Tag: giuseppe

31 agosto 2018 0

Dopo il crollo del tetto a San Giuseppe dei Falegnami, ora i vigili del fuoco recuperano le opere d’arte

Di redazionecassino1
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ROMA – Dopo il crollo di ieri del tetto della chiesa di San Giuseppe dei Falegnami oggi sono proseguite le attività dei Vigili del Fuoco per recuperare e mettere al sicuro le opere le numerose opere d’arte prsenti.

Nella mattinata è continuata l’opera dei VVF  di Roma che hanno recuperato beni artistici ( quadri,tele,arredamenti sacri, candelabri ). Il lavoro prosegue con la rimozione delle parti pericolanti; posa in opera di materiale idoneo alla copertura delle pareti e degli affreschi; opere provvisionali di consolidamento ove necessario;  seguiranno aggiornamenti se il caso lo richiede.

 

30 agosto 2018 0

Crolla il tetto della chiesa S. Giuseppe dei Falegnami in Clivo Argentario

Di redazionecassino1

ROMA– – Verso le 14,55. C’è stato il cedimento del tetto o parte di esso della chiesa S. Giuseppe dei Falegnami in Clivo Argentario. I Carabinieri del Comando Piazza Venezia sul posto che hanno chiamato i Vigili del Fuoco. Al momento non si hanno notizie circa l’eventuale presenza di feriti. Preventivamente é stato interessato anche il 118. Nessun ferito. Volta quasi completamente crollata. Nessun ferito, per fortuna, il parroco ha riferito ai Carabinieri intervenuti che la chiesa era chiusa.Sabato erano in programma alcuni matrimoni.

 

21 gennaio 2018 0

Un cassinate nel Sahara, continua l’impresa di Giuseppe in un territorio aspro ma tra gente ospitale

Di admin

CASSINO – L’avventura di Giuseppe D’Alessandro continua. Al cassinate non è bastato raggiungere in bicicletta, partendo dall’Inghilterra, il deserto del Sahara, ma lo sta anche percorrendo. E’ partito dal sud dell’Inghilterra a ottobre in sella ad una citybike di quelle pieghevoli ed è arrivato in Marocco attraversando Francia, Spagna e Portogallo. Prima di avventurarsi su una pista sabbiosa del deserto, però, ha cambiato bicicletta passando ad una più adatta mountain bike.

“Il mio obbiettivo era raggiungere il Sahara – ci dichiara l’avventuriero rispondendo a messaggi whatsapp – Ora voglio proseguire nel deserto”. Non ha una meta precisa, prudentemente vuol evitare le aree pericolose. “Da Zagora posso andare a sud verso il Sahara Occidentale ma lì mi complico la vita forse perché è un territorio conteso tra Algeria e Marocco. Deciderò strada facendo”.

Continua a dormire nella sua tenda da campeggio dato che anche le temperature sono tutt’altro che proibitive. In questo periodo non superano i 25 gradi di giorno e non scendono sotto lo zero di notte ma il deserto lo immaginiamo come terra poco ospitale e piena di pericoli. “Qui è bellissimo, a me piace molto. In questo periodo, poi non ci sono neanche gli scorpioni che hanno bisogno di temperature molto più elevate. Il problema potrebbe essere il cellulare, i ripetitori sono lontani. Devo risparmiare il più possibile batterie perché seguo piste di sabbia e se il vento le copre ho bisogno di del gps per orientarmi. La gente è molto ospitale. Ieri sera mi sono fermato in un villaggio, ho chiesto dove comprare da mangiare e mi hanno invitato a cena. Ho mangiato carne, lenticchie patate e carote bevendo The”. Leccornie considerando che Giuseppe, viaggiando in Europa, ha mangiato solamente panini con affettati. Quando tornerà? “Non so, forse tra un mese. Credo che alla fine scenderò a Dakhla e faccio finire il tour”.

Comunque vada, quella di Giuseppe è un’avventura da fare invidia, almeno in quelli che amano viaggiare scoprendo il vero delle terre che attraversano e non le comodità degli alberghi.

Ermanno Amedei

 

17 gennaio 2018 0

Un Cassinate in bicicletta nel deserto del Sahara, Giuseppe ha realizzato il suo sogno (FOTO e VIDEO)

Di admin

CASSINO – E’ arrivato nel deserto del Sahara e sta pedalando in mezzo alle dune. Giuseppe D’Alessandro, 33 enne di Cassino, originario della frazione di Sant’Angelo in Theodice ce l’ha fatta; ha coronato il suo pazzo sogno di libertà. Ha raggiunto il deserto del Sahara ma ha anche gettato il sasso più avanti: vuole percorrerne un tratto.

E’ partito da metà ottobre dall’Inghilterra in sella ad una city bike e migliaia di chilometri dopo migliaia di chilometri, attraversando prima la parte della stessa Inghilterra, poi la Francia, la Spagna, approdando in Portogallo “pedalandolo” tutto sulla costa oceanica fino a tornare nuovamente in Spagna per poi imbarcarsi e approdare in Marocco.

Leggi articolo precedente

Giuseppe  ormai non conta più i chilometri percorsi; conta solamente le emozioni che gli lascia il suo viaggio e la gente che incontra. In Portogallo ha dovuto confrontarsi, munito della sola tenda da campeggio, con temporali violentissimi e freddo intenso ma è riuscito a superare anche i momenti più difficili con un innato senso dell’adattamento alle esigenze che gli si presentavano. Poi è arrivato in Marocco e ha trovato alcuni italiani e conterranei suoi cari amici ma anche uno stato influenzale che lo ha debilitato per diversi giorni. Ha anche maturato la consapevolezza che la piccola city bike non era adatta al suo progetto di incamminarsi per il deserto del Sahara. Una bici troppo caratteristica con pezzi di ricambio difficili da trovare. Ha quindi dovuto abbandonare la sua “compagna” di viaggio per una più commerciale Mountain bike. Adesso è a Merzouga, ai confini con l’Algeria. Cammelli e sabbia caratterizzano il territorio che attraversa. “Le escursioni termiche sono forti – dice in un messaggio – si passa dai 21 gradi del giorno a pochi gradi sopra lo zero di sera”. Condizioni che non sono certo un problema considerando quello che ha già passato il “santangelese” di ferro.

“Per una decina di giorni ho pedalato insieme ad un tedesco, siamo diventati grandi amici ma poi abbiamo seguito strade diverse. Io voglio andare nel deserto. Proseguirò fino a Zagora, poi la strada finisce e lì vorrei incamminarmi per una pista nel deserto ma devo calcolare i rischi e il necessario delle cose da portarmi”. Una cosa che certamente non gli mancherà è l’entusiasmo. “Sto vivendo un’esperienza incredibile – continua a ripetere – vorrei che non finisse mai. Il Marocco è una terra stupenda e la gente lo è ancora di più”. A Sant’Angelo in Theodice, si è creato un gruppo di sostenitori, quasi fans che lo seguono sui social e gli assicurano assistenza non solo morale. Insomma, in viaggio senza meta di Giuseppe è di quelli che lascia il segno, non solo in lui, ma anche nei tanti che vorrebbero farlo ma a cui manca quel pizzico di follia per staccarsi da per terra e volare.

Ermanno Amedei

27 settembre 2017 0

Sora: Il colonnello Giuseppe Tuccio saluta le autorità locali

Di redazione

Nella mattinata odierna, il Colonnello Giuseppe Tuccio, Comandante Provinciale Carabinieri di Frosinone, ha salutato una larga rappresentanza dei militari della Compagnia di Sora, in vista del suo prossimo trasferimento per altro prestigioso incarico.

Nella circostanza, l’Ufficiale è stato ricevuto dal Comandante della Compagnia ed ha incontrato tutti i Comandanti delle Stazioni e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, nonché una folta rappresentanza dei militari di truppa.

Il Colonnello Tuccio ha ringraziato tutti i Carabinieri, con l’usuale vicinanza e ed umanità che hanno contraddistinto il suo comando in questa terra, per la costante collaborazione fornita nei tre anni trascorsi alla guida del Comando Provinciale, soffermandosi sulle svariate indagini svolte a seguito dei delitti di maggiore gravità perpetrati nella giurisdizione di quel Comando e per la diuturna attività di prevenzione svolta ad ogni livello, con non comune spirito di sacrificio e senso di responsabilità, riscuotendo il plauso della popolazione.

Dopo aver lasciato il Comando di via Barea, il Colonnello ha voluto porgere i propri saluti a S. E. Mons. Gerardo Antonazzo, Vescovo della Diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo, ricevendo un caloroso saluto dall’Alto Prelato e l’augurio di sempre nuove soddisfazioni.

Medesima accoglienza è stata riservata al Colonnello da parte dell’Amministrazione Comunale sorana, nella persona del Sindaco dott. Arch. Roberto De Donatis, che ha colto l’occasione e la solennità del momento per ringraziare l’Arma dell’impegno profuso dalle sue donne e uomini nell’espletamento del servizio a favore di tutti i cittadini. Infine, il Comandante Provinciale si è recato presso lo Stabilimento Militare Propellenti di Fontana Liri, dove ha salutato il Direttore Ten. Col. Ing. Giuseppe Pettorossi.

 

27 settembre 2017 0

Il Colonnello Giuseppe Tuccio saluta il personale della Compagnia Carabinieri di Anagni

Di redazionecassino1

Anangni – Nella mattinata di ieri 25 settembre 2017, il Comandante Provinciale, Colonnello Giuseppe TUCCIO, ha salutato il personale della Compagnia Carabinieri di Anagni in vista del suo prossimo trasferimento per la città di Firenze, ove assumerà altro prestigioso incarico.

Nella circostanza, l’Ufficiale, ricevuto dal Capitano Camillo Giovanni MEO, ha incontrato tutti i Comandanti delle Stazioni e del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia, nonché una folta rappresentanza dei militari dipendenti dalla Compagnia.

Il Colonnello TUCCIO ha colto l’occasione per ringraziare tutti i militari per la preziosa collaborazione fornita nei tre intensi anni trascorsi alla guida del Comando Provinciale Carabinieri di Frosinone, durante i quali ha avuto modo di apprezzare sia le indubbie qualità etiche e morali dei cittadini ciociari sia la costante abnegazione di tutto il personale dell’Arma in servizio nella provincia che ha permesso di raggiungere rilevanti e prestigiosissimi risultati operativi tra i quali il Colonnello TUCCIO ha ricordato l’operazione denominata “PIRATI” con l’arresto di 15 persone di nazionalità romena dedite a rapine in abitazioni e furti, l’operazione “PESCESCARPA” con l’arresto di nr. 6 persone e il deferimento di altre 7 tutti provenienti dall’hinterland napoletano per rapina aggravata e sequestro di persona, gli arresti di 3 pregiudicati che avevano tentato una rapina nell’ufficio postale di Serrone, l’operazione “LE IENE” con 7 arresti di cittadini di etnia rom che avevano commesso una violenza sessuale di gruppo e sequestro in danno di una giovane ragazza e infine l’operazione “DR5 REGIBUS” che ha portato a disarticolare lo scorso luglio una banda di rapinatori, tutti residenti in Anagni che avevano rapinato il 2 luglio u.s. l’ufficio postale di Acuto, impossessandosi di euro 104.000 in contanti e che avevano programmato per il 1° agosto scorso un’altra rapina da effettuare all’ufficio postale di Anagni o Piglio.

Al termine dell’incontro il Capitano Meo, a nome di tutto il personale della Compagnia di Anagni, ha ringraziato il Colonnello Giuseppe TUCCIO per il costante prezioso sostegno dimostrato durante il periodo trascorso in Ciociaria, nel quale si è sempre distinto per sensibilità e vicinanza al personale, coordinando esemplarmente e dirigendo personalmente tutte le più importanti operazioni di servizio.

19 settembre 2016 0

Addio zio Peppuccio. Scomparso a Coreno nel 2011, il Gip archivia il caso di Giuseppe Ruggiero

Di admin

Coreno Ausonio – Archiviato il caso sulla scomparsa di Giuseppe Ruggiero e Zio Peppuccio è scomparso definitivamente. L’anziano scomparì nel nulla il 15 maggio del 2011 in circostanze misteriose. Ipotizzando la sua morte in un luogo di montagna impervio, forse cadendo in qualche crepaccio, noinostante le ricerche compiute da centinaia di persone, nulla di lui, a parte il suo ciclomotore venne mai trovato. Il figlio Antonio e tutti i suoi parenti sostenendo che l’anziano padre non fosse morto in quei luoghi e ipotizzando che qualcuno lo aveva portato da qualche parte, si era opposto alla richiesta di archiviazione avanzata dalla procura della Repubblica. Il questi giorni il gip di Cassino ha sciolto la riserva su quella richiesta di archiviazione accogliendola. Il caso, quindi, è chiuso ma l’amarezza per la famiglia è tanta e il figlio dello scomparso ha affidato lo sfogo ad una lettera aperta che riceviamo e pubblichiamo.

“Cari Amici, sono Tonino, il figlio di Giuseppe Ruggiero detto Zio Peppuccio e vi comunico che, mio padre scomparso una prima volta da Coreno Ausonio (FR) il 15 maggio 2011, e scomparso una seconda volta a cinque anni di distanza, ora (adesso) per l’indifferenza di tutti!

Con molto rammarico vi informo dell’archiviazione comunicatomi oggi dall’Avvocato Enrico Mastantuono del foro di Latina, (che ringrazio anche in nome della famiglia, per la sua vicinanza e completa dedizione verso la nostra “causa”) con la quale lo Stato Italiano attraverso i suoi rappresentanti, pone per sempre la parola fine sulla misteriosa vicenda di mio padre.

Il GIP ha scritto che non deve essere fatta alcuna investigazione suppletiva, data l’oggettiva impossibilità di giungere con adeguata certezza all’individuazione dell’autore del reato ecc. Ecc. .

In questo momento di grande frustrazione per noi, non ci sentiamo di aggiungere nulla a quello che ci è stato comunicato dal nostro Avvocato, sennonché stiamo valutando importantissime iniziative future, sia della famiglia che dell’Associazione Penelope, che a breve comunicheremo tramite una conferenza stampa.

L’amarezza per quest’ulteriore archiviazione, ha preso il sopravvento su ogni altro aspetto, in quanto, (nella camera di Consiglio tenutasi presso il Tribunale di Cassino il sette luglio scorso), chiedemmo una successiva attività investigativa, finalizzata quantomeno al ritrovamento dei poveri resti di mio padre.

La condizione in cui ci troviamo adesso, non certo consolatoria, fa presagire che il ritrovamento di mio padre possa avvenire soltanto per puro caso, domani come tra cent’anni, magari per una confessione in punto di morte di qualcuno: “MENO MALE CHE E’ SUCCESSO A “LORO”, E NON A NOI”!

Come mia madre, ha annunciato attraverso un video-appello nello scorso mese di maggio, la mia famiglia non cerca vendetta e, a questo punto, neanche giustizia. Se qualcuno adesso la desidera, deve solo sperare che quello che è successo a mio padre non capiti a nessun altro; la nostra famiglia – lasciata da sola di fronte a questo dramma – ha già dato!

Noi, gente mite, semplice e pacifica, volevamo soltanto una tomba su cui poter piangere mio padre; e come vedete, questo c’è stato negato. Ora, le sue misere ossa, potranno restare abbandonate per sempre sulla nuda terra, come quelle di un animale!

Siamo schifati di tutto quello che è successo in questi anni, e ribadisco che, questa non è una vergogna solo per noi: lo è per tutta la comunità di Coreno, l’intero territorio della valle dei Santi, la società civile, e l’Italia tutta; quella composta da galantuomini.

Finisco con una frase tratta dalla Lettera Aperta (in quella paginetta per chi volesse leggerla c’è scritto questo, ed altro) che il 09 maggio 2016 ho indirizzato a sette personaggi delle Istituzioni: dal Presidente della Repubblica Italiana a Papa Francesco, senza essere degnato tuttora di una qualsivoglia risposta – se non questa – comunicataci dal tribunale di Cassino:

…..Da rispettabile cittadino Italiano, ha sempre dato lustro alla Patria che tanto amava, ed ha pagato regolarmente le imposte (cosa che continua a fare tuttora) quindi, è stato gioco facile dimenticarlo. Questa persona cui è stato impedito di continuare a fare il nonno – è mio padre – e i requisiti come si vede li aveva tutti: per questo motivo, e all’insaputa dei più, sta bene nel posto in cui si trova”. 

Tonino Ruggiero – Rappresentante della famiglia e figlio dello scomparso, nonché vice Presidente di Penelope Lazio ONLUS, Associazione delle Famiglie e Amici delle Persone Scomparse.

Er. Amedei

 

 

26 marzo 2010 0

Per i suoi 100 anni, Giuseppe Minori, sindaco per un giorno

Di redazione

Il 21 marzo Giuseppe Minori ha tagliato la soglia dei 100 anni. Un traguardo importante, che il Comune di Serrone ha voluto festeggiare con una vera e propria festa di piazza. In piazza del Plebiscito tutto il paese si è stretto intorno al simpatico “nonno”, a cominciare dal sindaco Maurizio Proietto. Dopo la celebrazione della santa messa, a ribadire il forte senso di fede del centenario, che ha alternato momenti di commozione a momenti di allegria, il sindaco Proietto (con a fianco diversi membri della Giunta e del Consiglio) che ha ripercorso i momenti salienti della vita di Nonno Giuseppe prima di consegnagli una targa ricordo, a nome dell’amministrazione comunale. Come tributo al longevo concittadini, Proietto si è poi tolto la fascia tricolore facendola indossare al Centenario quale sindaco onorario di Serrone per un giorno. Nei cento anni di vita, Giuseppe Minori, ancora lucido e arzillo, ha partecipato alla Grande Guerra (con tanto di prigionia in Africa e congedo con merito) da dove tornò a Serrone camminando, a piedi, fin da Brindisi. Al ritorno trovò lavoro in Vaticano (tanto che anche il Papa Benedetto XVI ha inviato un messaggio di auguri), dove è rimasto fino al 1986 quando è tornato a Serrone per dedicarsi alla passione agricola. Dopo le toccanti parole di alcuni familiari, è stato lo stesso Giuseppe a ringraziare tutti i presenti e l’Amministrazione per la bellissima giornata che gli è stata dedicata. Un intervento divertente e vivo, condito anche da qualche battuta, a coronare una festa che tutto il paese ha vissuto con gioia e commozione.