Tag: fiscale

14 Marzo 2019 0

Immobile sequestrato ad un evasore fiscale a Fiuggi

Di admin
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true });

FIUGGI – Nello scorso mese di settembre, le Fiamme Gialle della Tenenza di Fiuggi hanno concluso una verifica fiscale nei confronti di una società, con sede nella città termale, operante nel settore alberghiero, che aveva omesso di presentare la dichiarazione fiscale per l’anno 2015. Le operazioni ispettive, nel cui ambito sono state eseguite indagini finanziarie aventi ad oggetto i conti corrente bancari intestati alla società e ai relativi soci, hanno consentito di quantificare una base imponibile sottratta a tassazione, ai fini delle imposte sui redditi, per circa 600 mila euro, e di quantificare un’imposta evasa per circa 160 mila euro. In tale contesto, il legale rappresentante della società veniva segnalato alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di omessa presentazione della dichiarazione annuale ai fini delle imposte sui redditi, alla quale veniva proposta l’adozione della misura ablativa del sequestro preventivo finalizzato alla confisca per valore equivalente al profitto del reato. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Frosinone, su proposta della locale Procura della Repubblica, nel condividere le risultanze dell’attività investigativa svolta dai Finanzieri della Tenenza di Fiuggi, ha emesso un decreto di sequestro preventivo per valore equivalente al profitto del reato contestato, fino all’importo di euro 156.570. In data 07.03.2019 le Fiamme Gialle della città termale hanno dato esecuzione al citato provvedimento emesso dall’Autorità Giudiziaria, sottoponendo a sequestro un immobile sito in Fiuggi (FR), di proprietà del legale rappresentante e socio dell’impresa. La Guardia di Finanza opera ogni giorno per contrastare l’evasione e le frodi fiscali, che alterano le regole del mercato, danneggiando i cittadini e gli imprenditori onesti, e per ripristinare le necessarie condizioni di giustizia.

31 Gennaio 2019 0

Evasione fiscale da 32 milioni a Cassino, due aziende sotto la lente della Finanza

Di admin

CASSINO – I Finanziari del Comando Provinciale di Frosinone, nell’ambito dell’operazione “Black Toner”, hanno scoperto l’esistenza di un’associazione a delinquere finalizzata alla realizzazione di una complessa frode nel settore della commercializzazione di materiale per ufficio, perpetrata mediante la commissione di plurime condotte delittuose. Il servizio, eseguito dai militari dalle Fiamme Gialle del Gruppo di Cassino, è scaturito da due verifiche fiscali svolte nei confronti di altrettante imprese con sede nel cassinate. Gli accertamenti esperiti, hanno permesso di evidenziare la reale natura delle imprese verificate e il ruolo di prestanome dei rispettivi rappresentanti legali. In particolare, le società verificate avevano occultato tutti i redditi prodotti, nonché omesso di esibire le scritture contabili, rendendo più complessa l’attività degli investigatori finalizzata alla ricostruzione della reale capacità economica. L’insidiosità dell’organizzazione si manifestava anche attraverso l’impiego di società rumene al fine di simulare acquisti e transazioni commerciali mai avvenute, mediante l’utilizzo di dichiarazioni d’intento e lettere di vettura false per attestare finte esportazioni di merce. La dichiarazione d’intento è un documento con il quale l’esportatore abituale attesta, sotto la propria responsabilità, di avere determinati requisiti manifestando al fornitore la propria volontà di acquistare beni e servizi senza il pagamento dell’IVA. Ciò nonostante, con l’ausilio delle banche dati fiscali e attraverso l’esecuzione di numerosi controlli incrociati eseguiti presso i vari clienti e fornitori, i militari sono riusciti a quantificare, relativamente al periodo dal 2012 al 2016, l’emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti per oltre 32 milioni di euro, con una base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte sui redditi di oltre 3,5 milioni di euro e violazioni all’IVA per oltre 6 milioni di euro. I finanzieri della Città Martire, inoltre, nel corso dell’attività di servizio esperita, hanno individuato 17 società coinvolte, denunciando 15 amministratori alla competente Autorità Giudiziaria per i reati di associazione per delinquere, occultamento delle scritture contabili, omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali ed emissione ed utilizzo di fatture per operazioni inesistenti.

14 Gennaio 2019 0

Evasione fiscale da 7 milioni di euro a Sora, denunciate due persone

Di admin

SORA – I Finanziari del Comando Provinciale di Frosinone, indagando sulle attività di una società che opera nel settore delle pulizie a Sora, hanno scoperto una evasione fiscale per circa 7 milioni di euro. Le operazioni ispettive, tra le prime del nuovo anno, eseguite dai militari dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Sora, sono scaturite da indagini di polizia giudiziaria svolte nei confronti di alcune società campane, successivamente trasferitesi nella città di Sora, che avevano omesso di presentare le dichiarazioni dei redditi o che le avevano presentate con ricavi più bassi. In particolare, la società verificata dalla Guardia di Finanza di Sora aveva occultato gran parte dei redditi prodotti, nonché omesso di esibire le scritture contabili, rendendo più complessa l’attività degli investigatori finalizzata alla ricostruzione del volume d’affari e dei redditi prodotti. Ciò nonostante, attraverso l’esecuzione di numerosi controlli incrociati eseguiti presso i vari clienti e fornitori, nonché con l’ausilio delle banche dati fiscali, i finanzieri sorani sono riusciti a quantificare, relativamente agli anni dal 2013 al 2017, una base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte sui redditi per circa 5,7 milioni di euro e violazioni all’IVA per circa 1,3 milioni di euro. I due amministratori pro-tempore della società – un trentenne e un cinquantenne, originari della provincia di Caserta, uno dei quali risultato essere un mero “prestanome” – sono stati segnalati alla competente Autorità Giudiziaria per il reato di “occultamento delle scritture contabili” e “presentazione di dichiarazione fraudolenta mediante altri artifizi”. Il contrasto all’evasione fiscale, sotto ogni forma, è uno dei compiti prioritari della Guardia di Finanza: contrastare l’evasione fiscale vuol dire garantire un fisco più equo e proporzionale all’effettiva capacità di ognuno.

20 Dicembre 2018 0

Call center dell’evasione fiscale ad Arce, aveva fatto lavorare a nero 31 operatori

Di admin

ARCE – I Finanzieri del Comando Provinciale di Frosinone, nell’ambito delle attività a contrasto dell’evasione fiscale e del lavoro sommerso, hanno individuato una società che, oltre ad evadere le imposte, utilizzava lavoratori dipendenti in nero. L’operazione di servizio, condotta dalle Fiamme Gialle di Arce, ha consentito di individuare un call center, operante nel territorio dell’antica Fregellae, che da preliminare attività informativa risultava aver omesso la presentazione delle dichiarazioni fiscali per gli anni 2015, 2016 e 2017, pur operando attivamente nel settore dell’intermediazione nei servizi di telecomunicazioni. Nel corso del controllo fiscale, sulla base della documentazione acquisita, dei riscontri effettuati e delle risultanze delle banche dati fiscali, è stata quantificata una base imponibile sottratta a tassazione ai fini delle imposte sui redditi per circa 225 mila euro ed un’I.V.A. evasa per circa 85 mila euro. Inoltre, gli investigatori delle Fiamme Gialle hanno ricostruito le posizioni lavorative di diverse persone risultate impiegate nel tempo presso l’azienda controllata, individuando ben 31 lavoratori in nero e 3 lavoratori irregolari. Per tali lavoratori, infatti, gli accertamenti eseguiti hanno consentito di appurare che il rapporto di lavoro subordinato era stato dissimulato attraverso l’uso strumentale degli istituti delle prestazioni occasionali e parasubordinate, con conseguente evasione fiscale e contributiva. Sulla base delle retribuzioni corrisposte sono state quantificate ritenute Irpef non operate e non versate per circa 18 mila euro e ritenute previdenziali non versate per oltre 7 mila euro. Nei confronti del call center controllato, pertanto, oltre alle sanzioni di natura fiscale e di sostituto di imposta, sono state contestate le sanzioni previste nei casi di impiego di lavoratori in nero e irregolari, tra le quali la cosiddetta “maxi sanzione”, per un ammontare complessivo compreso tra un minimo di 134 mila euro ed un massimo di 800 mila euro. Il contrasto all’evasione fiscale e al lavoro nero, sotto ogni forma, è uno dei compiti prioritari della Guardia di Finanza a tutela degli interessi dello Stato, dei lavoratori e, soprattutto, degli altri operatori economici che ottemperano agli obblighi di legge e soffrono forme insidiose di concorrenza sleale.

14 Dicembre 2018 0

Evasione di fiscale da 58 milioni tra Fiuggi e Napoli: denunciate due persone

Di admin

FIUGGI – I finanzieri di Frosinone hanno concluso una verifica fiscale nei confronti di una società esercente l’attività commercio all’ingrosso di prodotti alimentari operante nel fiuggino e nel napoletano, che ha consentito di scoprire un’evasione fiscale per oltre 58 milioni di euro e di denunciare due persone per reati tributari.

E’ questo l’esito di un’operazione di servizio conclusa dalla Tenenza della Guardia di Finanza di Fiuggi nei confronti di una società, gestita da due persone di origine campana, che sebbene operativa e con una consistente forza lavoro alle dipendenze, aveva omesso non solo la presentazione delle dichiarazioni fiscali annuali per gli anni 2012, 2013, 2016 e 2017, risultando quindi un “evasore totale”, ma anche di versare le imposte e le ritenute Irpef relative alle retribuzioni corrisposte ai lavoratori dipendenti.

Per gli anni 2014 e 2015, invece, la società, pur presentando le dichiarazioni fiscali, non aveva indicato né i redditi prodotti, né l’I.V.A. a debito.

In questo modo, grazie al risparmio creato dalla mancata tassazione dei redditi e dal mancato versamento delle imposte, la società verificata era stata in grado, nei vari anni, di commercializzare i prodotti alimentari a prezzi altamente concorrenziali, con conseguente alterazione delle dinamiche di mercato.

Nel corso delle operazioni di verifica i responsabili della società, al fine di impedire la ricostruzione dei redditi non dichiarati nei vari anni, hanno omesso di esibire le scritture e i documenti contabili.

Ciononostante, i militari del Cap. Vincenzo Giove, attraverso le risultanze delle banche dati fiscali, dei controlli eseguiti nei confronti di aziende fornitrici e clienti della società verificata e degli accertamenti effettuati sui conti correnti bancari e postali intestati alla stessa e ai relativi amministratori, hanno quantificato un ammontare di ricavi non dichiarati per oltre 43 milioni di euro e un’I.V.A. evasa per oltre 15 milioni di euro, nonché omessi versamenti di ritenute Irpef su retribuzioni corrisposte a lavoratori dipendenti per circa 8 mila euro.

A conclusione della verifica fiscale, i due responsabili della società sono stati denunciati alla competente A.G. per i reati di omessa presentazione delle dichiarazioni fiscali e di occultamento e distruzione di documentazione contabile.

L’operazione di servizio costituisce un’ulteriore conferma dell’impegno della Guardia di Finanza a contrasto dell’evasione fiscale, la quale produce effetti negativi per l’economia, ostacola la normale concorrenza fra imprese, danneggia le risorse economiche dello Stato ed accresce il carico fiscale per i cittadini onesti.

Al riguardo, da inizio anno sono 155 le persone denunciate dalle Fiamme Gialle di Frosinone per reati fiscali, individuate nel corso di 570 attività ispettive che hanno portato alla quantificazione di una base imponibile sottratta a tassazione di oltre 518 milioni di euro e una maggiore IVA di oltre 91 milioni di euro.

5 Febbraio 2018 0

Commercio di Ferrari e Porsche con frode fiscale da 55 milioni, denunciate 16 persone nel sorano

Di admin

SORA – Commercializzavano autovetture di lusso provenienti da Paesi dell’Unione Europea, realizzando un giro d’affari milionario ma, attraverso vari artifizi, frodavano il Fisco, omettendo di versare le imposte dovute e di presentare le dichiarazioni fiscali. A scoprire la sofisticata frode fiscale sono stati i Finanzieri del Comando Provinciale di Frosinone a conclusione dell’operazione denominata “CAR JUMPING”, condotta nei confronti di 5 imprese operanti nel settore della compravendita di autovetture, tutte con sede nel sorano. L’ingegnoso meccanismo di frode veniva perpetrato mediante l’acquisto di autovetture nuove di lusso (quali Porsche, Ferrari ed altri marchi premium) da Paesi Europei, ma puntualmente immatricolate in Italia come veicoli di “seconda mano” o “usati” per eludere il pagamento dell’Iva. Le indagini condotte dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Sora hanno permesso, in particolare, di riscontrare come le autovetture – nuove di fabbrica – venivano di fatto acquistate dagli stessi imprenditori italiani investigati presso operatori economici (in larga parte tedeschi) e portate direttamente in Italia, mentre sotto l’aspetto formale (attraverso il ricorso a false fatturazioni o false autocertificazioni) venivano intestate a persone residenti all’estero, generalmente bulgari. In tal modo, le autovetture nuove figuravano fittiziamente “usate”, e come tali venivano presentate per l’immatricolazione in Italia, per essere poi successivamente vendute ai clienti italiani a prezzi nettamente inferiori a quelli di mercato, creando così una concorrenza sleale a danno degli operatori economici onesti. All’esito delle indagini di polizia economico-finanziaria, sviluppate anche passando a setaccio i conti correnti intestati alle società e agli imprenditori coinvolti, sono stati quantificati ricavi non dichiarati al Fisco per oltre 45 milioni di euro ed un’Iva evasa per 10 milioni di euro; l’ammontare delle fatture false utilizzate per celare le reali transazioni commerciali poste in essere dai soggetti responsabili è di oltre 400.000 euro. Sono 16 le persone a vario titolo denunciate presso le Procure della Repubblica di Cassino e Frosinone per reati tributari (omessa presentazione delle dichiarazioni annuali ai fini delle imposte dirette ed indirette, emissione ed annotazione di fatture relative ad operazioni inesistenti, false attestazioni). Nei giorni scorsi, inoltre, è stato anche eseguito dai Finanzieri un provvedimento di sequestro per equivalente finalizzato alla confisca, emesso dall’Autorità Giudiziaria competente, per un ammontare complessivo di oltre 100.000 euro, a garanzia delle pretese erariali.

22 Marzo 2017 0

Bilancio 2016 guardia di Finanza Rieti: evasione fiscale, terremoto e contrabbando di alcool e vodka

Di admin

Rieti – Oltre alla tradizionale missione della Guardia di Finanza, gli uomini del comando provinciale di Rieti, nel corso del 2016, si sono distinti anche nell’assistenza ed al soccorso delle popolazioni colpite dal sisma che ha particolarmente interessato la Provincia reatina.

I finanzieri sono stati particolarmente impegnati, fin dalle prime ore del 24 agosto 2016, nelle attività di primo soccorso e per garantire la necessaria cornice organizzativa e di sicurezza nel territorio reatino colpito dal sisma. Fondamentali nelle fasi di ricerca dei superstiti e di recupero delle vittime sono state le unità specialistiche (cinofili e militari del Soccorso Alpino della Guardia di Finanza), fatte confluire appositamente da tutta Italia. I Finanzieri hanno svolto e continuano a svolgere una preziosa azione di vigilanza per la salvaguardia e la tutela del patrimonio del territorio, con la partecipazione ai servizi antisciacallaggio, congiuntamente alle molteplici attività di indagine collegate al sisma.

Alla voce lotta alle frodi fiscali nel bilancio 2016 ci sono i  23 soggetti denunciati di 26 reati fiscali quali l’emissione di fatture per operazioni inesistenti, dichiarazione fraudolenta, occultamento di documentazione contabile. Inoltre sono stati scoperti e denunciati 29 evasori totali, 2 evasori paratotali, 15 lavoratori in nero e 331 irregolari.

Sono state sequestrate disponibilità patrimoniali e finanziarie per il recupero delle imposte evase nei riguardi dei responsabili di frodi fiscali per circa 870mila euro e sono state avanzate proposte di sequestro per altri 7 milioni.

La Guardia di Finanza di Rieti, nel corso del 2016, ha effettuato mirati controlli in materia di accise sugli spiriti congiuntamente all’Agenzia delle Dogane, che hanno portato al sequestro di oltre 78 tonnellate di alcol puro e vodka destinati al mercato “nero”, 3 autoarticolati, 33 fusti cisterna, svariate pompe utilizzate per i travasi e di un’autovettura impiegata come staffetta per la “scorta” di tale merce clandestina.

Nell’ambito di diversi accertamenti svolti su delega della Corte dei Conti, sono stati segnalati sprechi o irregolari gestioni di fondi pubblici che hanno cagionato danni erariali allo Stato per circa 3,7 milioni di euro e segnalati alle competenti autorità 22 soggetti per connesse ipotesi di responsabilità erariale. Nel settore degli illeciti contro la Pubblica Amministrazione sono stati denunciati 17 soggetti, dei quali il 64% per abuso d’ufficio, il 23% per peculato ed il 29% per altri reati contro la Pubblica Amministrazione.

In materia di riciclaggio ed auto-riciclaggio sono state svolte diverse indagini e attività di polizia giudiziaria che hanno portato alla denuncia di 2 soggetti, con tributi evasi pari a circa 275mila euro. Nelle indagini svolte nei settori delle truffe, reati societari, fallimentari, bancari, finanziari, sono state denunciate 44 persone.

9 Agosto 2010 0

Maxi evasione fiscale, sequestrati immobili per 325 mila euro

Di redazione

Le fiamme gialle della Compagnia di Vasto, oggi, in esecuzione di un provvedimento del GIP del Tribunale di Lanciano, dott. Massimo Canosa, hanno sottoposto a sequestro una villa e due terreni annessi, un magazzino e due conti correnti (circa 6.700 euro) intestati ad un imprenditore italiano di Sant’Esuanio del Sangro (Ch), il quale ha costituito un’azienda in Slovacchia ma ha prestato servizi di manodopera edile, mediante lavoratori in nero, in Italia, specialmente nella zona del vastese. Le società di diritto estero, qualora prestino la loro opera in Italia devono per norma dichiarare la stabile organizzazione e dichiarare i redditi prodotti nel territorio nazionale. In questo caso l’imprenditore ha reso prestazioni documentate a varie società, omettendo di dichiarare al fisco i ricavi prodotti nel 2008 per un ammontare pari a € 1.048.972,00, evadendo le conseguenti imposte dovute in Italia per un importo pari a € 288.467 quale IRES (Imposta sul REddito delle Società) ed € 209.794 quale IVA per totali € 498.261. Il provvedimento adottato, definito dalla dottrina quale sequestro per equivalente, è di natura preventiva ed eseguito ai sensi dell’art. 321 cpp per la successiva applicazione dell’art. 1, comma 143, della Legge 244/2007 (Finanziaria del 2008), ossia per la confisca, in caso di condanna, ai sensi dell’art. 322 del codice penale novellato dalla predetta Legge Finanziaria. La norma del 2007 ha introdotto la possibilità di confiscare agli evasori fiscali che, superando determinate soglie di evasione, compiono delitti perseguibili penalmente ai sensi del Dlgs 74/2000, i beni mobili ed immobili per un ammontare equivalente alle imposte evase. Nel caso specifico il Tribunale di Lanciano farà peritare il valore degli immobili, che al momento ammonterebbe a circa 320.000 euro, e quindi, a condanna avvenuta, provvederà alla confisca dei beni per porli all’asta e ricavarne il valore delle imposte evase. Si tratta della prima volta che nella provincia di Chieti trova applicazione tale misura di ablazione patrimoniale nei confronti di evasori fiscali ma è probabile che, nei casi previsti dalla norma, sarà applicata in maniera sempre più incisiva.

3 Agosto 2010 0

“Frodi Carosello”, scoperta maxi evasione fiscale

Di redazione

I finanzieri della Compagnia di Caserta hanno concluso attività ispettive nei confronti di una società a responsabilità limitata che, attraverso l’interposizione fittizia di altre società operanti nel medesimo settore, ha sottratto all’imposizione componenti positivi di reddito per oltre 3,5 milioni di euro ed IVA dovuta per più di 700 mila euro. La società verificata, operante nel settore della commercializzazione di autoveicoli, acquistava direttamente gran parte delle autovetture da Paesi della Comunità europea, ma faceva risultare, dalla sua contabilità, operazioni avvenute con operatori nazionali (soggetti interposti). La medesima utilizzava pertanto fatture “soggettivamente” afferenti ad operazioni inesistenti, con la conseguente evasione delle imposte dirette e dell’I.V.A. Le violazioni riscontrate costituiscono indice dell’esistenza delle cosiddette “operazioni conduit” o “frodi carosello”, meccanismi fraudolenti, particolarmente diffusi nel settore merceologico del commercio di autovetture, finalizzati al raggiungimento di un risultato evasivo e all’incremento dei profitti derivante dallo sfruttamento dei vantaggi concorrenziali legati alla possibilità di praticare prezzi “al dettaglio” maggiormente competitivi. Tale meccanismo, nella forma più elementare, necessita dell’esistenza di un primo cedente estero comunitario, di un soggetto I.V.A. destinatario finale del bene e di un soggetto giuridico interposto che acquisti il bene in regime di non imponibilità (atteso il principio di tassazione nel Paese di destinazione) dal primo e, successivamente, lo rivenda al secondo con l’applicazione dell’I.V.A. secondo la disciplina nazionale. In tal modo, il soggetto interposto (definito per questo “missing trader” o “cartiera”), risulta fisiologicamente a debito dell’I.V.A. relativa alle fatture emesse che non provvede mai a versare ma che tuttavia viene detratta dal soggetto a cui il bene viene venduto. Nel contempo, l’inconsistenza patrimoniale e finanziaria dei soggetti interposti, che peraltro concentrano generalmente un gran numero di operazioni in un lasso temporale circoscritto, rende praticamente vana la pretesa erariale. Nel caso specifico, la società verificata, attraverso l’interposizione di altre società e/o ditte individuali, ha acquistato autovetture dall’estero per oltre 3,5 milioni di euro, ottenendo così un significativo credito d’imposta maturato che i militari operanti hanno azzerato. Le investigazioni condotte dai finanzieri hanno consentito, da una parte, di proporre per il recupero a tassazione l’ingente quantitativo di acquisti, il recupero dell’I.V.A. e la segnalazione all’Autorità Giudiziaria competente del rappresentante legale della società e di altri quattro soggetti risultati coinvolti. L’operazione di servizio testimonia lo sforzo profuso dalle Fiamme Gialle casertane nel contrasto all’evasione fiscale, a tutela dei pubblici bilanci e del corretto andamento dell’economia.

18 Giugno 2010 0

Maxi evasione fiscale nel settore del mercato delle auto tra Lazio, Campania e Toscana

Di redazione

A conclusione di un’articolata indagine, coordinata e diretta dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere, la Tenenza della Guardia di Finanza di Capua ha eseguito in data odierna tre ordinanze di misure cautelari personali nei confronti di soggetti facenti parte di un’associazione per delinquere finalizzata alla commissione di delitti di emissione ed utilizzazione di fatture per operazioni inesistenti, condotta realizzata anche attraverso la illegale importazione e commercializzazione sul territorio nazionale di auto provenienti da paesi UE e, precisamente: PIRRAGLIA Pasquale, nato ad Acerra il 4.12.1969, arresti domiciliari; PETRELLA Vittorio, nato a Santa Maria C.V., l’1.3.1984, obbligo di dimora nel Comune di Bellona; FERRARA Salvatore, nato a Milano il 6.2.1978, obbligo di dimora nel Comune di Sabaudia. L’indagine ha portato alla luce un ramificato e complesso sistema costituito da una fitta rete di imprese nazionali – aventi sede nel territorio campano laziale e toscano quali Formula Auto srl, Centro Auto Campano 2 srl, Digicar, M.C. Auto 2 srl, Autoferrara srl e S.P. Auto ed estere quali Glamour Cars s.r.o. e VI.PRO. Production s.r.o. con sede in Praga, Full Car KFT con sede in Ungheria, gran parte delle quali risultate vere e proprie “cartiere” operanti nei paesi dell’Est Europa; attraverso tali società, il principale indagato, Pirraglia Pasquale, unitamente agli altri associati, ha posto in essere una condotta finalizzata a: a. frodare il Fisco nazionale per circa 30 milioni di euro; b. permettere ai reali soggetti economici, acquirenti delle auto, di godere di notevoli vantaggi fiscali; c. permettere ad alcune imprese nazionali di lucrare enormemente sulla importazione di auto nuove ed usate da Paesi UE, sfruttando il vantaggio commerciale illecitamente acquisito, a danno degli imprenditori onesti operanti nello stesso settore commerciale, dovuti al ribasso dei prezzi di vendita praticati; d. occultare e, conseguentemente, non dichiarare al Fisco, una consistente parte dei corrispettivi incassati dalla vendita delle auto, attraverso un simulato conto esposizione che, in tal modo articolato, permetteva di sfuggire a qualsivoglia controllo contabile; e. costituirsi delle disponibilità finanziarie all’estero attraverso un continuo flusso finanziario di denaro contante diretto soprattutto in Germania, utilizzando anche conti correnti esteri. Il vasto disegno criminoso veniva realizzato soprattutto nelle provincie di Caserta e Napoli, territorio notoriamente influenzato dagli innumerevoli interessi economici appetibili alle organizzazioni malavitose, particolarmente attente alla gestione dei proventi derivanti dalla importazione fraudolenta di autoveicoli da paesi della UE e dalla successiva commercializzazione degli stessi, nonché nelle provincie di Latina e Prato attraverso soggetti particolarmente legati al principale indagato PIRRAGLIA Pasquale. Le condotte illecite venivano realizzate attraverso l’utilizzo di società nazionali ed estere anche grazie ad “intestatari compiacenti” delle autovetture i quali, pur apparendo formalmente come privati consumatori ,in realtà risultavano di fatto commercianti di auto prestatisi a figurare quali intestatari di libretti di circolazione esteri anche per un solo giorno, al fine di ingannare gli Organi di controllo italiani e permettere all’ organizzazione criminale di evadere l’IVA sulle importazioni; tale meccanismo è stato reso possibile anche grazie a sospette procedure di “validazione dell’IVA” e di “sblocco dei telai” che consentivano la definitiva immatricolazione delle auto illegalmente importate. Altro meccanismo fraudolento emerso dalle indagini è quello della simulata esposizione in conto vendita delle auto importate da parte degli autosaloni che sfruttavano le società cartiere per finalità di evasione dell’imposta sul valore aggiunto afferenti fatture per operazioni inesistenti per un ammontare corrispondente a circa 20 milioni di euro nonché per conseguire l’occultamento dei proventi dovuti alla commercializzazione di auto importate per circa 21 milioni di euro, non dichiarati al Fisco dalle imprese coinvolte. L’ imposta evasa scaturente dalle anzidette operazioni risulta quantificabile in circa 8 milioni di euro. Le indagini, delegate alla Tenenza della Guardia di Finanza di Capua, risultano a carico di n. 48 persone fisiche, tra cui privati consumatori finali, e 15 società coinvolte nell’inchiesta, proseguono al fine di delineare i ruoli dei soggetti coinvolti.