Tag: edilizio

24 Gennaio 2019 0

Gaeta, denunciato dalla polizia 35enne per abuso edilizio e sfruttamento di “lavoro nero”

Di redazionecassino1
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

GAETA – L’intensificazione dell’attività di controllo del territorio disposta dal Questore di Latina su tutta la provincia, ha consentito, agli uomini del Commissariato di P.S. Gaeta, di deferire in stato libertà in data 22.01.2019 tale S.A. di anni 35, residente nella città rivierasca, per i reati di abuso edilizio e sfruttamento del lavoro “nero” di cittadino extracomunitario, irregolare sul territorio Nazionale.

Gli agenti in servizio di pattugliamento nel transitare sul Lungomare Caboto, si avvedevano che  un noto commerciante di zona, che fino a pochi giorni prima esercitava la sua attività di vendita di prodotti ortofrutticoli proprio in quel luogo, stava edificando una struttura in ferro con tetto e laterali in coibent, ancorandola sul marciapiedi della strada dove era stato autorizzato al solo posteggio.

Per tale ragione gli operatori di Polizia si avvicinavano alla struttura dove notavano proprio l’uomo, titolare della licenza, intento nei lavori di realizzazione del “chiosco” aiutato da un giovane cittadino straniero B.M di anni 45.

Gli accertamenti espletati nell’immediatezza consentivano di appurare che il commerciante era privo di qualsiasi autorizzazione Comunale e che lo straniero che stava lavorando per lui era irregolare sul territorio nazionale.

Stante i fatti si sottoponeva a sequestro il manufatto e S.A. veniva deferito per i reati di abuso edilizio e sfruttamento del lavoro “nero” di cittadino extracomunitario, irregolare sul territorio Nazionale così come previsto dalla normativa sugli stranieri, mentre B.M. di anni 45 con decreto Prefettizio veniva espulso.

Ulteriore attività veniva svolta dagli uomini del Commissariato di P.S Gaeta che, dopo aver raccolto una denuncia di furto di telefono cellulare, avvenuto in un noto Bar della città nell’ottobre 2018, riuscivano ad identificare l’autore del reato, un giovane campano B.E. di anni 20 deferito all’A.G.. In particolare lo studio dei tabulati e delle celle telefoniche consentivano di appurare che il giovane stava utilizzando proprio il telefono in questione. Si predisponeva un servizio dedicato che,  in data 21.01.2019, permetteva di agganciarlo nella città di Giugliano in Campania B.E. Appena individuato, questi risultava essere colui il quale aveva perpetrato il furto in quanto all’epoca dei fatti era stato immortalato nelle immagini di videosorveglianza interna del Bar in questione. Il telefono veniva sottoposto a sequestro in attesa di essere restituito all’avente diritto.

26 Luglio 2018 0

I tesori dei Gheddafi a Roma, scovati 2 mln frutto di vendita del complesso edilizio di Moutassim

Di admin

ROMA – Sequestrati e “congelati” oltre 2 milioni di euro ad un prestanome di GHEDDAFI Moutassim. Intestazione fittizia di un complesso immobiliare ed autoriciclaggio. Notificato avviso di conclusione delle indagini. Finanzieri del Nucleo Speciale di Polizia Valutaria hanno provveduto a notificare l’avviso della conclusione delle indagine emesso dalla Procura della Repubblica di Roma nei confronti di un prestanome libico (B.A.A.A.) del defunto GHEDDAFI Moutassim per intestazione fittizia di beni e autoriciclaggio. L’attività investigativa trae origine da una richiesta di approfondimenti avanzata alla Guardia di Finanza dal Comitato di Sicurezza Finanziaria (CSF), al fine di verificare l’effettiva riconducibilità di un complesso immobiliare di pregio ubicato a Roma, a GHEDDAFI Moutassim, figlio dell’ex dittatore libico GHEDDAFI Mu’ammar, nonché già Ufficiale dell’esercito libico e Responsabile della Sicurezza Nazionale, giustiziato insieme al padre dalle truppe ribelli nel 2011. Anche grazie ai canali di collaborazione internazionale attivati mediante l’interessamento dell’Unità d’Informazione Finanziaria italiana, emergevano concreti elementi investigativi che riconducevano il prestigioso complesso immobiliare al menzionato GHEDDAFI. Le successive indagini di polizia giudiziaria, delegate dalla Procura della Repubblica di Roma, durate oltre un anno, hanno consentito di avvalorare l’ipotesi iniziale di accusa, secondo la quale il figlio dell’ex dittatore libico, per eludere le disposizioni in materia di misure di prevenzione patrimoniali applicabili a suo carico, ed evitare il congelamento dei beni, nel mese di aprile 2010, aveva fittiziamente acquistato al prezzo di 5,5 milioni di euro il patrimonio immobiliare in argomento (costituito da due appartamenti, un garage ed una cantina) che faceva intestare al prestanome libico B.A.A.A.. Si tratta, tuttavia, di unità immobiliari che – a seguito del riaccendersi dell’interesse sui beni appartenenti al leader Gheddafi e ai membri della famiglia da parte dell’Avvocatura dello Stato libico – il prestanome ha successivamente ritenuto di vendere nel 2016 per circa 2,5 milioni di euro, quindi ad un prezzo notevolmente inferiore al valore di mercato, operazione questa finalizzata a monetizzare il più rapidamente possibile, ostacolando la ricostruzione da parte degli investigatori, nonché ad investire in attività economiche e finanziarie. In questa ottica, il corrispettivo della caparra, pari a circa mezzo milione di euro, è stato in parte “auto-riciclato” dalla stessa testa di legno attraverso trasferimenti di denaro all’estero (170 mila euro, negli Emirati Arabi e 150 mila euro a Malta); al contrario, la provvista di oltre 2 milioni di euro, confluita sul suo conto corrente è stata, subito dopo la “firma” dell’atto di compravendita, bloccata tempestivamente dalle Fiamme gialle mediante un sequestro d’iniziativa successivamente convalidato dal GIP del Tribunale di Roma, evitando così successivi trasferimenti delle somme fuori dai confini nazionali. E’ stato così ricostruito (attraverso intercettazioni audiovisive, perquisizioni, esame della documentazione sottoposta a sequestro, servizi di osservazione e pedinamento anche all’estero) il ruolo e la condotta illecita perfezionata dal prestanome (B.A.A.A.). Parallelamente, sulla base delle risultanze delle investigazioni di polizia giudiziaria, il Nucleo Speciale di Polizia Valutaria, d’intesa con la competente Autorità Giudiziaria, ha interessato il Comitato di Sicurezza Finanziaria, Organismo interministeriale che presidia l’attività di analisi di rischio del fenomeno di contrasto al riciclaggio, al finanziamento del terrorismo e all’attività dei Paesi che minacciano la pace e la sicurezza internazionale. Nella circostanza, è stata rappresentata l’esistenza di “fondi” riconducibili al GHEDDAFI Moutassim, soggetto listato nelle liste antiterrorismo (black list internazionali) ONU, Consolidated United Nations Security Council Sanctions List, per crimini commessi contro l’umanità. L’attenta attività di analisi finanziaria effettuata dalle Fiamme Gialle, attraverso una ricostruzione capillare delle transazioni confluite nei conti correnti esteri utilizzati per l’acquisto dei più volte citati beni immobili, ha permesso l’adozione di un’ulteriore misura restrittiva, questa volta, di natura preventiva, finalizzata a “bloccare” le risorse individuate, misura che è stata successivamente disposta dal Comitato di Sicurezza Finanziaria. Tali disponibilità finanziarie (già sottoposte a sequestro penale) sono state, come previsto dall’attuale normativa antiterrorismo, contestualmente “congelate”, nel mese di marzo 2018 ed il provvedimento di “asset freeze” dei fondi è stato notificato dalla Guardia di Finanza, qualche giorno fa, allo stesso prestanome libico. Queste ultime sono misure adottate a livello internazionale per prevenire e contrastare ogni forma di finanziamento al terrorismo, prontamente poi recepite dal legislatore nazionale a partire dal 2007.

23 Febbraio 2018 0

Lotta all’abusivismo edilizio a Cassino: sequestrate case, terreni e autorivendite

Di admin

CASSINO – I carabinieri della compagnia di Cassino comandati dal capitano Ivan Mastromanno hanno denunciato, in tre diverse occasioni, altrettante persone per abusivismo edilizio.

La prima denuncia è scattata a Cassino ai danni di una 43enne del luogo per esecuzione di lavori edili in totale difformità al permesso di costruire e senza l’autorizzazione del genio civile, poiché aveva realizzato in una zona periferica della città martire, un manufatto in cemento armato, costituito da piano seminterrato, piano rialzato, un sottotetto, con una scala di collegamento ed un adiacente portico, per un totale di circa 300metri quadri, in totale difformità dell’autorizzazione rilasciatagli dal comune e priva dell’autorizzazione sismica rilasciata dal Genio Civile. La struttura per un valore di circa 200mila euro è stata sottoposta a sequestro.

Sempre a Cassino, è stato denunciato un 33enne del luogo per realizzazione di opere edilizie in assenza di permesso a costruire, in quanto aveva realizzato una struttura in mattoni forati di 30 metri quadri circa, adibita ad ufficio di un’attività di rivendita di autovetture avente sede operativa appena fuori Cassino. Nel corso del controllo effettuato, i militari operanti hanno accertato che tre dei quattro dipendenti presenti non risultavano assunti e pertanto veniva contestata una sanzione di 8 mila euro con la sospensione temporanea dell’attività commerciale. Nel corso delle verifiche, i carabinieri hanno anche accertato che l’attività in questione era priva di qualsiasi autorizzazione amministrativa e pertanto, è stato richiesto al Comune di Cassino un provvedimento di chiusura per mancanza di requisiti previsti dalla Legge, che è stato notificato all’interessato dai militari operanti. La struttura per un valore di euro 10mila euro circa, è stata sottoposta a sequestro.

A Cervaro, invece è stato denunciato in stato di libertà un 72enne del posto per esecuzione di lavori edili in difformità al permesso di costruire, nonché in violazione alla fascia di rispetto della distanza da osservare dalla sponda di torrente, in quanto aveva realizzato una piattaforma in cemento di 235 metri quadrati, chiusa perimetralmente mediante l’apposizione di pali in ferro e rete metallica, accessibile da un ingresso delimitato con un cancello in ferro, in totale difformità al permesso di costruire rilasciatogli ed in violazione alla fascia di rispetto della distanza da mantenere dalla sponda di un torrente che scorre nei pressi della citata costruzione. Il piazzale in cemento, del valore di circa 3mila euro, è stata sequestrata.

20 Gennaio 2018 0

Abuso edilizio a Monte S. Giovanni Campano, sequestrato piazzale e deposito

Di admin

MONTE SAN GIOVANNI CAMPANO – A seguito di attività di Polizia Giudiziaria, svolta ieri dalla Stazione Carabinieri Forestale di Veroli, è stato individuato in località Ripiano del Comune di Monte San Giovanni Campano, un piazzale con relativo deposito  di materiale breccioso e rifiuti provenienti da demolizioni edili le cui dimensioni sono risultate essere pari a metri  80×15 con all’interno un manufatto in muratura.

I militari hanno constatato che l’opera era priva di qualsiasi autorizzazione urbanistica, ambientale e in contrasto alla corretta gestione dei rifiuti, pertanto al fine di non portare il reato ad ulteriori conseguenze, le opere abusive sono state poste sotto sequestro giudiziario.

Il reato, è stato notiziato alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Frosinone.

Al fine di salvaguardare la stabilità dei versanti e della corretta regimazione delle acque, verificato che il terreno è sottoposto a vincolo idrogeologico e paesaggistico è stato altresì elevato verbale amministrativo.

19 Gennaio 2018 0

Abusivismo edilizio a Venafro, Forestali denunciano due uomini

Di admin

VENAFRO –Gli uomini della Stazione Carabinieri Forestale di Venafro hanno denunciato due uomini di Prata Sannita (CE) per abusivismo edilizio e violazione del vincolo paesaggistico.

I militari hanno proceduto a seguito di un controllo svolto in località Santa Riparata nel comune di Venafro (IS) dove i due soggetti erano intenti a realizzare, su un terreno di loro proprietà, un fabbricato con struttura in ferro e blocchi forati con tetto a due falde fatto di lamiere coibentate. I primi controlli hanno messo in luce gravi irregolarità per la mancanza del permesso di costruire, che avrebbe dovuto essere chiesto e rilasciato dal comune di Venafro, e un’alterazione sostanziale dell’assetto urbanistico – territoriale.

Ad aggravare la situazione il fatto che tutta l’area è gravata da vincolo paesaggistico e per questo i due avrebbero dovuto chiedere ed ottenere specifica autorizzazione anche dalla Regione Molise ai sensi della vigente normativa paesaggistico-ambientale, ma anche sotto questo aspetto l’opera è risultata sprovvista del titolo autorizzativo.

A seguito delle irregolarità rilevate i militari hanno proceduto al sequestro del fabbricato, che è stato convalidato dalla competente Autorità Giudiziaria presso la Procura della Repubblica di Isernia, e deferito alla stessa A.G. i due uomini. Gli stessi, se saranno riconosciuti responsabili delle violazioni, rischiano una condanna che prevede l’arresto da uno a due anni e il pagamento di un’ammenda.

24 Aprile 2017 0

Abusivismo edilizio- Controlli a tappeto su tutta la provincia di Isernia

Di redazione

Isernia: Vasta operazione dei Carabinieri per contrastare l’abusivismo edilizio e tutelare il patrimonio paesaggistico. Scoperte diciotto costruzioni abusive e irregolarità presso ventidue cantieri edili. Sessanta le persone denunciate all’Autorità Giudiziaria. Indagini in corso presso venti comuni della provincia.

Una vasta operazione finalizzata al contrasto del fenomeno dell’abusivismo edilizio e alla salvaguardia del patrimonio paesaggistico è stata portata a termine dai Carabinieri in tutto il territorio della provincia di Isernia. Negli ultimi giorni un capillare monitoraggio predisposto dal Comando Interregionale Carabinieri “Ogaden” di Napoli, è stato eseguito in tutte le zone della provincia “pentra”, ritenuta tra le più sensibili sotto il profilo del patrimonio naturalistico. Una task force composta dai militari delle Stazioni e dei Nuclei Operativo e Radiomobile, territorialmente competenti, del Nucleo Investigativo Provinciale e di reparti speciali dell’Arma, ha eseguito controlli a tappeto, nel corso dei quali sono state scoperte diciotto strutture abusive, tra le quali una piscina, depositi, garage, pertinenze di abitazioni private e di locali commerciali, realizzati in assenza o in difformità alle prescritte concessioni edilizie, in luoghi sottoposti a vincolo paesaggistico e a rischio sismico. Mentre presso ventidue cantieri edili venivano riscontrate numerose irregolarità inerenti la mancata sicurezza sui luoghi di lavoro. Le attività hanno riguardato in particolare venti comuni, Isernia, Forli del Sannio, Frosolone, Rionero Sannitico, Macchia D’Isernia, Venafro, San Pietro Avellana, Santa Maria del Molise, Pettoranello del Molise, Agnone, Monteroduni, Sant’Agapito, Civitanova del Sannio, Cantalupo nel Sannio, Conca Casale, Sesto Campano, Montaquila, Colli al Volturno, Filignano e Pozzilli, dove presso i rispettivi uffici tecnici comunali sono tutt’ora in corso ulteriori indagini. Per il momento le persone denunciate dai Carabinieri alla Procura della Repubblica di Isernia, sono in tutto sessanta, si tratta di un 35enne, 33enne, 63enne, un 54enne, un 57enne, un 32enne, un 52enne, un 45enne, un 60enne, un 50enne, un 50enne ed un 35enne, tutti di Isernia; un 45enne ed un 40enne di Prata Sannita, in provincia di Caserta; un 50enne di San Pietro Avellana, un 55enne ed un 65enne di Pozzuoli, in provincia di Napoli; un 56enne di Santa Maria del Molise; un 30enne di Pettoranello del Molise; un 40enne, un 50enne, un 36enne, un 28enne ed un 55enne, tutti di Agnone; un 60enne, un 45enne, un 38enne, un 40enne ed un 35enne, tutti di Casoria in provincia di Napoli; un 58enne, un 50enne, un 49enne e un 30enne di Frosolone; un 60enne, un 54enne, un 49enne, un 53enne, un 40enne, un 45enne e un 55enne, tutti di Venafro; un 50enne ed un 53enne di Fontegreca, in provincia di Caserta; un 48enne ed un 40enne di Colli al Volturno; un 60enne di Montaquila; un 50enne ed un 52enne di Faicchio, in provincia di Benevento; un 51enne, un 38enne, un 41enne ed un 52enne, tutti di Ailano, in provincia di Caserta; un 58enne, un 40enne ed un 48enne di Sesto Campano; un 38enne di Sant’Agapito ed un 57enne di Pozzilli; un 55enne di Forli’ del Sannio; un 45enne di Rionero Sannitico; un 50enne di Macchiagodena; un 51enne di Campobasso.

29 Giugno 2016 0

Abuso edilizio. Scatta la denuncia per un 74enne a San Biagio Saracinisco

Di redazione

A San Biagio Saracinisco, i carabinieri di Picinisco, nel corso di un predisposto servizio per il controllo del territorio, teso alla tutela del territorio, in particolare, a contrastare l’abusivismo edilizio, hanno denunciato in stato di libertà, un 74enne residente nel cassinate, poiché ritenuto responsabile dei reati di “esecuzione di lavori edili in zona sottoposta a vincolo idrogeologico”. L’uomo, infatti, aveva realizzato un muro di contenimento in cemento armato, di una lunghezza complessiva di circa 18 mt e con un’altezza variabile superiore a quella consentita, nonché 3 pilastri in cemento, alti 2 metri, il tutto in difformità sia da quanto previsto dalle normative vigenti che dall’attuale piano regolatore comunale. La struttura, per un valore di € 20mila circa, veniva contestualmente sottoposta a sequestro preventivo.

18 Novembre 2009 0

Abusivismo edilizio, sigilli alla villa con piscina

Di redazione

I carabinieri della compagnia di Pontecorvo (Fr), nell’ambito di una attività info-investigativa, hanno denunciato, poiché ritenuta responsabile del reato di “interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire”, V. M. 50enne imprenditrice del posto. Gli accertamenti effettuati dai militari agli ordini del capitano Pierfranceco Di Carlo hanno consentito di verificare che in un’area protetta e sottoposta a vincoli paesaggistici di proprietà della donna, erano stati realizzati una villa di pregio su tre livelli, quattro manufatti ed una piscina, tutti in via di ultimazione. La stuttura è risultata essere prive di autorizzazione urbanistica e, pertanto, è stato sottoposto a sequestro preventivo.

2 Maggio 2009 0

Ville e autorivendita sequestrate per abusivismo edilizio

Di redazione

Una importante autorivendita e due lussuose ville sono state sequestrate dai carabinieri per abuso edilizio. Le strutture, sequestrate dai carabinieri di Aquino, sono di proprietà del figlio di un indagato per associazione mafiosa, dichiarazione fraudolenta mediante uso di fatture per operazioni inesistenti aggravato in concorso, falsita’ ideologica. L’uomo, un 37enne, è stato denunciato per “interventi eseguiti in assenza di permesso di costruire”. Un abuso edilizio insomma che ha fatto scattare i sigilli alle tre strutture realizzate su un’area di 13mila metri quadri, destinata ad uso agricolo e di proprietà del denunciato. L’autorivendita “Emmeauto s.r.l.” occupava circa 10 mila metri mentre sui restanti 3mila erano state costruite le due lussuose ville con piscina, dotate di garage, sistema di videosorveglianza ed apertura delle porte a combinazione alfa-numerica.

20 Febbraio 2009 0

Dieci persone denunciate per abuso edilizio

Di redazione

Dieci persone sono state denunciate dalla guardia di finanza di Fiuggi per reati connessi ad abusivismo edilizio. Si tratta di proprietari, committenti lavori, responsabili impresa di costruzione e direttori dei lavori relativi ad immobili costruiti in difformità alle concessioni edilizie rilasciate. Tra le violazioni accertate è emerso che, da planimetrie riportanti sottotetti, sono state ricavate camere con servizi e al posto di garage, sosno state realizzate  delle taverne con relativi servizi. Le violazioni, relativamente all’applicazione delle sanzioni amministrative, sono state segnalate anche al Presidente della Regione Lazio ed all’ufficio ex Genio Civile di Frosinone. Dalle indagini è emerso anche che tali immobili sono stati venduti senza il relativo certificato di agibilità. Sono al vaglio degli inquirenti ulteriori immobili che saranno passati sotto la lente di ingrandimento sia per quanto riguarda le disposizioni legislative ed i regolamenti in materia di edilizia, sia al fine di accertare eventuali violazioni in materia di evasione alle imposte dirette e indirette con conseguente danno erariale.