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19 gennaio 2018 0

Roma, arrestato un uomo per combustione illecita di rifiuti

Di redazionecassino1
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Roma – Nell’ambito di una mirata attività di controllo del territorio, finalizzata al contrasto del fenomeno della combustione illecita di rifiuti che interessa alcune aree della Capitale provocando un diffuso allarme sociale, i militari del  Nucleo Investigativo del Gruppo Carabinieri Forestale di Roma in collaborazione con quelli della Stazione Carabinieri di Tor Bella Monaca hanno individuato una colonna di denso fumo nero proveniente dall’interno di un’area  di proprietà di un’impresa edile situata in località Rocca Cencia, già in un recente passato aggetto di attenzione da parte dei Carabinieri Forestali per reati in materia di gestione illecita di rifiuti.

Risaliti al punto preciso dove si stavano sviluppando le fiamme i Carabinieri Forestali hanno sorpreso un uomo di 62 anni, cittadino romeno, residente all’interno della proprietà, intento nell’alimentare le fiamme che stavano divorando un ingente cumulo di rifiuti, classificabili come rifiuti speciali pericolosi, accumulati su una superficie di alcune decine di metri quadrati, con la conseguente diffusione di emissioni insalubri in atmosfera.

L’uomo è stato immediatamente arrestato per il reato di combustione illecita di rifiuti previsto dall’articolo 256 bis del Testo Unico Ambientale, introdotto nel nostro ordinamento dalla normativa in materia di “Terra dei fuochi”, e condotto in caserma in attesa del rito direttissimo previsto questa mattina presso le aule di piazza Clodio.

Per contenere le esalazioni sprigionate dall’ingente cumulo di rifiuti è stata allertata anche una squadra dei Vigili del Fuoco che ha lavorato sul posto per alcune ore anche al fine di impedire l’ulteriore propagarsi delle fiamme ai rifiuti ancora incombusti presenti sul posto.  Sono in corso ulteriori accertamenti per individuare altre eventuali responsabilità rispetto all’accaduto.

23 novembre 2017 0

Compostiere in fiamme a Cassino, ecco come si sviluppa l’auto combustione

Di admin

CASSINO – Sicuramente questa mattina a tutto stava pensando il signor Giuseppe tranne che le sue due compostiere fossero ridotte un cenere. Ebbene questo è accaduto nelle immediate campagne di Cassino. Nella notte due compostiere hanno preso fuoco, senza per fortuna arrecar danno; il tutto per autocombustione causata dai gas sprigionati dal rifiuto umido giustamente riposto nelle compostiere. Ma quali sono le cause che portano il compost a prendere fuoco? Potrebbe la mia compostiera domestica diventare un pericolo? La causa dell’incendio va trovata nel cumulo di compost e nelle particolari condizioni in cui la combustione spontanea si è verificata. Ricordiamo che ogni cosa vivente può essere decomposta con una combinazione di acqua, aria e organismi. Questi organismi sono principalmente funghi, batteri e insetti, noti con il simpatico termine “FBI”. La loro attività biologica, in particolare la fermentazione, è la fonte di calore in un cumulo di compost. In natura, dove il materiale organico “marcisce” in piccole quantità, il calore sviluppato è relativamente contenuto. Tuttavia, il compostaggio indotto, sia in un bidone a casa o in grandi mucchi all’interno di un impianto, è uno sforzo per accelerare e gestire il processo di trasformazione del carbonio, azoto, fosforo e potassio in quel strutturato ammendante chiamato compost.

Un buon compost inizia la sua notevole decomposizione fra 10 e 45 gradi C°, ma la trasformazione vera e propria avviene quando la pila si riscalda a temperature di 70-80 gradi. Aumenta il rischio di combustione quando il calore non riesce a fuoriuscire e la temperatura risultante oltrepassa il punto di accensione dei materiali utilizzati. Diversamente dalla maggior parte delle compostiere domestiche, le aziende agricole fanno il compost da grandi mucchi di letame e paglia. Il concime può riscaldarsi in modo rapido e la paglia secca è facilmente infiammabile.

La combustione spontanea in un cumulo di compost a casa è già estremamente rara e alcune misure semplici, di buon senso sono in grado di ridurre il rischio praticamente a zero. 1) Miscelare materiali per garantire la distribuzione dell’umidità e dell’aria . 2) Utilizzare una compostiera progettata per la ventilazione, pur mantenendo costante l’umidità e non posizionare il bidone accanto a fonti di calore. (fonte: http://www.theacornonline.com/) GrEg