Tag: rivolta

29 marzo 2018 0

Monumento ai marocchini distrutto, perquisita la sede di Rivolta Nazionale

Di admin
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PONTECORVO – La rivendicazione fatta anche attraverso il Punto a Mezzogiorno dal gruppo Rivolta Nazionale è ritenuta credibile e, per questo, la Procura della Repubblica di Cassino ha emesso una ordinanza di perquisizione presso la sede degli estremisti di estrema destra. Nella notte tra sabato e domenica scorsa, qualcuno ha danneggiato la stele in località Sant’Esdra a Pontecorvo: monumento a ricordo del passaggio delle truppe francesi in quel territorio nel corso della seconda guerra mondiale. Un passaggio che servì certamente per sfondare la linea difensiva tedesca, ma che vide le truppe francesi macchiarsi di inaudita violenza nei confronti delle inermi popolazioni locali divenute loro prede di guerra. Monumento, quindi, da sempre contestato dai residenti e da chi ritiene oltraggioso il comportamento di truppe di liberazione. Martedì il gruppo neonazista ha rivendicato con un comunicato stampa quel danneggiamento. Una rivendicazione ritenuta credibile anche perché, alcuni testimoni, avrebbero riferito della presenza di esponenti del gruppo, sabato, nel territorio di Pontecorvo. Ermanno Amedei

27 marzo 2018 0

Monumento distrutto, il gruppo di estrema destra Rivolta Nazionale ne rivendica la distruzione

Di admin

PONTECORVO – Il gruppo di estrema destra Rivolta Nazionale ha rivendicato la distruzione del monumento a ricordo ai soldati francesi e nordafricani di Sant’Esdra a Pontecorvo avvenuto tra sabato e domenica.

Lo fa con una mail a IlPuntoaMezzogiorno.it. Una breve nota di poche righe in cui si fa riferimento alla mancata inaugurazione del monumento ai “gloriosi ragazzi tedeschi nazionalsocialisti – si legge – venuti a morire per salvare l’Italia dall’invasore”.

La nota continua con: “nella nostra Madre Terra trovi posto un monumento a quei marocchini della divisione francese che si macchiarono di enormi violenze verso le nostre donne, verso bambini e anziani, collaborando con gli americani che intanto dall’alto bombardavano senza pietà le nostre città. Contro quel monumento sono state fatte piccole seppur giuste azioni, adesso però era giunto il momento di metterci altro tipo di mano! Per tale motivo lo abbiamo distrutto! Ristabiliamo una volta per tutte la VERITÀ: non siamo in alcun modo disposti a vedere tacitamente riconoscimenti verso stupratori e pedofili, così come quel Pasolini di cui il monumento fu giustamente in passato distrutto. Gloria eterna agli eroi, disprezzo per i servi sciocchi del capitale! Ora e per sempre, per l’onore d’Italia”. Firmato: Rivolta Nazionale.

I carabinieri che indagano sul caso avrebbero ricevuto anche altre rivendicazioni e nessuna di esse, al momento, viene scartata.

13 gennaio 2018 0

Rivolta in Iran, il sindaco di Coreno incontra segretario della Resistenza: preoccupati per quanto sta accadendo

Di admin

CORENO AUSONIO – “Il sindaco di Coreno Ausonio, Domenico Corte, ha incontrato a Roma il Segretario del Consiglio Nazionale della Resistenza Iraniana, Mahmoud Hakamian“.

Lo si legge in una nota del Comune di Coreno Ausonio.

“Le proteste anti-regime iniziate a fine dicembre in Iran, sono stati gli argomenti illustrati e documentati, con foto e filmati, al sindaco Corte che ormai da anni partecipa alle iniziative, promosse dalla Resistenza Iraniana, non solo in Italia ma anche a Parigi dove, in più occasioni, è intervenuto a sostegno e a difesa dei diritti umani per il popolo iraniano.

“Le proteste in Iran – di cui in questi giorni si sono interessati anche i media italiani – si sono propagate molto velocemente in almeno 130 città dell’Iran – ha dichiarato nella nota il Segretario Nazionale della Resistenza – ed esistono notizie attendibili di almeno tremila persone arrestate, ma il vero numero potrebbe essere più alto. Molti sono stati arrestati al di fuori delle proteste, a casa o nei luoghi di lavoro. Gli stessi funzionari e i media iraniani controllati dallo Stato – ha aggiunto Mahmoud – hanno ammesso che almeno 1.800 persone sono state arrestate. Il regime ha anche ammesso che finora sono state uccise oltre venti persone ma altre fonti dicono che il vero numero potrebbe superare le cinquanta vittime”.

“Durante l’incontro – ha detto nella nota Il sindaco di Coreno Ausonio si è parlato anche degli arresti arbitrari che hanno visto coinvolto almeno un centinaio di studenti universitari arrestati nel corso delle proteste anti-regime e che tra gli iraniani sussistono gravi preoccupazioni per il benessere dei detenuti che potrebbero subire trattamenti molto duri, compreso la tortura, come già avvenuto in altri casi. Queste sono solo alcune delle terribili notizie di ciò che sta accadendo in questi giorni in Iran – ha dichiarato Corte – notizie che i  media italiani e di tutto il mondo preferiscono non diffondere o diffonderle solo in parte. A ciò va aggiunto che è stato anche bloccato l’accesso ad internet e vengono filtrati gli accessi ai social proprio per impedire la diffusione delle notizie relative a questa rivolta. Per onore della cronaca è giusto precisare che oltre al presidente Trump, anche alcuni leader europei hanno condannato quando sta accadendo in Iran. Infatti la libertà di espressione e di protestare, devono essere rispettate e non soppresse con la forza e con le armi”.

“Al termine dell’incontro i- si legge nella nota – l sindaco di Coreno Ausonio ha dato la sua disponibilità a partecipare alle iniziative che si terranno prossimamente a Roma e a Parigi, per proseguire il suo impegno per la difesa dei Diritti Umani in Iran e contro le repressioni che sta subendo ingiustamente il popolo iraniano. Il rappresentante della Resistenza iraniana, che in questi giorni volerà a Parigi, porterà il saluto e la vicinanza del sindaco Corte anche alla presidente eletta della Resistenza iraniana Maryam Rajavi, che, come ogni inizio anno, ha inviato, al sindaco di Coreno Ausonio, un messaggio e un dono simbolico proprio a testimonianza di questa vicinanza e solidarietà espressa da Corte in più occasioni”.

17 novembre 2017 0

Studenti in rivolta nel frusinate: “Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”

Di redazionecassino1

Dal friggere le patatine al Mac Donald’s allo spostare arredi nelle sedi dei Comuni, dai soffitti che crollano durante le lezioni ai termosifoni perennemente guasti: queste le disastrose problematiche della scuola italiana contro le quali gli studenti di tutto lo Stivale sono scesi in piazza, oggi, per manifestare il proprio disappunto sulle strutture – fisiche come organizzative – di un sistema pubblico ormai rivoltante.

Secondo i dati Istat relativi all’anno scolastico 2014/2015 sarebbero più di 2,5 milioni gli studenti frequentanti gli istituti superiori statali, gli stessi che questa mattina hanno scelto una data significativa per sfilare nelle proprie città ed evidenziare una situazione di disagio sentita all’unanime da nord a sud.  Di fatti il 17 novembre del 1941, a Praga, nove fra studenti e professori furono giustiziati senza processo, colpevoli di aver sfilato in un corteo funebre che aveva assunto caratteri antinazisti.

 

L’importante commemorazione ha visto scendere in piazza anche gli studenti dei licei e degli istituti tecnici del frusinate, che nella maggior parte dei casi hanno optato per la creazione di una duplice manifestazione: la prima da seguire nella propria città, la seconda guidata fino a Frosinone, unendosi al corteo organizzato dalle associazioni degli studenti, fortemente coese nel comune obiettivo.

Anche gli studenti di Cassino hanno preferito questa strada, così i rappresentanti d’istituto del liceo classico G. Carducci, del liceo scientifico G. Pellecchia, del liceo magistrale Varrone e dell’I.T.I.S. E. Majorana hanno guidato i propri compagni fino a Frosinone.

Ivi la manifestazione è partita dallo stadio Matusa ed è terminata davanti la sede del Comune, dove i rappresentanti dei diversi istituti hanno tenuto discorsi riassuntivi sui punti della protesta: edilizia scolastica pessima, cattiva gestione dell’alternanza scuola-lavoro e dei trasporti pubblici negli orari scolastici.

Il corteo, autorizzato dalle autorità, si è svolto pacificamente: scortati dalla Polizia, gli studenti hanno sfilato per le strade recitando a gran voce: “Se ci bloccano il futuro noi blocchiamo la città”.

I rappresentanti di consulta dei licei Carducci e Pellecchia, assieme a un rappresentante d’istituto dello stesso Carducci, si sono poi recati davanti la sede della consulta provinciale per consegnare al coordinatore del sindacato degli Studenti Medi di Frosinone, Jacopo Nannini, le firme precedentemente raccolte a proposito delle sopracitate problematiche, poi discusse nel pomeriggio con il presidente di provincia, Antonio Pompeo.

I ragazzi hanno mostrato un impegno straordinario sia nell’organizzazione dell’evento che nelle modalità di sensibilizzazione sociale, ricordando come la componente studentesca sia una fetta non indifferente della società, gravata da problemi dinanzi ai quali gli studenti hanno saputo lanciare il giusto campanello d’allarme. Poiché, di fatto, il futuro del Paese risiede nelle nuove generazioni, a queste lo Stato dovrebbe guardare con particolare cura e attenzione, garantendo il diritto allo studio e alla dignità dei cittadini più giovani.

Giulia Guerra