Tag: diventare

24 novembre 2017 0

Diventare insegnante oggi: FIT, dubbi, perplessità, fase transitoria e alternative

Di redazione
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

Redazionale – È in costante crescita il numero di persone che decide di avviarsi alla carriera di docente, motivate dalla passione per un mestiere affascinante quanto anche estremamente complesso che riesce a dare molte soddisfazioni tra non poche difficoltà per ottenere la stabilizzazione e l’affermazione professionale. Eppure i dati parlano chiaro e le graduatorie italiane sono affollate da tantissimi aspiranti docenti che sognano di sedersi in cattedra. Il percorso per diventare insegnante è stato scandito negli anni da molte novità passando per tappe particolari di formazione, di abilitazioni, punteggi e crediti. Dal 31 maggio 2017 è entrata in vigore una nuova legge per regolare che la materia. I timori e i dubbi rispetto ad un cambiamento sono inevitabili.  Dal 2018  il Decreto legislativo 59/17 dedicato alla formazione iniziale e al reclutamento dei docenti valido per la scuola secondaria di primo e secondo grado, introduce una rivoluzione importante.  Chi intende diventare insegnante dovrà passare per il FIT, acronimo di formazione iniziale e tirocinio che sostituisce l’abilitazione con il TFA.

La novità riguarda il reclutamento di personale docente per la scuola secondaria di primo e secondo grado mentre per la scuola primaria e dell’infanzia restano in vigore le precedenti regole, ovvero concorsi triennali a cui si accede con il possesso dell’abilitazione (laurea in scienze della formazione primaria o diploma magistrale conseguito entro il 2001/2002). Il primo scoglio da superare per i candidati sarà quello di un concorso e, già quando si parla di selezione inevitabilmente, si comincia ad avere timore di vedere sfumato il proprio sogno. Una formazione, dunque, a numero chiuso programmato a livello regionale sulla base delle disponibilità di posti nel 3° e 4° anno scolastico successivi. Ogni candidato potrà concorrere in una sola regione sia per posti comuni che per sostegno. Seguirà nel vivo il FIT, percorso triennale di formazione iniziale, tirocinio e inserimento nella funzione docente con frequenza obbligatoria. Superata anche questa fase ci sarà l’assunzione a tempo indeterminato. Per accedere al concorso per il FIT sono richiesti determinati requisiti. Rispettivamente:

laurea magistrale o a ciclo unico oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso. 24 crediti formativi universitari o accademici (CFU/CFA) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Per diventare invece insegnanti tecnico-pratici è necessario avere una laurea oppure diploma dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica di primo livello, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso e i 24 CFU/CFA. Tre le prove di esame, due scritte e una orale. Per chi invece intenda diventare insegnante di sostegno, categoria tra le più richieste in tutto il territorio nazionale, sarà necessario svolgere una prova scritta aggiuntiva e tratta la pedagogia speciale, la didattica per l’inclusione scolastica e le opportune metodologie, trattandosi di insegnamento a studenti con bisogni speciali.

A questo punto cresce l’attesa per primo concorso che sarà bandito, con ogni probabilità, nel 2018 inoltrato. Per la fase transitoria saranno attivati dei concorsi per i docenti già abilitati e per non abilitati che, alla data dei bandi di concorso, abbiano maturato 3 anni di servizio negli ultimi 8.

Conseguire l’abilitazione è possibile, però, accendendo ad un iter europeo differente, riconosciuto in Italia, al quale si avvicinano moltissimi aspiranti docenti. L’abilitazione ottenuta ha validità in tutti i Paesi dell’Unione Europea, e quindi anche in Italia in applicazione della direttiva 2005/36/CE, con il decreto legislativo n. 206 del 6 novembre 2007. Le modalità di cui parliamo sono illustrate al sito http://www.abilitazioninsegnamento.it. Infatti, vogliamo parlarvi anche di questa alternativa che, dai dati nazionali, sembra riscuotere adesione considerevole. Vediamo come funziona: per chi intenda seguire questo percorso per ottenere il titolo di abilitazione viene attivato un sistema di tutoraggio che va dalla guida dei candidati al conseguimento del titolo in Romania ed al riconoscimento del titolo in Italia. Dopo l’iscrizione presso un’universitaria rumena si passa al percorso formativo. Dopo aver conseguito il titolo ci si rivolge al Ministero dell’istruzione rumeno per l’attestazione dell’abilitazione all’insegnamento. Al rientro in Italia si fa il riconoscimento titoli conseguiti all’estero, poichè il titolo può essere riconosciuto solo dopo un’attenta analisi e valutazione comparata da parte del MIUR – Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e l’Autonomia Scolastica ( si veda link ).

Fra l’altro, da quest’anno, è possibile conseguire l’abilitazione al sostegno in romania anche per coloro i quali hanno il diploma magistrale conseguito entro l’anno scolastico 2001/2002.

Per chi decida di intraprendere questa strada per conseguire l’abilitazione vi sono ovviamente delle scadenze per iscriversi, le prossime sono: Abilitazione insegnamento in Romania: corso in partenza a febbraio, iscrizioni entro il  22 Dicembre 2017. Abilitazione per il Sostegno in Romania: corsi in partenza a Marzo 2018, chiusura iscrizioni entro gennaio 2018.

Le informazioni si possono richiedere mediante il form dei contatti sul sito web: Form contatti

 

7 maggio 2017 0

Piedimonte al voto. Ferdinandi e Avella: “Abbiamo carte in regola per diventare smart city”

Di redazionecassino1

Piedimonte San Germano – Nona tappa per il “Tour della Proposta” del candidato a primo cittadino di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi. Il gruppo capeggiato dal trentacinquenne avvocato incontrerà i cittadini fino al 9 di maggio prossimo per presentare progetti, idee e proposte del movimento civico Piedimonte#ORA. Sabato 6 maggio, alle ore 18.30, il tour ha fatto tappa in via Napoli. Ad accompagnare l’aspirante Sindaco Gioacchino Ferdinandi vi era una dei dodici sostenitori della sua candidatura, Veronica Avella. E’ stata proprio quest’ultima ad introdurre l’argomento – alla presenza dei componenti il Comitato di quartiere nato spontaneamente a sostegno del movimento civico in via Napoli – e a presentare il progetto Piedimonte #ORAsicura. “Saremo in grado di prenderci le nostre responsabilità una volta in Comune – ha rassicurato Veronica Avella – e lo faremo con lo spirito giusto ma soprattutto stando attenti alle esigenze e alle problematiche dei nostri concittadini. Siamo una squadra di alto profilo, composta da persone serie, oneste e libere da vincoli. Sono felice e convinta sempre di più che il sostegno che questo gruppo sta dando giorno dopo giorno a Gioacchino Ferdinandi sarà fondamentale per portare il nostro progetto politico al governo di Piedimonte. Tante sono le cose che abbiamo in testa e che vogliamo realizzare – ha continuato Avella – e che interessano il progetto Piedimonte#ORAsicura. Come, ad esempio, la riqualificazione dell’illuminazione stradale esistente tramite soluzioni di ultima generazione a led, che porterà benefici alle casse comunali perché farà ridurre drasticamente sia i costi dei consumi energetici che quelli della manutenzione; l’ampliamento della rete di videosorveglianza sulle strade principali e nelle zone più sensibili della città, per scongiurare fenomeni delinquenziali e, argomento che sta particolarmente a cuore ai cittadini, lavoreremo per migliorare la sicurezza stradale in punti nevralgici di Piedimonte, innanzitutto sensibilizzando l’opinione pubblica con campagne di comunicazione mirate e coinvolgendo le Istituzioni scolastiche e il mondo del Volontariato”. A Veronica Avella ha fatto eco il candidato Sindaco Gioacchino Ferdinandi. “Dopo la campagna di ascolto fra la gente – ha spiegato Ferdinandi – ho percepito che i cittadini iniziano a fidarsi di noi e del nostro progetto di governo, che poggia le sue fondamenta sugli interessi di Piedimonte e della sua gente. Noi dimostreremo che abbiamo il coraggio di prendere decisioni forti e fare delle scelte chiare, concrete e tangibili. E’ per questo motivo che trovo decisamente assurdo che a due passi dal centro cittadino esistano ancora oggi vie non asfaltate o che vi siano carenze sull’illuminazione pubblica o semplicemente che vi siano strade pericolose, magari proprio davanti gli istituti scolastici. La nostra idea è trasformare Piedimonte in una “smart city”, una città intelligente, pianificata, ottimizzata nell’urbanistica e con servizi pubblici innovativi e all’avanguardia. Una città di ultima generazione, magari cominciando ad installare tabelloni elettronici informativi, per finire con l’informatizzazione della pubblica amministrazione, tutto per rafforzare e rendere più semplice il rapporto con i cittadini. Una volta in Comune sarà nostro primo obiettivo pianificare un piano di interventi mirato a manutenzioni ordinarie e straordinarie. Scioglieremo tutti i nodi critici – ha concluso Ferdinandi – per far ripartire tutti quei lavori di riqualificazione e miglioramento della viabilità del nostro Paese. Piedimonte deve diventare un paese virtuoso, sicuro e moderno. Noi ci stiamo mettendo la faccia e sono convinto che riusciremo a cambiare volto ad una città che per troppo tempo è vissuta nell’ombra”.

1 dicembre 2016 0

Pronto per diventare imprenditore? Ecco 5 buoni consigli

Di admin

Ti stai chiedendo se hai la stoffa per diventare padrone di te stesso e per crearti una posizione di rilievo nel mercato che più ti interessa? In quest’articolo ti daremo 5 validi consigli per diventare imprenditore, ispirandoci direttamente alle scelte dei grandi nomi italiani. Se ti sentirai pronto per accogliere e mettere in pratica le nostre parole, allora, con molta probabilità, lo sarai anche per farti strada nel mondo del business e per gettare le basi di un fortunato futuro.

1) Studia. Lo spirito di sacrificio e la buona volontà non sono più sufficienti per ottenere dei risultati. Per farsi largo in un mondo sempre più spietato e ricco di competitors, occorre avere anche un’ottima preparazione. Non a caso John Elkann, presidente della FCA Italy, e Marco Tronchetti Provera, amministratore delegato di Pirelli, hanno dedicato una buona parte del loro percorso agli studi e agli stage all’estero. In particolare, Marco Tronchetti Provera, dopo essersi laureato all’Università Bocconi di Milano, ha lavorato a Londra per una società di trasporti e logistica. Un’esperienza che gli fu tesoro per aprire, una volta tornato in Italia, la sua prima società: la Sogemar. Essere molto preparato su tutto quello che riguarda il tuo specifico settore di mercato, sia dal punto di vista tecnico, che burocratico e legale, ti permetterà di acquistare autorevolezza agli occhi dei dipendenti e dei partner commerciali, di fare scelte importanti in tempi minori e di fare una migliore selezione dei tuoi collaboratori.

2) Rimani concentrato. La quotidianità per un imprenditore è fatta di grandi successi, ma anche di grandi difficoltà. Gli attacchi da parte delle altre aziende o i problemi interni alla tua stessa società (ad esempio relativi all’incasso del fatturato, alla gestione del personale o agli intoppi della burocrazia), potrebbero demoralizzarti e farti perdere di vista gli obbiettivi primari. In questo caso, rimani concentrato e affronta ogni circostanza con grinta e caparbietà. Un buon consiglio per chi è all’inizio è quello di abituarsi a definire in modo chiaro e improrogabile un obbiettivo quotidiano, un obbiettivo settimanale e uno, o più, mensili. Cercare di rispettare questo elenco di priorità senza troppe trasgressioni sarà un primo e importante segno di maturità imprenditoriale.

3) Prendi decisioni in fretta. Abituati il prima possibile a prendere decisioni in fretta e senza avere addosso la paura d’aver fatto la scelta sbagliata. Soprattutto quando la posta in gioco diventa alta, ansia e preoccupazioni potrebbero schiacciare una persona che si lascia facilmente prendere dallo stress e dallo sconforto. Il vero imprenditore prende, invece, ogni treno che passa e firma accordi importanti senza remore. In questo caso il segreto è avere una grande fiducia in sé stessi, una caratteristica quasi sempre innata ma che è possibile anche allenare frequentando gli appositi corsi organizzati in tutte le grandi città e specifici per migliorare non solo il proprio atteggiamento mentale, ma anche la postura, il tono della voce e la gestualità. Questi due ultimi aspetti sono quelli che, sommati alla competenza della persona, permettono al grande imprenditore di acquisire autorevolezza agli occhi di chi gli sta di fronte e di chiudere con successo gli accordi commerciali.

4) Alzati presto al mattino. Un articolo apparso non molto tempo fa su Corriere.it ci svela uno dei segreti alla base del successo. Pare che i top manager italiani (come Sergio Marchionne di FCA, Vittorio Colao di Vodafone e lo stilista Cuccinelli), ma anche i più grandi nomi internazionali (come Mary Barra di General Motors, Tim Cook di Apple e Bill Gates di Microsoft) si alzino molto preso al mattino; mediamente verso le 5. Questo permette loro non solo di avere più tempo per pensare e organizzare la propria giornata, ma anche per effettuare chiamate di lavoro nelle nazioni con diverso fuso orario. Ma cosa fanno queste persone durante le prime ore del mattino? Rispondono alle email, leggono i giornali, organizzano i loro pensieri e accompagnano i figli a scuola. Molti si dedicano allo sport, facendo quasi 60 minuti di palestra in compagnia, spesso, di un personal trainer.

5) Prenditi cura di te stesso. Il lavoro è tutto? Quasi. Effettuare attività sportiva o coltivare un hobby rientra fra i comportamenti tipici delle persone che hanno successo. Tuttavia non si tratta mai di un vero e proprio svago, ma di una tecnica ben studiata per schiarire la mente e renderla più aperta nei confronti delle novità e delle opportunità lavorative. Per questo motivo, non dimenticare mai di ritagliare un po’ di tempo per te stesso, badando bene anche all’alimentazione quotidiana e a non fare uso eccessivo di sostanze che potrebbero alterare le tue capacità e capacità (come gli alcolici e il caffè). Se l’attività fisica proprio non fa per te, cerca di eliminare lo stress frequentando un corso di meditazione o facendo 40-50 minuti di qualsiasi altra attività che ritieni essere per te rilassante. Buona fortuna!