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20 aprile 2018 0

Anci Lazio, costituito il comitato tecnico scientifico per programmazione e progettazione europea

Di admin
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ROMA  – “È stato presentato presso la sala conferenze di Anci il Comitato Tecnico Scientifico per la programmazione e progettazione europea di Anci Lazio alla presenza del vice presidente nazionale Roberto Pella e del presidente regionale Fausto Servadio“.

Lo si legge in una nota di Anci Lazio.

“Il comitato, primo nel suo genere nel panorama nazionale, mira a sostenere i comuni laziali nella complessa galassia dei fondi europei; la funzione pedagogica e quella metodologica saranno le assi portanti di un progetto che mira a costruire un nuovo protagonismo dei comuni nell’ambito della programmazione e progettazione europea.

Il presidente Fausto Servadio ha richiamato alla concretezza del lavoro del comitato che dovrà essere al servizio dei sindaci, un report periodico e degli indicatori specifici ne misureranno i risultati.

Parole di sostegno sono arrivate dal vice presidente Roberto Pella che ha fornito il massimo supporto all’Anci Lazio per l’iniziativa ed ha auspicato che altre organizzazioni reginali possano fare altrettanto.

L’intervento di Francesco Monaco, responsabile delle politiche di coesione di Anci, ha subito indicato la cifra della collaborazione che Anci e Ifel intendono fornire al comitato che avvia formalmente i lavori i data odierna.

Il comitato tecnico scientifico è formato da cinque esperti: Davide D’Arcangelo, Andrea Campagna, Stefania Alimenti, Andrea Vignoli e da Luca Masi che svolgerà la funzione di coordinatore.

A coordinare i lavori del convegno è stato il vice segretario di Anci Lazio Peppe De Righi che ha svolto un ruolo determinate per favorire la nascita del comitato”.

1 agosto 2017 0

Cosilam, a breve comitato tecnico-scientifico per l’elaborazione del Progetto Apea

Di redazione

Entro la fine del mese sarà costituito il comitato tecnico-scientifico per l’elaborazione del Progetto Apea. È quanto emerso nel corso dell’incontro che si è svolto questa mattina al Cosilam. Un appuntamento incentrato sul Progetto delle Aree Produttive Ecologicamente Attrezzate. Le possibilità di miglioramento e i vantaggi per le aziende sono innumerevoli. Tra gli altri quelli di avere una corsia preferenziale nei finanziamenti regionali ed europei. Infatti ben il 70% dei finanziamenti europei riguardano gli ambiti di competenza dell’Apea, ovvero ecosostenibilità, efficientamento energetico, innovazione tecnologica. Inoltre le aziende facenti parte dell’Apea, utilizzando fonti di energia “pulita” e processi ecosostenibili, saranno automaticamente certificate per la fornitura di beni e servizi alle pubbliche amministrazioni. Infine potranno disporre di energia pulita a costi ridotti rispetto a quelli delle fonti tradizionali. Con le giuste condizioni questi costi potranno addirittura ridursi a zero. “Un percorso, quello di Apea, che abbiamo avviato qualche mese fa con un’attività di verifica del reale interesse del territorio verso questa progettualità – ha affermato il Presidente del Cosilam Pietro Zola – Proprio per questa ragione ad aprile organizzammo un incontro qui al Consorzio per presentare le linee guida generali del progetto Apea agli imprenditori. La risposta da parte di alcune aziende è stata positiva e hanno manifestato la propria volontà nel voler partecipare a tale iniziativa. Il Cosilam è intenzionato a portare avanti il proprio progetto per un’Apea interamente dedicata al Lazio meridionale, ma è pronto anche a collaborare per la creazione di un progetto a livello provinciale. Due iniziative distinte ma che hanno un comune obiettivo: aiutare al rilancio delle imprese. Ora si entra nella seconda fase, quella operativa. Il nostro obiettivo è quello di creare una rete istituzionale dove ognuno ha un proprio ruolo e compito da svolgere. Se si lavora divisi non si riuscirà mai a raggiungere nessun obiettivo. Solo l’unità, la condivisione, la sinergia tra istituzioni può dare giusti e importanti risultati. Per questo ringrazio tutti coloro che hanno partecipato alla riunione del tavolo istituzionale di questa mattina”. All’incontro erano presenti, tra gli altri, il dottor Graziano Cerasi in rappresentanza dell’Assessore Regionale Mauro Buschini, i Consiglieri Regionali Marino Fardelli, Daniela Bianchi e Mario Abbruzzese, il Rettore dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale prof. Giovanni Betta, il Presidente della Camera di Commercio di Frosinone Marcello Pigliacelli, il Consigliere Provinciale Massimiliano Mignanelli in rappresentanza del Presidente Pompeo, il Presidente del Palmer prof. Paolo Vigo e i rappresentanti di Confimprese Italia, Unindustria Frosinone, FederLazio Frosinone e CNA Frosinone. Il progetto Apea è una grande opportunità per tutto il territorio del Lazio meridionale. Un territorio che, a differenza di ciò che si può pensare, non comprende solo il Cassinate ma bensì le province di Frosinone e Latina. Oggi siamo un passo avanti rispetto agli altri e abbiamo l’opportunità di realizzare un progetto che sia inclusivo di tutti gli attori presenti oggi. Ritengo sia importante procedere subito alla costituzione della commissione operativa che lavori alla realizzazione del progetto guardando con attenzione anche alle Apsea realizzate in Toscana e che hanno puntato molto anche sulla componente sociale. Ci sono le basi, ci sono gli intenti, ora è fondamentale entrare nella fase operativa. Confimprese Italia conferma la propria disponibilità a partecipare all’iniziativa”, lo ha affermato il Presidente di Confinprese Italia Guido D’Amico a margine dell’incontro che si è svolto al Cosilam sul progetto Apea.

22 aprile 2017 0

Impianto di Compostaggio a Rocca D’Evandro, il Comitato scrive alla Regione e prepara interrogazione parlamentare

Di admin

Rocca D’Evandro – “Il Comitato Civico per la Tutela e Salvaguardia di Rocca d’Evandro, coadiuvato da tanti cittadini, si è attivato scrivendo alla Regione contro la realizzazione dell’impianto di compostaggio a Rocca d’Evandro”.

Lo scrive in una nota stampa lo stesso Comitato, nota che riceviamo e pubblichiamo.

“L’inattività del Sindaco, che persiste nell’evitare di confrontarsi con i cittadini e in Consiglio Comunale, ha spinto i componenti ad inviare una nota direttamente alla Regione, rappresentando le anomalie riscontrate nella manifestazione di adesione al bando regionale inviata dal sindaco Dott. Angelo Marrocco. Sono varie infatti le anomalie evidenziate alla Regione sotto l’aspetto amministrativo, si ricorda che la manifestazione di interesse al bando regionale è stata sottoscritta solamente dal Sindaco che ha individuato l’area all’interno del Comune di Rocca d’Evandro, senza l’approvazione del Consiglio Comune, unico organo politico-amministrativo, rappresentativo di tutto l’elettorato. Inoltre, si è portato a conoscenza della Regione Campania gli errori contenuti nella comunicazione trasmessa a firma del Sindaco. In particolare, il Comitato ha evidenziato che l’area non ha i presupposti per essere considerata esterna al centro abitato, contrariamente a quanto sostenuto dall’atto di adesione al bando, tanto che le prime abitazione distano solo qualche decina di metri dal perimetro della zona indicata. Quest’ultima, oltre ad essere gravata dagli usi civici è altresì sottoposta a vincoli paesaggistici. Ulteriori pericoli sono stati messi in risalto, anche con riguardo alle conseguenze sotto l’aspetto igienico-sanitario, perché in caso di realizzazione dell’impianto vi sarà una proliferazione di animali nei pressi dell’area circostante l’impianto, quali odori sgradevoli, ratti, rettili e volatili, con immaginabili conseguenze soprattutto per gli abitanti che risiedono nell’immediate vicinanze del perimetro dell’area destinata allo stoccaggio dei rifiuti. Infine, con la comunicazione inviata alla Regione Campania è stato chiesto di considerare l’illegittimità della manifestazione di interesse all’impianto di compostaggio trasmessa dal Sindaco con la conseguenziale la sospensione delle delibere di nomina del RUP e di tutto il procedimento amministrativo. Benché servirebbe un atto formale approvato dal Consiglio Comunale, o quanto meno una revoca trasmessa dal Sindaco, il Comitato non rinuncia a qualsiasi tentativo di bloccare la realizzazione dell’impianto in questione, tanto che ha trasmesso anche la richiesta di partecipazione alla conferenza dei servizi allorquando sarà costituita per esprimere le proprie osservazioni al progetto in corso di realizzazione. Ulteriore dimostrazione del fermo e convito no del Comitato Civico alla realizzazione dell’impianto di compostaggio la si ritrova nella aver richiesto ed ottenuto un’interrogazione Parlamentare a risposta scritta (4-16324 del 18/04/2017) indirizzata al Ministro dei Beni Culturali e delle Attività Culturali e del Turismo e al Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio presentata dal Parlamentare Marcello Taglialatela. Nell’interrogazione si evidenziano tutti i difetti di forma e di sostanza emersi nel procedimento amministrativo intrapreso dalla Regione Campania su manifestazione di interesse del Comune di Rocca d’Evandro per la realizzazione dell’impianto. In particolare sono stati evidenziati gli errori contenuti dall’atto firmato dal primo cittadino, oltre all’aver dato corso ad un progetto per la realizzazione di un biodigestore su di un’area ancora oggi gravata da usi civici e da un parco urbano. Non va sottaciuto che i consiglieri dell’intero consiglio comunale (maggioranza e minoranza) nel 2016, nella seduta consiliare n. 6 del 4 aprile, votarono tutti favorevolmente per la sdemanializzazione dei terreni del bosco Vandra, quindi una modifica dei requisiti che oggi avrebbe permesso la realizzazione dell’impianto di compostaggio. Il Comitato informa che continuerà nell’azione intrapresa, soprattutto perché supportata da tantissimi cittadini di Rocca d’Evandro contrariati dalla decisione di portare i rifiuti di molteplici altri comuni in un territorio ricco di storia e di tradizioni da rivalutare. Inoltre, si informano i cittadini che il Comitato ha richiesto di partecipare al consiglio comunale straordinario convocato per il 22 aprile 2016, come parte attiva, così come previsto dall’articolo 37 del regolamento comunale. Se nel prossimo Consiglio verrà scongiurata la realizzazione dell’impianto il Comitato ed i cittadini saranno pienamente soddisfatti del lavoro fin oggi svolto, poiché in uno degli articoli di giornale il Sindaco si è espresso palesemente convinto della realizzazione, mentre la minoranza anche avendo i propri onorevoli contatti in regione e ben più poteri di un comitato civico, null’altro ha fatto se non limitarsi a chiedere un consiglio comunale. Il Comitato rappresenta infine che non si può restare fermi ed inermi contro una violazione del potere di rappresentanza così grave come quella posta in atto dal sindaco”.

27 marzo 2017 0

Omicidio di Alatri, il Prefetto convoca il comitato per la sicurezza provinciale

Di admin

Alatri – L’omicidio del 20enne di Alatri, Emanuele Morganti ha scosso l’intera provincia di Frosinone e messo in risalto le problematiche dei locali notturni. occorre, evidentemente cambiare qualcosa.

Per valutare lo stato delle cose, il Prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli ha previsto per domani la riunione del Comitato provinciale per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. Il Prefetto Zarrilli ha convocato i vertici delle forze dell’ordine presso la Prefettura alle 12.30.

Si analizzerà la vicenda e si prenderanno eventuali decisioni. All’incontro è stato invitato anche il sindaco di Alatri Giuseppe Morini.

24 marzo 2017 0

Il comitato civico tutela Rocca D’Evandro ribadisce il no all’impianto di compostaggio

Di admin

Rocca D’Evandro – Dal Comitato Civico a tutela e salvaguardia di Rocca d’Evandro riceviamo e pubblichiamo. 

Con l’incontro di domenica 12 Marzo, che ha visto presenti il Sindaco, Carlo Maria D’Alessandro, e parte dell’Amministrazione Comunale di Cassino e il Sindaco di Sant’Ambrogio sul Garigliano Sergio Messore ,i relatori , per l’associazione Ciociaria terra dei veleni l’Ing. Gianluca Bufalini e l’avv. Paolo Ruggeri, per l’associazione Medici di famiglia per l’ambiente la dott.ssa Armida e il Dott. Giovanni Battista Martino, hanno fatto chiarezza sulla indiscussa pericolosità degli impianti di compostaggio per la salute umana e dell’ecosistema, dichiarando che non esistono impianti a zero emissioni. Oltre alle preoccupazioni di carattere medico-sanitario, si sono elencate le tante ragioni che hanno portato al secco no alla realizzazione di qualsiasi tipo di struttura per lo stoccaggio e la lavorazione dei rifiuti sul territorio del Comune. Tra le motivazioni, la più preoccupante è sicuramente la già difficile condizione di un territorio martoriato da altre strutture inquinanti, ad esempio il termovalorizzatore di San Vittore del Lazio, la centrale termonucleare di Suio, l’A1, la TAV ed altro. Sono tanti gli aspetti che preoccupano, e non poco, a partire dalla gestione dell’impianto, il rischio di riconversione in qualcosa di ancora piu nocivo, e il rischio di infiltrazioni malavitose. In ultimo la già difficoltosa condizione stradale, che diverrebbe caotica e pericolosa, . Ulteriore argomento di discussione è il sito individuato dall’Amministrazione Comunale per la realizzazione dell’ impianto, un bosco, unico polmone verde all’ interno dell’area industriale a confine con Cassino. L’intera zona infatti risulta “Parco Urbano di Interesse Regionale” istituito nel 2005 e sulla stessa vertono usi civici. Ulteriori vincoli sono la scarsa distanza dal centro abitato e i pericoli legati alla sismicità dell’area che già rientra nelle aree a rischio idrogeologico individuate dalla regione Campania. Sconcertante ed inverosimile la totale assenza di rappresentanti dell’ammministrazione Comunale di Rocca d’Evandro che aveva già dato segnali di avversione negando prima la richiesta di utilizzo dell’aula polifunzionale per un incontro simile e poi le richieste di occupazione del suolo pubblico per lo svolgimento dell’ incontro nelle due piazze principali del paese. Vista la censura imposta con il divieto di utilizzare le strutture pubbliche, gli organizzatori hanno deciso di svolgere l’incontro in un parcheggio privato. Da segnalare la partecipazione di tantissime persone dai paesi confinanti.

3 gennaio 2017 0

Cassino – Incidente stradale a Solfegna Cantoni, un ferito

Di Antonio Nardelli

Cassino – Un altro incidente stradale si è verificato oggi a Cassino. A Solfegna Cantoni un carroattrezzi ed una Lancia Y si sono scontrati frontalmente nel sottopasso della ferrovia. Nell’incidente una persona è rimasta ferita ed è stata portata in ospedale. Sul posto sono intervenuti i carabinieri. Il comitato Solfegna ha voluto sottolineare che da diverso tempo è stata richiesta l’installazione dei dissuasori per limitare la velocità sul tratto di strada dove oggi si è verificato l’incidente, ma, purtroppo, nonostante le insistenze le richieste ad oggi sono rimaste inascoltate. Ant.Nard.

27 dicembre 2016 0

Cassino – Furti in abitazione, il comitato Solfegna chiede più controlli

Di Antonio Nardelli

Cassino – Il presidente del comitato Solfegna Giovanni La Marra e il Vice presidente Benedetto Vizzaccaro chiedono più controlli a Solfegna Cantoni da parte delle forze dell’ordine. “Nelle ultime settimane abbiamo assistito ad una decina di furti nella zona tra via San Nicola e via Solfegna tra le 18 e le 20, con i proprietari in casa. Solo ieri l’ultimo furto dove i ladri hanno portato via borse e gioielli. Non è ben chiaro cosa significhi il laccio che lasciano sul cancello all’ingresso delle abitazioni ma questa situazione è diventata intollerabile pertanto chiediamo maggiori controlli”.

5 ottobre 2016 0

Colleferro, il comitato residenti fa appello al sindaco Sanna ad opporsi agli inceneritori “Gemelli”

Di admin

Colleferro – Da Ina Camilli, rappresentante Comitato residenti Colleferro, riceviamo e pubblichiamo.

“Con la Conferenza di servizi del 5 ottobre 2016 inizia il riesame periodico dell’AIA (Autorizzazione integrata ambientale) per il rinnovo dell’autorizzazione all’esercizio dei 2 inceneritori “gemelli” di colle Sughero, richiesto dalla società di gestione dei rifiuti, Lazio Ambiente spa.

La sua convocazione da parte della Regione è il primo risultato positivo della battaglia legale che abbiamo iniziato, insieme a diversi comitati, associazioni e Comune di Colleferro il 9 dicembre 2015, presentando ricorso al TAR del Lazio contro Regione, Lazio Ambiente spa e Ministero dell’ambiente.

Il procedimento in Conferenza inizia mentre il ricorso è ancora pendente, ma l’udienza è già fissata per il 7 novembre 2016, un lasso di tempo – solo un mese – che per ragioni di opportunità la Direzione Regionale Ciclo dei rifiuti avrebbe fatto bene ad attendere.

Il ricorso chiede l’annullamento della delibera di Giunta dell’8 ottobre 2015, con la quale la Regione ha esteso la durata dell’AIA all’8 maggio 2019, senza convocare la Conferenza di servizi (la sede istruttoria dove esaminare tale autorizzazione) e senza coinvolgere il Comune di Colleferro.

Di fatto la Regione con questa forzatura ha aggirato il procedimento facendo approvare l’AIA dalla Giunta, organismo politico, non tecnico, per accelerare il rilancio di Lazio Ambiente spa, la società di gestione dei rifiuti di proprietà regionale, procedere all’ammodernamento (revamping) degli inceneritori e incrementarne la capacità di esercizio.

Per ragioni di economia non è possibile puntualizzare tutte le questioni che in questi giorni ruotano intorno ai due “gemelli” (udienza il 12 ottobre del processo penale, dismissione della società e del suo personale, l’inchiesta Muraro, spostamento dei tralicci, ecc.). Ci limiteremo quindi ad affrontare le questioni del riesame dell’AIA, del revamping e del ricorso al TAR Lazio.

Va però puntualizzato che l’inceneritore di proprietà di Lazio Ambiente spa e quello di proprietà di EP Sistemi spa saranno pure “gemelli” ma sono due stabilimenti distinti, ai fini del riesame, e devono essere autorizzati separatamente.

Contro il revamping anche numerosi Sindaci del comprensorio della valle del Sacco hanno partecipato alla manifestazione di protesta politica RIFIUTIAMOLI! Basta inceneritori! del 9 aprile 2016, mentre non ci risulta che abbiano sottoscritto il ricorso al TAR, grave e irresponsabile segnale di ritirata.

Su queste tre questioni – autorizzazione, revamping e ricorso al TAR Lazio – la battaglia è appena iniziata. Il procedimento per il rinnovo dell’AIA in Conferenza di servizi – dove saremo presenti –finalizzato al rilascio dei nulla osta, dell’assenso di tutti gli enti, amministrazioni e organismi pubblici,compresi quelli preposti alla tutela della salute e della pubblica incolumità, alla tutela territoriale e ambientale comporta una serie di oneri a carico del proponente, Lazio Ambiente spa. Non sarà facile autorizzare i 2 inceneritori, definiti“un rottame”da Fortini, ex Presidente del Consiglio di Amministrazione AMA, resa il 3 agosto 2016 in Commissione parlamentare di inchiesta sui Rifiuti.E il dissenso motivato, a causa dell’impatto che essi hanno sulla salute e sull’ambiente, e un conflitto tra Regione ed Ente locale (il Sindaco) è un ostacolo insuperabile alla conclusione del procedimento.

Alla battaglia amministrativa si deve legare quella sul piano tecnico, affidando l’incarico di predisporre le osservazioni ad un esperto, un consulente (scelto anche attraverso una pubblica selezione) che, al pari di un bravo avvocato, sappia far valere le ragioni contrarie al rilascio dell’autorizzazione.

Il revamping inoltre richiede ingenti risorse, ma anche una dirigenza virtuosa, un piano industriale e un nuovo Piano regionale dei rifiuti, che al momento Lazio Ambiente spa e Regione non hanno adottato.

I tempi autorizzatori potrebbero essere brevi, ma l’iter è molto articolato e la normativa per il rilascio del titolo abilitativo è così stringente che per il gestore – qualunque esso sia – non sarà facile osservare tutte le prescrizioni che saranno dettate perrimettere in piedi il “rottame” con il revamping.

La normativa europea prevede accertamenti, indagini, fissa valori limite per le emissione,obblighi documentali, condizioni di operatività dell’impianto, analisi periodiche, verifiche tecniche, ecc., che devono essere rispettate, anche per non violare il decreto legislativo n. 46/2014,che ha inasprito gli aspetti sanzionatori.

Questi ed altri fattori ci sono favorevoli e ci consentono di organizzare una ragionevole opposizione sul territorio.

La partita è aperta, la palla è nel campo e a giocarla sarà soprattutto la nostra Amministrazione comunale, in particolare il Sindaco Sanna, che su questa drammatica questione deve spendere la sua autonomia politica e un potere negoziale quasi illimitato. Ciò è vero, e per ragioni opposte,sia a livello locale, sia regionale.

La sua Giunta e la Maggioranza consigliare in campagna elettorale hanno sempre anteposto gli interessi economici la salute, come diritto superiore a qualunque altro. E’ difficile immaginare su questo tema, davanti ai cittadini, una posizione diversa della minoranza in Consiglio comunale, specialmente se venisse chiamata ad un voto.

A tutela dei cittadini che rappresenta, il Sindaco lavori intensamente per far uscire Colleferro dall’autoisolamento e recuperi la solidarietà degli altri Sindaci della valle del Sacco. L’Amministrazione comunale assuma una posizione pubblica condivisa e strategica in materia di gestione dei rifiuti (discarica, inceneritori, TMB, raccolta differenziata, ecc.). Esprima contrarietà, avanzi richieste, deliberi, mail Sindaco coinvolga l’intera città, i suoi rappresentanti, le diverse anime ambientaliste; condivida, anche con i Comitati di quartiere, ma non solo, la “rotta”, l’indirizzo da seguire,nel quale tutti possiamo riconoscersi e ci renda partecipi delle azioni che intende portare avanti.E’ sicuramente questo il momento di costituire l’Osservatorio, un Tavolo tecnico, un organismo che nella sua composizione consenta alla città di partecipare agli obiettivi e di collaborare.

Battaglia legale, tecnica ma anche una battaglia in punta di diritto. Il Sindaco– qualunque primo cittadino – “è titolare di un generale potere di vigilanza sulle industrie insalubri e pericolose che può anche concretarsi nella prescrizione di accorgimenti relativi allo svolgimento dell’attività, volti a prevenire, a tutela dell’igiene e della salute pubblica, situazioni di inquinamento“.

Avvalendosi degli strumenti normativi a sua disposizione un sindaco “contrario” alle scelte regionali sul proprio territorio può mettere in atto una strategia politica in grado di frenare qualunque progetto di revamping, insostenibile per la valle del Sacco, dal punto di vista sanitario e ambientale

Per questo il Sindaco Sanna, sostenuto apertamente dall’intera Amministrazione comunale e dai suoi concittadini, assuma una posizione politica intransigente sul rispetto del diritto alla salute”.

 

4 giugno 2016 1

Impianto di compostaggio. Oggi il comitato No rifiuti incontra le associazioni per valutare azioni sinergiche

Di redazione

Oggi pomeriggio, sabato 4 giugno, alle ore 16.00 presso la sala consiliare del comune di Piedimonte San Germano, il neo costituito comitato “No Rifiuti ” si presenterà a tutte le associazioni del territorio. Il gruppo, nato per opporsi al progetto di realizzazione di un impianto di compostaggio in zona Ruscito, è nato da pochissimi giorni e sta programmando numerose iniziative di protesta. I tempi sono molto stretti ed ora c’è forte necessità di unire le forze e quindi cercare sinergia con altre associazioni del territorio. Sono invitate a partecipare tutte le associazioni che intendano offrire un’idea e sostegno, o anche solamente informarsi del problema. Il progetto, presentato da una società del settore, prevede la realizzazione di un impianto di compostaggio, cioè la produzione di ammendanti da rifiuti umidi, della portata di 40.000 tonnellate annue e, ad oggi, ha incassato il parere favorevole di Tar, Consiglio di Stato e Regione Lazio. Il comitato è in piena mobilitazione e nelle prossime ore verranno rese note le prime iniziative in programma per dire “No” all’impianto. N.C.

22 giugno 2010 0

Acqua non potabile in 18 comuni, insorge il comitato

Di redazione

“Il Coordinamento Provinciale per l’Acqua Pubblica esprime indignazione e protesta avverso il comportamento di ACEA ATO 5 S.p.A. che ha comunicato, con notevole ritardo, la non potabilità dell’acqua per 18 comuni dell’ambito ivi compresa la Città di Frosinone. Il silenzio del Sindaco del capoluogo e degli altri sindaci interessati che non hanno emesso alcun ordinanza di divieto dell’uso potabile dell’acqua e l’assenza di un comunicato dell’ARPA e del Comparto dell’Igiene Pubblica della ASL hanno contribuito a creare un clima di forte preoccupazione tra la popolazione. Piove governo ladro!!!! Piove da ottobre del 2009. Perché in questo periodo non si sono verificati fatti simili? C’è il sospetto che la non potabilità dell’acqua sia dovuta a motivazioni più serie. Questa mattina tra i cittadini di Sora e Isola del Liri correva voce insistente di infiltrazioni di acqua reflue nelle condotte idriche. E’ vero? I cittadini hanno diritto di avere garanzie dalle Autorità preposte alla tutela della salute. Non si può e non deve ripetere ciò che recentemente è avvenuto a Ceccano. Infatti la popolazione di quel comune fu avvertita della presenza di “arsenico” con 20 gg. di ritardo. Dai rubinetti non esce acqua torbida. Perché? Diversi utenti ci hanno segnalato odori strani all’aprire dei rubinetti. Aspettiamo con urgenza i comunicati ufficiali degli organi competenti che ci deve garantire che tutte le attività produttive e trasformazione dei prodotti ad uso alimentare e che tutte le attività di ristorazione, bar e quanto altro non hanno usato e non usano l’acqua inquinata. E’ notevole il danno prodotto presso le attività quali bar, panifici, pastifici in cui i cittadini hanno in un primo momento acquistato i prodotti e poi sospettato oppure non hanno consumato ad esempio un caffè “per paura” di bersi qualcos’altro. Siamo certi che quello che apparirà, nelle prossime ore e nei prossimi giorni, sulle nostre tavole sia sano e salutare? Come si vede occorrono conferme ed azioni di vigilanza dell’autorità competenti oltre un semplice comunicato del gestore privato”. Fulvio Pica Coordinamento Provinciale Acqua pubblica