L’Italia “scopre” che Astrazeneca produce milioni di vaccini Anticovid ad Anagni e diventa un caso

L’Italia “scopre” che Astrazeneca produce milioni di vaccini Anticovid ad Anagni e diventa un caso

26 Marzo 2021 Off Di Ermanno Amedei

Anagni – Come se non si sapesse che all’interno dello stabilimento Catalent ad Anagni, per conto di Astrazeneca si producono milioni di dosi di vaccino contro il coronavirus, l’Italia si stupisce di trovare 2 milioni 900mila fiale, pari a 29 milioni e 200 mila dosi (da ogni fiala se ne ricavano dieci dosi).

Un fatto che ha suscitato un enorme clamore anche in considerazione della difficoltà con cui il nostro paese riesce ad ottenere dosi vaccinali per contrastare la pandemia.

Ma nulla di strano è stato scoperto perché, tutti i vaccini trovati rientravano in quelli contabilizzati, quindi ad Anagni non sono state scoperte dosi nascoste ed infatti, le fiale non sono state sequestrate e, dopo la conta, così come era già in programma, l’azienda è tornata a movimentare il farmaco verso la piattaforma di distribuzione europea in Belgio.

Il blitz dei carabinieri del Nucleo anti sofisticazione è scattato a mezzanotte di sabato ed è durato fino alle 8 di domenica mattina. L’accesso allo stabilimento Catalent di Anagni, che produce per conto di Astrazeneca il vaccino destinato alla piattaforma di smistamento, solo europeo che ha sede in Belgio, è stato effettuato dai militari del Nas di Latina, di Roma, il nucleo carabinieri Nas presso Aifa, su mandato del ministero della Salute per cercare riscontri sulla esattezza dei dati in possesso alla Commissione europea relativamente a ciò che vi è nel sito ciociaro di produzione del farmaco.

Serviva l’effetto sorpresa per cristallizzare una immagine precisa di ciò che vi era nello stabilimento. E dentro c’era materia prima, linee di produzione in fase di allestimento e prodotto finito. E’ stato quindi fatto l’inventario sia dal punto vista dei gestionali informatici che della reale presenza di materiale nello stabilimento. Contando fiala per fiala, i carabinieri sono arrivati alla cifra di 2 milioni 900 mila falconi di prodotto finito ma, considerando che da ogni fiala si ricavano dieci dosi, la conta definitiva era di 29 milioni e 200 mila dosi. La produzione, durante i controlli, non ha avuto neanche un solo minuto di stop.

Fino a che non è finito il censimento i militari hanno piantonato l’ingresso dello stabilimento. Nessun vaccino è uscito nel periodo della contabilizzazione e quando hanno finito il piantonamento, il lunedì notte, sono continuati i controllati sui carichi e gli scarichi. La produzione finita rispondeva ai dati contenuti nei gestionali informatici, quindi nulla di nascosto, almeno fino al perimetro dell’azienda dato che da Anagni, i vaccini vanno tutti in Belgio.

Nessuna irregolarità dal punto di vista della conservazione, della lavorazione e dello stoccaggio: era tutto “pulito come uno specchio”. I dati riscontrati sono arrivati al ministero della salute, che di conseguenza ha inviato al Consiglio dei ministri e alla Commissione europea. Spetterà a quest’ultima fare il confronto con quelli in suo possesso.

Ermanno Amedei