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31 Gennaio 2019 0

Latina, non consegnava la posta, denunciato dalla polizia un postino

Di redazionecassino1
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LATINA – Continuano incessante l’attività di prevenzione e controllo del territorio voluti dal Questore Belfiore in particolare, nella giornata appena trascorsa, la Polizia di Stato con le pattuglie della Squadra Volante ha effettuato numerosi posti di controllo in quelle aree della città solitamente  ritenute più a rischio sotto il profilo dell’ordine e della sicurezza pubblica perlustrando anche quelle zone attenzionate e segnalate dalla cittadinanza per l’aumento di alcune tipologie di reato.

Ieri mattina, nel corso dei citati controlli, un equipaggio della Squadra Volante, a seguito di segnalazione giunta al 113, interveniva in  Via Maira una traversa di via Piave dove, una persona aveva riferito di aver visto un uomo alla guida di una Lancia Y gettare all’interno di un cassonetto dei rifiuti  numerosa corrispondenza postale . Medesime informazioni venivano fornite anche da un addetto alla nettezza urbana, grazie al quale gli operatori di Polizia riuscivano a recuperare tutta la corrispondenza inevasa. Dalle informazioni acquisite e dagli accertamenti effettuati, gli operatori della Polizia di Stato riuscivano a risalire all’uomo che aveva gettato la corrispondenza ed alla società di corrispondenza presso la quale lo stesso lavora. L’uomo, contattato dalla società di spedizione, confermava di aver gettato la corrispondenza senza giustificare il gesto compiuto. Un rappresentante della società di spedizione, pertanto, si portava presso gli uffici della Questura per sporgere denuncia contro il proprio dipendente. Quest’ultimo, rintracciato ed accompagnato presso gli uffici della Questura, veniva identificato per D.E., cittadino italiano del 1971, con precedenti di polizia per reati contro il patrimonio. Dopo gli accertamenti di rito il postino infedele veniva sottoposto ai consueti rilievi fotosegnaletici presso la  Polizia Scientifica e denunciato in stato di libertà per soppressione di corrispondenza. Inoltre veniva contravvenzionato perché guidava con patente scaduta.

 

12 Settembre 2018 0

Incidente mortale a Posta Fibreno, schianto tra auto e moto muore 25enne di Broccostella

Di admin

POSTA FIBRENO – Un giovane ha perso la vita oggi pomeriggio schiantandosi con la sua moto contro un’auto a Posta Fibreno.

La tragedia si è consumata in località Schito sulla via Vandra, la strada Regionale 627 quanto il centauro, in sella ad una Ducati ha impattato sulla fiancata posteriore destra di una Lancia Musa guidata da una donna.

Uno schianto violentissimo sulle cui cause stanno ancora indagando i carabinieri della compagnia di Sora mentre il giovane è rimasto sull’asfalto privo di vita. Inutili i soccorsi. La vittima aveva 25 anni ed era di Broccostella.

Ermanno Amedei

5 Marzo 2018 0

Tentano la rapina a Posta Fibreno ma il barista li prende a pugni

Di admin

SORA – Tentano di rapinare un barista ma finisce a scazzottata e vengono messi in fuga. I protagonisti della vicenda sono due sorani L.M. 39enne e A.F. 41enne, che sono in stato di fermo di polizia perché gravemente indiziati del reato di tentata rapina.

A fermarli sono stati i carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Sora, insieme ai colleghi della Stazione di  Vicalvi.

Ieri sera, i due uomini, con il volto travisato da una sciarpa ed armati di coltello, hanno fatto irruzione in un bar/tabacchi di Posta Fibreno. Una volta all’interno, si sono diretti verso il titolare che era dietro al bancone, intimandogli di consegnargli dei soldi. Quest’ultimo reagiva istintivamente innescando, così, uno scontro fisico a seguito del quale i rapinatori che hanno avuto la peggio, hanno desistito e sono scappati a bordo di  un’autovettura. Grazie alle immediate e puntuali indicazioni della vittima e della moglie, unici presenti ai fatti, i carabinieri hanno individuato i due in centro a Sora  e fermati dopo un breve inseguimento.

26 Agosto 2017 0

Incendio a Posta Fibreno: indaga la Polizia di Stato

Di redazionecassino1

 

Un incendio divampato ieri nel comune di Posta Fibreno è stato segnalato sulla linea di emergenza del 113. Le fiamme, probabilmente di natura dolosa, si sono sviluppate nei pressi di una struttura che ospita richiedenti asilo. La Squadra Volante del Commissariato di Sora è prontamente intervenuta sul posto, allertando nel frattempo i Vigili del Fuoco, mentre gli agenti  si adoperavano con mezzi di fortuna allo spegnimento delle fiamme.

Sono in corso accertamenti dei poliziotti del Commissariato per ricostruire la dinamica dei fatti ed individuare l’eventuale autore del gesto.

1 Settembre 2009 0

Caselle di posta prese d’assedio da mail civetta

Di redazione

Le caselle di posta elettronica di migliaia di italiani sembrano prese d’assedio da mail “civetta” che contengono allettanti proposte di lavoro. Compensi stratosferici per poche ore di lavoro, svolte addirittura da casa. Condizioni vantaggiosissime, proposte in un italiano strano, probabilmente tradotto con un software da qualche lingua straniera, a cui è difficile dire di no, ma si farebbe bene a cancellarle: sono infatti degli specchietti per le allodole per carpire informazioni. Sono in tanti a cascarci anche grazie al periodo di crisi per cui un lavoretto extra, per altro molto redditizio, non fa certo male. Un esperto delle forze dell’ordine ci ha spiegato a cosa servono queste mail. In molti provano a rispondere per avere informazioni maggiori, ma già la risposta fornisce a chi la richiede dati importanti. Innanzitutto il fatto che l’indirizzo di posta del destinatario, cioè chi riceve l’offerta di lavoro, esiste per davvero; infatti molti di questi indirizzi sono “scovati” con dei sistemi random che scansionano tutte le possibili combinazioni di lettere ricavando milioni di indirizzi mail, molti dei quali, ovviamente, inesistenti: se qualcuno risponde vuol dire che l’indirizzo esiste. La mail di risposta, inoltre, deve contenere il nome, il cognome e il comune di residenza. Alcuni chiedono anche gli hobby e gli interessi. Che fine fanno questi dati? Semplicemente servono ad aggirare le norme sulla privacy. I dati infatti vengono venduti a pacchetti, anche a caro prezzo, ad aziende che utilizzano per calibrare le offerte pubblicitarie su internet. Sapendo la nazione e il comune di residenza, ma anche hobby ed interessi, è facile scegliere che tipo di promozione proporre. Insomma, altro che lavoro, la mail civetta, a quanto pare, oltre ad alimentare false illusioni di ottimi guadagni, sono truffe per aggirare il vostro diritto alla privacy. Ermanno Amedei

22 Agosto 2009 0

Case aperte per la posta, la protezione civile smetisce

Di redazione

In merito agli avvisi comparsi oggi a L’Aquila, che inviterebbero i proprietari a lasciare aperti gli alloggi per agevolare la consegna della posta, è bene precisare che tali messaggi sono privi di ogni fondamento e che né questa né altre iniziative analoghe sono state disposte o autorizzate dalla Protezione Civile. Lasciare aperti gli alloggi incustoditi, se non in presenza di rappresentanti dei Vigili del Fuoco o di altri operatori del Sistema nazionale di Protezione Civile, non è evidentemente opportuno: alla popolazione aquilana si raccomanda quindi prudenza, mentre prosegue l’attività delle Forze dell’Ordine di controllo del territorio ed è stata avviata un’indagine per individuare i responsabili dei falsi avvisi alla cittadinanza.

23 Gennaio 2009 0

Proiettili inviati per posta a quattro sindaci della Val Comino

Di redazione

Quattro proiettili sono stati inviati per posta ad altrettanti sindaci della Val Comino. Le buste contenenti ciascuna quello che sembra essere un proiettile da guerra, sarebbero state recapitate tutte, alcuni giorni fa, al sindaco del comune di Casalvieri. Lo stesso sindaco, nella mente del mittente, avrebbe dovutre smistare le altre lettere al sindaco di San Donato, Villa Latina e Atina. Del caso se ne stanno occupando i carabinieri della compagnia di Cassino e della compagnia di Sora. Pochi gli indiziu su cui lavorare. Le poche parole scritte sarebbero state realizzate con l’ausilio di un righello. Gli investigatori, pur non escludendo alcuna pista, ritengono che il messaggio minatorio, sia opera di un mitomane.