Tag: estorsione

4 Luglio 2019 0

Cassino: Minacce, estorsione e lesioni. Due persone in manette

Di redazione
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Emesso dalla Procura della Repubblica il fermo di indiziato di delitto nei confronti di due persone, un 18enne ed un 47enne di Cassino. Dalle risultanze investigative dei carabinieri del Norm, emerge che in particolare il 18enne sia responsabile di spaccio di stupefacenti in concorso, estorsione aggravata in concorso, danneggiamento a seguito di incendio, aggravato e in concorso, danneggiamento aggravato e in concorso, incendio aggravato e in concorso e detenzione e porto in luogo pubblico di bottiglia incendiaria. Invece per il 47enne accusa di estorsione aggravata in concorso e lesioni personali aggravate. I due costringevano due vittime a consegnare loro la somma di euro 200 a fronte di un debito di euro 420 con violenze e minacce come incendiare la porta d’ingresso dell’appartamento e danneggiare l’auto. La vittima veniva anche colpita con un pugno. I due malviventi sono stati rintracciati a Cassino dopo alcuni giorni di ricerche. Foto d’archivio

24 Gennaio 2019 0

Frosinone, estorsione al supermercato, coppia denunciata dalla polizia

Di felice pensabene

FROSINONE – Entra in un supermercato del capoluogo e, anziché dirigersi verso gli scaffali per procedere all’acquisto dei prodotti, una coppia  si dirige direttamente verso l’addetto alla vigilanza.

Lo avvicina   e non per chiedere informazioni: improvvisamente mette in atto  nei suoi confronti un’aggressione fisica, accompagnata anche da una verbale.

L’intento  è quello di  intimorire l’uomo, in modo tale da poter asportare dall’attività commerciale la merce senza passare dalle casse.

L’atteggiamento dei due – uomo e donna – non ottiene l’effetto sperato, tanto che dello spiacevole episodio viene  informato il direttore, attivando , al contempo, l’intervento della Polizia.

La Squadra Volante ricostruisce l’accaduto ed identifica la coppia, per la quale scatta la denuncia per estorsione.

3 Luglio 2018 0

Usura ed estorsione a Roma, 7 arresti e sequestri per 11 milioni

Di Ermanno Amedei

ROMA – Dalle prime luci dell’alba, i Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma stanno eseguendo un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal G.I.P. presso il Tribunale capitolino, su richiesta della locale Direzione Distrettuale Antimafia, nei confronti di 9 soggetti, ritenuti responsabili, a vario titolo, dei reati di associazione per delinquere, usura, estorsione, esercizio abusivo dell’attività finanziaria, truffa aggravata ai danni dello Stato, auto-riciclaggio e trasferimento fraudolento di beni al fine di eludere la normativa antimafia in materia di prevenzione patrimoniale. Contestualmente le Fiamme Gialle stanno dando esecuzione al decreto di sequestro preventivo, emesso dal medesimo G.I.P., relativo a beni immobili e società per un valore complessivo di circa 11 milioni di euro. L’operazione – denominata “TERZA ETÀ” in quanto uno dei settori di reinvestimento dei proventi illeciti dell’organizzazione criminale era rappresentato dalle “strutture protette per anziani” – trae origine da una pregressa attività investigativa che, nel settembre 2017, aveva portato alla cattura, tra gli altri, del pregiudicato NICOLETTI Massimo, figlio del noto Enrico, storico cassiere della “banda della Magliana”. Nel corso di quelle indagini era emerso che un faccendiere del NICOLETTI, trovandosi in difficoltà economiche e dovendo restituire a terzi rilevanti somme di denaro, si era rivolto ad un congiunto, LICENZIATO Mauro, allo scopo di ottenere un prestito. Gli approfondimenti sulla figura del LICENZIATO, delineandone la caratura delinquenziale e le importanti relazioni nel mondo criminale, hanno evidenziato l’esistenza di un autonomo e strutturato sodalizio al vertice del quale, oltre al predetto, vi era il padre LICENZIATO Mario, e che poteva contare su numerosi altri affiliati. Le attività investigative eseguite dagli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia economico – finanziaria della Capitale, sostanziatesi in intercettazioni, pedinamenti, appostamenti e meticolosi accertamenti economico-patrimoniali, hanno rivelato come la famiglia LICENZIATO (Mario e i figli Mauro e Gianluca), coadiuvata dagli indagati MASTROSANTI Domenico, LIGUORI Anna Maria, DEL VECCHIO Danilo e HUDOROVICH Elvis (tutti destinatari degli odierni provvedimenti di cattura), grazie alla disponibilità di ingentissimi capitali, fossero dediti a sistematiche e abusive operazioni di finanziamento nei confronti di un’ampia platea di soggetti, per lo più imprenditori in gravi difficoltà economiche, ricorrendo in alcuni casi a violenze o minacce onde ottenere la restituzione delle somme elargite o appropriandosi coattivamente di beni dei debitori a parziale storno dei crediti vantati. I tassi medi applicati oscillavano tra il 90% ed il 180% annuo – di qui la loro natura usuraria – con punte del 570%. Ad aggravare lo stato di sudditanza psicologica delle vittime contribuiva il profilo delinquenziale dei capi, LICENZIATO Mario ed il figlio Mauro: entrambi di origine campana ma trapiantati nel comune di San Cesareo (RM), oltre ad avere collegamenti – per il tramite del sodale HUDOROVICH Elvis, detto Giovanni lo zingaro – con esponenti del clan dei CASAMONICA, sono stati indicati da alcuni collaboratori di giustizia come appartenenti ovvero contigui ad ambienti della criminalità organizzata partenopea. In particolare, LICENZIATO Mario è stato citato quale soggetto organico alla Nuova Famiglia, capeggiata dal noto Michele ZAZA detto u’ pazz, storico “cartello di famiglie della camorra” nato in contrapposizione alla Nuova Camorra Organizzata di Raffaele CUTOLO. In proposito, le indagini del G.I.C.O. hanno confermato che LICENZIATO Mario era in contatto diretto con Pasquale ZAZA, nipote di Michele u’ pazz, con il quale ha condiviso importanti progettualità “imprenditoriali”. Nel medesimo ambito, LICENZIATO Mauro ed il fratello Gianluca (quest’ultimo destinatario della misura dell’obbligo di presentazione alla P.G.) sono stati indicati quali soggetti dediti a strutturati traffici di droga sull’asse Napoli-Roma, sotto la direzione della zia, LICENZIATO Carmela, alias “LADY COCAINA”, attualmente detenuta in relazione a plurime condanne definitive per traffico di stupefacenti e porto e detenzione di armi, oggi destinataria di un nuovo ordine di arresto. La donna, sebbene in carcere, come dimostrato dalle odierne investigazioni, è risultata tuttora attiva nel settore ed intenzionata a dare vita a un’autonoma “piazza di spaccio” nella Capitale. E’ stata accertata la disponibilità occulta, in capo alla Licenziato, di un immobile sito a Palestrina (RM), acquisito con proventi del narcotraffico e solo formalmente intestato ad una congiunta. E’ emerso che il gruppo criminale reinvestiva sistematicamente i proventi delle attività delittuose in variegati settori dell’economia legale, ricorrendo anche a frodi fiscali quale fonte di finanziamento illecito. Sul punto, ha svolto un ruolo fondamentale la professionista LIGUORI Anna Maria, organica al sodalizio e destinataria del provvedimento cautelare degli arresti domiciliari, consulente fiscale in grado di individuare i soggetti cui attribuire, di volta in volta, la formale titolarità giuridica dei compendi aziendali riconducibili all’organizzazione. I finanzieri hanno svelato il sistematico ricorso a compiacenti teste di legno, utilizzate per la gestione di imprese attive nel commercio di autovetture e nel settore delle strutture ricettive per anziani, sottoponendo a sequestro preventivo due “strutture protette”, riconducibili al pregiudicato LICENZIATO Mario e site a San Cesareo (RM), di cui una operativa e una destinata ad essere inaugurata a breve. Le indagini, inoltre, hanno dimostrato la riconducibilità al sodalizio di una lussuosa struttura alberghiera ubicata nel centro di Praga, anch’essa sottoposta a sequestro, per la cui esecuzione sono in corso attività rogatoriali. I destinatari delle misure cautelari sono i seguenti: (1) LICENZIATO Mario – detto Marittone, cl. 47 (in carcere); (2) LICENZIATO Mauro, cl. 81 (in carcere); (3) LICENZIATO Carmela, cl. 58 (in carcere – già detenuta presso la Casa Circondariale di Roma – Rebibbia); (4) HUDOROVICH Elvis, cl. 77 (in carcere) detto Giovanni lo zingaro; (5) MASTROSANTI Domenico, cl. 59 (in carcere); (6) LIGUORI Anna Maria, cl. 76 (agli arresti domiciliari); (7) DEL VECCHIO Danilo, cl. 77 (agli arresti domiciliari); (8) LICENZIATO Gianluca, cl. 79 (destinatario dell’obbligo di presentazione alla PG); (9) BIANCO Vincenzo, cl. 78 (destinatario dell’obbligo di presentazione alla PG). I beni oggetto di sequestro preventivo sono i seguenti: a) quote sociali, capitale sociale e intero patrimonio aziendale di 9 società di capitali – di cui una di diritto estero – e 2 ditte individuali, nonché una quota maggioritaria di una società consortile, attive nei settori del “commercio autoveicoli”, “intermediazioni finanziarie”, “commercio di prodotti petroliferi”, “commercio all’ingrosso di prodotti vari”, “ristorazione”, “alberghiero” e “assistenza sociale residenziale”; b) tre immobili siti in San Cesareo (RM) e Palestrina (RM); per un valore complessivo di circa 11 milioni di euro. Contestualmente all’esecuzione delle citate misure personali e reali, sono in corso di esecuzione 30 perquisizioni in provincia di Roma, Latina e Napoli, con l’impiego di oltre 150 Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma ed il supporto dei Reparti competenti per territorio.

16 Aprile 2018 0

“Sistema” di estorsione a Frosinone, consumazioni gratis e obbligo assunzione: 4 arresti

Di Ermanno Amedei

FROSINONE – Il “sistema” imposto da alcuni esponenti da famiglie Rom di Frosinone comincia ad emergere. Le minacce e le percosse con cui i malviventi tengono in scacco gestori o proprietari di attività commerciali, non bastano. Frosinone sembra ribellarsi e le denunce delle vittime, portano le forze dell’ordine ad arrestare il gruppo che tenta di mettere mano sul commercio nel capoluogo ciociaro.

Quattro esponenti di famiglie di etnia rom di Frosinone, ritenuti responsabili di estorsione e tentata estorsione ai danni del proprietario di una nota sala giochi della città, sono stati arrestati dagli agenti della Squadra Mobile diretta dal vice questore Carlo Bianchi.

Le indagini condotte dagli agenti hanno determinato il Procuratore Capo dr. Giuseppe De Falco a chiedere la misura cautelare, emanata dal dr. Antonello Bracaglia Morante, G.I.P. del Tribunale di Frosinone, che prevede agli arresti domiciliari, con braccialetto elettronico.

I quattro arrestati, di età compresa tra 48 e 22 anni, oltre al gestore, minacciavano ed aggredivano anche il personale di servizio, ogni qual volta questi osavano chiedere il pagamento delle consumazioni o anche solo il rispetto delle norme di comportamento quali il divieto di fumare all’interno del locale.

Gli estorsori, infatti, pretendevano di comportarsi da padroni e, in più, infastidivano anche gli altri avventori, con lo scopo ultimo di costringere il proprietario ad assumere un loro rappresentante, a 1000 euro al mese, come addetto alla sicurezza, per non avere più problemi con loro.

I comportamenti violenti ed estorsivi andavano avanti da anni, accompagnati anche da aggressioni fisica, l’ultima della quale avvenuta nel gennaio scorso.

Gli investigatori sono venuti a conoscenza della grave situazione, grazie al capillare lavoro info-investigativo; infatti, dopo aver ricostruito la vicenda, è stato sentito il proprietario del locale che, talmente intimorito dal gruppo di aguzzini, fino a quel momento, aveva evitato di sporgere denuncia.

22 Marzo 2018 0

Arrestati dai Carabinieri, per estorsione e rapina, due componenti dei Di Silvio

Di felice pensabene

FROSINONE – Proseguono le indagini nei confronti di un gruppo di componenti di etnia rom. Da questa mattina, infatti,è in corso dalle prime ore della mattinata una operazione dei Carabinieri del Comando Provinciale di Frosinone nei confronti del gruppo dei Di SILVIO nota famiglia rom. Nei confronti degli arrestati pendono le accuse di estorsione e rapina ai danni di un commerciante. Due le persone arrestate su ordinanza di custodia cautelare emessa dal GIP del Tribunale di Frosinone dott.ssa Ida Logolusso su richiesta del Pm dott Coletta Gli indagati devono rispondere dei reati di estorsione in concorso e rapina in danno di commerciante del luogo

Maggiori dettagli saranno forniti in una conferenza stampa presso il comando provinciale di Frosinone alle 11.30

27 Novembre 2017 0

In vacanza in Umbria, pluripregiudicato per estorsione arrestato dalla polizia

Di felice pensabene

Latina – La Polizia di Stato,ha tratto in arresto per ricettazione, sequestro di persona ed estorsione Di Silvio Emiliano classe 73, pluripregiudicato appartenente alla nota famiglia  sinti dei Di Silvio.

L’uomo, residente a Cisterna di Latina, si era allontanato dal proprio domicilio da diverso tempo. Per tale ragione gli uomini del Commissariato di Cisterna hanno tempestivamente inserito la nota di rintraccio nel sistema Alert, che ha permesso così agli agenti della Squadra Mobile di Perugia di rintracciarlo e bloccarlo in un ostello del capoluogo umbro. Il Di Silvio deve scontare un residuo di pena di 1 anno, 2 mesi e 7 giorni per reati che vanno dalla ricettazione al sequestro di persona fino all’estorsione.

 

 

6 Novembre 2017 0

Strangolagalli: Giovane 18 enne finisce in manette per maltrattamenti in famiglia ed estorsione

Di redazione

Nella mattinata odierna personale del Comando Stazione Carabinieri di Strangolagalli, traeva in arresto un giovane appena maggiorenne, in esecuzione del provvedimento di custodia cautelare in carcere, emesso dalla Procura della Repubblica, presso il Tribunale di Frosinone, poiché ritenuto responsabile dei reati commessi di “maltrattamenti in famiglia ed estorsione”. Il provvedimento veniva emesso dalla predetta A.G., a seguito delle risultanze investigative (acquisite dai militari operanti dalla specifica attività e concordate dalla medesima A.G.), che permettevano di accertare che il giovane con più azioni delittuose continuava a chiedere denaro ai genitori, reagendo con violenza ed insulti ai loro dinieghi. Nell’ultimo periodo era passato anche ai furti tanto che in casa erano iniziati a sparire gli oggetti in oro e, dalla cantina, gli attrezzi da lavoro. Neppure l’anziana nonna era stata risparmiata, spinta più volte o minacciata prendendo a calci il deambulatore. Inoltre, il giovane, già in passato si era reso autore di due fatti eclatanti commessi quando era ancora minorenne: del furto dell’auto del Comune di Strangolagalli, con la quale – privo di patente – aveva scorrazzato per il paese, finché i Carabinieri non avevano provveduto a bloccarlo ed, ancora più grave, del furto di tre calici, contenenti ostie, dalla chiesa di San Michele. Anche in quel caso, dopo alcune indagini, i militari dell’Arma erano arrivati a lui, traendolo in arresto e, su decisione del Tribunale per i Minorenni, aveva trascorso un lungo periodo in una struttura rieducativa della capitale, nella speranza di riuscire a portare finalmente il giovine sulla retta via. Appena rientrato nell’ambito familiare le sue condotte delinquenziali sono immediatamente riprese, come le denunce da parte dell’Arma, che oggi hanno proceduto al suo ennesimo arresto. Foto d’archivio

16 Ottobre 2017 0

Droga ed estorsione a Terracina, indagini per i 18 arresti partono da denuncia di madre coraggio

Di Ermanno Amedei

TERRACINA – I Carabinieri del Comando Provinciale di Latina, con il supporto di unità antidroga del Nucleo Carabinieri Cinofili di Roma Santa Maria di Galeria e la copertura aerea di un velivolo del Reparto Elicotteri Carabinieri di Pratica di Mare, sin dalle prime ore dell’alba, hanno dato esecuzione a 18 ordinanze di misure cautelari personali. I provvedimenti restrittivi (12 custodie cautelari in carcere e 6 agli arresti domiciliari) sono stati emessi dal G.I.P. del Tribunale di Latina, Dott.ssa Mara Mattioli, su richiesta del Pubblico Ministero della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Latina, Dott.ssa Luigia Spinelli, nei confronti di altrettanti soggetti accusati dei reati di detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti (art. 73 D.P.R. 309/90) ed estorsione (art. 629 c.p.). Le indagini, condotte dal Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia Carabinieri di Terracina, comandata dal capitano Margherita Anzini, sono state intraprese alla fine del 2015 muovendo dalla denuncia presentata da una madre preoccupata dalle continue richieste estorsive di cui era vittima il figlio. I primi accertamenti hanno consentito di raccogliere pregnanti elementi informativi in capo ad un gruppo criminale impegnato nella gestione della piazza di spaccio di sostanze stupefacenti: hashish, marijuana e soprattutto cocaina. Un attento monitoraggio dei soggetti finiti sotto la lente degli investigatori ed il successivo sviluppo dei riscontri venuti in rilievo ha consentito, grazie anche al portato probatorio delle indagini tecniche frattanto effettuate, di comprovare l’operatività – nel territorio dei comuni di Fondi, Priverno, Aprilia e, più specificatamente, Terracina, la città del Tempio di Giove (da cui ha appunto preso il nome l’operazione) – la piena enucleazione di identità, ruoli e schemi dei soggetti attinti dalle misure cautelari personali, alcuni dei quali risultavano gravati da precedenti o pendenze penali, anche per reati specifici, nonché la fedele ricostruzione delle dinamiche di spaccio, delle rotte e dei canali di approvvigionamento delle sostanze stupefacenti. Fondamentale è risultata la rapida comprensione del linguaggio criptico e dei particolari codici di comunicazione tra gli indagati. Particolarmente efficace si è dimostrata la metodica messa a sistema dagli indagati nella prospettiva di sollecitare il pagamento dei debiti di droga. I morosi, infatti, venivano pesantemente minacciati e malmenati per farli rientrare dai loro debiti, arrivando anche a costringerli ad accedere a delle forme di finanziamento, addirittura attraverso la predisposizione di documentazione falsa per avallare la solo solvibilità. Molti i riscontri obiettivi raccolti durante il periodo oggetto d’indagine. Tra questi, oltre alla denuncia in stato di libertà di alcuni giovani del luogo, anche l’arresto di sette soggetti, tra cui due dei destinatari delle odierne ordinanze restrittive, colti nella flagranza del reato di detenzione a fini di spaccio di sostanze stupefacenti. Durante l’arco temporale delle investigazioni, inoltre, sono stati sequestrati, complessivamente, circa 160 grammi di cocaina, 15 di hashish e 5 di marijuana; mentre ammonta a 2.600 il denaro sottoposto a sequestro quale provento dell’attività di spaccio. Nel corso dell’operazione uno dei soggetti colpiti da ordinanza è stato altresì tratto in arresto nella flagranza del reato di detenzione illegale di sostanza stupefacenti in quanto trovato in possesso di 45 grammi di hashish. I destinatari delle misure cautelari in carcere sono stati associati alla casa circondariale di Latina, fatta eccezione per uno che, per reati specifici, si trovava già ristretto presso la casa circondariale di Cassino, dove continuerà a permanere, ed un secondo che, invece, è stato condotto presso il carcere di Siena, poiché da circa un anno si era trasferito in quella provincia.

16 Ottobre 2017 0

Spaccio di droga ed estorsione a Terracina, 18 arresti

Di Ermanno Amedei

TERRACINA – Alle prime ore dell’alba di oggi la Compagnia CC di Terracina – con il supporto dei Carabinieri del Comando Provinciale di Latina, di due unità antidroga del Nucleo Cinofili e la copertura aerea di un velivolo del Reparto Elicotteri – hanno eseguito 18 ordinanze di custodia cautelare, di cui 12 in carcere e 6 agli arresti domiciliari. Detenzione e spaccio di sostanze stupefacenti ed estorsione i reati contestati. Nel corso delle operazioni di perquisizione, una dei destinatari è stata arrestata in flagranza di reato per detenzione di hashish. Foto Repertorio

24 Luglio 2017 0

Guardia di finanza, Latina: Arrestato noto imprenditore di Fondi per estorsione e appropriazione indebita

Di redazione

Le Fiamme Gialle del Comando Provinciale di Latina hanno eseguito un’ordinanza applicativa di misura cautelare personale emessa dal Gip del Tribunale di Latina Dott. Pierpaolo BORTONE su richiesta del Pubblico Ministero Dott.ssa Luigia Spinelli, nei confronti di un noto imprenditore fondano attivo nel commercio all’ingrosso di prodotti petroliferi per le fattispecie di reati di cui agli artt. 629 c.p. (estorsione) e 611 c.p. (violenza o minaccia per costringere a commettere un reato). Le indagini condotte dai finanzieri della Compagnia di Fondi hanno preso il via da una prima attività di verifica fiscale volta all’accertamento del rispetto degli adempimenti amministrativo-contabili. Dall’esame della documentazione rinvenuta e dai successivi approfondimenti investigativi, le Fiamme Gialle fondane hanno riscontrato che nel periodo compreso tra il 2013-2017, l’imprenditore ha indotto sistematicamente i tre dipendenti della società, con l’implicita prospettiva di licenziamento, ad accettare gravose condizioni di lavoro, come, ad esempio, prestare la propria attività lavorativa per otto-dieci ore al giorno a fronte di un contratto part-time in base al quale gli venivano retribuiti la metà delle ore prestate od, ancora, dover accusare proprie colleghe per addebitare ingiustamente loro gravi mancanze sul luogo del lavoro. Gli stessi sono stati altresì indotti a rinunciare alla 13^ e 14^ mensilità nonché alla retribuzione di ferie e permessi e alla mancata corresponsione degli assegni familiari, degli 80 euro mensili introdotti dal D.L. 66/14 (meglio noto come “bonus Renzi”) e dei crediti d’imposta spettanti dalla liquidazione IRPEF. Emblematico il caso di un dipendente il quale risulta avere prestato la propria attività lavorativa ininterrottamente per circa 4 anni senza godere dei previsti giorni di ferie e riposi settimanali. Due dei tre dipendenti vittime sono poi stati comunque licenziati dall’imprenditore mentre il terzo in precedenza si era licenziato. Il Tribunale di Latina ha ritenuto fondate le conclusioni cui è giunto l’Ufficio del Pubblico Ministero ritenendo configurabile il reato di estorsione nella condotta dell’imprenditore, nella fattispecie imponendo ai dipendenti condizioni retributive e di lavoro particolarmente gravose, dietro la minaccia del licenziamento.