Tradiva la moglie e ostentava l’infedelta, condannato a 2,6 anni di carcere

1 ottobre 2009 0 Di redazione

Non si può tradire la propria moglie esibendo alla stessa le prove del tradimento per renderlo ancora più duro. Lo ha sancito la Suprema corte di Cassazione confermando la condanna a due anni e sei mesi di reclusione a Albino P., un 72enne originario di Pescosolido (Fr) ma residente in provincia di Como. L’uomo era stato già condannato in primo grado perché insultava la moglie e la maltrattava fino, addirittura, a chiuderla fuori casa al ritorno da un periodo di ricovero in ospedale. Tra i reati di cui l’uomo è stato ritenuto colpevole dalla Cassazione, anche quello di “ostentazione delle infedeltà”, Il 72enne, infatti, dopo il tradimento, non esitava a “ostentarlo” come maltrattamento alla coniuge costringendo la donna ad una condizione di vita costantemente dolorosa e avvilente che integra il reato di maltrattamenti tradizionale. Insomma attenzione ad osteggiare il tradimento perché se se a punire non è la moglie ci pensa, con la galera, la Cassazione e non è escluso che ci possano pensare entrambe.
Er. Am.