Tag: matteo

4 Ottobre 2019 0

Poliziotti uccisi a Trieste, Velletri piange suo “figlio” Matteo Demenego

Di Ermanno Amedei
(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({ google_ad_client: "ca-pub-3708340944781441", enable_page_level_ads: true }); VELLETRI – La notizia che uno dei due agenti di polizia uccisi barbaramente a Trieste fosse un “figlio” di Velletri è piovuta in cittá alcune ore dopo che i tg hanno dato la notizia della sparatoria. Matteo Demenego, 31 anni, era ato cresciuto nella cetralissima via Orti Ginnetti. Lí, nella casa dove abitano i uoi genitori si è recat la dirigente del commissariato di Velletri Liliana Galiani per dare la terribile notizia. Matteo è morto nel pomeriggio di oggi ucciso, insieme al suo collega Giampiero Rotta, 34 anni di Napoli, da un malvivente. Scortati da volanti della questura, i familiari sono partiti per l’aeroporto per raggiungere così Matteo. Una città sconvolta. A far visita alla famiglia della vittima anche il vice sindaco Giulia Ciafrei in rappresentanza dell’intera amministrazione.
22 Marzo 2019 0

Nicola Ottaviani aderisce al progetto di Matteo Salvini

Di Ermanno Amedei

FROSINONE – “Nicola Ottaviani e l’aggregazione dei moderati di Movimento Italia, una associazione civica di gente comune, di volontari e di amministratori, entrano, da oggi, nel partito di Matteo Salvini. L’ingresso di Nicola Ottaviani è stato presentato, dinanzi alla stampa parlamentare, dall’on. Riccardo Molinari, Capogruppo della Lega alla Camera dei deputati, dall’on. Francesco Zicchieri, vicepresidente della Lega alla Camera dei deputati, oltre che coordinatore regionale, e dall’on. Claudio Durigon, Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Presenti anche il sen. Gianfranco Rufa e l’on. Francesca Gerardi”.

Lo si legge in una nota del Movimento Italia.

“Con l’ingresso di Nicola Ottaviani e dei moderati del suo movimento – ha dichiarato l’on. Zicchieri nella nota – acquisiamo un progetto di cui il sindaco di Frosinone è stato ideatore e che ha condiviso su tutto il territorio, non solo sulla provincia di Frosinone: Ottaviani, infatti, si distingue per le capacità amministrative e la grande concretezza. È stato riconfermato alla guida del capoluogo un anno e mezzo fa, con ampio consenso, dimostrando così quanto di buono ha fatto e sta continuando a fare. Il corteggiamento da parte della Lega – ha aggiunto – è nato nel momento stesso in cui io, Durigon e Giorgetti lo abbiamo conosciuto: con grande senso di responsabilità, oggi ha deciso di sposare il progetto di Matteo Salvini, e per noi è un motivo di grande orgoglio. Ringrazio – ha concluso – Francesca Gerardi e Gianfranco Rufa che hanno lavorato dietro le quinte perché questa operazione, personalmente seguita da Matteo Salvini, potesse realizzarsi”. “Sono felice dell’ingresso di Nicola Ottaviani, il quale si è messo a disposizione senza ambire a candidature o contropartite politiche, al solo scopo di rafforzare il progetto nazionale di Matteo Salvini e della Lega – ha sottolineato l’on. Claudio Durigon – Saprà portare avanti, con concretezza, le istanze del territorio e dei moderati. Buon lavoro davvero”.

“Siamo convinti – ha dichiarato Nicola Ottaviani – che, all’interno di un grande partito capace di aggregare attorno a sé ampi consensi, abbiano già trovato cittadinanza quei soggetti e quelle linee di pensiero che, anche tra i moderati, interpretano le proposte e l’azione che il Presidente Salvini porta avanti in Parlamento. Sono tematiche di carattere legislativo ed istituzionale, del resto, che hanno riverberi profondi anche sui territori locali. Si pensi alla cosiddetta Quota 100, grazie alla quale le amministrazioni locali riusciranno a chiudere i bilanci di previsione. In questo modo, infatti, gli amministratori potranno utilizzare le risorse economiche derivanti dalla riduzione della spesa del personale, reinvestendole a favore della collettività. Si pensi, ancora, alla battaglia di civiltà per l’introduzione della flat tax: abbassando la fiscalità a favore dell’intero Paese, si dà la possibilità ai comuni di rivedere anche i tributi locali, dando risposte immediate ai cittadini. L’altra tematica fondamentale è quella relativa al controllo dell’immigrazione. Negli enti locali, ad esempio, siamo spesso obbligati ad inserire quote di natura finanziaria, destinate ai migranti, per sopperire agli interventi fuori dalla copertura Sprar. Il controllo di questo fenomeno, d’altra parte, permette maggiore sicurezza da un lato e maggiore dignità a chi entra in Italia”. Ha quindi concluso: “I moderati daranno un contributo importante all’interno del partito di Matteo Salvini, ad ogni livello, locale, regionale e nazionale. Si lavorerà così, dentro una grande forza, portatrice di ideali e valori ispirati alla concretezza e alla voglia di partecipare attivamente al futuro delle comunità locali, proseguendo nella direzione indicata dal presidente Salvini”.

1 Ottobre 2018 0

L’impegno di Matteo Salvini nella vicenda delle Marocchinate

Di Ermanno Amedei

LATINA – “Sabato scorso a Latina davanti a migliaia di persone si è tenuta la festa della Lega, ribattezzata la “Pontida del Sud””.

Lo si legge in una nota dell’associazione vittime delle marocchinate.

“Sul palco il segretario del carroccio nonché vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini. Nell’occasione il presidente dell’Associazione Nazionale Vittime delle Marocchinate (A.N.V.M.) Emiliano Ciotti e la segretaria Anna Mula hanno donato a Salvini una copia del libro “Le Marocchinate. Cronaca di uno stupro di massa”, che lo stesso Ciotti sta presentando per l’Italia. I due rappresentanti dell’associazione hanno portato alla conoscenza del ministro la vicenda storica e della richiesta di una commissione parlamentare d’inchiesta. Matteo Salvini ha dato sin da subito la sua disponibilità rispondendo che era venuto a conoscenza della vicenda grazie ai parlamentari del carroccio Francesco Zicchieri, Gianfranco Rufa e Francesca Gerardi, anche loro rassicurando nel portare in parlamento e in tutte le sedi opportune questa pagina orrenda che ha interessato le province di Frosinone, di Latina e di molte altre zone italiane. Copia del libro è stato donato sabato sera anche ad altri esponenti politici tra cui l’Onorevole leghista Barbara Saltamartini, presidente della Commissione Attività Produttive, anche lei dando massima disponibilità e invitando a Roma i rappresentanti dell’Associazione”.

4 Aprile 2018 0

La puntura di Ultimo… a Matteo Salvini

Di Ermanno Amedei

LA PUNTURA DI ULTIMO – “Dopo averla sparata grossa, proponendo l’espulsione di due diplomatici francesi come ritorsione ai fatti di Bardonecchia, visto che poi non è più ritornato sull’argomento, si spera che Matteo Salvini abbia finalmente capito una cosa: per fare il premier bisogna avere il cervello acceso ventiquattr’ore al giorno”.

Ultimo

25 Marzo 2018 0

Sulla stele ai parà tedeschi; per Matteo, liceale del “G. Pellecchia”: “Cassino sa ricordare”

Di felice pensabene

Le polemiche legate all’iniziativa di apporre una stele in ricordo dei parà tedeschi impegnati nel II Conflitto Mondiale sul fronte di Cassino, dinanzi la “Grotta Foltin”, quartier generale dell’esercito del III Reich, hanno riempito per giorni le colonne di giornali locali e nazionali e le bacheche facebook di mezzo mondo. Una vicenda che ha innescato polemiche roventi sul significato e l’opportunità di dar vita all’iniziativa che, a detta di molti, offendeva la memoria e il dolore delle popolazioni civili che, quei lunghi mesi di sofferenza, morte e distruzione per la Città, hanno subito, che è valsa a Cassino la Medaglia d’oro al valore. Ma valutazione danno della vicenda i giovani di Cassino, gli studenti che hanno conosciuto gli eventi tragici di quel periodo vissute dai loro nonni, solo dai libri di scuola? Ospitiamo il giudizio di Matteo Zagaroli, studente del liceo scientifico “G. Pellecchia”.

“Mai come questa volta la costruzione di un monumento pubblico ha destato così tanto scalpore all’interno di un nucleo cittadino, come quello cassinate, da sempre innocentemente disinteressato alle vicissitudini pubbliche riguardanti il proprio territorio. La questione della stele alla memoria dei paracadutisti tedeschi ha lasciato strascichi dolenti di polemiche, confluite tutte in una risposta perentoria da parte di chi, direttamente o indirettamente, la storia l’ha vissuta sulla propria pelle, o quanto meno consciamente studiata. Basterebbe risalire alla radice della parola commemorazione per comprendere il suo reale significato di iniziativa solenne, volta esclusivamente al ricordo vivo del passato, permettete, roseo o memorabile. La morte è un profondo segno di egualitarismo che, fortunatamente, rende simile la diversità. Ma la storia, quella vera, non può essere dimenticata semplicemente da un evento, ovviamente tragico, come quello di un’esistenza stroncata. Sarebbe ipocrita paragonare ad egual livelli una vita dissoluta e una vita di chi, volontariamente, ha sacrificato la propria corporeità per una futura libertà comune. Sarebbe ipocrita pensare che la memoria, nel senso positivo del termine, possa essere accessibile a tutti o addirittura diventare giustificazione di un’azione amministrativa sbagliata. Si raccoglie ciò che si è seminato, si dice. Ammettendo anche l’obbligo, da parte di molti di quei cosiddetti ‘parà’ a dover compiere quelle sconcertanti azioni, risulta comunque indifendibile la volontà coesa di costruire una stele, o qualsiasi voglia oggetto di commemorazione, in loro onore. È uno schiaffo morale ad una città, come quella di Cassino, che la guerra l’ha conosciuta, guardata negli occhi, sfidata, e poi sconfitta; un colpo improvviso ad un simbolo, come quello dell’Abbazia, che perennemente dimostra la sua forza nell’essersi rialzata dopo la distruggente caduta. E allora, forse ignorantemente, una comunità si è rivolta con la richiesta unanime di una meritocratica memoria, autoconvincendosi che i morti non sono tutti uguali per sentito dire, ma per ciò che nella loro vita sono riusciti a fare o, in questo caso, a bombardare. La conquista della rimozione è stata ottenuta, che sia per mancato rispetto della legge o sbagliato approccio alla memoria, eppure acutizzare un fatto del genere anche a livello nazionale è stato fondamentale per poter nuovamente affermare che Cassino è sì la città del ricordo, ma non della falsa devozione, che non dimentica  il suo passato o chi, con una distruzione, l’ha resa famosa”.

Matteo Zagaroli

Liceo Scientifico “G. Pellecchia” – Cassino

8 Marzo 2018 0

“Un voto di idea o di rifugio?”, gli interrogativi e l’analisi di Matteo, liceale e neo elettore

Di felice pensabene

CASSINO – Passata la tornata elettorale ora si aprono gli scenari per la formazione del governo e l’inizio della Legislatura. Come vedono i giovani questo momento soprattutto quelli che hanno partecipato al voto per la prima volta? Un contributo sul pensiero, l’esperienza e le emozioni nell’articolo di Matteo Zagaroli, liceale del “G. Pellecchia” di Cassino. 

“Nonostante la sua possibile prevedibilità, il risultato di questa tornata elettorale ha sancito con forza la volontà espressa dagli italiani, acutizzando maggiormente la distanza, peraltro già percepibile, tra elettori ed eletti di questi anni. L’Italia ha cambiato radicalmente volto e lo ha fatto riponendo la fiducia della propria aspirazione nelle mani di chi si è dimostrato più capace ad ascoltare le grida provenienti dalle piazze. Nella vittoria apparente del cambiamento, però, la grande sconfitta risiede nell’antica frantumazione ideologica della cartina politica, ove la separazione netta fra Nord e Sud, ora, è ancor più evidente. Le differenze oggettive di richieste, esigenze economiche e rappresentative ha fatto sì che l’assistenzialismo dei programmi vincesse al Sud e il senso di neo-nazionalismo moderato vincesse orgogliosamente al Nord. La novità politica ha spazzato via gli ultimi residui della Seconda Repubblica, dimostrando che, a volte, l’efficacia della parola non sta tanto nella competenza di programmi, quanto nell’arte di saper far polemica. In Italia, da sempre, la cultura è permeata da un forte senso di criticismo più profondo, quasi un naturale atteggiamento titanico nei confronti di chi, anche se meritocraticamente, detiene le redini di un governo. Nascere come opposizione ha, ovviamente, i suoi pregi, facilitati nell’esasperare gli errori altrui, ma anche la grande responsabilità di rispettare il dovere morale della parola ed attuare le tante astrazioni dette. Insomma, passare da opposizione a (forse) forza di governo, in questo Paese, non è poi così tanto semplice. Nell’attuale situazione geo-politica post-elezioni il grande sconfitto è, naturalmente, il Pd, o centro-sinistra globale, per la prima volta fuori da ogni gioco di potere o di governo. Il vuoto di ascolto che si è venuto a creare tra la sinistra e quella parte di elettorato da sempre ad essa fedele ha determinato la diminuzione di consenso e la necessità spontanea di rifugiarsi in altre forze politiche. Lo sbaglio è stato proprio quello di appiattirsi sull’onda generale del disappunto e trattare temi di interesse nazionale, tralasciando la propria vera ragion d’essere che, ora, va necessariamente cercata e ritrovata. La domanda, forse retorica, che sorge, è quanto questo voto sancisca davvero un cambiamento di ideologia o sia, solamente, la conseguenza di un momento storico in cui i pilastri della politica italiana hanno cessato di sorreggere il consenso popolare unanime. Insomma, si tratta di un voto di idea o di un voto di rifugio?”

Matteo Zagaroli

Liceo Scientifico “G. Pellecchia” – Cassino

5 Marzo 2018 0

Dopo voto, Matteo Salvini: “La Lega ha vinto nel centrodestra e rimarrà alla guida del centrodestra”

Di Ermanno Amedei

DALL’ITALIA – “Milioni di italiani ci hanno chiesto di prendere per mano il Paese liberandolo da Renzi e Bruxelles”.

Lo ha detto Matteo Salvini nel corso della prima conferenza stampa dopo la chiusura delle Urne.

“La Lega è il movimento politico cresciuto più di tutti anche più del Movimento 5 Stelle che è primo e a cui vanno i mie complimenti. Contro coloro che dicevano che la Lega allargata a tutto il territorio nazionale avrebbe portato problemi a nord. Si sbagliavano”.

Ha elencato quindi tutti i dati delle maggiori città del nord in cui la Lega è stata protagonista indiscussa.

“Un percorso il nostro che comincia con sud, con uomini e donne che voglio lavoro e non assistenzialismo.

Cinque milioni ci hanno detto vai e fai. Lavoro e normalità, in Italia è l’impegno preso con coalizione di centrodestra con cui abbiamo diritto e dovere di governare.

Prima del voto ho detto che avremmo parlato con tutti ma la squadra di centro destra non si cambia.

Il voto italiano ci permette di riportare la politica della gente in Europa e non quella degli speculatori.

E’ la coalizione che ha vinto, è la coalizione che può govenrare. L’arroganza di Renzi e dei sui è stata punita.

Dalla legge Fornero, alla riforma della scuola, alla legittima difesa, taglio delle Tasse, oggi è nel programma di Governo. Io sono e rimarrò orgogliosamente populista perché il politico che ascolta il popolo fa il proprio lavoro.

Chiederò ai miei parlamentari di mantenere i piedi piantati per terra e di ricordare nomi e facce di chi ha dato loro il mandato.

Adesso ricominciano i discorso dello spread, non frega più nessuno. L’Italia che fa pagare meno tasse è il paradiso per gli investitori. Porto in tasca il rosario che qualcuno ha frainteso e che ci accompagna e ci accompagnerà. La Lega ha vinto nel centrodestra e rimarrà alla guida del centrodestra”.

Ermanno Amedei  

27 Febbraio 2018 0

La puntura di Ultimo… a Matteo Salvini

Di Ermanno Amedei

LA PUNTURA DI ULTIMO – “Salvini ad un comizio a Milano ha detto impugnando un rosario: «Giuro di applicare davvero la Costituzione rispettando gli insegnamenti contenuti nel Vangelo. C’è il sole, qualcuno là in alto ci sta dando una mano. La Madonnina vuole riportare serenità in Italia».

Ci mancano solo le crociate dell’ Armata Brancaleone. Roba da medioevo…”

Ultimo

6 Agosto 2017 0

Matteo (Renzi) l’ondivago. Prima o poi arriverà il conto

Di Ermanno Amedei

di Max Latempa

DALL’ITALIA – Vi sono persone che affermano tutto ed il contrario di tutto. A volte anche addirittura nell’ ambito della stessa discussione. Oppure, magari, a distanza di mesi.

Vi sono persone comuni che quando indossano la cravatta allo sportello o la tuta in fabbrica negherebbero l’evidenza pur di salvaguardare il posto di lavoro ed il loro tornaconto privato. Vendendo il cuore ed il cervello a chi gli paga lo stipendio.

Persone che assumono questo tipo di atteggiamento per svariati motivi e così si rendono ridicoli agli occhi di chi li ritiene incapaci di un confronto serio.

Quando però queste persone ricoprono ruoli di responsabilità, il loro atteggiamento non può essere accolto solo con un sorriso di beffarda incredulità o con un’alzata di spalle.

Se uno ricopre un ruolo di estrema responsabilità ha il dovere di mantenere una capacità di ragionamento ed una rettitudine morale di comportamento consoni al proprio livello. Non vi possono essere ragionamenti ondivaghi buoni per ogni circostanza. Né si può candidamente affermare il contrario esatto di quanto espresso in precedenza solo per una propria qualsiasi convenienza.

Tra le persone che ricadono in questa casistica vi è probabilmente Matteo Renzi.

Ci ha abituato a voli pindarici e cambiamenti di posizione degni di un trasformista.

Una tra tutte, la dichiarazione pubblica di ritirarsi dalla politica in caso di sconfitta del referendum da lui promosso. Invece è ancora lì a fare il segretario del PD ed a comportarsi da premier ombra.

L’ultimo ribaltone mentale lo ha esibito sui migranti. Per anni ci ha detto che bisognava accoglierli senza riserve, per via dei trattati del mare, perché l’ Italia è un paese civile, perché non potevamo girarci dall’altra parte, perché insomma era nostro dovere, anche nei confronti dell’ Europa. Nonostante da più parti vi fossero rimostranze e richieste per sapere fin dove avremmo dovuto fare la nostra parte, chi si azzardava a chiedere delucidazioni sull’entità dello sforzo richiesto agli Italiani è subito tacciato di razzismo e cinismo. Abbiamo subito ondate di centinaia di migliaia di immigranti non aventi diritto all’asilo, eppure la sola richiesta di maggiore tutela per le leggi e gli equilibri sociali ha scatenato i guardiani dell’ aberrante dogma del politically correct.

Matteo Renzi per mesi si è comportato più come un politico messo a tutela degli interessi dei migranti che di quelli degli italiani che lo hanno votato e gli hanno pagato lo stipendio.

Eppure sembrava molto evidente che, oltre alla voglia di solidarietà infinita, vi fosse anche qualche altro tipo di interesse, visto che queste operazioni sono costate quasi 5 miliardi all’ anno ai contribuenti.

Quando la magistratura ha iniziato ad indagare sul fiume di soldi che le ONG percepiscono per i salvataggi in mare e per l’ accudimento dei migranti e quando il malcontento popolare ha portato alla sconfitta del partito di Renzi alle elezioni amministrative, ecco il tocco da maestro dell’ incoerenza del Matteo buono per tutte le stagioni.

Nel suo libro uscito a luglio scrive che bisogna uscire “dalla logica buonista e terzomondista” per cui “abbiamo il dovere di accogliere tutti quelli che stanno peggio di noi”. “Non possiamo accoglierli tutti noi“. Dobbiamo liberarci “da una sorta di senso di colpa” perché “non abbiamo il dovere morale di accogliere in Italia tutte le persone che stanno peggio”. “Se qualcuno rischia di affogare in mare, è ovvio che noi abbiamo il dovere di salvarlo” ma “non abbiamo il dovere morale di accoglierli”. Piuttosto, “di aiutarli a casa loro”.

Non c’è che dire, un applauso al salto mortale, per una capriola che neanche al circo si vede.

Poi l’ ex ministro Emma Bonino ha rivelato che fu proprio l’ Italia a chiedere ed ottenere a Bruxelles la deroga alla Convenzione di Dublino per garantirsi che, in cambio del comando delle operazioni di recupero nel Mediterraneo, tutti i migranti salvati dovessero essere portati solo nei centri di accoglienza posti sul suolo italiano. Una manna per tutti i paesi dell’ Europa!

Ma mentre succedeva questo, Renzi diceva agli italiani che l’ Europa avrebbe dovuto fare di più e che non poteva lasciare da sola l’ Italia in prima linea.

Tutto ed il contrario di tutto nel medesimo momento.

Non si sa se gli italiani presenteranno il conto a Matteo Renzi.

Di certo dovrebbe presentarglielo prima o poi la sua coscienza, Per tutti quei disperati che in questi anni sono partiti credendo che vi fosse una speranza e che invece o giacciono in fondo al mare o bivaccano nei giardinetti di una stazione. Per tutti quegli italiani che sono sotto la soglia di povertà e che hanno visto un fiume di miliardi dirottato verso persone non aventi diritto. Per tutti quegli imprenditori che si sono suicidati o hanno chiuso l’ azienda perché il carico fiscale li ha portati alla rovina. Per tutti i malati che passano file interminabili al Pronto Soccorso e che non ricevono cure tempestive a causa dei tagli alla sanità. E per altri mille motivi ancora.