito insegnare al bimbo a non tirare la coda e i baffi e a non far del male al cane che specialmente sul muso, sul naso e nelle orecchie ha delle parti molto sensibili e delicate

Se il bimbo è un poco più grande possiamo insegnare alcuni giochi che può fare con il cane, come lanciare un giocattolo e vedere come lo stesso lo rincorre per morderlo. Il gioco aiuta a non limitare il rapporto tra bimbo e cane al semplice tatto che a volte rischia di infastidire Fido se fatto in maniera troppo insistente, invece il lancio del gioco libera nel cane il suo istinto predatorio. Si può anche insegnare al bimbo a nascondere dei piccoli premi per poi invitare il cane a cercarli; cosi facendo il cane si darà un gran da fare a cercare fino a scovare l’ambita preda per il divertimento del bimbo e suo.

Nel momento del gioco il bimbo dovrà utilizzare sempre giochi che permettano di interagire con Fido tenendo comunque sempre le mani lontano dalla bocca del cane, evitando cosi magari dei morsi involontari

Nella scelta del gioco si cerchi sempre di favorire dei giochi che possano essere impugnati come una canna da pesca al quale legare topolini di plastica, palline o piume colorate, questo stimolerà Fido e farà divertire moltissimo il bimbo. Ovviamente occorre che i genitori controllino che questi

giochi siano utilizzati in maniera corretta, evitando che “la canna da pesca” possa trasformarsi ad esempio in una frusta.

Il bimbo inoltre può invogliare il cane a scoprire in casa gli oggetti con il quale il cane stesso può giocare, dai vecchi cuscini alle ciabatte in disuso di papà. Questo oltre a far divertire immensamente il Fido servirà a fare sviluppare a fantasia e lo spirito di osservazione del bimbo. Il cane durante il gioco rischia di ingerire alcuni materiali (plastica, pietre, giocattoli). Prestare quindi attenzione a che questo non accada. Insegnare al bambino prestare anch’esso attenzione e ad avvertire un adulto se si notano comportamenti di questo genere (spiegare chiaramente che non si deve ASSOLUTAMENTE infilare la mano in bocca al cane anche se si

ha la sensazione che stia per ingerire qualcosa che non deve).

Ed ora … per crescere insieme …

Ricorda che il cane non è un giocattolo, ma un essere vivente, come te prova gioia e dolore,cerca sempre di capirlo e di prenderti cura di lui con amore

Non disturbarlo mentre dorme, anche a te non piacerebbe essere svegliato mentre stai facendo un bel sogno! Non cercare di rubargli dalla bocca un osso o un giocattolo, fate invece il gioco dello scambio: tu gli dai un premietto e vedrai che lui ti darà quello che ha in bocca. Se invece è lui che vuole rubarti un gioco o qualsiasi altra cosa tu abbia in mano, non arrabbiarti, lasciaglielo e poi fai il gioco dello scambio con l’aiuto di un adulto

Quando mangia lascialo tranquillo, anche lui ha diritto a mangiare la sua pappa con calma Parlagli sempre con calma, ricorda che i cani hanno un udito più forte del nostro e possono spaventarsi se urli

Non tirargli le orecchie o la coda, ma accarezzalo delicatamente, proprio come piacerebbe anche a te Non rincorrere il cane, cerca sempre di essere tu a chiamarlo e quando viene dagli sempre una carezza gentile e digli che è bravissimo

A volte il cane ha voglia di giocare da solo o di starsene un po’ per i fatti suoi, non disturbarlo, lascia che sia lui a decidere quando tornare a giocare insieme a te Se il cane si allontana da te o se ti mostra i denti o ringhia, lascialo tranquillo e chiedi ad un adulto di aiutarti a capire come mai il cane fa così Come per te che devi crescere, anche per il tuo cane è importante una buona alimentazione che lo aiuti a restare sempre sano e in forma. Evita quindi di dargli: ossa di qualsiasi genere (alcuni veterinari consigliano al massimo l’osso del ginocchio), cioccolato, dolci, fritture, cibi molto conditi o molto grassi. Sono tutti cibi molto calorici e dannosi per il tuo amico a quattro zampe.

1 novembre 2017 Non attivi

Cacciatori sparano vicino a case e in uliveti durante raccolta, Aidaa denuncia

Di admin

SGURGOLA – “Ancora cacciatori in azione in zone vietate,questa volta la segnalazione al telefono ‘anticaccia’ di AIDAA arriva da Sgorgola piccolo paese del frusinate, qui secondo quanto segnalato all’AIDAA ogni fine settimana i cacciatori si avvicinano sparando alle case e questo avviene deliberatamente specialmente delle case delle persone che hanno segnalato la cosa alle forze dell’ordine sforando il limite previsto dalla legge che impone ai cacciatori di stare a oltre 200 metri dalle case, o in caso di avvicinamento di viaggiare con i fucili scarichi. Ma la famosa goccia che ha fatto traboccare il vaso è arrivata stamattina quando i cacciatori hanno sparato in un uliveto dove persone sono impegnate proprio nella raccolta delle olive con i pallini che sono caduti a pochi metri dai lavoranti”. Lo si legge in una nota di Aidaa (Associazione Italiana Difesa Animali e Ambiente). “Continua l’atteggiamento irresponsabile ed arrogante dei cacciatori che non solo sparano ammazzando qualsiasi cosa che si muove o vola- dichiara nella nota Lorenzo Croce presidente di AIDAA- ma entrano impunemente nei fondi privati dove addirittura ci sono persone impegnate nella raccolta delle olive mettendo a rischio la loro sicurezza questi atteggiamenti devono terminare, per questo domani manderemo un esposto circostanziato alla procura di Frosinone per denunciare questi abusi dei cacciatori”.

11 luglio 2016 0

Incendi boschivi. Animali usati come torce. Allarme di Aidaa

Di redazione

L’associazione Aidaa lancia nuovamente l’allarme. Purtroppo gli animali vengono utilizzati come torce per appiccare gli incendi. Una pratica davvero inaccettabile e che, nonostante gli appelli, continua a crescere. In una nota l’associazione Aidaa spiega in maniera dettagliata il triste fenomeno: “Sono giornate difficili specialmente nelle regioni del sud Italia dove la cronaca riporta ogni giorno decine e decine di incendi boschivi, molti dei quali di origine dolosa, tra le regioni più colpite la Puglia, la Sardegna e più in generale il mezzogiorno d’Italia. E con gli incendi aumentano di giorno in giorno le segnalazioni di animali usate come torce viventi proprio per appiccare questi incendi. In particolare- scrivono nella nota- dalle segnalazioni che ci giungono il fenomeno è diffuso in quasi tutte le regioni e gli animali usati principalmente sono gatti,cani e topi cosparsi di benzina e poi incendiati e lanciati vivi nella corsa verso le sterpaglie ed i boschi secchi.Rispetto allo scorso anno gli ettari bruciati sono aumentati del 39%. Nel 2015 gli animali segnalati ed usati per questo scopo erano diverse migliaia e quest’anno si rischia di superare abbondantemente la soglia già alta dello scorso anno che superava i 4000 animali”.

28 gennaio 2013 0

Gatti rapiti a Bonate Sopra, Aidaa mette taglia di 5mila euro

Di admin

Da Aidaa riceviamo e pubblichiamo: Sono oramai una quindicina i gatti scomparsi nell’arco degli ultimi mesi a Bonate Sopra in provincia di Bergamo molti dei quali dalla zona di via Carlo Alberto Dalla Chiesa. La scomparsa degli ultimi due gatti risale a pochi giorni fa, si tratta di un gatto nero, e di un gatto grigio simil certosino di oltre dieci anni che tra l’altro non gode di ottima salute e che necessita di particolari terapie. Alla sparizione non è mai seguito il ritrovamento di un corpo di gatto morto, si tende quindi ad escludere che i gatti possano essere morti a causa di incidenti stradali o altre cause quali possano essere gli avvelenamenti a causa magari della presenza di topicidi o altre forme di veleno mortali per i gatti quali alcune forme di diserbanti in quanto appunto i corpi sarebbero stati almeno in alcuni casi ritrovati. I proprietari di alcuni di questi gatti scomparsi si sono rivolti all’Associazione Italiana Difesa Animali ed Ambiente – AIDAA per segnalare quanto accaduto, il presidente AIDAA Lorenzo Croce ha subito invitato i proprietari a sporgere denuncia per il reato di furto degli animali presso la locale stazione dei Carabinieri denuncia che verrà fatta nei prossimi giorni anche dalla stessa associazione che nel frattempo sta raccogliendo informazioni in merito alla sparizione di altri gatti sia a Bonate Sopra che in altri comuni limitrofi (chi avesse notizie può telefonare direttamente al 3478883546-3926552051) tra le 10 e le 20 oppure inviare una segnalazione mail all’indirizzo emergenzamici@libero.it indicando i propri dati e quelli del gatto scomparso ed aggiungendo se possibile una fotografia del gatto rapito in modo che si possa avere una mappa completa delle sparizioni. Al momento sono due le ipotesi su cui gli esperti dell’associazione stanno lavorando. O la presenza di un maniaco che odia i gatti e li avvelena facendo poi sparire i corpi, o visto la sparizione anche di alcuni gatti neri la possibile presenza di una setta che usa i gatti per riti sacrificali, anche se al momento si predilige la prima ipotesi, che viene vagliata senza comunque abbandonare altre ipotesi, compresa quella del rapimento a scopo alimentare. Come avviene spesso in questi casi AIDAA mette a disposizione una taglia di 5.000 euro per chiunque sia in grado con le proprie informazioni di permettere l’individuazione certa, e la condanna del responsabile o dei responsabili di questi rapimenti che interessano i mici di Bonate Sopra. “Quello che chiediamo ai proprietari dei gatti- ci dice Lorenzo Croce presidente nazionale di AIDAA- è innanzitutto di denunciare le scomparse alle forze dell’ordine e di segnalarle anche a noi in modo da avere un quadro completo della situazione, visto le modalità delle sparizioni dei mici pensiamo alla presenza di un bruto o di qualche stupido satanista fai da te anche se non escludiamo nessuna altra ipotesi, quello che conta ora è non farsi prendere dal panico ma segnalare sia i mici scomparsi, sia la presenza di persone o auto sospette che girano attorno ai mici sia di proprietà che delle colonie, senza comunque lasciarsi cogliere dal panico”.

19 agosto 2012 1

Vivisezione, da inizio anno 430mila animali già sottoposti ad esperimenti in Italia

Di admin

Da Aidaa riceviamo e pubblichiamo: Dall’inizio del 2012 ad oggi sono entrati nel laboratori di vivisezione e sperimentazione animale in Italia 430.584 animali compresi cani, gatti, ratti, scoiattoli, scimmie e anche pesci. Si tratta di un numero impressionante che dimostra come in Italia il problema della sperimentazione animale non riguarda solo il campo medico-farmaceutico o il campo dei farmaci veterinari. ma abbraccia un ampia gamma di esperimenti e di questi meno del 30% utilizza i cani mentre le altre sperimentazioni avvengono su altri animali la cui importazione in Italia non è vietata (come non è vietato ad oggi e non lo sarà domani importare i cani) anzi viene favorita dalla nuova legge europea in votazione al Senato. Legge che contiene come unico contentino la chiusura di Green Hill e di altri allevamenti per cani, scimmie e gatti usati per la vivisezione. Ma non contiene nessuna normativa che vieti l’utilizzo di migliaia di cani usati per gli esperimenti di tossicità o altri esperimenti. Nel nostro Paese, secondo le autorizzazioni concesse nel 2008 sono molte le aziende che usano i cani: Wyeth Lederle Spa di Catania per lo studio sulle tossicità a 1, 3, 6, 9 e 12 mesi, senza anestesia; la ditta Sigma Tau di Pomezia, Roma, sperimenta nuovi farmaci, via orale e parentale, sulle funzioni cardiovascolari, senza anestesia; Research Toxicology Center Spa, sempre di Pomezia, verifica l’innocuità di farmaci, prodotti chimici, biocidi, additivi alimentari e dispositivi medici, senza anestesia; Recordati Industria Chimica e Farmaceutica Spa di Latina sperimenta molecole farmacologicamente attive su disfunzioni dell’apparato urogenitale e cardiovascolare; l’Università degli studi di Milano usa cani per attività moxidectina iniettabile contro Dirofilaria repense senza anestesia; l’Università degli studi di Bari valuta innocuità ed efficacia stipite attenuato di canine coronavirus; la società Abiogen Pharma Spa di Pisa testa la tossicità tramite somministrazioni sui cani per la terapia dell’enfisema, antiossidante, ansiolitico, antidepressivo, sempre senza anestesia. Dopo le autorizzazione del 2009 si aggiungono l’Istituto Ricerche P. Angeletti Spa di Pomezia per i composti candidati preclinici senza anestesia; di nuovo l’Università di Bari per la prova clinica di campo efficacia dell’imidacloprid e permetrina relativa alla prevenzione di malattie da artropodi (zecche e flebotomi); ancora la ditta Wyeth Lederle Spa per l’ aumento di numero di animali da utilizzare per i propri fini aziendali. “”La sperimentazione animale in Italia è una realtà che riguarda migliaia di cani- ci dice Lorenzo Croce presidente di AIDAA- Bene la chiusura di Green Hill ma occorre andare a fondo, il prossimo obbiettivo è quello di abolire la vivisezione dalle università pubbliche e private, sarebbe gia un importante passo avanti verso la civiltà di questo paese”.

13 agosto 2012 0

La metà dei comuni italiani non raccoglie i cani randagi

Di admin

Da Aidaa riceviamo e pubblichiamo: Con una nota inviata oggi al ministero della salute ed in particolare al sottosegretario Cardinale AIDAA denuncia la mancata applicazione della legge 281/91 contro il randagismo da parte di almeno la metà dei comuni italiani che nel mese di agosto (periodo di maggiore abbandono dei cani) non ha attivato il servizio di raccolta dei cani randagi la cui competenza per legge è dei sindaci e da loro demandata quasi sempre al servizio di polizia locale o in appalto a servizi esterni di accalappiamento dei cani o attraverso servizi gestiti direttamente dal settore veterinario della ASL. In alcune regioni come la Puglia, la Campania, ma anche Sicilia, Sardegna ed a Abruzzo nei mesi estivi ed in particolare in agosto l’assenza di servizio continuativo di raccolta dei randagi raggiunge in alcune provincie anche il 70% dei comuni dove specialmente nei giorni festivi e nei fine settimana non è possibile segnalare la presenza dei cani randagi nel territorio comunale in quanto nessuno interviene per raccogliere i cani randagi. La mancanza di un servizio di raccolta dei cani randagi (anche per alcuni giorni al mese) e l’assenza dei canili sanitari è di fatto una violazione della legge sul randagismo da parte di oltre 4.000 sindaci italiani che saranno denunciati dall’Associazione italiana difesa animali ed ambiente per il reato di omissione di atti d’ufficio. AIDAA ricorda inoltre che secondo gli ultimi dati del ministero in Italia sono circa 500.000 i cani randagi la cui presenza è concentrata principalmente nelle regioni del centro-sud Italia, mentre solamente 150.000 sono ospitati nei canili pubblici e privati italiani e si stima che ogni anno vengano abbandonati almeno 100.000 cani su una popolazione totale di circa 10.000.000 di cani presenti nelle famiglie italiane.