Referendum Giustizia: il Capoluogo roccaforte del centrodestra, vince il Sì. Cassino in contro tendenza il No al 52,75%
23 Marzo 2026FROSINONE/CASSINO – Chiusi i seggi elettorali per il referendum confermativo sulla l3gge di riforma della giustizia italiana consegnano le tendenze di voto espressi dal sud del Lazio. I dati che arrivano dalle sezioni elettorali della provincia di Frosinone consegnano un verdetto sorprendente, capace di separare nettamente il destino politico della Ciociaria da quello del resto del Paese. In un’Italia dove il fronte del No appare ormai avviato a una vittoria certa con una forbice che sfiora l’otto per cento di scarto, il territorio di Frosinone decide di viaggiare in direzione ostinata e contraria, premiando la riforma con una maggioranza che non lascia spazio a troppe interpretazioni. Il dato nazionale sulla partecipazione al voto referendario, l’affluenza in provincia si è attestata al 57,85%, un numero quasi allineato al 58,93% registrato a livello nazionale.
A Cassino i cittadini che hanno risposto alla chiamata al voto, ha portato alle urne il 58,75% degli aventi diritto, a dimostrazione di quanto il tema referendario sia stato sentito dalla popolazione. Sul piano della partecipazione, quindi, il dato locale ricalca fedelmente Il dato nazionale sulla partecipazione al voto referendario. L’affluenza in provincia si è attestata al 57,85%, un numero quasi speculare al 58,93% registrato su base italica. Anche a Cassino i cittadini hanno risposto con vigore, portando alle urne il 58,75% degli aventi diritto, a dimostrazione di quanto il tema referendario sia stato sentito dalla popolazione.
Tuttavia, è l’esito delle urne a creare il vero “caso” politico. Mentre il Lazio nel suo complesso si schiera per il No con oltre il 54% delle preferenze, la provincia di Frosinone si riscopre un’isola del Sì, che ottiene il 52,36% dei consensi contro un No che si ferma a poco più del 27% nelle 483 sezioni già scrutinate. Questa spinta verso la riforma è stata trainata dai centri più popolosi del territorio: Frosinone città ha fatto segnare un netto 53% a favore del Sì, seguita da Alatri con un solido 55%, Piedimonte San Germano al 52% e Pontecorvo con il 51%. Persino a Isola del Liri il fronte del Sì è riuscito a spuntarla, attestandosi sulla soglia psicologica di poco superiore al 50%.
In questa geografia del voto favorevole, Cassino rappresenta l’eccezione più fragorosa. La Città Martire si configura infatti come l’unica grande realtà della provincia a staccarsi dal trend locale per abbracciare pienamente quello nazionale. Con lo scrutinio di 26 sezioni su 33, a Cassino il No ha vinto con il 52,75%, relegando il Sì al 47,25%. Un risultato che isola politicamente la città rispetto al Capoluogo e agli altri grandi centri dell’hinterland ma che la colloca perfettamente in linea con i risultati nazionali
A commentare il quadro generale, nonostante la tenuta del Sì in terra ciociara, è intervenuto Francesco De Angelis, presidente regionale del Partito Democratico. De Angelis ha voluto sottolineare il valore della vittoria del No su scala nazionale, definendola una partecipazione straordinaria e un messaggio splendido per la democrazia del Paese.
Primo esponente politico a commentare il risultato del referendum in provincia è stato Francesco De Angeli, secondo cui il governo ha trasformato la consultazione in uno scontro politico uscendone sconfitto e dimostrando che, quando si toccano gli equilibri della Costituzione, gli italiani sanno rispondere con fermezza. Per De Angelis, questo voto segnerebbe la fine dell’egemonia della destra e apre ufficialmente una fase nuova per la costruzione di un’alternativa di governo.



