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12 febbraio 2018 0

Presa ad Alatri la Banda della Clio grigia, arrestati due uomini

Di admin
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ALATRI – Ormai era nota come la “banda della Clio”. Ladri che nottetempo avevano messo a segno diversi furti ad attività commerciali e plessi scolastici a Frosinone e nei comuni del circondario. Questa notte, i carabinieri della compagnia di Alatri comandati dal maggiore Gabriele Argirò, impegnati nei controlli appositamente intensificati, hanno sorpreso due uomini, Gino Marcoccia 27enne ed Andrea Icobucci 34enne, entrambi italiani e già gravati da vicende penali per reati commessi contro il patrimonio, che con un piccone, stavano sfondando la porta d’ingresso del bar all’interno del campo sportivo di Alatri. Sul posto erano arrivati proprio con la Clio.

La vettura era stata notata aggirarsi per strade poco illuminate di Alatri e i due a bordo avevano tratti somatici che corrispondono agli elementi che i militari avevano già in mano grazie alle immagini registrate dalle telecamere dei locali già oggetto di furto.

E così, gli uomini della Benemerita hanno deciso di seguirli, fino a fermarli un attimo prima che con un piccone venisse sfondata la porta del bar.

Secondo gli investigatori, i due uomini fermati e possessori di una Renault Clio di colore grigio, sono gli autori di diversi furti “seriali” perpetrati sia a Frosinone che nei comuni di Alatri,  Veroli e Ferentino e, con tale azioni criminose, avevano destato  grande allarme sociale tra la popolazione.

Le successive perquisizioni domiciliari eseguite dagli operanti hanno consentito anche di rinvenire presso il domicilio dei due,  gli abiti usati nel corso dei furti notturni da loro perpetrati.

Gli arrestati, che dovranno rispondere di tentato furto aggravato in concorso e di diversi furti nel territorio, dopo le formalità rito, sono stati tradotti presso il loro domicilio, poiché sottoposti al  regime di arresti domiciliari, in attesa dell’udienza di convalida davanti al Tribunale di Frosinone che si terrà nelle prossime ore.

13 dicembre 2017 0

Manette dopo la rapina, presa la banda dei “babbo Natale” di Alatri

Di redazionecassino1

Alatri – Due uomini travestiti da Babbo Natale, a volto scoperto, ieri mattina hanno rapinato un negozio di oggettistica di Alatri. I malfattori, con accento dell’est, armati di un taglierino e con tono minaccioso, hanno intimato alla titolare e ad una cliente, di consegnare loro i soldi contanti. Sono scappati con poche decine di euro Immediatamente, i Carabinieri della Compagnia di Alatri sono intervenuti con più pattuglie, diramando le ricerche dei due uomini nell’intero territorio giurisdizionale. Poche ore dopo, i fuggitivi, con ancora indosso gli abiti da Babbo Natale, sono stati intercettati e fermati all’interno di un’attività commerciale di Fiuggi, dove si erano rifugiati nel tentativo di eludere il controllo. A seguito di perquisizione personale sono stati rinvenuta e posto sotto sequestro la somma provento della rapina. Al termine delle formalità di rito, gli arrestati, un 42enne senza fissa dimora ed un 30enne residente a Napoli, entrambi incensurati di nazionalità romena, sono stati tradotti presso la Casa Circondariale di Frosinone e contestualmente, a loro carico, è stata inoltrata la proposta per l’emissione della misura di prevenzione del Foglio di via Obbligatorio, con divieto di ritorno in quel comune per anni tre. Appena qualche giorno fa, altri due malviventi, travestiti anche loro da Babbo Natale, hanno rapinato l’ufficio postale di Frosinone. Gli investigatori escluderebbero che si ano gli stessi arrestati ieri.

27 settembre 2017 0

Di Mambro: certifica presa in giro di Zingaretti e Macchitella su registro tumori

Di redazionecassino1

“In questi giorni è stato certificato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che il presidente della giunta regionale, Nicola Zingaretti e il commissario straordinario della Asl di Frosinone, Lugi Macchitella hanno preso e continuano a prendere in giro i cittadini per quanto concerne l’istituzione del registro dei tumori”. Lo ha dichiarato il consigliere comunale, Carmine Di Mambro.

“Ho voluto far trascorrere qualche giorno dal nostro incontro presso l’azienda sanitaria locale di Frosinone con il commissario Macchitella per vedere se le rassicurazioni date al sindaco del comune di Cassino, Carlo Maria D’Alessandro ed al sottoscritto trovassero riscontro nella realtà dei fatti. Questo purtroppo non è accaduto, perché dopo la riunione dei vertici Asl della Regione Lazio a Roma sull’effettiva istituzione del registro tumori, svoltasi venerdì, non è stata presa nessuna decisione definitiva al riguardo. Non che ci sperassi molto, ma credevo che un briciolo di serietà su questa delicata tematica, chi dovrebbe tutelare la nostra salute, l’avrebbe manifestata.

E invece no. Anche perché alla Asl di Frosinone sono convinti che su questo territorio non esista un rischio ambientale, che i casi tumorali in provincia di Frosinone non dipendono da fattori esterni e che le neoplasie sono la quarta causa di morte. Quindi, non ci dobbiamo preoccupare?

Questo è quanto mi hanno riferito il commissario Macchitella e il dott. Pizzutelli nell’incontro di martedi scorso. Ciò significa che dopo tanti decessi e moltissime persone malate di tumore non si ha ancora una visione corretta della realtà che vivono i cittadini. Quindi, delle due l’una o i vertici dell’azienda vivono sulla luna, oppure tali affermazioni sono state dettate da chi sta più in alto di loro. Ovvero il governatore Nicola Zingaretti.

In sostanza cari cittadini sull’effettiva istituzione del registro tumori ancora non abbiamo una risposta, siamo vittime di questo “palleggio” tra Regione e Asl che credo durerà ancora un bel pò. Pertanto, rinnovo l’invito ai Sindaci, ai consiglieri regionale e ai parlamentari eletti sul territorio a contribuire tutti per riuscire, così, a reperire la somma necessaria per garantire una struttura impegnata nella raccolta di informazioni sui malati di cancro residenti sul territorio”. Ha concluso il consigliere comunale Carmine di Mambro.

 

 

 

5 settembre 2017 0

Cassino: Clochard e decoro urbano, la presa di posizione dell’amministrazione comunale

Di redazione

Molte e aspre sono state le critiche mosse da diversi cittadini cassinati all’amministrazione comunale di Cassino negli ultimi mesi, dovute alla presenza di un senza tetto polacco che aveva costruito un vero e proprio rifugio di coperte al di sotto dei portici che danno su Piazza Labriola, quindi nel pieno centro della Città Martire. L’uomo in questione aveva creato non pochi disagi nel corso della sua permanenza, dovuti allo spiacevole problema dell’alcolismo, fra i quali ricordiamo il tentativo di baciare una fedele all’ingresso della vicina Chiesa di Sant’Antionio. Rifiutando più volte le cure offerte dalle strutture sociali della città, fra le quali quelle della stessa Casa della Carità che per un periodo l’aveva ospitato, si era definitivamente stabilito in strada. La risposta del comune non ha tardato ad arrivare: si legge sulla pagina Facebook del comune di Cassino l’annuncio del nuovo progetto #Daspo. “Il Daspo urbano, si specifica nel suddetto post, è un provvedimento che vieta di chiedere l’elemosina, di bivaccare nei giardini e nelle strade, di fare commercio abusivo e di espletare i propri bisogni fisiologici a cielo aperto”, come affermato dal vicesindaco Carmelo Geremia Palombo. Pesanti le sanzioni previste per coloro che non rispetteranno il provvedimento, da quelle pecuniarie sino all’allontanamento dal territorio comunale. Chiaro il messaggio del sindaco, Carlo Maria D’Alessandro: “La loro drammatica condizione sta a cuore a tutti (…) ma i loro comportamenti sono diventati scandalosi e inaccettabili perché, di fatto, limitano la libertà di un’intera comunità e generano reazioni violente. Non vogliamo forzare la loro volontà – prosegue – ma non possiamo consentire a nessuno di fare quello che gli pare. Non vogliamo più essere spettatori o, peggio, oggetto di atti osceni facendo una semplice passeggiata in centro”. Giulia Guerra Foto d’archivio

30 dicembre 2016 0

Venafro – Furti in abitazione, presa la banda

Di Antonio Nardelli

Venafro – Una banda composta da quattro persone, tutte di origine slava, dedita ai furti in abitazione è stata arrestata dai Carabinieri nel primo pomeriggio di oggi. I quattro, tre ventenni ed una sedicenne, avevano già svaligiato un appartamento di via Quinto Orazio Flacco a Venafro e stavano tentando un ulteriore furto in altre abitazioni private quando sono intervenuti i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile e delle Stazioni della locale Compagnia, che hanno intercettato la banda di malviventi traendola in arresto.

L’intera refurtiva consistente in gioielli, orologi, monili in oro e denaro contante per un valore complessivo che si aggirerebbe intorno ai trentamila euro è stata recuperata. Sottoposta a sequestro l’auto utilizzata dai malfattori sulla cui provenienza sono tutt’ora in corso indagini e decine di chiavi, grimaldelli ed altri arnesi per aprire e forzare serrature.

I Carabinieri stanno inoltre accertando se parte della refurtiva rinvenuta oltre al furto messo a segno a Venafro possa essere proveniente da altri furti commessi in provincia di Isernia, e se la banda sia la stessa che nelle ultime ore ha commesso furti anche nel capoluogo pentro. Intanto i tre maggiorenni, un uomo e due donne, sono stati trasferiti nelle rispettive Case Circondariali di Isernia e Chieti, mentre la minorenne è stata trasferita presso il Centro di Prima Accoglienza dell’Aquila.

Grande apprezzamento è stato rivolto ai Carabinieri da parte dei cittadini che hanno assistito alla cattura dei quattro, che sono tra l’altro risultavano avere a loro carico numerosi precedenti per reati contro il patrimonio e la persona.