Tag: confiscati

2 marzo 2018 0

Camorra, tesoro da 22 milioni di euro confiscati all’imprenditore Zangrillo

Di admin
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FORMIA – “La Direzione Investigativa Antimafia di Roma, in esecuzione di un provvedimento emesso dal Tribunale penale di Latina – Sezione Misure di Prevenzione – su proposta del Direttore della D.I.A., ha confiscato a Formia (LT) ed in altre località delle province di Latina, a Frosinone, a Napoli e ad Isernia, il patrimonio dell’imprenditore Vincenzo Zangrillo ritenuto vicino al clan dei casalesi”.

Lo si legge in una nota stampa della Dia di Roma.

“Con un passato di fabbro-carrozziere, nel corso degli anni Zagrillo ha fatto registrare un’improvvisa e quanto mai ingiustificata espansione economica, affermandosi come imprenditore in svariati settori commerciali, divenendo titolare, direttamente e/o indirettamente, di numerose società operanti nei settori del trasporto merci su strada, del commercio all’ingrosso, dello smaltimento di rifiuti, della locazione immobiliare e del commercio di autovetture. Le investigazioni della D.I.A. hanno permesso di dimostrare il nesso tra l’espansione del suo patrimonio individuale e imprenditoriale (a fronte di redditi dichiarati al fisco nettamente inferiori alle reali capacità economiche) e le attività illecite da lui commesse nel corso degli anni, tra cui spiccano il traffico internazionale di sostanze stupefacenti e di rifiuti illeciti, nonché l’associazione a delinquere, il riciclaggio e il traffico internazionale di autoveicoli, reati per i quali risulta anche essere stato arrestato. Tra i beni oggetto dell’odierna confisca, nella disponibilità dello Zangrillo e del suo nucleo familiare, vi sono circa 200 mezzi (autoarticolati, autovetture, motocicli, furgoni), 150 immobili (abitazioni, uffici, opifici e magazzini), 21 ettari di terreni ubicati nelle province di Latina e Frosinone, 6 società, 21 conti correnti e rapporti bancari di varia natura, per un valore complessivo di oltre 22 milioni di euro”.

26 gennaio 2018 0

Usurai dell’alto Lazio, confiscati beni per 100 milioni

Di admin

LAZIO – Il Centro Operativo D.I.A. di Roma e i Carabinieri della Compagnia di Civitavecchia hanno eseguito dei provvedimenti diconfisca, disposti dalla Sezione Misure di Prevenzione del Tribunale di Roma, nei confronti di MASSARIA Patrizio (cl. 53),D’ALPINO Giuseppe (cl. 45), RISSO Carlo (cl. 65), LOMBARDI Angelo (cl. 61), NASEDDU Francesco (cl. 66), residenti a Ladispoli (RM), ritenuti i responsabili, a vario titolo, di una consorteria criminale, che nel tempo ha consentito loro di accumulare illecitamente un ingente patrimonio, frutto principalmente di un articolato sistema di usura ai danni di cittadini e imprenditori locali in crisi economica, molti dei quali anche con il vizio del gioco d’azzardo.

La D.I.A. di Roma, attraverso complessi approfondimenti investigativi, ha ricostruito le dinamiche del sodalizio che, costituito da un nutrito numero di soggetti di origine campana radicatasi da tempo a Ladispoli (RM), era riuscito a trasferire in quel territorio il modus operandi della “camorra” napoletana per la diffusione e la gestione di traffici illeciti, come testimoniato, tra l’altro, anche in diverse sentenze emesse a loro carico.

Il Tribunale di Roma ha quindi confermato in pieno, con le odierne pronunce, l’impianto accusatorio sostenuto dalla D.I.A., disponendo non solo la confisca del patrimonio delle persone coinvolte, ma anche la misura di prevenzione della sorveglianza speciale di P.S. con obbligo di soggiorno, a carico di quattro di loro.

Il patrimonio confiscato, il cui valore ammonta ad oltre 100 milioni di euro, consiste in:

–     49 immobili di pregio, riguardanti anche ville con piscina, appartamenti di lusso ed appartamenti, tutti ubicati nei territori dei comuni di Ladispoli e Civitavecchia;

–     8 veicoli;

–     23 rapporti bancari e finanziari;

–     5 società e relative quote aziendali.

10 maggio 2017 0

Beni confiscati alla malavita nel Frusinate, il Prefetto: “Immobili di difficile genstione

Di admin

Frosinone – “I beni immobili singolarmente confiscati, nella maggior parte dei casi, presentano gravi criticità. Esse consistono principalmente in ipoteche accese con banche, di confische di quote di immobili, difficili da gestire, anche per la concomitante presenza di procedure fallimentari che ne rendono impossibile la consegna ai Comuni. Esistono, inoltre, immobili non accatastati ed altri illecitamente occupati”.

Lo ha detto il prefetto di Frosinone Emilia Zarrilli in una nota riferendosi ai beni confiscati alla malavita, ubicati nei comuni della provincia di Frosinone. Ieri mattina il commissario di Governo, su questa vicenda, ha riunito intorno allo stesso tavolo i sindaci dei comuni di Arce, Ferentino, Guarcino, Pontecorvo, Sant’Elia Fiumerapido, nonché il Commissario Prefettizio del Comune di Fiuggi e i membri del Nucleo di Supporto Beni Confiscati per fare il punto sulla situazione di tali strutture e affrontare e risolvere le problematiche che ne impediscono l’utilizzo.

“Il superamento di tali criticità – ha detto anche il Prefetto – passa attraverso il forte e costante impegno delle Istituzioni dello Stato, degli Enti Locali, della Società Civile e il mondo dell’ Associazionismo, in uno sforzo congiunto e sinergico, che renda possibile la piena fruibilità dei beni confiscati, affinché vengano inseriti in percorsi progettuali di pratico riutilizzo e conversione per fini sociali. Oggi, grazie ad un apprezzabile e significativa forma di aggressione ai patrimoni delle mafie, non solo si riaffermano i fondamentali valori di legalità e civile convivenza ma si infliggono duri colpi alle organizzazioni criminali”.

Ermanno Amedei

2 marzo 2017 0

Alatri- Estorsione ed usura, provvedimento di confisca di tre immobili nei confronti di tre persone

Di redazione

Ieri, il personale del N.O.R.M – Aliquota Operativa – della Compagnia di Alatri, ha eseguito un provvedimento di confisca di tre immobili siti nel comune di Fiuggi  nei confronti  di  un 37 enne, una 32 enne ed un 39 enne tutti del luogo.

La vicenda è l’epilogo finale di una complessa attività  info-investigativa che gli uomini dell’Arma intrapresero nel 2015 a carico dei predetti poiché ritenuti responsabili in concorso tra loro,  dei reati di “estorsione ed usura”. La vicenda pone ancora una volta alla ribalta l’infido reato dell’usura che i Carabinieri di Alatri stanno contrastando con ottimi risultati e che recentemente hanno anche consentito l’arresto di un uomo.