Notebook da gaming: cosa conta di più tra GPU, CPU e RAM quando si gioca

Notebook da gaming: cosa conta di più tra GPU, CPU e RAM quando si gioca

23 Dicembre 2025 0 Di redazione

Attualità – Per scegliere un notebook da gaming, quando si vuole giocare in modo serio, si deve analizzare la configurazione per ciò che farà davvero durante una sessione lunga, non per ciò che può mostrare in una scheda tecnica. Dentro il computer, infatti, potenza e temperature vanno di pari passo: se il calore cresce e i limiti di consumo entrano in azione, le frequenze cambiano e con esse cambia la resa.

Di conseguenza, quando si prova a stabilire se conti di più GPU, CPU o RAM, è utile partire da due domande: a quale risoluzione si gioca e con quale tipologia di titoli? Perché, mentre in certi scenari è la scheda video a decidere il numero di fotogrammi, in altri è il processore a determinare la regolarità, e la memoria di sistema, che spesso viene sottovalutata, evita problemi che si notano proprio nei momenti meno opportuni.

Analizzare prezzi e configurazioni

Quando si valutano i prezzi computer MSI o più in generale i listini dei notebook gaming, capita che configurazioni apparentemente simili restituiscano risultati molto diversi. La ragione, che spesso viene ignorata, riguarda la potenza sostenuta: una GPU può essere impostata con un TGP (la potenza totale che viene assorbita dalla scheda grafica) differente a seconda del modello e una CPU può operare con limiti di consumo e profili che cambiano in base alla configurazione.

Per questo, anche se la sigla può restare identica, il comportamento sotto carico prolungato cambia, perché è il sistema di raffreddamento, con la sua capacità di smaltire il calore, a decidere quanto a lungo le frequenze resteranno alte.

Nella valutazione del prezzo, quindi, non è sufficiente fermarsi alla coppia composta da CPU e GPU: vanno considerati anche il tipo di dissipazione, il profilo energetico disponibile e la scelta del display, perché un pannello QHD a 165 Hz richiederà sicuramente un equilibrio diverso rispetto a un Full HD a 144 Hz. Quando questi elementi sono considerati con attenzione, il costo si traduce più facilmente in prestazioni reali.

La GPU per la resa durante il gioco

È alla GPU che, nella maggior parte dei videogiochi, finisce per essere affidato il lavoro più pesante, perché rendering e qualità grafica dipendono proprio da questo componente, per quanto riguarda, quindi, la gestione di texture, ombre, illuminazione, effetti e ray tracing. Se lo scopo consiste nell’alzare i dettagli, la priorità va spostata proprio verso la scheda video.

Due aspetti tecnici meritano un’attenzione particolare. Prima di tutto, la VRAM: se è limitata e le texture diventano pesanti, può verificarsi una certa saturazione, con cali di fluidità che si notano come scatti brevi o tempi di caricamento più lunghi. Poi, la potenza elettrica reale: nei notebook la stessa GPU, a parità di nome, può operare con TGP diversi. Di conseguenza, quando il raffreddamento non riesce a supportare il carico, diminuiscono le frequenze e il vantaggio atteso.

Anche l’upscaling entra nell’analisi, dal momento che tecnologie come DLSS o FSR, che spesso si usano per mantenere la fluidità a risoluzioni alte, permettono di ottenere un buon risultato con un carico più gestibile. Questo non elimina la necessità di una GPU adeguata, ma cambia la soglia oltre la quale il sistema fa maggiore fatica.

CPU: regolarità dei frame time e gestione della logica di gioco

Se la GPU determina la quantità di fotogrammi, la CPU gestisce la continuità con cui i fotogrammi stessi arrivano sullo schermo. Visto che la logica di gioco, l’intelligenza artificiale e parte della fisica passano dal processore, può capitare che un notebook con una buona scheda video non riesca a sfruttarla pienamente quando la CPU diventa il limite.

Nei titoli competitivi, nei quali il target è spesso costituito da un frame rate alto e stabile, la prestazione per singolo core e la latenza contano molto. Non basta, infatti, guardare il numero di core: se le frequenze sostenute sono basse o se la cache è ridotta oppure se il sistema riduce rapidamente il boost per rientrare nei limiti termici, la resa può peggiorare proprio nei momenti in cui servirebbe maggiore costanza.

In particolare, nei simulatori, negli strategici e nei giochi con molti elementi sullo schermo, l’aumento del carico dal punto di vista della CPU si percepisce anche senza guardare gli FPS medi, perché la sensazione di controllo perde precisione.

RAM: cosa sapere per un notebook da gaming

La RAM non è, di solito, ciò che influisce sugli FPS in modo evidente, ma questo non significa che debba essere considerata come un elemento secondario. Quando è insufficiente o non è configurata nel modo giusto, infatti, le conseguenze sono immediate: i caricamenti diventano meno puliti, si verificano micro-scatti nelle transizioni e rallentamenti quando il sistema deve gestire molte risorse.

Per tenere in considerazione dei valori di base, 16 GB sono spesso sufficienti per giocare in modo corretto. Però, quando si passa a titoli più esigenti, quando si usano texture pack oppure quando si affianca al gioco un carico aggiuntivo (come un browser, una chat vocale o la registrazione), 32 GB diventano un valore migliore da considerare.