Tag: tragedia

31 Maggio 2019 1

Tragedia della strada all’alba, muore a Velletri noto commerciante

Di admin
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VELLETRI – Tragedia, all’alba di questa mattina, sulla strada Provinciale Cisterna Campoleone a Velletri. Nello schianto avvenuto nei pressi del carcere, tra un camion che trasportava frutta e un furgone ha perso la vita Pasquale D’Alessio, 67enne di Cisterna di Latina.

L’uomo, noto commerciante, era alla guida del furgone ed era diretto, insieme alla moglie A. V. di 61 anni, verso il mercato ad Ariccia. Inutili per lui i soccorsi. nello schianto il furgone è stato trasformato in un cumulo di lamiere e scaraventato nella cunetta.

Miracolosamente illesa la donna. Suo posto i vigili del fuoco di velletri e gli agenti della polizia del locale commissariato.

8 Gennaio 2019 0

Tragedia di Natale a Velletri, il figlio della vittima dell’esplosione: “Aiutateci a trovare il gatto e a ricostruire casa”

Di admin

VELLETRI – “Aiutateci a ritrovare il gatto di mio padre e a ricostruire la casa”. Il gatto in questione si chiama Miro ed è un micione bianco e arancione a cui era particolarmente affezionato Piero Papacci, il 55enne rimasto gravemente ustionato nell’esplosione della sua abitazione in via Selvanova a Velletri la vigilia di Natale, e morto alcuni giorni fa dopo una lunga agonia; la casa è quella andata distrutta ed in cui abitavano, oltre alla vittima, anche la madre 85enne, la zia 75enne, il fratello disabile di 43 anni. A lanciare l’appello su facebook è stato Damiano, il figlio di Piero Papacci.

“Miro ha meno di un anno e prima dell’esplosione del 24 dicembre, lo hanno visto che giocava in giardino. La speranza è che sia sopravvissuto scappando e che vaghi per le campagne di Velletri. Ritrovarlo, significherebbe ritrovare qualcosa in vita di mio padre. Chi lo trovi mi contatti al numero 328 630 3178)”.

Ma non solo. Le due anziane donne e il fratello disabile di Piero, hanno bisogno di quella casa distrutta ma le risorse economiche non permettono la ricostruzione. “Mia nonna, mia zia e mio zio, sono legati alla terra e alle attività agricole. Un sistemazione diversa ucciderebbe anche loro. Per ricostruire la casa ho lanciato una raccolta fondi su facebook (https://www.facebook.com/donate/1220851858069059/10211929211979836/) che in poco tempo ha permesso di raccogliere poco meno di 5mila euro”. L’obiettivo è però lontano dato che servirebbero almeno 100mila euro. In attesa di una generosa donazione, quindi, speriamo che almeno Miro torni a farsi vivo.

Ermanno Amedei

12 Novembre 2018 0

Tagliati gli alberi rimanenti sul luogo della tragedia a Castrocielo

Di admin

CASTROCIELO – “Motoseghe all’opera, da alcuni giorni sulla via Casiliana tra Cassino e Roccasecca per la messa in sicurezza della strada.

La tragedia del 29 ottobre che ha visto a Castrocielo la morte di due uomini schiacciati in una Smart da un altofusto abbattuto dal forte vento ha dato una scossa.

Questa mattina i taglialegna erano proprio sul luogo della tragedia e su quegli alberi “protetti”, fino a poche ore fa dal sequestro dell’area fatto dalla procura di Cassino. A supervisionare le operazioni c’erano i carabinieri della compagnia di Pontecorvo”.

Ermanno Amedei

 

16 Agosto 2018 0

Muore dopo essere stato punto dalle api. Tragedia a Paliano

Di redazione

Non c’è stato nulla da fare per un apicoltore questa mattina a Paliano. L’uomo di circa 60 anni è morto a causa delle punture di api. Stando alle prime informazioni, erano le ore 07,30, quando M.D. si trovava nei pressi dell’allevamento di api. Mentre stava svolgendo normali operazioni sul sito, indossava la tuta protettiva da apicoltore. Probabilmente a causa di un foro sullo speciale indumento, le api si sarebbero introdotte e lo avrebbero punto. Per l’uomo è sopraggiunta la morte e nulla è stato possibile per evitare il peggio. L’apicoltore è infatti morto sul posto. Foto d’archivio

4 Agosto 2018 0

Tragedia a Piedimonte S.Germano: 56enne di Esperia muore per una ferita alla schiena

Di redazione

Si è consumata una tragedia nella tarda mattinata di oggi a Piedimonte San Germano in una zona periferica sita tra la parte bassa ed alta del paese. Un uomo di 56 anni di Esperia che probabilmente stava lavorando in una villetta della zona per cause da chiarire si sarebbe procurato una ferita alla schiena. Sono in corso di accertamento le cause e la dinamica del terribile incidente. Probabilmente l’uomo si trovava su un’impalcatura e potrebbe essere caduto su un oggetto che lo avrebbe ferito gravemente. È stato condotto al pronto soccorso di Cassino ma è deceduto poco dopo. Inutile ogni tentativo di salvarlo. Sul posto sono giunti il magistrato Emanuele De Franco, i carabinieri di Cassino ed il reparto operativo del comando provinciale.

13 Luglio 2018 0

Vigili d Fuoco: 41 anni dalla tragedia Asbit Supergas di Cassino. Ieri l’anniversario

Di redazione

Vigili del Fuoco – Commemorazione della morte dei Vigili del Fuoco deceduti il 12 luglio 1977 a Cassino a seguito dell’esplosione avvenuta nello stabilimento Asbit Supergas. Ieri, 12 luglio, è stato celebrato l’anniversario della tragica esplosione avvenuta nello stabilimento Asbit Supergas di Cassino, a seguito della quale persero la vita sei persone di cui quattro erano Vigili del Fuoco accorsi sul luogo dell’evento per prestare soccorso. In particolare, quel 12 luglio del 1977 la squadra dei Vigili del Fuoco in servizio presso il distaccamento di Cassino fu chiamata per contenere la fuga gas GPL che fuoriusciva dallo stabilimento Asbit Supergas sito, allora, in via Iannacone nel quartiere di San Bartolomeo del Comune di Cassino. Durante le operazioni di soccorso la squadra dei Vigili del Fuoco fu investita da una violenta ed imprevedibile esplosione causata dall’innesco del gas GPL rilasciato in ambiente; il calore e le forti pressioni conseguenti all’evento furono tragicamente fatali per 4 componenti della squadra dei Vigili del Fuoco e per il titolare e un dipendente dello stabilimento. L’unico superstite della squadra, il Vigile Mario Di Giorgio, oggi in quiescenza con la qualifica di Ispettore Antincendi Esperto, fu insignito della massima onorificenza, la Medaglia d’Oro al Valor Civile, assieme ai colleghi Mario Di Santo, Bernardo Germani, Antonio Valentino e Mario Passero, che, purtroppo, persero la vita nel fatale incidente. A questi ultimi è intitolata la Caserma dei Vigili del Fuoco di Cassino, nel cui piazzale sorge oggi una stele in ricordo del loro estremo sacrificio. Ieri, nel giorno della ricorrenza, tutto il personale del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Frosinone si è schierato nelle varie sedi per osservare un minuto di silenzio accompagnato dal suono delle sirene a commemorazione dei colleghi caduti in servizio.

12 Luglio 2018 0

13enne muore in piscina. Tragedia a Sperlonga

Di redazione

La tragedia si è consumata nel tardo pomeriggio di ieri, quando la giovane 13enne, ordinaria di Frosinone, S.F.B. stava nuotando nella piscina di un hotel di Sperlonga. La ragazzina sarebbe stata risucchiata da una pompa della piscina che le avrebbe impedito di risalire. La ragazzina è deceduta nella notte all’ospedale Gemella di Roma dove era stata immediatamente trasferita. Secondo una prima ricostruzione la giovane stava nuotando e improvvisamente sarebbe accaduto il peggio. Ad accorgersi che qualcosa non andava, un turista americano che immediatamente si è tuffato per riportarla in superficie. La ragazzina sarebbe poi stata soccorsa da un medico che si trovava a bordo piscina. A seguito delle manovre di rianimazione, la ragazza sembrava si stesse riprendendo. Sul posto sono giunti immediatamente i sanitari del 118 e un’eliambulanza che l’ha trasportata a Roma. Purtroppo però le sue condizioni, già gravi, sono peggiorate ulteriormente e la piccola non è riuscita a sopravvivere. Foto d’archivio

26 Maggio 2018 0

Due fratelli gemelli si gettano da un cavalcavia. Tragedia in A1 a Tivoli

Di redazione

Tragedia sull’ Autostrada Roma – L’Aquila all’ altezza del km 12.700, uscita dopo Tivoli. Due fratelli gemelli di 56 anni sono stati trovati morti e presumibilmente si sono gettati dal cavalcavia. Al momento sono in corso tutte le opportune indagini per ricostruire tutta la vicenda. Sul posto è immediatamente intervenuta una squadra di vigili del fuoco del comando di Roma sede Tivoli e tutte le autorità competenti. I due fratelli erano residenti a Gallicano nel Lazio. La tragedia sarebbe avvenuta nel primo pomeriggio.

15 Marzo 2018 0

Cisterna di Latina, i troppi perché senza risposte di una tragedia disumana

Di admin

CISTERNA DI LATINA – Se è legittimo rinunciare a capire, o spiegandolo con l’irrazionalità della follia, il perché un padre uccide le sue figlie, restano comunque troppi i perché, di cui è invece auspicabile dare una risposta, in merito alla terribile e disastrosa vicenda di Cisterna di Latina.

Certamente con i “se” e con i “ma” non si vincono le guerre e, aggiungiamo noi, non si riportano in vita vittime innocenti. Spesso neanche servono per fare giustizia; possono servire per comprendere, però, eventuali e involontari errori per evitare di commetterli di nuovi in casi simili.

La vicenda purtroppo è nota a tutti; giornali e telegiornali non hanno risparmiato dettagli: un padre, Luigi Capasso, 44 anni carabinieri a Velletri, la mattina del 28 febbraio, aspetta Antonietta Gargiulo sotto casa, in via Collina dei Pini a Cisterna, moglie 39enne da cui si stava separando, e le spara quattro colpi con la pistola di ordinanza. Non la uccide ma la donna resta gravemente ferita. Le prende le chiavi di casa, sale al secondo piano dove dormono le figlie Alessia di 13 anni e Martina di 8 anni, e spara ancora prima di barricarsi in casa.

Erano circa le 5.30 di quello che sarebbe stato un lungo e tragico mattino.

La zona è stata evacuata dalle forze dell’ordine immediatamente accorse e i carabinieri del comando provinciale di Latina hanno gestito la trattativa con l’uomo nel tentativo di convincerlo a consegnarsi. Alle 8.30 circa, una aliquota dei carabinieri dell’antiterrorismo era già pronta ad intervenire e alle 11 circa, l’elicottero del Gis dei carabinieri è atterrato poco distante dal campo operativo. E qui cominciano i perché senza risposta. A gestire la situazione c’erano i vertici provinciali dell’Arma, i mediatori, gli specialisti e a coordinare tutto, il sostituto procuratore della Repubblica di Latina al quale, in quanto autorità giudiziaria, spettava il compito di decidere se e quando intervenire.

 

Che l’uomo avesse già sparato alle figlie, ormai lo si sapeva: lo aveva detto più volte lui nel suo delirio; non si sentivano nell’appartamento voci o lamenti delle due sorelline; i vicini avevano sentito nell’appartamento esplodere colpi di arma da fuoco. Ma anche la madre era stata attinta da tre colpi di pistola senza rimanere uccisa e l’intervento dei sanitari le ha salvato la vita.

Perché aspettare fino alle 13.15 circa per intervenire solamente dopo che l’uomo si è sparato?

Sul balcone che affaccia sulla parte opposta a via collina dei Pini, sotto gli occhi di tutti, Luigi Capasso, mani in tasca ma ancora armato della sua rivoltella, parlava con i mediatori che erano sul balcone a fianco.

Nel corso della puntata del programma “Chi l’ha visto” di ieri sera, si sostiene di avere informazioni in merito ai rilevamenti fatti da uno strumento utilizzato quella mattina che, grazie al calore emanato dai corpi, stabilisce quante persone sono vive in un determinato luogo. Nel servizio di “Chi l’ha visto?”, si sostiene che  nell’appartamento vi sarebbe stata, oltre a Luigi Capasso, un’altra persona viva. Alle 13.15, dopo che l’appuntato si è tolto la vita, i Gis sono entrati e hanno trovato solamente morti.

A quel punto comincia la lunga sequela dei “se” e dei “ma”.

“Se fossero intervenuti prima avrebbero potuto sperare di trovare agonizzanti una delle due sorelle e dare speranza di vita”, oppure “ma intervenire significava perdere la speranza di far arrendere l’uomo e mettere in pericolo la vita di chi doveva intervenire”.

Comunque la si pensi, alla fine la storia è stata tristemente scritta.

Forse l’autopsia sul corpo delle piccole avrebbe potuto fugare ogni dubbio sul fatto che, lo strumento che rilevava la seconda vita nell’appartamento si era sbagliato e che, invece sia vera l’ipotesi secondo cui le bambine siano morte nel momento in cui il padre ha loro sparato. Ma lo stesso sostituto procuratore che ha coordinato le operazione e che poteva disporre di affidare l’esame autoptico ha preferito evitare.

Ermanno Amedei

20 Dicembre 2017 0

Bimbo di 5 anni cade dal 5° piano. Muore sul colpo. Tragedia a Spinaceto

Di redazione

Un bambino di 5 anni è morto oggi pomeriggio cadendo dalla finestra dell’appartamento al quinto piano di una palazzina Ater in cui viveva con i genitori a Spinaceto. La tragedia è accaduta oggi pomeriggio in via Padre Romualdo Formato quando il piccolo era in casa con il padre mentre la madre era uscita di casa per andare a prendere la sorellina. Secondo una prima ricostruzione dei carabinieri del nucleo investigativo di Frascati e dei loro colleghi della Compagnia di Pomezia, il piccolo si sarebbe arrampicato al termosifone vicino alla finestra della sala da pranzo arrivando così al davanzale e poi è caduto nel vuoto. Il padre si sarebbe accorto di quanto accaduto quando il bimbo era purtroppo precipitato. Il bambino è morto sul colpo. Le indagini dei carabinieri sono ancora in corso. Foto d’archivio