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14 Febbraio 2019 0

Marito e moglie di Sora trovati con un carico di droga, sequestrati sei chili tra cocaina e hashish

Di admin
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SORA – Ieri sera a Sora i carabinieri del nucleo operativo e radiomobile e quelli delle Stazioni carabinieri di Sora e di Fontana Liri hanno arrestato due coniugi pregiudicati. Si tratta di C.D.P. 37 anni e M. P.  40 anni entrambi di Sora. A seguito di attività investigativa, alle 17 di Ieiri ad Arce in località S. Eleuterio, i carabinieri hanno intimato l’alt alla Bmw dell”uomo con a bordo oltre a lui che guidava anche la moglie. Nel corso della perquisizione del mezzo è stato trovato uno scatolo di cartone, all’interno del bagagliaio, contenente 5  chili di hashish, suddivisi in 5 involucri da 1 chilo ciascuno contenenti, ogni involucro, 50 panetti dal peso di 100 grammi ciascuno.

In una intercapedine del portabagagli invece i carabinieri hanno trovato un involucro di carta cellophanata, contenente 1 chilo di cocaina, in polvere. Sostanza stupefacente e autovettura sono state sottoposte a sequestro penale. A.G. disponeva arresti domiciliari per la donna e traduzione presso la casa circondariale di Cassino per l’uomo.

Foto repertorio

9 Febbraio 2019 0

Sequestrati sull’A1 a Cassino 2.200 ricci di mare, denunciati due baresi

Di admin

CASSINO – Gli agenti della polizia stradale della Sottosezione di Cassino hanno sequestrato un ingente quantitativo di ricci di mare  trasportati in violazione delle norme previste in materia di tutela alimentare ed igienico sanitaria. All’alba di questa mattina i poliziotti hanno sottoposto a controllo un’autovettura OPEL Zafira che percorreva la carreggiata sud dell’autostrada A1 nei pressi del chilometro 675 territorio comune di Cassino con due persone a bordo.

Dopo aver fermato il veicolo in condizioni di sicurezza, all’interno dell’abitacolo gli agenti hanno notato la presenza di grosse ceste in plastica piene di ricci di mare (echinodermi) ancora vivi che il conducente, 50enne originario della provincia di Bari riferiva di aver pescato autonomamente in varie località del litorale romano.

Tenuto conto che da una prima verifica i circa 2200 esemplari ittici risultavano in numero ben superiore ai limiti massimi consentiti dalla normativa, ed in considerazione delle vaghe e generiche giustificazioni del soggetto circa la totale assenza delle prescritte licenze di pesca e della documentazione riguardante la tracciabilità del prodotto trasportato, gli uomini della polizia stradale hanno proceduto al sequestro amministrativo dei prodotti ittici ed alla contestazione di una sanzione amministrativa per un valore di 1500 euro. Al termine degli adempimenti burocratici, gli animali, ancora vivi, sono stati tempestivamente consegnati alla Capitaneria di porto competente che ha provveduto a liberare i ricci in acque marine idonee alla loro sopravvivenza.

Il sequestro effettuato testimonia la qualità delle acque del nostro litorale ricche di pregiati esemplari per l’invidiabile habitat marino che necessariamente va tutelato anche grazie all’opera della Guardia Costiera.

30 Gennaio 2019 0

Droga tra Cassinate e Torino, custodie cautelari per 5 persone e sequestrati 52 kg di stupefacente

Di admin

CASSINO – Alle prime luci dell’alba, nella provincia di Frosinone e a Torino, ha avuto inizio un’operazione congiunta del Comando Provinciale Carabinieri e della Questura di Frosinone che, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Cassino, hanno dato esecuzione ad un’ordinanza di custodia cautelare nei confronti di un sodalizio criminale composto da 5 persone (4 italiani ed un albanese) ritenuti responsabili di concorso tra loro di traffico e detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, cocaina e hascisc, posto in essere nell’hinterland ciociaro ed in particolare nel cassinate. Nella fase delle indagini sono state già tratte in arresto, in flagranza di reato, 11 soggetti e sottoposti a sequestro circa 12 kg di Cocaina e 40 Kg di hascisc.

12 Dicembre 2018 0

Contrabbandiere di gasolio sulla Pontina, sequestrati 28mila litri di carburante

Di admin

APRILIA  – Circa 28 mila litri di carburante di contrabbando sono stati sequestrati dalla guardia di finanza di Aprilia. L’autotrasportato polacco che lo trasportava è stato denunciato per contrabbando di prodotti energetici.

All’atto del fermo del mezzo ad opera delle Fiamme Gialle delle Tenenza di Aprilia, avvenuto su un’area di servizio della S.R. 148-Pontina, il conducente ha asserito di disconoscere il contenuto del mezzo e di essere diretto al porto di Salerno per poi imbarcarsi per Malta. Ad insospettire le Fiamme Gialle sono stati i documenti di accompagnamento della merce ovvero le due lettere di vettura internazionale – CMR, previste dalla Convenzione Internazionale la quale prevede che il suddetto documento venga emesso al momento del carico della merce.

Tuttavia, i documenti presentati ai militari indicavano la Repubblica di Malta come luogo di carico e non di destinazione e nonostante la merce fosse stata dichiarata come collante per pelli, quindi potenzialmente pericolosa, sui documenti era apposta l’attestazione di mancata applicazione della normativa per il trasporto di merci pericolose, cd. ADR.

Acclarata la falsità dei documenti, in virtù del fatto che il TIR, peraltro, non esibiva l’apposita cartellonistica attestante il trasporto di merce infiammabile, i militari perquisivano il camion rinvenendo 28 cisterne di plastica, contenenti ciascuna 1000 litri di gasolio di contrabbando.

Il contrabbando di carburanti e degli altri prodotti soggetti ad imposta di produzione e consumo altera le regole del mercato, sottrae allo Stato risorse necessarie, danneggiando cittadini e imprenditori onesti. Inoltre, gli espedienti utilizzati per il trasporto di tali prodotti costituisce un serio pericolo per l’incolumità fisica dei cittadini.

28 Novembre 2018 0

Società di giochi di Minturno non versa imposte allo Stato, sequestrati beni per 218mila euro

Di admin

MINTURNO – La Guardia di Finanza del Comando Provinciale Latina ha dato esecuzione ad un decreto di sequestro preventivo, per un valore di circa 218mila euro, emesso dal G.I.P. del Tribunale di Cassino, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti di una società di Minturno operante nel settore dei giochi nonché dei suoi amministratori, responsabili di non aver versato al Concessionario la somma dovuta a titolo di “PREU” ovvero “imposta sugli intrattenimenti”. L’indagine condotta dai militari del Gruppo di Formia, sotto la direzione del Sostituto Procuratore Roberto Bulgarini Nomi, ha permesso di ricostruire il reale assetto della società, risultata amministrata di fatto da un soggetto originario di Melito di Napoli, A.D.M.. Dagli elementi acquisiti in sede d’indagine, il soggetto è risultato co-amministrare di fatto della società, unitamente all’amministratore di diritto G.P. (anch’esso originario della provincia di Napoli) ed occupava un ruolo decisionale oltre a curare in prima persona i contatti con gli interlocutori dell’azienda. Entrambi gli amministratori sono stati, ritenuti responsabili del reato di peculato poiché, nella loro qualità di incaricati di pubblico servizio all’interno della filiera del gioco, hanno omesso di versare le somme dovute a titolo d’imposta al Concessionario e, quindi, allo Stato. Al termine delle indagini, al fine di dare esecuzione al sequestro ordinato dal G.I.P. di Cassino, su disposizioni del P.M. procedente, le Fiamme Gialle del Gruppo di Formia hanno dato corso alle perquisizioni presso i locali già in uso alla società, nonché presso le abitazioni degli indagati, al fine di individuare i beni da sottoporre a sequestro. All’esito delle attività i Finanzieri hanno posto i sigilli ad un appartamento sito in Caivano (NA), nonché a nr. 29 veicoli (tra automobili, autocarri e motocicli) e disponibilità finanziarie (polizze assicurative, saldi di c/c e carte prepagate), per un valore complessivo pari a 218.113,87 euro.

31 Ottobre 2018 0

Montagna di hashish sequestrata ad Ostia, arrestati due romani

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OSTIA – Gli investigatori della Polizia di Stato della Squadra Mobile di Roma hanno sequestrato un ingente quantitativo di sostanza stupefacente ad Ostia e Dragona, ben 606 chili di hashish arrestando 2 persone: D. C. romano con precedenti di polizia specifici, trovato in possesso di 544 chili di droga pronta per essere spacciata, che deteneva all’interno di un magazzino tra Ostia e Dragona; O. O., incensurato, trovato in possesso di 62 chili di droga pronta per essere spacciata, che deteneva all’interno del bar Oly e Ste di Dragona, in cui è stata rinvenuta pure un’arma, una pistola Smith & Wesson munita di 5 proiettili, risultata acquistata in un’armeria chi Chieti nel 2009 da un soggetto, poi arrestato e condannato, per aver, in questa ed in altre 12 circostanze, comprato svariate armi con licenza e documento falsi. L’attività si è svolta interamente nella giornata di ieri ed ha avuto il suo momento culminante allorquando, a seguito di un servizio di appostamento ed osservazione, gli agenti della Squadra Mobile hanno visto arrivare a bordo di una autovettura D.C. il quale, con un telecomando ha aperto un cancello per poi entrare dentro uno spiazzo circondato da diversi magazzini; nel momento in cui lo si è visto avvicinarsi ad una grande scatola ed armeggiarvi al suo interno, si è deciso di intervenire anche e soprattutto perché si era riusciti ad intravedere un pacchetto apparso subito similare ad un panetto di droga. Infatti, il successivo controllo, ha permesso di rinvenire dentro una grande scatola di cartone ben 544 kg. di hashish suddivisi in panetti da 3 pezzi confezionati e sottovuoto. Contestualmente altro personale ha fatto irruzione presso il bar Oli & Ste, ubicato in località Dragona, dove durante la giornata era stato più volte visto entrare ed uscire D.C. : la ricerca è stata fruttuosa in quanto all’interno del locale il titolare, O.O., aveva nascosto 62 kg di hashish, una parte sotto la cassa ed un’altra nello scantinato del locale, dove è stata pure ritrovata la pistola. La peculiarità della droga leggera era quella di: essere suddivisa in pacchi con delle sigle come Ramses – Porsche – UK – Org – Messi – Jurdala ad indicarne il marchio di chi l’ha prodotta e/o confezionata; essere stata sicuramente, almeno parte di essa “posteggiata” in acqua per la presenza di salsedine all’interno di alcuni pacchi rivestiti con del materiale impermeabile; avere un sistema di localizzazione satellitare gps all’interno di un pacco al fine di monitorarne il tragitto. L’odierna attività continua ad inserirsi in una più ampia e costante azione di contrasto operata dalla Polizia di Stato sotto la direzione della locale D.D.A., al traffico di stupefacenti poste in essere nel contesto territoriale indicato, che segue all’Operazione “Regina” del novembre dell’anno scorso a seguito della quale era stata sgominata un’associazione per delinquere finalizzata al traffico internazionale di stupefacenti con l’esecuzione di 12 misure cautelari sul territorio ostiense.

27 Ottobre 2018 0

Sequestrati vicino la stazione di Frosinone 4 etti di droga pronta per lo spaccio

Di admin

FROSINONE –  Quattro etti di droga sono stati sequestrati dagli uomini della squadra volante della questura di Frosinone diretta dal vice questore Flavio Genovesi.

Nella giornata di ieri, unità operative della Squadra Volante, pattuglie del Reparto Prevenzione Crimine Lazio e cinofili della antidroga hanno setacciato il territorio del capoluogo a 360 gradi. Non solo scuole nel mirino dei poliziotti: attenzionati anche i locali, le vie del centro e le note piazze di spaccio.

Rinvenuti, nel corso dei servizi, occultati in un angolo di una piccola area verde nei pressi della stazione ferroviaria, circa 400 grammi tra hashish e marijuana, già divisa in dosi, pronta per essere spacciata ai ragazzi che, attraverso la stazione, arrivano a Frosinone quotidianamente per motivi di studio o lavoro. Droga che sarebbe stata venduta in poche ore con un realizzo di guadagni notevoli.

27 Ottobre 2018 0

Salva Halloween, sequestrati 3 milioni di articoli contraffatti e rischiosi

Di admin

ROMA – Si chiama Safe Halloween l’operazione portata a termine dai militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma sequestrando oltre 3 milioni di giocattoli e altri prodotti, importati dalla Cina, contraffatti ovvero rischiosi per la salute dei consumatori, pronti ad essere immessi in commercio nell’imminenza della prossima festività di Halloween. I finanzieri del I Gruppo Roma – nell’approssimarsi della ricorrenza di tradizione anglosassone, ormai diffusa anche nel nostro Paese, e dopo un’accurata attività info-investigativa finalizzata a prevenire la commercializzazione di prodotti con marchi falsi e non sicuri – hanno individuato alcuni depositi, gestiti da cittadini cinesi, sospettati di distribuire all’ingrosso merce irregolare.

Gli appostamenti condotti per alcuni giorni hanno consentito di confermare gli elementi informativi acquisiti e sono scattate così le perquisizioni di tre magazzini, all’interno dei quali sono stati rinvenuti e sottoposti a sequestro circa 3.200.000 prodotti ludici tra maschere, giocattoli e stickers celebrativi di Halloween, contraffatti e/o in violazione della normativa a tutela dei consumatori. In particolare, i giocattoli, destinati a bambini di fascia d’età compresa tra 5 e 12 anni, erano realizzati con plastiche di scarsa qualità e con piccole parti ad alto rischio ingeribilità, sprovvisti del marchio CE ovvero con lo stesso illecitamente apposto e riprodotto in modo difforme dall’originale, tale da poter comunque trarre in inganno i consumatori. Molti dei giocattoli rinvenuti peraltro recavano i marchi illecitamente riprodotti relativi ai più noti cartoni animati del mondo Disney, quali Frozen e Cars. Nell’ambito della stessa attività, le Fiamme Gialle capitoline hanno anche rinvenuto e sequestrato oltre 20.000 lampadine sprovviste del certificato di omologazione comunitario. Si tratta di materiale elettrico particolarmente pericoloso per la possibilità di innescare corto circuiti data la scadente qualità produttiva non rispondente agli standard necessari per l’immissione in commercio. L’operazione si è conclusa, oltre che con il sequestro della merce, con la denuncia di tre cittadini cinesi alla Procura della Repubblica di Roma per i reati di contraffazione e frode in commercio, nonché alla competente CCIAA per le violazioni al Codice del consumo.

L’attività si inquadra nell’ambito dei dispositivi di contrasto all’abusivismo commerciale e alla contraffazione, predisposti dalla Guardia di Finanza di Roma, fenomeni che, oltre ad alterare la leale concorrenza del mercato, in ragione dei prezzi notevolmente inferiori ai prodotti originali, sono potenzialmente dannosi per la salute, come peraltro già accertato da mirate analisi chimiche condotte su campioni di merce.

25 Ottobre 2018 0

Arrestato pusher a Supino, sequestrati 5 kg di marijuana

Di admin

SUPINO – I carabinieri della Compagnia di Frosinone nel corso di predisposto servizi tesi a contrastare lo spaccio di sostanze stupefacenti hanno inferto un duro colpo alla rete di spacciatori della zona. Gli uomini del colonnello Fabio Cagnazzo hanno sorpreso ed arrestato a Supino un cittadino italiano trovato in possesso di 5 chili di droga del tipo marijuana. Un ingente quantitativo che si pensa potesse servire per rifornire il mercato locale del comune ciociaro.

11 Ottobre 2018 0

Operazione Apogeo, sequestrati 19 milioni agli Spada

Di admin

OSTIA – Con cinque decreti di sequestro, la guardia di Finanza di Roma ha messo le mani su un patrimonio da 19 milioni di euro sottraendoli al Clan mafioso degli Spada di Ostia. L’operazione si chiama Apogeo ed è scattata all’alba di oggi quando i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma come epilogo di un’articolata indagine, coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia capitolina, nel cui ambito gli specialisti del G.I.C.O. del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria hanno ricostruito la “carriera criminale” dei vertici del clan, i quali hanno accumulato, nel tempo, un vastissimo patrimonio mobiliare e immobiliare, per un valore complessivo pari a quasi 19 milioni di euro, assolutamente sproporzionato rispetto agli irrisori redditi dichiarati. Pertanto, in applicazione delle norme in materia di misure di prevenzione contenute nel “Codice Antimafia”, i Finanzieri hanno proposto all’Autorità Giudiziaria il sequestro di tali ricchezze, acquisite con i proventi dei traffici delittuosi cui i proposti sono stati abitualmente dediti. Gli approfondimenti economico-patrimoniali condotti nei confronti del capoclan Carmine SPADA alias “Romoletto” (classe 1967), nonché di Ottavio SPADA (classe 1963), Armando SPADA (classe 1967), Roberto SPADA (classe 1975) e Claudio GALATIOTO (classe 1951), hanno preso le mosse dalle operazioni di polizia “ECLISSI” e “SUB URBE”, nel cui contesto è stata documentata l’operatività del sodalizio nel territorio lidense, identificandone i “capi” e raccogliendo rilevanti fonti di prova in ordine al sistematico esercizio dell’intimidazione, all’esazione del “pizzo” e alla commissione di plurimi fatti di estorsione, usura, traffico di droga e fittizia intestazione di beni, quest’ultima strumentale al controllo di molteplici attività economiche nei più disparati settori commerciali. Il carattere mafioso dell’organizzazione è stato recentemente confermato dalla Corte di Cassazione in sede di pronuncia sul ricorso avverso un provvedimento del Tribunale del Riesame relativo alla nota aggressione perpetrata da Roberto SPADA, nel novembre del 2017, ai danni di una troupe della RAI nei pressi della palestra FEMUS BOXE di Ostia (oggi sottoposta a sequestro), di proprietà dello stesso pregiudicato. L’associazione capeggiata da “Romoletto”, per lungo tempo “gregaria” della consorteria dei FASCIANI, ha prepotentemente affermato la propria egemonia territoriale nell’area del litorale romano all’indomani delle operazioni “NUOVA ALBA” e “TRAMONTO” – che hanno smantellato quel sodalizio – mantenendo, tuttavia, solide relazioni con esponenti di spicco del predetto gruppo malavitoso, al quale gli “alleati” SPADA hanno destinato parte dei loro introiti per il sostentamento del boss Carmine FASCIANI, attualmente detenuto. Dagli accertamenti delle Fiamme Gialle – basati anche sull’apporto dichiarativo di alcuni collaboratori di giustizia – è emerso che i vertici del clan, oltre a palesare un tenore di vita del tutto incoerente rispetto alle loro capacità reddituali, hanno “inquinato” l’economia legale ostiense, reimpiegando i profitti delle reiterate condotte illecite attraverso la costituzione, tramite compiacenti “prestanome”, di una serie di imprese (bar, sale slot, distributori di carburante, concessionarie di auto, ecc.) e associazioni sportive dilettantistiche utilizzate per la gestione di palestre e scuole di danza. Aderendo in toto alle prospettazioni investigative, il Tribunale di Roma ha disposto il sequestro dei seguenti beni, riconducibili ai proposti anche se in gran parte intestati ad altre 47 persone (familiari e terzi), apparentemente estranee al contesto criminale:  patrimonio aziendale e relativi beni di 18 società e 4 ditte individuali, nonché il 40% del capitale sociale di un’ulteriore società, operanti nei settori “bar e somministrazione di alimenti e bevande”, “panificazione”, “commercio all’ingrosso e al dettaglio di autovetture e di autoveicoli leggeri”, “costruzioni edifici residenziali e non”, “vendita al dettaglio di carburanti”, “sale giochi e biliardi”, site a Roma (per lo più a Ostia) e in provincia di Frosinone;  patrimonio aziendale e relativi beni di 6 associazioni sportive/culturali, ubicate a Ostia;  4 immobili, siti a Roma e Ardea (RM);  15 autoveicoli e 1 motoveicolo;  rapporti bancari/postali/assicurativi/azioni. L’odierna operazione rappresenta l’ennesima testimonianza della costante ed efficace opera svolta dalla Direzione Distrettuale Antimafia e dalla Guardia di Finanza di Roma ai fini dell’aggressione ai patrimoni illecitamente accumulati da soggetti “socialmente pericolosi”.