Tag: inghilterra

30 Aprile 2018 0

La puntura di Ultimo… a Francia, Germania e Inghilterra

Di Ermanno Amedei
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LA PUNTURA DI ULTIMO – “Francia, Germania e Gran Bretagna avvisano Trump: nessun dazio americano sulle merci europee o l’ Europa si difenderà. Rimane da capire chi gli ha detto di poter rappresentare anche l’Italia, la Spagna, la Polonia ed altre 21 nazioni. La Gran Bretagna poi ha pure le valige in mano….”

Ultimo

4 Ottobre 2017 0

Dagli Usa all’Inghilterra fino alla Spagna. Il popolo è vivo e lotta

Di Ermanno Amedei

DALL’ITALIA – Il popolo è vivo. Questa buona notizia ci permette di guardare con speranza al futuro, per noi, per i nostri figli, per la Terra.

Nell’ ultimo anno vi è stata una stupefacente reazione della gente, di tutte quelle persone che ancora sono in grado di alzare la testa, combattere e reagire. Ed è stata una scossa contagiosa, partita dagli Stati Uniti e diffusasi ora ovunque.

Il mondo era sotto una cappa asfissiante, prigioniero della cupola che governa la finanza, controlla la politica, gestisce con le multinazionali. In una parola: Estabilishment

Per noi italiani può andar bene la parola cricca, cioè un gruppo di soggetti che tendono a governare il mondo gestendo con le loro regole i tre aspetti fondamentali di quest’epoca: soldi, mercato, governo.

Sono quell’uno per cento che comanda sulla vita del restante 99% della popolazione. L’ oligarchia del ventunesimo secolo.

Ma in America, ad un certo punto, quel 99% ha fatto sentire la sua voce. E dopo la crisi che ha messo in ginocchio il ceto medio, da Seattle a New York, da Dallas a Milwakee è partita la lotta contro il potere consolidato e sempre più affamato.

Boscaioli, meccanici, pizzaioli, infermiere e poliziotti hanno votato Donald Trump. Il miliardario fuori da ogni schema, fuori da ogni logica di potere. Inviso persino al suo partito, quei repubblicani così vicini alle stesse lobbies della Clinton e di Obama. Loro comandavano il mondo ed hanno permesso crisi, guerre, scandali e povertà, immigrazione incontrollata.. Probabilmente le hanno favorite. Perché ognuno aveva un suo padrone. Invece Trump dice quello che pensa. Infischiandosene dell’ orrenda castrazione del politically correct. E la gente è stata con lui.

L’ onda lunga è arrivata poi in Europa: Brexit.

Tutti davano per scontata la sottomissione dei britannici ai giochetti dei fantocci europei. Sbagliato. La gente ha deciso di sconfessare i principali partiti politici e di fare quadrato in casa propria. Costerà loro 20 miliardi di euro. Nevermind, freedom first.

In Italia il PD ha preso un bello spavento alle elezioni amministrative. Dopo il tracollo alle urne ecco che improvvisamente e miracolosamente vengono bloccati i barconi dei migranti, una roba da fare dieci anni fa. La magistratura assesta qualche bel colpettino e tutti a fare poi lo scaricabarile sullo Ius Soli. Adesso si parla addirittura di tassare le multinazionali del web, dopo che Renzi per anni gli ha fatto finanche la pubblicità. Raddrizzare la rotta. Ma a guidare, per ora, sono sempre quelli che ci hanno portato sugli scogli.

In Germania la Merkel non sa più come comandare. Dopo le ultime elezioni, per rimanere in sella, dovrà chiedere aiuto ai nemici (si fa per dire) di prima. Il popolo gli ha già indicato la scritta exit, saprà leggere o no?

In Catalogna non ne vogliono sapere più del governo centrale. Basta con il Re, basta con Madrid.

Ovunque cresce dunque la sfiducia verso chi governa. Destra o sinistra. Non c’è differenza. E’ tutto un magna magna.

Troppe sono state le strade sbagliate prese in questi anni. Hanno giocato con il nostro futuro, la roulette della vita. Corrotti o incapaci, fate voi. Probabilmente entrambi. Sicuramente il popolo combatterà ancora per spezzare la catena della cricca.

Si tratterà di lottare con le armi della democrazia e di eleggere politici liberi ed onesti. Da qualche parte bisognerà pur trovarli e ricordare loro con forza, in ogni momento, che i governanti sono eletti dal popolo per fare gli interessi del popolo. Senza paura, perché il Popolo è ancora vivo!

MAX LATEMPA

10 Luglio 2017 0

I Gurkha a Cassino, le guardie della Regina di Inghilterra hanno studiato i campi di battaglia sulla Gustav

Di Ermanno Amedei

Cassino – Una delegazione di 25 militari del Royal Gurkha Rifles ha visitato il Cassinate in questi giorni nell’ambito di uno staff ride, uno studio accurato dei campi di battaglia finalizzato a trarre insegnamenti per applicazioni attuali e future operazioni militari. I Gurkha, di etnia nepalese, iniziarono a essere arruolati come volontari nella Compagnia Britannica delle Indie Orientali, dopo la guerra Anglo-Nepalese del 1812-1815 e si sono sempre distinti come soldati leali, valorosi e disciplinati, dopo l’indipendenza dell’India, alcuni dei loro reggimenti entrarono a far parte dell’esercito britannico costituendo i Royal Gurkha Rifles, gli stessi che, nella seconda guerra mondiale, durante la Campagna d’Italia, precisamente a partire dal febbraio del 1944 fino allo sfondamento della Linea Gustav, avvenuto nel maggio dello stesso anno, furono impiegati a Cassino. Ed è proprio nella Città martire, e sulle sue colline, che questi soldati di piccola statura ma assai robusti e particolarmente feroci, anche a detta dei tedeschi che li temevano ma stimavano allo stesso tempo, si distinsero nei molteplici attacchi.

Prima a febbraio del 1944, a nord di Montecassino, e successivamente a partire dal 15 marzo – data tristemente nota ai Cassinati per via della quasi totale distruzione della Città a seguito di un pesante bombardamento aereo – alcuni reparti Gurkha furono dislocati in un settore particolarmente ostile e esposto del fronte: il ripido costone meridionale del Sacro Monte. Lo slancio finale di questo ardito attacco avrebbe potenzialmente permesso alle truppe indiane di prendere contatto con altre unità, corazzate, che erano state incaricate di effettuare un attacco da nord est finalizzato ad attirare forze tedesche alle spalle del Monastero. Così facendo l’ala che affaccia sulla città di Cassino sarebbe rimasta maggiormente sguarnita e quindi più facilmente conquistabile. I piani Alleati prevedevano che i Gurkha raggiungessero la Collina di Venere, sito conosciuto anche con il toponimo militare: Hangman’s Hill, letteralmente ‘collina dell’impiccato’. Tale macabro nome si deve alla presenza su quel sito del traliccio portante della funivia che collegava Montecassino alla Città; quando questo, a seguito dei bombardamenti e cannoneggiamenti, venne ridotto a un ammasso di metallo, assumendo la silhoulette di un vero e proprio patibolo, gli Alleati non persero l’occasione per ribattezzarlo con un appellativo ancora oggi in grado di evocare la eco di quei sanguinosi giorni di combattimenti. Su questa collina i militari nepalesi, che affrontarono con tenacia i paracadutisti tedeschi della 1. Fallschirmjager Division (1a divisione), restarono isolati per diversi giorni a partire dal 17 di marzo del 1944, con la sola possibilità di ricevere rifornimenti aviolanciati, spesso lontano dalle loro linee, vista anche la posizione assai critica, sotto la diretta osservazione e tiro del nemico. Di un organico iniziale di quasi un migliaio di uomini, dopo giorni di estenuante e coriacea battaglia, solo otto ufficiali e 177 militari di altro grado riuscirono a sopravvivere e a tornare dietro le linee alleate. Un sacrificio enorme che ancora oggi è ricordato nelle scuole militari di tutto il mondo. Il generale Sir Francis Tuker, al tempo comandante della 4th Indian Division (4a divisione indiana), in cui erano inquadrati i reparti Gurkha, commentando le gesta dei soldati, disse che tale battaglia sarebbe stata ricordata nella storia come «una delle più ostinate mai combattute». Proprio questa collina, Hangman’s Hill, è stata una delle tappe più importanti dello staff ride che ha toccato, tra gli altri luoghi storici: l’Abbazia di Montecassino, Rocca Janula, Cassino, Terelle, Sant’Angelo in Theodice e i cimiteri militari.

L’Associazione Linea Gustav, di Piedimonte San Germano, da sempre impegnata nello studio e nella valorizzazione dei luoghi delle battaglie, è stata nuovamente scelta come organizzazione di riferimento per gli approfondimenti storici e per la logistica, vista la decennale, dettagliata, conoscenza del terreno dei combattimenti. L’evento, di più giorni, si è concluso con la visita dei campi di battaglia di Sant’Angelo in Theodice, frazione di Cassino in cui i Gurkha entrarono vittoriosi nel maggio del 1944, e una funzione presso il Cimitero del Commonwealth, dove i militari hanno voluto rendere omaggio ai loro connazionali caduti. Al termine della stessa, in segno di apprezzamento per «l’inestimabile supporto prestato, senza il quale lo staff ride non sarebbe stato possibile, ma anche per l’opera di sensibilizzazione attraverso la quale si contribuiscono a mantenere vive la memoria e le gesta dei militari», il Maggiore Raj Rai ha voluto fare dono all’Associazione Linea Gustav, nella persona del suo presidente Damiano Parravano, di un crest che ritrae l’emblema del 2nd Royal Gurkha Rifles, esprimendo l’accorato proposito di intraprendere una duratura e proficua collaborazione finalizzata alla valorizzazione della memoria dei Gurkha che combatterono e morirono nel Cassinate. «Quando eravamo su Hangman’s Hill – ha concluso il Maggiore – ho provato un sentimento per me difficile da esprimere ma che mi ha fatto sentire orgoglioso di essere un Gurkha».

«La battaglie per la presa della Linea Gustav – dichiara il presidente Damiano Parravano – hanno visto l’avvicendarsi di decine e decine di etnie, caratterizzate da culture e lingue differenti. Alcune di queste oggi vengono ricordate con grande disprezzo a seguito delle innumerevoli violenze e razzie perpetuate a danno della inerme popolazione civile, nonostante l’innegabile rispetto guadagnato sul campo di battaglia. Non è il caso dei Gurkha, soldati la cui condotta e il cui coraggio sono da sempre segni di distinzione. Essi – aggiunge il Presidente -, sono ben ricordati ovunque abbiano combattuto, soprattutto dai civili. A Cassino hanno mostrato una tenacia e una resistenza fisica fuori dalla norma, fronteggiando con determinazione una delle unità d’élite della Wehrmacht, tra le più motivate e preparate della seconda guerra mondiale, i paracadutisti tedeschi, conosciuti anche con il nome di ‘diavoli verdi di Montecassino’. Aver avuto la fortuna di essere al loro fianco per diversi giorni – conclude Parravano – mi ha permesso di apprezzare non solo le rinomate capacità militari ma anche le qualità umane di questi soldati, innegabilmente umili e la cui integrità morale e senso di abnegazione sono quanto di più sorprendente abbia mai visto nella mia vita. Onore ai loro nonni che hanno sacrificato le loro esistenze combattendo valorosamente ma lasciando un segno positivo e indelebile nella dolorosa vicenda bellica che ha interessato la Terra Sancti Benedicti». La notizia dello staff ride, e la collaborazione con l’Associazione, hanno avuto ampia diffusione sui media nepalesi che hanno voluto darne particolare risalto nelle prime pagine dei giornali.

 

23 Novembre 2016 1

Colmare i “Memory Hole”, arriva dall’Inghilterra il progetto di un architetto Cassinate

Di Ermanno Amedei

Cassino – C’è un vuoto da ricoprire e un mezzo per farlo. Si chiama “Cassino Memory Hole” ed è il libro-progetto che questa mattina, l’Architetto Cassinate Mario Sacco dello Studio Paul Murphy Architects di Londra, ha presentato al Sindaco di Cassino Carlo Maria d’Alessandro. L’idea è quella di “ricoprire i vuoti” con una serie di interventi architettonici all’interno della città e nei luoghi della battaglia di Montecassino.

Il plico consegnato ufficialmente all’intera cittadinanza per tramite del Sindaco contiene una pubblicazione che prende forma dall’idea progettuale del ‘Memory Hole’, ovvero l’ammissione di quel “vuoto di memoria” sulle proprie origini generatosi a partire dalla distruzione della città di Cassino nel 1944. Da questo spunto hanno preso forma una serie di interventi collegati tra loro che, analizzando l’evoluzione storica della città fino a giungere ai giorni nostri, permetterebbero la ricucitura tra il presente ed il futuro delle tracce storiche, materiali ed immateriali di Cassino. Attraverso la ricerca sono stati identificati alcuni dei siti dove deflagrarono le bombe che fanno chiaramente comprendere il complessivo livello di distruzione della città in rapporto all’attuale tessuto urbano. La ricerca storica ed archeologica, redatta dai ricercatori del Progetto Summa Ocre, ha permesso allo Studio Paul Murphy di sfogliare soprattutto le tracce della città di Cassino antecedenti la Guerra che giacciono nel bosco ai piedi del Colle Janulo, al confine estremo della nuova città dove la porzione di suolo edificato si fonde con la montagna. Qui gli architetti hanno previsto l’installazione di alcuni varchi lungo il perimetro della nuova città aprendo in tal modo la veduta sulle emergenze archeologiche di quella medioevale. “Solo in tal modo – precisa l’Architetto Mario Sacco -una volta attraversati questi portali, le nuove passerelle sopraelevate, e muovendosi attraverso gli alberi e sopra le antiche strade, si evidenzieranno nella loro interezza i resti delle mura della San Germano medioevale”.

Il progetto si compone soprattutto di interventi nei luoghi che ebbero un certo rilievo durante le battaglie di Cassino, scientificamente individuati attraverso le ricerche dell’Associazione Linea Gustav. In tali luoghi il progetto “Cassino Memory Hole” prevede la realizzazione di zone di sosta e di pensiero dove sculture, opere d’arte o installazioni dialogheranno con il paesaggio e con la memoria.

Il progetto “Cassino Memory Hole” ha come ambizione che il “vuoto nella memoria collettiva”, causato dalla devastazione totale della città, possa essere colmato reinterpretando la sua stessa storia attraverso una serie di interventi non invasivi e attentamente pianificati. Questi ultimi riconoscendo e valorizzando i resti dell’antica città, ancora leggibili sotto forma di rovine nell’impianto stradale della città contemporanea e nelle più ampie connessioni storico-culturali.

20 Ottobre 2016 0

Spedisce residuati bellici in Inghilterra e detiene a casa armi della Seconda Guerra Mondiale

Di Ermanno Amedei

Santi Cosma e Damiano – Ha tentato di spedire in Inghilterra una bomba a mano MK II inglese della Seconda guerra Mondiale.

Un oggetto ambito da collezionisti ma comunque considerato arma da guerra anche se sprovvisto di detonatore e carica esplosiva.

A rinvenirla in un pacco postale è stato l’ufficio di Frontiera Aerea di Roma a Ciampino spedita da G.M. di Santi Cosma e Damiano.

Informata la polizia di Formia, è scattata la perquisizione della casa dove sono stati trovati bombe a mano, tre ogive, più di cento bossoli di grosse e piccole dimensioni inertizzati perché privo di polveri, una baionetta, 2 pistole antiche con carica a polvere da sparo, anche loro prive di qualsiasi innesco o polveri. Tutto l’armamento è stato sequestrato e l’uomo è stato arrestato.

23 Novembre 2009 0

Mega truffa finanziaria tra Italia e Inghilterra, promotore in manette

Di redazione

Le Fiamme Gialle dei Comandi Provinciali della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno e Varese, in esecuzione di ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Varese, hanno tratto ieri in arresto ad Ascoli Piceno M. M., faccendiere internazionale di Arquata del Tronto (AP),  sedicente Presidente di un Istituto bancario londinese, noto alle cronache per le cointeressenze societarie negli ambienti calcistici di due società calcistiche locali, attualmente in trattative anche per l’acquisizione delle ulteriori società di calcio “SANGIORGESE” e “MODENA”. Le accuse nei confronti di M. M. – in relazione alle indagini delegate di polizia giudiziaria svolte in ambito internazionale dai Nuclei di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Ascoli Piceno e Varese – sono quelle di “Associazione per delinquere finalizzata alla truffa”, perpetrata nei confronti di numerosi imprenditori e “Riciclaggio”, per aver cercato di far accettare in garanzia ad importanti Istituti di credito obbligazioni e bond contraffatti. Le attività del Nucleo di Polizia Tributaria di Ascoli Piceno sono state avviate all’incirca un anno fa, sulla scorta di elementi informativi acquisiti dallo staff d’intelligence del Comando Provinciale di Ascoli Piceno proprio nei confronti dello stesso M. M., residente da circa due anni ad Arquata del Tronto (AP) ma, di fatto, domiciliato in una lussuosa villa di Grottammare (AP). Dai preliminari accertamenti era emerso infatti che il M. M. non risultava possessore di alcun reddito sin dall’anno 2002, era stato rappresentante di numerose società, tra cui diverse fallite ed aveva precedenti penali per “Associazione per delinquere”, per essere stato il promotore ed organizzatore della costituzione di società fittizie al fine di commettere una serie indeterminata di delitti di truffa aggravata nel periodo luglio 2005/gennaio 2006 in Milano, “Riciclaggio”, per aver cercato di trasferire obbligazioni e bond contraffati (per un valore superiore agli 80 milioni di euro) e, infine, ancora “Associazione per delinquere”, per aver falsamente promesso di garantire finanziamenti nel periodo settembre 2006/ottobre 2007 in Varese. Attraverso le sinergie d’indagine attuate con la Procura della Repubblica di Ascoli Piceno, il Comando Generale della Guardia di Finanza di Roma e gli Organi collaterali britannici, è stato quindi accertato che il M. M. è stato l’ideatore ed il fondatore, in territorio londinese, di un gruppo, specializzato nelle attività di intermediazione bancaria/finanziaria e concessione di mutui per il finanziamento di attività commerciali. Il Gruppo, in particolare, operava attraverso gli Istituti: – F.B.L.” – costituita nel maggio 2007 e sciolta nell’aprile 2009, società mai registrata e non detentrice di alcuna autorizzazione per l’esercizio di attività finanziarie nel Regno Unito rilasciata dall’Autorità competente di Vigilanza Britannica sui Mercati Finanziari “Financial Service Authority” (“F.S.A.”); – “F.F.L” – costituita nel febbraio 2008, a seguito dell’acquisizione, da parte dell’Ufficio per il Commercio Britannico, della licenza ad operare nel settore del credito al consumo, come society non bancaria. Entrambe le suddette società, anche attraverso specifici siti internet proponevano servizi finanziari non autorizzati, ivi compreso quello di “Internet banks”; per tale motivo la “FINANCIAL SERVICE AUTHORITY” aveva provveduto ad inserirle nella lista delle “Internet banks” non autorizzate ad operare, nel mentre i providers del servizio internet, a loro volta, disponevano la chiusura dei citati siti. Le indagini svolte dai militari del Nucleo di Polizia Tributaria, supportate anche da attività tecniche, permettevano quindi di accertare l’esistenza di una specifica organizzazione – capeggiata, appunto, dal M. M. – finalizzata, in particolare, a proporre le seguenti operazioni finanziarie:

– apertura di linee di credito, per ingenti importi, da parte di noti Istituti bancari internazionali, prestando a garanzia titoli depositati e bloccati presso le società del “G.F.”, con un costo pari allo 0,25 % del valore di assegnazione del titolo. In questo caso, l’operazione proposta era quella di esibire alla banca finanziatrice un documento (in gergo, definito “blocca schermo”) recante gli estremi di un titolo realmente esistente, per esempio “MTN” (“Medium Term Notes”) gestito dalla “CLEAR STREAM” (multinazionale lussemburghese operante nel “clearing”, sistema di compensazione finanziaria internazionale tra società – quindi anche tra banche – che permette di trasportare elettronicamente titoli e valori per i propri clienti, facendogli passare le frontiere degli Stati, assicurandone la conservazione e detenendo fisicamente i titoli, essendo i passaggi solo “elettronici”), in cui risultava, quale depositario, la “F.F” e, intestatario, l’imprenditore o la società che necessitava della linea di credito. Ad una prima verifica del documento presso qualsiasi Istituto di credito, il titolo indicato risultava quindi effettivamente esistente sul mercato di scambio elettronico internazionale gestito dalla “C.S.” e, pertanto, l’imprenditore coinvolto nell’operazione finanziaria propostagli dal “G.F.” veniva indotto a corrispondere alla “F.F” il costo di assegnazione del titolo da prestare in garanzia, pari allo 0,25 % del valore. Il primo obiettivo sostanziale raggiunto dal “G.F.” è stato quindi quello di essersi procurato un ingiusto profitto inducendo in errore l’imprenditore, in quanto del titolo effettivamente esistente la “F.F.” non ne aveva alcuna disponibilità, non essendone il reale depositario, non potendo effettuare alcun blocco dello stesso, a garanzia di linee di credito. Per scongiurare esiti negativi nella precedente fase, il M. M. era solito anche indicare il nome dell’Istituto di credito che avrebbe dovuto finanziare l’operazione, creando contatti con reali funzionari o consulenti – verosimilmente compiacenti, che si limitavano però a garantire la corrispondenza al vero del titolo indicato nel documento “blocca schermo” – ovvero, in altri casi, realizzando incontri in lussuosi alberghi con falsi dipendenti di Istituti di credito. Secondo obiettivo – inverosimile, anche se più volte tentato – era quello di far accettare dall’Istituto di credito il documento “blocca schermo” riportante, quale depositario del titolo, la “F.F.”, che avrebbe provveduto al blocco dello stesso a garanzia dell’apertura di credito; sarebbe stato così indotto in errore finanche l’Istituto di credito nel concedere un finanziamento, a fronte di una garanzia in realtà inesistente.

Investimento di liquidità finanziaria in programmi finanziari ad elevato rendimento (operazioni di “trading”). All’imprenditore che, a seguito di contatti, riponeva nel M. M. affidabilità e serietà, venivano proposti investimenti finanziari con risultati molto interessanti anche mediante l’utilizzo di provviste “in nero”, detenute direttamente in contanti, ovvero depositate in conti bancari esteri. L’obiettivo era comunque sempre lo stesso e, cioè, impossessarsi delle somme inducendo in errore l’imprenditore mediante l’intestazione di un documento “blocca schermo” recante gli estremi di un titolo realmente esistente. La riprova di quanto già accertato dalle Fiamme Gialle di Ascoli Piceno è pervenuta anche attraverso una successiva denuncia per “Truffa” presentata circa 4 mesi fa da un importante imprenditore che, dopo una serie di incontri avvenuti nel 2008 ad Arquata del Tronto (AP), ha affidato al M. M. circa 1 milione di euro. Nel caso di specie, il M. M., con la complicità di un commercialista romano, aveva prospettato la possibilità di ricevere, tramite la sua banca, un finanziamento di 100 milioni di euro attraverso uno strumento finanziario; mediante numerosi raggiri, aveva così ottenuto dall’imprenditore il pagamento delle commissioni per la garanzia risultante dal documento c.d. “blocca schermo”, riportante gli estremi identificativi di titoli “MTN – Medium Term Notes” effettivamente esistenti ed emessi, per 500 milioni di euro, dalla “DETUSCHE TELEKOM” e, per altri 100.000 euro, dalla “FEDERAL REPUBLIC OF GERMANY”; nonostante l’imprenditore risultasse il “beneficiario” dei titoli e la società “F.B. ” depositaria, come prevedibile, quest’ultima non era in grado di bloccare i titoli e, quindi, nonostante le ingenti somme già corrisposte dall’imprenditore, le aperture delle linee di credito non sono divenute operative a causa dell’assenza di idonee garanzie. Le risultanze delle indagini esperite dal Nucleo di Polizia Tributaria di Ascoli Piceno hanno formato oggetto di raccordo investigativo con il Nucleo di Polizia Tributaria di Varese, delegato dalla Procura della Repubblica a quella sede nello svolgere attività di polizia giudiziaria nei confronti dello stesso M. M. ed altri soggetti, in relazione al citato reato di “Riciclaggio” di obbligazioni e bond contraffatti ed “Associazione per delinquere” . Le sinergie info-operative attuate tra i due Reparti hanno consentito puntuali e conformi comunicazioni alle rispettive Procure della Repubblica, con contestuale esecuzione di attività delegate sfociate nell’arresto di ieri di M. M., in esecuzione di specifica ordinanza di custodia cautelare in carcere. Le persone coinvolte nell’ “Associazione per delinquere finalizzata alla truffa”, già segnalate dal Nucleo di Polizia Tributaria di Ascoli Piceno alla Procura della Repubblica di Ascoli Piceno sono le seguenti : 1. M. M., di anni 43, residente ad Arquata del Tronto (AP), in atto detenuto presso il carcere di Marino del Tronto (AP);

2. “F. L.”, di anni 41, residente a San Benedetto del Tronto (AP), stretto collaboratore di M. M., esperto informatico-programmatore, già Direttore della “F.B. LTD” dalla fine del 2008 ai primi mesi del corrente anno, soggetto che provvedeva ad impossessarsi dei codici identificativi di titoli effettivamente esistenti, gestiti dalla “CLEAR STREAM”, fondamentali per la creazione dei documenti falsi c.d. “Blocca schermo”, utilizzati poi per i fini illeciti; 3. “L.R.“, di anni 29, nato in Germania e residente a Torino, uomo di fiducia di M. M., Direttore della “F.B. LTD” e “F.F. LTD” che coadiuvava nelle operazioni finanziarie, mantenendo assidui rapporti sia con lo stesso M. M. che con gli imprenditori oggetto delle truffe; 4. “D.D.“, di anni 41, residente a Roma, commercialista, in relazione alla denuncia per “Truffa” presentata circa 4 mesi fa da un importante imprenditore che, dopo una serie di incontri avvenuti nel 2008 ad Arquata del Tronto (AP), ha affidato al M. M. circa 1 milione di euro; 5. “L.R.M.“, di anni 39, residente a Sora (FR), in relazione all’individuazione di imprenditori desiderosi di ricevere aperture di credito dalle banche o di effettuare programmi speculativi di investimento mediante l’utilizzo dei documenti “Blocca schermo”; 6. “M.G.“, di anni 48, residente a Monsampolo del Tronto (AP), in relazione all’individuazione di imprenditori desiderosi di ricevere aperture di credito dalle banche o di effettuare programmi speculativi di investimento mediante l’utilizzo dei documenti “Blocca schermo”. Nei confronti di tutti i soggetti indagati sono state effettuate perquisizioni domiciliari disposte dal Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Ascoli Piceno dr. Michele RENZO e dal Sostituto Procuratore dr. Carmine PIROZZOLI, che hanno determinato il sequestro di diversa documentazione probatoria quale documenti “Blocca schermo”, codici di attivazione titoli gestiti dalla “CLEAR STREAM”, pratiche relative ad imprenditori, supporti informatici e “pen drive”. Le indagini del Comando Provinciale di Ascoli Piceno proseguono ora verso l’individuazione di altre eventuali persone offese o imprenditori che, in passato, hanno avuto contatti con il gruppo gestito da M. M., al quale potrebbero aver affidato le proprie disponibilità finanziarie – potenzialmente anche “fondi neri” – nell’illusione di concludere rilevanti affari; determinante, in proposito, sarà il vaglio del diverso materiale sequestrato nei contesti delle perquisizioni domiciliari effettuate in concomitanza dell’arresto dello stesso M. M..